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Come è andata a San Vito al Tagliamento Bandiera Arancione del TCI

Antonio Fumarola
Lunedì, 16 Aprile, 2018

Come è andata a San Vito al Tagliamento Bandiera Arancione del TCI

Una trentina di soci e amici del TCI ci siamo ritrovati a San Vito al Tagliamento sabato 7 aprile per una visita alla bellissima cittadina diventata da poco Bandiera Arancione del TCI.

Per iniziativa della Console Regionale Marina Tagliaferri e del Viceconsole di Pordenone Ario D’Andrea è stata programmata questa bella visita, a cui hanno aderito soci e amici da Trieste: e infatti siamo arrivati a San Vito in pullman grazie alla collaborazione con l'Agenzia di viaggi “Via degli Artisti”.

Abbiamo subito incontrato la nostra guida, che ci ha accompagnato per l'intera giornata: la dott.ssa Francesca Bonvin, laureata in Beni Culturali e prezioso riferimento per l'ufficio AIAT: preparata, appassionata, studiosa di storia e cultura locale ci ha guidato nella visita del borgo e dei principali siti.

Siamo stati ricevuti dal Sindaco dott. Antonio de Bisceglie, molto impegnato nel recupero di beni culturali del borgo e sempre a caccia di fondi europei, statali, regionali e privati per finanziare progetti di recupero e riuso di beni culturali che erano in abbandono. Un amministratore capace e pieno di iniziativa.

Palazzo  Altan – Rota, un tempo abitazione nobiliare, ora municipio, si è svelato a noi in tutta la sua bellezza, con il suo giardino del retro e il bel giardino all'italiana davanti (risulta arretrato rispetto agli palazzi che si aprono sulla piazza), i saloni, le decorazioni murarie, i pavimenti veneziani, la cappella privata della famiglia.

Poi è stata la volta della Loggia Pubblica e dell'Antico Teatro Sociale Arrigoni. Grande è stato qui il recupero perché il palazzo era in condizioni di grande degrado e quindi il teatro e i locali annessi sono stati ricostruiti totalmente, secondo un progetto che si è basato sugli antichi disegni e progetti. Le scelte poi di arredo sono state consone al risultato ottenuto, scegliendo velluti, lampade e quanto necessario tra ditte veneziane, che mantengono ancora caratteristiche di alto artigianato nei loro prodotti.

Da Piazza del Popolo siamo passati a Borgo Castello (che in origine era un edificio imponente sede del potente Patriarcato di Aquileia) e abbiamo visitato il Civico Museo Archeologico dedicato allo studioso Federico De Rocco. Con le preziose spiegazioni della dott.ssa Bonvin abbiamo visitato le sale interne, visto gli affreschi rinvenuti, le decorazioni quattrocentesche e settecentesche, raffigurazioni di stemmi nobiliari, volti di guerrieri e l'affresco dello splendido cavaliere risalente al primo ventennio del 1500.

Poi è stata la volta della visita alla Chiesa dell'Annunciata (o Santa Maria del Castello): all'esterno abbiamo ammirato una delle più antiche rappresentazioni di San Vito e all'interno il bel altare ligneo con l'Annunciazione del Padovanino.

Siamo passati per la zona del borgo in cui vi sono anche belle installazioni di arte contemporanea: esposte quelle che vincono i concorsi annuali indetti dal Comune. Abbiamo proseguito per l'Antico Ospedale della Confraternita di Santa Maria dei Battuti e visitato la primitiva cappella affrescata e il magico cortile interno. Il luogo molto ben restaurato ospita esposizioni, convegni, cerimonie in ambienti pieni di fascino.

Dopo un confortevole pranzo alle “Ostarie Furlane”, abbiamo continuato la visita dei locali sopra la Cappella dell'Ospedale di Battuti, fino alla terrazza da cui si vede il panorama di San Vito a 360°.

Le tappe successive ci hanno portato alla Chiesa di Santa Maria dei Battuti, che risale al XV secolo, dove abbiamo ammirato l'opera di Pomponio Amalteo, allievo e genero del Pordenone e al Duomo eretto alla metà del Settecento sul precedente più antico e di piccole dimensioni. Il Duomo conserva nel suo interno le opere d'arte che erano contenute nel precedente, per cui è un'autentica galleria d'arte. Anche qui opere di Pomponio Amalteo, e anche di Andrea Bellunello e di tanti altri artisti friulani, tra cui il Padovanino.

Molto interessante è stata la visita al Museo provinciale della Vita Contadina, che trae origine da un'ampia e ricca collezione del professor Diogene Penzi. Ricostruiti ambienti della cucina, della camera da letto, della cantina, della stalla e dell'allevamento del baco da seta (qui era zona di tessitura). Il museo presenta un’enorme raccolta di oggetti, attrezzi e costumi: è stato un affascinante percorso nel nostro passato contadino.

Siamo andati alle Antiche Carceri del primo Ottocento, edificio ristrutturato e recuperato in cui si visitano le antiche celle e l'abitazione del custode, che viveva lì con la famiglia.

Ultima tappa della nostra splendida visita è stata la chiesa di San Lorenzo, con opere di Andrea Bellunello e lacerti di affreschi di Pomponio Amanteo. L'edificio ospita spesso mostre fotografiche di alta qualità, realizzate in collaborazione con il CRAF FVG. Qui al termine dell'itinerario abbiamo salutato affettuosamente la dott.ssa Bonvin e l'abbiamo ringraziata per la sua grande disponibilità e competrenza.

Abbiamo concluso così la nostra giornata dedicata alla nuova Bandiera Arancione del TCI: assegnazione quanto mai meritata.

Gabriella Cucchini