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PRESENTAZIONE DEI RESTAURI DI DUE QUADRI

Fabio Rocca
Martedì, 9 Novembre, 2021

GIOVEDI’ 4 NOVEMBRE A PIAZZETTA BAGNASCO IL CLUB DI TERRITORIO DI PALERMO DEL TCI E SALVARE PALERMO HANNO PRESENTATO:

“Le opere raccontano”

Piovigginava, ma seduti erano in tanti e alcuni tenevano l’ombrello aperto, altri si coprivano la testa come potevano, perché era piacevole, in quella piazzetta Bagnasco da un po’ di tempo animatasi e risorta a nuova vita con la cultura, ascoltare il racconto di due complessi restauri promossi dalla Fondazione Salvare Palermo in questi ultimi anni. Nella piazzetta oggi si presentano libri, si dibattono idee, si discute di problemi, come è accaduto il pomeriggio del 4 novembre nell’incontro promosso dal Club di Territorio di Palermo del Touring Club Italiano e da Salvare Palermo nelle persone del prof. Fabio Rocca e  dell’arch. Silvana Lo Giudice, su Le opere raccontano.

Dal 2016 il Club di Territorio di Palermo del TCI sotto la guida dell’attuale console Fabio Rocca e di un gruppo di soci volontari organizza visite guidate per fare conoscere soprattutto gli aspetti meno noti del nostro Territorio.

Da anni la Fondazione promuove e realizza, con la collaborazione finanziaria di qualche altro Ente, complessi restauri di importanti opere d’arte. Gli ultimi due hanno riguardato il Novecento e in particolare la grande scenografia che fa da magnifico sfondo all’Aula Di Maggio della Società Siciliana di Storia Patria e la cosiddetta Pupa ru Capu, il bel mosaico liberty che attende di ritornare al suo posto nella facciata del palazzo Serenario di quel rione. La parola affascinante ed esperta della giovane restauratrice Ambra Giordano dell’Accademia di Belle Arti ha illustrato, anche con diverse immagini, il difficile e puntuale lavoro fatto sulla tela di Gino Morici, La Corte di Federico II, creata nel 1926, su incarico di Ernesto Basile. Mentre iniziati nel 1929 e ripresi nel 1953-’54 sono gli altri due grandi oli delle pareti laterali, a sinistra sul tema Il conte Ruggero alla battaglia di Cerami e a destra su L’ingresso in Palermo di Pietro d’Aragona. Il restauro e la ripulitura hanno consentito di dare nuova luce e significato alle tele permettendo anche l’identificazione di alcuni dei personaggi contemporanei raffigurati in veste medievale dall’abile pennello del “geniaccio” Morici. Ma l’aspetto più affascinante del discorso di Ambra Giordano è stato quello sulle nuove tecniche e sui nuovi procedimenti chimici da lei sperimentati durante il restauro, che oggi l’hanno proiettata in una dimensione internazionale, richiesta come è ormai in vari paesi e continenti. Franco Fazzio, noto da tempo a Palermo per le sue abilità e conoscenze, si è invece acutamente soffermato sulla “Pupa del Capo”, evidenziando le difficoltà dell’intervento sul mosaico e la quasi impossibile identificazione dell’autore, che, a tutt’oggi, malgrado le varie ipotesi fatte, resta sconosciuto: Salvatore Gregorietti? I due interventi hanno destato l’attenzione e affascinato il numeroso pubblico, che è rimasto fino alla fine, malgrado la pioggia. Bravi gli organizzatori. 

 di Anna Mara Ruta