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La Fiera del tartufo di Acqualagna e la guerra culinaria fra Rossini e Dumas

Le Marche, il tartufo e la guerra dei maccheroni

di 
Luca Bonora
10 Ottobre 2020
Con l’autunno si apre la stagione del tartufo e la Regione Marche occupa, in questo senso, una posizione senza dubbio di primo piano. Ad Amandola, in provincia di Fermo, e soprattutto nella provincia di Pesaro Urbino, tra Acqualagna e Sant’Angelo in Vado, Pergola e Apecchio, i tartufi sono un prodotto di eccellenza e ottobre e novembre sono i mesi perfetti per assaporarli, anche grazie alle diverse Fiere del tartufo, organizzate proprio in questo periodo.
 
Anche se pochi lo sanno, ad Acqualagna si raccoglie oltre metà dell’intera produzione nazionale di tartufi, bianchi e neri. Naturale quindi che qui si svolga la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, il più importante appuntamento del Centro Italia dedicato al tartufo bianco pregiato, per il 2020 in programma il 25 e 31 ottobre e l’1 ,7, 8, 14 e 15 novembre. In città c’è anche un Museo del Tartufo che ne racconta la storia, i segreti, i profumi, gli abbinamenti e anche i libri e i film in cui il tartufo è protagonista, con una selezione di aneddoti affascinante. Come la Guerra dei Maccheroni che vide contrapposti il compositore marchigiano Gioacchino Rossini e lo scrittore francese Alexandre Dumas padre. Invitato a cena da Rossini per gustare i “maccheroni alla napoletana” (dei quali Rossini ignorava la ricetta), Dumas si ritrovò davanti un piatto a base di tartufo e si rifiutò di assaggiarlo. Questo rifiuto causò una insanabile rottura tra i due, rottura continuamente alimentata da ripicche e sberleffi, accuse incrociate di incompetenza gastronomica (e talvolta anche professionale) che proseguirono incredibilmente per più di vent’anni, fino alla morte di Rossini.
 
Acqualagna non è solo la città del tartufo, ma fa anche parte della Riserva naturale statale Gola del Furlo, un territorio di grande bellezza naturalistica, archeologica e geologica. Situata lungo l'antica via Flaminia, Acqualagna si trova a sudovest della Gola del Furlo – il canyon creato dal fiume Candigliano, zona tutta da scoprire a piedi grazie ai numerosi percorsi e trekking che la attraversano, come la camminata che si sviluppa proprio lungo il corso d’acqua. Oltre alle bellezze naturalistiche, tra i siti storici da non perdere c’è la chiesa di S. Vincenzo al Furlo, ciò che rimane di un'antica abbazia dell'VIII secolo.
 
Anche Sant'Angelo in Vado, borgo medievale situato lungo l'alta valle del fiume Metauro, celebra ogni anno il tartufo con la Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche di Sant’Angelo in Vado, quest’anno alla sua 57° edizione in programma per il 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31 ottobre e l’1 novembre. Qui il consiglio è di assaggiare un famoso piatto della tradizione marchigiana, condito con tartufo, ovviamente: i passatelli.

Tra una degustazione di tartufo e l’altra, si potrà camminare tra le viottole dell’antico borgo sorto sulle rovine della romana Tiphernum Mataurense.