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La riscossa della Natura

Bruno Petriccione
Venerdì, 20 Marzo, 2020

Era dal Medioevo che l’Uomo non faceva un grosso passo indietro, come sta accadendo in questi drammatici giorni nei quali il virus COVID-19 ha fatto il suo ingresso prepotente nella vita di ognuno di noi.

Le strade che interrompevano gli spostamenti di cervi, caprioli, orsi, lupi e di tanti altri animali selvatici sono oggi quasi deserte. Le località più affollate di escursionisti, non sempre rispettosi degli ecosistemi, sono oggi tornate terreno libero e indisturbato per le piante e gli animali selvatici. L’aria appestata dalle attività umane sempre più invadenti, le stesse acque maltrattate ed inquinate dall’uomo stanno pian piano recuperando il loro stato naturale, a causa della forte diminuzione della pressione da parte dell’Uomo.

Quella decrescita da molti invocata come unica strategia vincente per ridurre l’impronta ecologica dell’Uomo sulla biosfera e porre un freno alla corsa sfrenata verso la distruzione della biodiversità sta divenendo realtà, purtroppo non per libera scelta ma come effetto collaterale della strategia in atto per combattere la diffusione della nuova peste del XXI secolo.

E così gli habitat sottratti da secoli ai nostri compagni selvatici, ridotti a volte fin sull’orlo dell’estinzione, tornano di diritto a coloro che li abitavano da oltre 10.000 anni, ben prima che l’Uomo divenisse una vera e propria specie invasiva, un reale pericolo per l’integrità dell’intera biosfera.

 

(foto di Sarah Gregg)