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Un unico cammino per unire i 26 parchi nazionali italiani

Nasce il Sentiero dei Parchi

di 
Tino Mantarro
3 Giugno 2020
Per ora è soltanto un progetto, confinato sulla carta e scritto nei protocolli. Però è un bel progetto che va in direzione della valorizzazione del turismo lento e naturalistico: unire tutti i Parchi nazionali italiani con un unico grande cammino, dalle vette del Gran Paradiso fino all’Etna. Si chiama Sentiero dei Parchi, ed è frutto di un accordo tra ministero dell’Ambiente e Club alpino italiano. Firmato in occasione della Giornata mondiale dei parchi, si tratta di un accordo nato per valorizzare i sentieri nelle aree protette, favorendo la frequentazione consapevole delle Terre alte e la realizzazione di un percorso ecosostenibile che appunto toccherà tutti i 26 parchi nazionali italiani, utilizzando come spina dorsale il percorso dell’attuale Sentiero Italia Cai. In Sentiero Italia è un sentiero d’alta quota che si sviluppa in 400 tappe coprendo oltre 7mila chilometri, lungo la dorsale appenninica e l'arco alpino, da Santa Teresa Gallura, nel nord della Sardegna, a Muggia, in provincia di Trieste.
 
Il Sentiero Italia attualmente tocca già 18 dei 26 parchi nazionali e conta 85 tappe comprese interamente o parzialmente all'interno dei loro confini. Quindi si tratta di unificare i sentieri esistenti, cucendoli in un unico grande percorso che attraversa l’anima verde del nostro Paese. Per questo è prevista la realizzazione di specifiche varianti, così da comprendere tutte le aree protette, in un percorso di visita ecosostenibile che unisca parchi, riserve della biosfera, siti naturalistici Unesco. Per renderlo anche un prodotto turistico il ministero ha pensato a un passaporto, modellato sulle credenziali del Camino di Santiago, in modo da attestare il percorso di ogni camminatore. Del resto l’obiettivo dichiarato del Sentiero dei parchi è ambizioso: rilanciare le aree protette come luoghi di conservazione e di gestione della natura, consentendo ai residenti la possibilità di realizzare filiere economiche sostenibili in modo da contrastare l’abbandono delle aree interne.