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Una domenica all'Orto Botanico col Club di Territorio

Franco Sardi
Martedì, 13 Ottobre, 2020

“Era una domenica buia e tempestosa” avrebbe iniziato Snoopy.

Proprio così, dopo un sabato 10 ottobre di sole smagliante la notte ha iniziato a piovere su Cagliari e dintorni, quasi a voler rendere impossibile la ripresa delle attività pubbliche del Club di territorio anche alla fine di questo tristissimo 2020, ma non ci siamo persi d’animo.

Come descrivono meglio delle parole le foto del Console Giuseppe Melis e di altri soci, ci siamo armati di mascherine ed ombrelli e hanno partecipato compatti al primo evento proposto dopo quasi un anno di confinamento: una passeggiata nell’Orto Botanico dell’Università, anzi due, perché le regole Covid ci hanno divisi in due gruppi di dodici persone e, per giunta, non in contemporanea.

Giovanni, naturalista di rara competenza e comunicazione, ci ha svelato gli angoli meno conosciuti del Parco, aprendo il suo racconto con la lunga storia della Valle di Palabanda, residenza delle famiglie abbienti della Caralis romana, coltivata nel medioevo dai monaci, da più di 150 anni sede dell’Orto Botanico dell’Università diretto, quasi un secolo fa, anche da Eva Mameli Calvino, madre dello scrittore Italo, prima donna italiana a conseguire la libera docenza presso un'università.

Abbiamo conosciuto il complesso sistema di acquedotti risalenti all’impero romano, costruiti per irrigare una valle i cui pozzi pescano acque salmastre, e abbiamo compreso l’evolversi di un istituto scientifico vivo, modificatosi nei decenni con l’evolversi della ricerca universitaria e delle mode paesaggistiche, siamo passati dalle aree desertiche alle foreste pluviali, da conifere sconosciute al laghetto dove vive una coppia di giovani germani frutto di un amore protetto dalla chiusura Covid della primavera scorsa.

Tutto non era possibile approfondire e, consigliati dal Direttore Gianluigi Bacchetta, abbiamo focalizzato la visita sulla sezione delle piante officinali e aromatiche, con un percorso sensoriale ed esperienziale che l’autunno ha reso indimenticabile.

Al termine tutti i presenti erano contenti di essersi ritrovati, di averlo fatto nel verde e in massima sicurezza, di poter continuare l’impegno di presa in cura del territorio che il Club persegue con forza.

Un solo dispiacere: i limiti di sicurezza Covid ci hanno costretti a respingere tante, troppe, richieste di partecipazione, ma non disperiamo, col bravo Giovanni stiamo già studiando altre passeggiate mirate all’interno dell’Orto.

Arrivederci a presto.