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Quinto incontro dell'11 aprile con la dott.ssa Maria Masau Dan

Antonio Fumarola
Sabato, 13 Aprile, 2019

“Aglaja Georgiadis vista da Gino Parin: gioventù dorata e cultura nella Trieste degli anni '20”

Quinto incontro dell'11 aprile con la dott.ssa Maria Masau Dan

del progetto Il Touring Club Italiano per il Museo della Comunità Greco Orientale di Trieste “Costantino e Mafalda Pisani”: focus, digressioni e approfondimenti.

La storica dell'arte dott.ssa Maria Masau Dan, già Direttore del Civico Museo Revoltella, è stata invitata dal Club di Territorio di Trieste a illustrare l'opera di Gino Parin, e in particolare il ritratto di Aglaja Georgiadis presente nel Museo Pisani, un grande olio in cui domina il colore rosso e ritrae in un palco teatrale la giovane donna elegantissima in un vestito da sera chiaro, con i capelli corti come si usava portarli negli anni Venti: un'immagine di bellezza, lusso ed eleganza.

La dott.ssa Masau ha raccontato brevemente la formazione di Gino Parin (il suo vero cognome era Pollak), ebreo triestino che scopre precocemente la sua vena artistica e va a studiare all'Accademia di Monaco. Lì incontra un ambiente artistico molto stimolante, conosce tanti artisti ed entra in contatto con le correnti più innovative del Novecento. Si dedica principalmente al ritratto, che resterà un ambito prevalente della sua opera. Illustrandoci i tanti ritratti del periodo, la nostra relatrice ci ha fatto osservare come Parin sia molto attento ai giochi di luce e come valorizzi con diversi accorgimenti le persone ritratte.

Sposa un'americana, ha due figlie, si converte alla religione cattolica ed acquisisce la cittadinanza svizzera probabilmente su spinta della famiglia, i cui affari forse potevano trarne vantaggio.

Il matrimonio finisce e Parin rientra a Trieste, dove riprende a vivere e a dipingere. Nell'ambito dei ritratti la sua musa ispiratrice è Fanny Tedeschi, a cui dedica molte opere: lei lo asseconda con suggestivi travestimenti.

Il ritratto di Aglaja Georgiadis gli viene commissionato dal padre di lei, l'avvocato Georgiadis, grande collezionista che faceva acquisti mirati alle Biennali di Venezia ed era componente del Curatorio del Revoltella. Acquisisce in quegli anni un'importante collezione, che purtroppo dopo la crisi del '29, è costretto a vendere attraverso una casa d'aste dell'epoca a Milano.

La bellissima Aglaja forse non avrà una vita brillante, come può far supporre il suo ritratto, perché l'ultima notizia che si ha di lei è che muore negli anni '70 del Novecento nell'Ospedale Psichiatrico di Verona.

Un racconto brillantissimo quello della dott.ssa Masau che ha analizzato tanti aspetti sia dell'opera di Parin sia del committente Georgiadis, figura di grande spicco della Comunità Greco Orientale di Trieste.

Dalla sala degli incontri del terzo piano della sede della Comunità Greco Orientale, siamo scesi al Museo e lì con la dott. ssa Masau e il prof. Sofianopulo ci siamo incantati davanti al bel quadro che ritrae Aglaja in tutto il suo soplendore dei vent'anni. Abbiamo guardato le tante tonalità di rosso (un aspetto molto "tizianesco" in quest'opera di Parin), la costruzione della scena nel palco teatrale in cui uno specchio sullo sfondo rimanda la luce, la posa di Aglaja con il braccio molto allungato sul bordo del palco e che con la mano trattiene il ventaglio di piume di struzzo. La torsione del corpo e lo sguardo verso sinistra aumentano il movimento della composizione. Lei appare come la tipica giovane di origine greca con i capelli e gli occhi scuri e le sopracciglia molto marcate. Il taglio dei capelli e l'abito, morbido e scollato, denotano che seguiva la moda del momento. Una meraviglia!

Davvero grazie alla dott.ssa Masau che ci ha fatto capire tutta la ricchezza di contenuti di quest'opera e la complessità di costruzione della stessa.

Con la Presidente della Comunità Maria Kassotati e con l'Assessore alla Cultura Antonio Sofianopulo abbiamo concordato che questo progetto del TCI per valorizzare e far conoscere di più le opere del Museo va mantenuto. Confidiamo quindi di poterlo riprendere nel tardo autunno con un'altra serie di appuntamenti

A cura di Gabriella Cucchini

Viceconsole regionale del FVG e console TCI in Trieste