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TERRASINI E CINISI

Fabio Rocca
Sabato, 25 Gennaio, 2020

TERRASINI -CINISI

Sabato 25 gennaio il Club di Territorio di Palermo del Touring Club Italiano ha organizzato una visita sia al Museo d'Aumale di Terrasini che al paese di Cinisi.

Prima dell'ingresso al Museo ci ha accolti la cala di Terrasini con i suoi colori splendenti e i suoi faraglioni. La bella giornata esaltava i colori già intensi del mare e degli scogli.

All'ingresso al Museo ci hanno ricevuti il prof. Fabio Lo Valvo e  il dott. Gianni Guadagno che, con arguzia e conoscenza, ci hanno condotti attraverso vari secoli mostrandoci, tra l'altro, la "perizia marinara dei navigatori" soprattutto nello stivate nelle imbarcazioni le anfore contenenti oli e vini. In un'altra ala del museo abbiamo visto esposti innumerevoli esemplari delle specie ornitologiche tipiche dei nostri territori. Infine, un'altra ala del museo, contiene numerosi carri siciliani costruiti per le sue varie applicazioni, dal calesse allo strascino. Tutti con le scene classiche siciliane, con intagli pregevoli e con gli sgargianti colori delle figure.

Dopo il pranzo a Piano Margi, ci siamo recati al paese di Cinisi. Possiamo affermare di avere scoperto un paese ai più sconosciuto e noto solo per i fatti di mafia.

Accompagnati e guidati dalla signora Rosalinda Mazzola, dall'assessore alla cultura Verusca Pizzo e dai padri don Antonio Ortoleva e Simone Billeci,  abbiamo apprezzato la Chiesa Madre Santa Fara e, soprattutto, una serie di cripte della fine del '600 e primi del '700.

La Chiesa Madre contiene pregevoli opere d'arte tra cui, il bellissimo quadro della Beata Maria del Gesù Santocanale dipinto dalla cinisense Marilena Manzella.

Tutto ci saremmo aspettati tranne di trovare UNA CINISI SOTTERRANEA, sconosciuta finché l'allora arciprete mons. Antonio Cusumano, nello spostare un vecchio armadio, nella sagrestia scoprì nel pavimento una piccola apertura dalla quale si scorgevano dei locali sotterranei.

Una Cinisi sotterranea che, nel passato, ha avuto anche la funzione di rifugio antiaereo durante la guerra ma che, ancor prima, era una via di fuga in occasione delle scorrerie piratesche.

Sorprendente, fra l'altro, sia la lunghezza delle gallerie con a lato gli "essicatoi", sia la presenza della cripta riservata alle donne e quella per gli uomini.

Ogni cripta si differenzia dalle altre per le rifiniture, per le dimensioni o per la struttura interna. 

Infine, dopo la visita al Municipio, ancora una sorpresa: uno stupendo presepe artistico semovente opera di Giacomo e Lorenzo Randazzo. Due stanze nelle quali gli artisti hanno riprodotto il paesaggio del presepe con case, strade e botteghe degli artigiani.  In ognuna di queste, all'interno, le casalinghe e gli artigiani si muovono con i loro classici movimenti: dalla mamma che culla il bambino, al fabbro che batte l'incudine, alla casalinga che pulisce il cortile; per non parlare dei carretti che passano lungo le strade del paesino.

Con questa opera d'arte, perché di questo si tratta, stanchi per la lunga giornata abbiamo imboccato la strada per Palermo.