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Gran successo per la "VULCANICA", ciclostorica napoletana

Marianna D'Orsi Pisani
Giovedì, 16 Maggio, 2019

Mentre a Bologna si apriva il Giro d’Italia, quest’anno incredibilmente privo di tappe al sud della penisola, sotto il cielo del Vesuvio partiva un giro in bici che ha fatto rivivere le emozioni epiche dei tempi di Coppi e Bartali, di quel Giro che è nei cuori degli italiani.

La Vulcanica, ciclostorica napoletana è una pedalata autentica, percorsa prevalentemente su strade con sanpietrini, che i napoletani definiscono cazzimbocchi, adattamento forse del dialetto napoletano alla parola tedesca katzenkopf  (testa di gatto) o forse più pittorescamente alla forma piramidale dei blocchetti di porfido utilizzati per i lastricati partenopei.

I partecipanti, benché in bici d’epoca e abbigliamento vintage, si sono cimentati in un percorso tutt’altro che semplice: circa 50 km per quasi 1000 m di dislivello, più o meno l’equivalente dell’ascesa al Vesuvio. La Vulcanica è una perfetta combinazione tra ciclismo tradizionale ed esplorazione inconsueta del territorio.

I partecipanti, arrivati da ogni provincia campana, sono stati entusiasti dell’itinerario: da Via Duomo al Real Albergo dei Poveri, dal Real Bosco di Capodimonte (con una sosta per ammirare il primo dei fantastici panorami della giornata) alla Sanità, al Corso Vittorio Emanuele, la strada più lunga di Napoli con i suoi 5 chilometri di curve e panorami, a SpaccaNapoli ed ai Quartieri Spagnoli. La giornata è stata poi arricchita dall’incontro con Antonio Cristiani, leggenda del ciclismo d’epoca campano e con  Mastu Pasquale ultimo numeraio napoletano, testimone dei tempi in cui i numeri per i pettorali dei partecipanti alle gare erano dipinti a mano. Un passaggio in piazza del Plebiscito, e al Monte Echia e da lì in discesa verso il lungomare per ammirare sulla linea d’orizzonte Castel dell’Ovo fino alla collina di Posillipo, e dopo i tornanti di Via Orazio affacciati sul golfo di Napoli, poi giù verso Bagnoli e in sterrato per la collina di San Laise per giungere all’ingresso nell’ex base Nato che il 2 Giugno ospiterà il Napoli Bike Festival, infine il rientro nel parco della Mostra d’Oltremare per il meritato pasta party.

Nemmeno il fragoroso temporale delle prime ore della mattina è riuscito a demotivare i partecipanti della quarta edizione de La Vulcanica, che a dispetto dei nuvoloni sono partiti per un giro epico. Senza troppe concessioni alla tecnologia, né tute tecniche.

Unico propellente, lo spirito d’avventura e fratellanza che malgrado la fatica e il sudore, unisce i ciclisti. Questi sono stati gli ingredienti chiave per la riuscita dell’evento. Il regolamento, inderogabile, prevedeva che per partecipare fosse necessario avere delle bici d’epoca nell'obiettivo restituire a nuova vita i mezzi fermi da anni in cantina e rimetterli in moto. Perché le bici hanno un’anima e pedalando prendono vita.

 

CREDITS: fotogallery di Antonello Naddeo

 

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