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Quarto incontro del 14 marzo con il dott. Maurizio Lorber

Antonio Fumarola
Venerdì, 15 Marzo, 2019

“L'anima greca di Arturo Rietti e la Mitteleuropa”

quarto incontro del 14 marzo con il dott. Maurizio Lorber

del progetto < Il Touring Club Italiano per il Museo della Comunità Greco Orientale di Trieste “Costantino e Mafalda Pisani”: focus, digressioni e approfondimenti >.

Lo storico dell'arte dott. Maurizio Lorber, in servizio ai Civici Musei, è stato invitato dal Club di Territorio di Trieste a illustrare l'opera di Arturo Rietti, e in particolare il ritratto di Maria Gkava presente nel Museo Pisani, un affascinante pastello dai toni molto chiari che rimanda - anche per la bellezza e l'eleganza della giovane signora ritratta - al periodo felice della Belle Époque triestina, a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Nel raccontare la formazione di Rietti, Lorber – che ha curato per la Fondazione della Cassa di Risparmio di Trieste la nomografia su Rietti - ha ricordato di aver potuto consultare dagli eredi del pittore i suoi taccuini: pieni di appunti, schizzi, disegni e comment. Questo prezioso vademecum gli ha consentito di inquadrare con precisione i processi formativi dell'opera creativa del pittore.

Il padre di Rietti era greco e la madre triestina, ambedue ebrei. Egli visse la sua giovinezza in un ambiente alto borghese, colto, raffinato, plurilingue e multiculturale.

Dopo un breve soggiorno in Toscana, durante il quale si avvicinò alla scuola verista, Rietti andò a Monaco di Baviera e lì frequentò l'Accademia d'Arte. Ebbe maestri importanti che influenzarono la sua produzione artistica e conobbe molti artisti, anche triestini, che come lui volevano migliorare le loro tecniche e conoscenze della pittura. L'ambiente internazionale dell'Accademia e di Monaco lo stimolò moltissimo e le relazioni personali con vari artisti fece sì che con facilità potesse poi soggiornare e lavorare a Vienna, a Parigi e tornato in Italia, a Milano. Dappertutto la ricca borghesia di quel periodo gli commissionò ritratti, in cui fu davvero uno specialista. Non amava la fotografia, ma se ne servì come tutti gli altri artisti dell'epoca e nei ritratti da fotografia sentì sempre il bisogno di precisarlo al momento di firmare la tela. Così avviene per il ritratto di Maria Gkava del Museo Pisani.

Dalla bella sala del terzo piano della sede della Comunità Greco Orientale, dove si tengono gli incontri, siamo scesi al Museo e lì con il dott. Lorber e il prof. Sofianopulo abbiamo ammirato il bel quadro di cui è proprietaria la Comunità Greco Orientale: vedendolo da vicino abbiamo potuto apprezzarne tanti particolari.

Grazie al dott. Maurizio Lorber per questa lezione piena di notizie e acute osservazioni, che ci hanno fatto capire meglio l'opera di Rietti e anche la formazione di altri pittori triestini coevi.

A cura di Gabriella Cucchini

Viceconsole regionale del FVG e console TCI in Trieste