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La domenica di incendi sulla costa abruzzese

Elio Torlontano
Sabato, 7 Agosto, 2021

È stata una domenica di incendi lungo la costa abruzzese, il 1° agosto 2021. Spinto da un impetuoso e torrido vento di Libeccio, qui chiamato Garbino, il fuoco ha devastato, lungo la Costa dei Trabocchi, la Pinetina di Vallevò e la Riserva naturale dell’Acquabella e, a Pescara, la Pineta Dannunziana.

Quest’ultimo incendio è stato particolarmente grave perché ha interessato la Riserva naturale regionale istituita nel 2000 per preservare 53 ettari a sud della città, residuo della più vasta selva costiera un tempo esistente, costeggiata dal quartiere di ville liberty immerse nel verde di magnifici pini di Aleppo. Il fuoco, accesosi all’esterno della Riserva, è stato vigorosamente alimentato dai materiali infiammabili presenti nel deposito di uno sfasciacarrozze, sconsideratamente situato ai suoi margini, per poi investire il comparto boschivo sud-occidentale fino a minacciare gravemente un complesso scolastico e alcune ville. Le potenti colonne di fuoco hanno sollevato a grande altezza tizzoni e lapilli che sono ricaduti fin sulla spiaggia incendiando e riducendo in cenere le attrezzature di uno stabilimento balneare. Sono andati completamente bruciati anche gli chalet dei servizi che furono la base per il nostro Un giorno per bene del 2019, ma fortunosamente si è salvato il cartello che realizzammo in quella occasione a memoria dei fondamenti storici che hanno portato a dedicare la Pineta a Gabriele D’Annunzio.

È andata perduta una parte rilevante della Riserva entro i cui limiti, a fine maggio, erano già stati tagliati una ventina di maestosi pini e querce ed eliminato il relativo sottobosco in ragione della realizzazione di una contestata strada a scorrimento veloce che dovrebbe innestarsi al nuovo svicolo della circonvallazione, dopo la demolizione di quello esistente. L’area incendiata è adiacente anche ai terreni dove è stata prevista la costruzione di un nuovo stadio di calcio, con annesse strutture commerciali, per il momento accantonata probabilmente a causa della retrocessione della squadra e per le non floride condizioni economiche della società calcistica. Strane coincidenze che destano più di un sospetto in buona parte dell’opinione pubblica cittadina che non si sente affatto rassicurata dall’esistenza della legge che esclude per quindici anni la possibilità di cambio d’uso delle aree percorse dagli incendi, dai vincoli di tutela della Riserva e da quelli urbanistici.

Il fuoco ha gravemente danneggiato un prezioso polmone verde, un bene comune paesaggistico storico, identitario della città, amato e largamente usufruito nel tempo libero, ricco di biodiversità, ideale per attività di educazione ambientale rivolte particolarmente ai più piccoli.

Nel condannare questi incendi quali atti criminali o conseguenza di inammissibili colpose leggerezze, siamo tra quelli che ritengono di dover alzare il livello della difesa degli ambienti naturali nel tentativo di contrastare i cambiamenti climatici, la cui evidenza è sempre più drammatica, e di adoperarsi per aumentare il senso di consapevolezza di ogni cittadino che deve sentirsi in dovere non solo di tenere sempre comportamenti altamente responsabili nei confronti dell’ambiente ma anche di vigilare costantemente per la sua integrità.