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Si può viaggiare in Europa? E nel resto del mondo? E rientrare in Italia? Ecco la situazione Stato per Stato

Coronavirus e viaggi: dove non possono andare gli italiani

4 Dicembre 2020

L’emergenza Covid-19 (coronavirus) causa molte limitazioni negli spostamenti in Italia e all'estero. Fermo restando che la situazione è in continua evoluzione, e che quanto scriviamo è valido nel momento di aggiornamento di quest'articolo, ecco un riassunto per orientarsi. Invitando sempre a valutare in maniera consapevole la situazione e a mettere la propria salute prima di ogni altra necessità.
 
VIAGGI IN ITALIA
I nuovi DPCM dispongono una serie di limitazioni sul territorio nazionale.

Il DPCM del 3/12 ha confermato restrizioni di intensità variabile da Regione a Regione in funzione della gravità della pandemia nei rispettivi territori. Le Regioni risultano suddivise fra tre aree che identificano zone di rischio epidemico: basso (Area gialla), medio (Area arancione), alto (Area rossa). Tale suddivisione vale per 15 giorni terminati i quali, in base all’evolversi degli indici pandemici, definiti dal Ministero della Salute, le diverse Regioni potranno migliorare la loro posizione di restrizione, peggiorarla o rimanere identica.

Per quanto riguarda spostamenti e viaggi, al momento (3 dicembre) la situazione è questa; per giustificare i movimenti è stata approntata una specifica autodichiarazione.
Area gialla (Liguria, provincia di Trento, Veneto, Lazio, Molise, Sicilia, Sardegna): 
- vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Raccomandazione di non spostarsi se non per motivi di salute, lavoro, studio, situazioni di necessità.

Area arancione (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Basilicata, Puglia, Calabria):
- vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute;
- vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, nececssità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all'interno del proprio Comune. Il transito su questi territori è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti dal DPCM.

Area rossa (Valle d'Aosta, provincia di Bolzano, Toscana, Abruzzo, Campania): 
- vietato ogni spostamento, anche all'interno del proprio Comune, salvo che per comprovati motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all'altra e da un Comune all'altro. Il transito su questi territori è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti dal DPCM.

Attenzione! Norme speciali dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021
- Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, è vietato, nell'ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma.
- Nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato ogni spostamento tra Comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altro Comune.

Per giustificare i movimenti è stata approntata una specifica autodichiarazione.

 
VIAGGI IN EUROPA - STATI UE E SCHENGEN
Secondo il DPCM 3 dicembre, sono liberamente consentiti, in base alla normativa italiana e fino al 9 dicembre, gli spostamenti per qualsiasi ragione VERSO i seguenti Stati:
- Stati membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Far Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (incluse Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte; esclusi altri territori), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi i territori al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (incluse isole Canarie e altri territori situati nel continente africano), Svezia, Ungheria; 
- Stati parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Svizzera;
- Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (inclusi Gibilterra, Isole del Canale, Isola di Man, basi britanniche nell’isola di Cipro; esclusi i territori al di fuori del continente europeo);
- Andorra, Principato di Monaco;
- Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Attenzione, però:
1. Per il rientro DA questi Stati, si veda successivamente il paragrafo "INGRESSI IN ITALIA".
2. Dal 10 dicembre questa lista potrà essere riformulata, includendo Stati e territori a basso rischio epidemiologico che verranno individuati con ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 6, comma 2 del DPCM 3 dicembre 2020.
3. L'Italia permette di recarsi in questi Stati, ma è possibile che alcuni di questi Stati applichino forme di restrizione all’ingresso. Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio, e sul sito reopen.europa.eu. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri. 

In particolare (dati aggiornati al 3 dicembre):

Austria - Alle persone in arrivo dall'Italia è consentito l’ingresso in Austria senza la necessità di produrre un certificato medico attestante la negatività al Covid 19 o di sottoporsi ad obblighi di quarantena. Ciò a condizione che non si sia stati nei 10 giorni precedenti in nessun Paese o area diverso da quelli elencati sul sito Viaggiare Sicuri, o dall’Austria stessa. Ai fini dell’applicazione di tale esenzione, vale la regola per cui non si deve essere stati in nessuna altra area, diversa da quelle con cui è stata ripristinata la libera circolazione (o dall’Austria stessa), nei dieci giorni precedenti. In generale, il transito attraverso il Paese assicurando l'immediata ripartenza è garantito. Maggiori informazioni sul sito Viaggiare Sicuri e a questo link.
Belgio - I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito, sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell’area “UE+” (v. oltre nel testo). A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line, tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all’estero) di durata inferiore alle 48 ore. Il Governo belga ha adottato una cartina dell’Europa a colori in costante aggiornamento, nella quale le regioni dei diversi Paesi vengono categorizzate a seconda del rischio epidemiologico e sono indicate le eventuali restrizioni all’accesso in provenienza dal Belgio verso quegli stessi Paesi e le eventuali misure di precauzione da adottare al rientro in Belgio. A partire dal 23 ottobre i viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa, saranno tenuti ad effettuare un test solo in caso di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio, nel qual caso l’obbligo sarà notificato da un sms. Per quanto riguarda l’Italia, a partire dal 4 novembre sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni. 
Bulgaria - I viaggiatori provenienti dai Paesi UE (compresa l’Italia), Schengen e da altri Paesi (si veda la scheda sul sito Viaggiare Sicuri) possono fare il loro ingresso in Bulgaria senza alcuna restrizione e senza la necessità di esibire il risultato negativo del test.
Cipro - Per l’ingresso a Cipro vigono regole diverse a seconda dello Stato di provenienza. I Paesi sono stati suddivisi in diverse categorie (Categoria A, B e C) in base alla situazione epidemiologica. Le liste dei paesi vengono aggiornate su base settimanale e sono consultabili su questo sito. A partire dal 9 novembre, l’Italia è inclusa nella Categoria C: l’ingresso a Cipro per chi provenie dall’Italia è consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori: cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari (inclusi consorti e figli minori), persone legalmente residenti nella Repubblica di Cipro, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro. Per l’ingresso a Cipro tali persone dovranno: - effettuare il test COVID-19 all’arrivo a Cipro a cura delle autorità cipriote, oppure presentare un certificato negativo di test effettuato entro 72 ore prima della partenza dall’Italia; - osservare un periodo di auto-isolamento di 14 giorni presso il proprio domicilio a Cipro, quale che sia il risultato del test COVID-19 e ripetere il test 48 ore prima del termine dell’isolamento. Tutti i viaggiatori in ingresso a Cipro devono sottoscrivere una dichiarazione giurata attestante il paese di provenienza e altre informazioni personali (“Cyprus Flight Pass”) da compilare online non prima di 24 ore prima del viaggio registrandosi sul portale https://cyprusflightpass.gov.cy/ . Una volta ricevuta l’autorizzazione per email, il “Cyprus Flight Pass” dovrà essere stampato ed esibito in aeroporto al momento della partenza per Cipro. Per quanto riguarda l’ingresso nella parte nord dell'isola, cosiddetta TRNC, a partire dal 1 dicembre 2020, i passeggeri in arrivo direttamente dall'estero, indipendentemente dal paese di provenienza, devono presentare un certificato Covid-19 negativo effettuato non più di 72 prima e rimanere in quarantena per 7 giorni. Per periodi di permanenza inferiori a 3 giorni, è richiesto un certificato di test Covid-19 negativo effettuato non più di 72 ore prima, senza l'obbligo di quarantena. L’ingresso nella parte nord dell’isola attraverso i varchi della Green Line resta soggetto a limitazioni. I transiti sono attualmente consentiti solo ai ciprioti di entrambe le comunità e ai residenti permanenti a Cipro. Ai turisti stranieri non è consentito l’attraversamento. Si raccomanda pertanto di evitare il transito verso la parte nord dell’isola.
Croazia - Con misure in vigore dal 1 dicembre al 15 dicembre, le Autorità croate hanno disposto le seguenti limitazioni relative all’ingresso in Croazia: 1) Le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell'area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, che sono elencati nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie possono liberamente entrare in Croazia. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito. Sono previste alcune eccezioni per chi non proviene direttamente dai Paesi e/o Regioni che sono elencati nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie.  2) Le persone provenienti direttamente da tutti gli altri Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, non compresi nel punto 1, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per  COVID-19 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Viene, peraltro, raccomandato a tutte le persone che possono entrare in Croazia di anticipare il loro ingresso utilizzando l'applicazione Enter Croatia (https://entercroatia.mup.hr/). Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Danimarca -  A partire dal 27 giugno la le Autorità danesi hanno disposto la parziale riapertura delle frontiere, con differenti modalità di ingresso a seconda del Paese di provenienza. Per più dettagliate informazioni si rimanda a questo sito dove vengono aggiornate settimanalmente le liste dei Paesi nei confronti dei quali vigono o meno restrizioni all’ingresso. A partire dal 17 ottobre non è ammesso l’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia per motivi turistici. Si potrà entrare nel Paese solo se in possesso di un “valido motivo” come specificato in questo sito. Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro, studio (iscrizione a corsi o test d’ingresso per corsi), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, funzioni di diplomatico, proprietà di una casa o barca in Danimarca, etc. Inoltre, a partire dal 26 ottobre, i viaggiatori provenienti dall’Italia o da altro “Paese arancione”' all'interno dell'UE e dell'area Schengen, nonché da un paese terzo classificato come ”Paese a rischio”', oltre ad un valido motivo, dovranno anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo sostenuto non prima delle 72 ore antecedenti all’ingresso in Danimarca; qui il form. In caso di mancata presentazione di suddetta documentazione, la persona interessata deve normalmente aspettarsi di non poter fare ingresso in Danimarca e di ritornare verso il luogo di origine nel minor tempo possibile, senza uscire dall’aereoporto. A partire dal 1 dicembre per i viaggiatori provenienti da tali Paesi sarà sufficiente osservare un autoisolamento di 10 giorni, che potrà essere ulteriormente ridotto effettuando un test COVID-19 non prima di 4 giorni dopo l’ingresso nel Paese. Per aggiornamenti sull’accesso al Paese e la documentazione da presentare consultare questo sito in inglese e/o telefonare all’hotline delle Autorità danese di frontiera al +45 70206044 disponibile nei giorni feriali dalle 8:00 alle 16:00 ricordando che sono solamente le Autorità danesi di frontiera che risponderanno a decidere se una motivazione è ritenuta valida per garantire l’ingresso nei confini del proprio Paese. Il transito attraverso la Danimarca è consentito se è una parte inevitabile dell'itinerario effettuato per “un motivo valido” o per il raggiungimento di una meta turistica fuori dalla Danimarca. Il transito deve avvenire nel minor tempo possibile. Ciò vale indipendentemente dalla residenza abituale e dal mezzo utilizzato. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Estonia - L'ingresso in Estonia resta condizionato dal tasso dei nuovi contagiati nel Paese di residenza. A seguito delle più recenti modifiche introdotte dal Governo estone con efficacia a partire dal 30 ottobre scorso, sono considerati paesi ad alto rischio quelli il cui tasso di contagio è superiore a 50 su 100.000 abitanti (in precedenza era di 16 su 100.000). A tutti coloro che provengono da questi paesi è richiesto l’obbligo dell’autoisolamento di 10 giorni (in precedenza era di 14 giorni). Tale limitazione è applicata anche ai cittadini europei. Dal 31 agosto, l’obbligo di auto-isolamento si applica anche a chi proviene dall’Italia. Le informazioni sui paesi dai quali è consentito l’ingresso e l'elenco dei paesi dai quali si è sottoposti a isolamento è aggiornato settimanalmente (ogni venerdì) dal Ministero degli Affari Esteri estone. ISOLAMENTO: A partire dal 1 settembre 2020  ai viaggiatori stranieri in arrivo nel Paese è consentito di scegliere il test per il coronavirus come alternativa all'autoisolamento di 10  giorni. Coloro che arrivano da Stati membri dell’Unione Europea, dall’area Schengen e dal Regno Unito, in cui si sia riscontrato un rischio di diffusione del virus superiore al suddetto tasso di contagio, potranno effettuare il test per il coronavirus all'arrivo in Estonia.A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D  del porto di Tallinn. L’accesso alle postazioni test avviene secondo l'ordine di arrivo. Il costo del test per i cittadini stranieri è di 67 euro. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente in loco tramite carta di credito. Le postazioni sono aperte fino all'arrivo dell’ultimo aereo/ultima nave del giorno. Per coloro che arrivano in Estonia via terra e, in alternativa, per tutti coloro che decidessero di non sottoporsi al test presso i suddetti due scali, è possibile (al momento non è obbligatorio) rivolgersi a centri autorizzati di riferimento territoriale presenti nelle città di Tallinn Tartu, Pärnu, Narva, Kohtla-Järve, Viljandi, Paide, Rakvere, Kuressaare e Kärdla. Il costo presso questi centri autorizzati è di 78 euro. L’attività è garantita dalla Synlab. Poiché i tempi di attesa potrebbero richiedere giorni è consigliabile prenotare il test in anticipo, anche prima dell'arrivo in Estonia, contattando il numero +372 6780000 oppure inviando una email all’indirizzo klienditugi@synlab.ee. Maggiori informazioni sono presenti su questo sito. In caso di esito negativo, per i primi sette giorni i viaggiatori saranno soggetti a una restrizione parziale della libertà di movimento, vale a dire che, dovranno evitare i contatti non essenziali. Un secondo test deve essere effettuato 7 giorni dopo il primo e, se anche questo risulta negativo, non saranno più soggetti ad alcuna restrizione di movimento. Ciò significa che dopo due test negativi a distanza di 7 giorni uno dall’altro decade l’obbligo di quarantena di 10 giorni.
Finlandia - Dal 19 settembre 2020 la Finlandia ha reintrodotto misure restrittive anche nei confronti dell’Italia. Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 10 giorni, che potrà essere abbreviato in caso di doppio test negativo (tampone o test antigenico rapido) a distanza di almeno 72 ore. Saranno dispensati dall’obbligo di quarantena e/o di secondo tampone i viaggiatori per lavoro o motivi essenziali con permanenza nel Paese inferiore alle 72 ore. Non sono consentiti ingressi per turismo. Si ricorda che le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero. Tale decisione è prevista rimanere in vigore fino al 13 dicembre, con aggiornamenti della lista dei Paesi “a rischio” a cadenza settimanale.
Francia -  A partire dal 28/11/2020, in tutto il territorio francese sono entrate in vigore misure di allentamento del lockdown. Si può uscire di casa solo per motivi di lavoro, scuola, motivi di salute, per fare la spesa in prossimità della propria abitazione, oppure per una passeggiata per un massimo di tre ore al giorno ed entro un raggio di 20 km dalla propria abitazione. Per quanto riguarda le frontiere, resteranno aperte quelle all'interno dello spazio europeo, mentre sono chiuse le frontiere esterne, salvo per il rimpatrio dei cittadini francesi. A partire dal 15 giugno, sono state soppresse tutte le limitazioni per l'entrata in Francia in provenienza dallo spazio europeo. Non vi è obbligo di tampone per chi rientra in Francia dall'Italia. Le uniche limitazioni sono quelle imposte per gli spostamenti all'interno del territorio francese, per i quali occorre un valido motivo e l'autocertificazione. Si raccomanda in ogni caso di monitorare i siti web del Governo francese e dell’Ambasciata d’Italia a Parigi
Germania - A partire dal 2 novembre e fino almeno al 20 dicembre sono vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari (incluse eventuali visite ai parenti). Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l'introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut. Tutta l’Italia e diversi altri Paesi europei sono considerati aree a rischio; la lista delle aree “a rischio” può essere consultata qui (il sito è in lingua tedesca, ma con possibilità di scaricare le liste attuali in lingua inglese). Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Germania si siano recati in aree considerate "a rischio" devono segnalare il proprio ingresso registrandosi online su questo portale. Le uniche eccezioni all'obbligo di registrazione riguardano i casi di transito (in area a rischio o in Germania), i casi di ingresso dall'area di frontiera per meno di 24 ore o quelli di ingresso per trasporto di merci o persone. Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio devono inoltre rispettare (datti salvi i casi di esenzione) un periodo di quarantena di 10 giorni. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l'ingresso nel Paese. Nelle ordinanze dei Länder sono previsti una serie di casi di esenzione da tale obbligo: l’esenzione può essere totale (ad esempio, è completamente esentato dalla quarantena chi fa ingresso per far visita a parenti di primo grado o al proprio compagno per meno di 72 ore) oppure parziale (nei casi di esenzione parziale, è necessario presentare un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso oppure sottoporsi a tampone all’arrivo e restare in quarantena fino all’esito negativo). Per tutte le informazioni sulle modalità di ingresso in Germania e sui casi di esenzione dall’obbligo di quarantena si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino
Grecia - Sono estese fino al 14 dicembre le restrizioni relative agli ingressi nel Paese via terra, mare ed aerea. Tutti i viaggiatori provenienti dall'estero sono tenuti a presentare un test molecolare negativo per il Covid-19 effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia - di un modulo online su questo sito, il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia. Il lockdown, introdotto su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre, è stato prorogato fino al 7 dicembre con possibilità di ulteriore proroga. Per l’intera durata del lockdown viene limitata la possibilità di effettuare spostamenti all’interno del Paese. Altre informazioni al proposito sul sito Viaggiare Sicuri.
Irlanda - Il Governo ha disposto il passaggio di tutta l’Irlanda al livello 5 del Piano COVID-19 a partire da giovedì 22 ottobre, per un periodo di sei settimane; l’elenco completo delle restrizioni è disponibile alla seguente pagina. Tutti i viaggiatori in arrivo in Irlanda sono obbligati a mettersi in auto-isolamento per 14 giorni in luogo chiuso, evitando i contatti con altre persone. All’ingresso in Irlanda, è prevista la compilazione di un modulo che il servizio sanitario HSE potrà utilizzare per eventuali controlli. Sono esentati dall’obbligo di autoisolamento i viaggiatori provenienti dai paesi compresi in un apposito elenco, che viene rivisto settimanalmente; a partire dal 12 ottobre e fino a nuovo aggiornamento, nessun Paese è incluso nella lista verde. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti relativi alla lista verde, si prega di visitare la seguente pagina. Sono esentati dall’autoisolamento anche i viaggiatori in transito, quelli provenienti dall’Irlanda del Nord, e gli addetti ai servizi essenziali di trasporto internazionale (piloti, autotrasportatori, lavoratori marittimi). Poiché queste misure sono suscettibili di cambiamenti con scarso preavviso, si raccomanda di consultare direttamente l’approfondimento del Governo irlandese sulla situazione Coronavirus e sulle misure adottate nei confronti dei viaggiatori, a questo link.
Islanda - Nessuna restrizione per i cittadini italiani. A partire dal 19 agosto tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell'intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore e costa 9.000 ISK (se effettuato alla registrazione del viaggio) o 11.000 ISK (se effettuato all'arrivo in Islanda), circa 60-80 euro. E’ possibile effettuare il pagamento del primo tampone al momento della registrazione del viaggio. Il secondo tampone è gratis. Per maggiori informazioni cliccare qui. Coloro che risultano negativi al secondo tampone non sono più tenuti a prendere precauzioni particolari; coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi.  I minori nati nel e dopo il 2005 sono esentati dalla procedura di doppio screening. Prima della partenza per l'Islanda, i viaggiatori dovranno compilare un'autocertificazione disponibilie al link visit.covid.is. Ai turisti viene inoltre raccomandato di scaricare l'app di tracciamento islandese Rakning C-19.
Lettonia - Il Governo lettone ha deciso di  prorogare ulteriormente lo stato di emergenza dal previsto 6 dicembre sino all'11 gennaio 2021, introducendo, a decorrere dal 4 dicembre nuove misure restrittive, per le quali si rimanda alla sezione sanitaria della scheda sul sito Viaggiare Sicuri. È confermata la richiesta una quarantena di 10 giorni per i viaggiatori provenienti dai Paesi, contrassegnati in rosso e giallo nell’elenco  pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie, consultabile qui. L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in rosso, pertanto i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni. Dal 12 ottobre è obbligatorio per tutti i viaggiatori che entrano o escono dalla Lettonia (per via aerea, in nave, treno, auto) compilare preventivamente un questionario elettronico denominato IECIS (Information System for the Monitoring of Traveller Registration) tramite apposito sito web https://covidpass.lv. Il questionario deve essere compilato non prima delle 48 ore precedenti l'attraversamento della frontiera lettone. Dopo aver compilato e inviato il modulo, il viaggiatore riceverà per via elettronica un codice QR tramite il quale le autorità sanitarie di frontiera e di polizia potranno contattare la persona e verificare eventualmente il rispetto della normativa sull'isolamento fiduciario. Tale registrazione è obbligatoria anche per i viaggiatori in transito.
Lituania - Il 4 novembre il Governo lituano ha deciso di introdurre la quarantena su tutto il territorio nazionale fino al 17 dicembre. Dal 23 novembre i viaggiatori provenienti dall’Italia non sono tenuti ad effettuare il tampone molecolare e non devono autoisolarsi. Anche se l’isolamento non viene applicato, nei 10 giorni successivi al ritorno o all'arrivo in Lituania, le persone dovrebbero limitare i contatti, evitare assembramenti e non visitare luoghi di ritrovo come eventi, negozi, musei, luoghi di ristorazione, ecc., inoltre seguire il regime della casa-lavoro. Durante il contatto con altre persone, si consiglia di indossare sempre i dispositivi di protezione che coprano il naso e la bocca, mantenere una distanza di sicurezza e altre misure preventive. Tutte le informazioni in merito alle azioni di prevenzione da parte delle autorità lituane sono reperibili su questo sito. Nella sezione “News” di tale sito viene pubblicata in inglese la lista dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19.  Tale lista ogni venerdì viene pubblicata dal Ministero della Salute lituano ed entra in vigore il lunedì successivo. Si attira l’attenzione sul fatto che la prossima lista dei paesi colpiti sarà pubblicata il 4 dicembre ed entrerà in vigore il 7 dicembre e che la situazione deve essere monitorata in quanto soggetta a variazioni in base all’indice del Covid-19. Dal 15 settembre ogni viaggiatore che torna o arriva in Lituania via aerea, via mare o via terra con voli regolari, speciali o charter dovrà fornire i propri dati al Centro Nazionale per la salute in via elettronica. Ciò significa che, prima di imbarcarsi su un aereo, un traghetto, un autobus o un treno, la persona dovrà compilare il modulo sul sito del Centro nazionale per la salute e presentare la conferma – il cosiddetto codice QR – al momento dell’imbarco. Nel caso in cui la persona non possiede un dispositivo mobile o un accesso all’internet, i vettori dovranno assicurare che le persone possano compilare il modulo usando i mezzi a disposizione del vettore. Il modulo in forma cartacea può essere presentato solo in casi eccezionali, se effettivamente per motivi oggettivi, come, ad es., problemi di connessione all’internet, non si potrà farlo in modalità elettronica. Il modulo stampato per la compilazione deve essere fornito alla persona dal vettore il quale dovrà sottoporlo al Centro nazionale per la salute entro un giorno. Nel caso in cui una persona ha viaggiato in modo autonomo via terra, dovrà entro 12 ore dall’arrivo o dal ritorno in Lituania registrarsi in modalità elettronica presso il Centro Nazionale per la salute. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Lussemburgo - Dopo la riapertura dell'Aeroporto Findel lo scorso 31 maggio, sono state rafforzate le misure di prevenzione per gli ingressi dall'estero per via aerea, misurando la temperatura a tutti i passeggeri in arrivo e offrendo loro la possibilità di sottoporsi al test veloce direttamente nel terminal. Le frontiere terrestri sono aperte. L’autoisolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine. 
Malta - L'aeroporto internazionale di Malta è aperto ai voli commerciali. È stato elaborato un elenco di destinazioni che verrà aggiornato settimanalmente e che individua tre fasce di rischio: Green, Amber e Red. Ai passeggeri provenienti da Paesi in Green List non sono richiesti particolari adempimenti, se non la compilazione di un'autodichiarazione e il controllo della temperatura. I passeggeri provenienti da Paesi in Amber List dovranno presentare un’attestazione di test COVID (tampone) con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. A partire dal 13 novembre 2020, tutti i viaggiatori provenienti da Roma (tutti gli aeroporti), Milano (tutti gli aeroporti), Bologna, Napoli, Perugia, Pescara, Pisa, Trieste, Torino e Venezia dovranno attenersi alle regole della Amber List e presentare un’attestazione di test COVID con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta. Tutti gli aggiornamenti e le liste di Paesi sono consultabili a questo sito. All’arrivo a Malta, i viaggiatori saranno soggetti a screening termici. I viaggiatori in arrivo saranno inoltre invitati a compilare un documento con il quale dichiareranno i loro spostamenti nei 30 giorni precedenti. Coloro che arrivano da destinazioni della Red List devono poter dimostrare di essere stati per un periodo di 14 giorni in una delle destinazioni della Green o Amber List ed è raccomandato che effettuino un test COVID (tampone), con esito negativo, nelle 72 precedenti l'arrivo a Malta. In mancanza di questi requisiti, le autorità locali possono imporre l'effettuazione di un periodo di quarantena di due settimane a spese del viaggiatore, all’arrivo a Malta.
Monaco - Attualmente non sono presenti limitazioni per l’entrata nel territorio del Principato di Monaco di coloro che provengono dagli Stati membri dell’Unione Europea, inclusa l’Italia (e da Andorra, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, San Marino, Svizzera e città del Vaticano). Non sono più necessarie autodichiarazioni e non vengono più effettuati controlli sui motivi di entrata sul territorio. Ogni persona, di qualunque nazionalità, che desideri entrare nel Principato di Monaco proveniente da un paese al di fuori dell’area europea o da una regione di un paese dell'Area Europea per la quale l'incidenza cumulativa di contagi su 14 giorni è maggiore di 60 casi ogni 100.000 abitanti (cfr. Aree rosse e arancio scuro della mappa www.ecdc.europa.eu) deve registrarsi al Call Center COVID19 (raggiungibile al 92.05.55.00 dalle 9:00 alle 17:00 dal lunedì al sabato o all'indirizzo covid19@gouv.mc) all'arrivo in territorio monegasco e fornire varie informazioni; deve inoltre fornire il risultato negativo di un test PCR, effettuato nel paese di origine, meno di 72 ore prima del loro arrivo nel Principato di Monaco; eseguire un test PCR una volta arrivati ​​nel Principato di Monaco, rimanendo in isolamento in attesa del risultato. Il test PCR deve essere eseguito in un laboratorio di biologia medica (laboratorio nel Principato di Monaco o che figura in questo elenco. In caso di test PCR positivo o rifiuto di eseguire il test, verrà confermata una misura di quarantena. Altre info sul sito Viaggiare Sicuri.
Norvegia - Paesi Schengen/UE: attualmente tutti i paesi europei (ad eccezione di alcune aree della Finlandia) sono considerati paesi ad alto rischio ("rossi") dalle autorità norvegesi e i viaggiatori in arrivo devono osservare l'obbligo di quarantena. La descrizione dei criteri e la mappa dei paesi/aree "rossi" sono disponibili qui. A partire dal 9 novembre, i viaggiatori provenienti dai paesi rossi devono presentare, all’arrivo in Norvegia, un certificato di test Covid-19 negativo effettuato meno di 72 ore prima dell'ingresso. Coloro che non sono in possesso del certificato, possono essere respinti. Sono esenti dall’obbligo persone che risiedono in Norvegia o persone in transito oltre che alcune altre categorie. La presentazione del certificato negativo non esenta comunque dall’obbligo di quarantena di 10 giorni. In generale, ai viaggiatori stranieri in arrivo da paesi per i quali vigono restrizioni per l'ingresso in Norvegia viene chiesto di rientrare al paese di origine. In alternativa devono osservare una quarantena di 10 giorni. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Paesi Bassi - Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. A chi viaggia in aereo è richiesta obbligatoriamente la compilazione di un form che deve essere esibito ogni volta che sia richiesto, in partenza, sull’aeromobile o all’arrivo. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile cliccando qui; l'Italia al momento è compresa in quest'elenco. Ulteriori informazioni in merito agli ingressi nel Paese sono disponibili sul sito del Governo dei Paesi Bassi
Polonia - A partire dal 13 giugno è nuovamente consentito l’ingresso in Polonia ai viaggiatori provenienti dai Paesi UE, per i quali viene meno l’obbligo di quarantena. Per i viaggiatori stranieri provenienti da altri Paesi permane il divieto di ingresso, salvo alcune eccezioni: tra di esse, i cittadini UE, i quali, anche se provenienti da Paesi terzi, hanno diritto di accedere in Polonia. Per maggiori informazioni sulle modalità di ingresso e transito si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia.
Portogallo - L’ingresso in Portogallo è consentito senza restrizioni ai viaggiatori provenienti da paesi dell'UE, Schengen e paesi terzi approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali). Si applicano norme diverse per chi si deve recare a Madeira o alle isole Azzorre; informazioni dettagliate sono sul sito Viaggiare Sicuri.
Regno Unito - A tutti viaggiatori in arrivo nel Regno Unito è richiesta la compilazione di un formulario online prima della partenza, indicando un indirizzo ed un numero telefonico al quale i viaggiatori possano essere contattati durante il soggiorno nel Regno Unito; solo i viaggiatori in transito nell’area sterile (airside) dell’aeroporto e altre limitate categorie sono esentati. Per i viaggiatori in arrivo da Paesi ad alto rischio di contagio, il governo britannico ha introdotto l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni. L’Italia, a partire dalle 04:00 del mattino di domenica 18 ottobre, è inclusa nell’elenco dei Paesi ad alto rischio di contagio. Dal 18/10, i viaggiatori in arrivo dall’Italia o che abbiano soggiornato o transitato in Italia nei precedenti 14 giorni dovranno osservare un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni presso hotel o indirizzo privato, seguendo le istruzioni sull’auto-isolamento del governo britannico. È possibile tuttavia rimanere in UK per un periodo inferiore ai 14 giorni, ma per tutta la durata del soggiorno, è necessario conformarsi alla procedura dell'auto-isolamento. L'informazione rilevante è disponibile a questo link. A partire dal 5 novembre, per la durata di 4 settimane, è in vigore un nuovo  lockdown, che sostituisce, fino al 2 dicembre, il sistema a tre livelli precedentemente adottato. Le persone sono invitate a restare a casa, sono chiusi negozi non essenziali, pub e palestre. Famiglie diverse non possono incontrarsi al chiuso o in giardini privati, a meno che non facciano parte di una "bolla" di sostegno reciproco. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link. Per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito, ma al di fuori dell’Inghilterra, si prega di fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme inglesi. 
Repubblica Ceca - A decorrere dal 9 novembre l’ingresso in Repubblica Ceca è regolato da specifiche condizioni, in base al Paese di provenienza. I Paesi sono divisi in tre categorie: verde (basso rischio), arancio (medio rischio), rosso (alto rischio); la mappa è consultabile qui.
Paesi basso rischio (verde): i passeggeri provenienti da questi paesi NON hanno l’obbligo di compilare il modulo all’arrivo o sottoporsi ad un test PCR/quarantena. Paesi medio rischio (arancio): gli stranieri che entrano nel paese per motivi di lavoro o studio devono presentare un test PCR negativo sul luogo di lavoro o di studio. Paesi alto rischio (rosso), tra i quali è ricompresa anche l’Italia: tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all'ingresso in Repubblica Ceca abbiano passato più di 12 ore in uno dei Paesi ad alto rischio sono tenuti a rispettare queste condizioni: PRIMA DELL'INGRESSO: notificare l'ingresso alle Autorità sanitarie ceche compilando questo modulo online; DOPO L'ARRIVO: inviare il risultato del tampone (test PCR) all'ufficio di igiene regionale entro 5 giorni in caso di test effettuato in Repubblica Ceca
oppure subito dopo l'arrivo in caso di test non più vecchio di 72 ore ed effettuato in altro Paese UE. Eccezioni all'obbligo di compilazione del modulo e invio del risultato del test PCR sono previste nel caso di: soggiorno nel Paese ad alto rischio inferiore alle 12 ore negli ultimi 14 giorni; lavoratori transfrontalieri, alunni e studenti (solo Paesi limitrofi); viaggi urgenti per motivi di salute, famiglia, affari e lavoro per un periodo di tempo non superiore a 12 ore; transito fino a 12 ore attraverso la Repubblica Ceca. La tabella riepilogativa delle condizioni di ingresso è scaricabile a questo link.  La libera circolazione in Repubblica ceca è limitata alle attività lavorative, agli acquisti, e alle visite a familiari e a strutture sanitarie. Sono autorizzati ad entrare in Repubblica Ceca i soli stranieri che vengono per lavoro, salute, impellenti ragioni familiari, matrimoni e funerali. Ingressi per turismo e visite agli amici non sono consentiti. Maggiori informazioni sul sito Viaggiare Sicuri. 
Romania - Con l’aggiornamento del 2 novembre l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi con tasso di infezione da Covid 19 superiore a quello registrato in Romania. Di conseguenza, i viaggiatori in provenienza dal nostro Paese, o che abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno dei Paesi in “lista gialla”, saranno richiesti di osservare un periodo di isolamento di 14 giorni a partire dall’ingresso in Romania. L’isolamento può essere ridotto a 10 giorni se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall’isolamento se presenta un test negativo per Sars-CoV-2, effettuato al massimo 48 ore prima dell'arrivo in Romania. Il transito in Romania verso altre destinazioni è consentito, purché avvenga nell’arco di 24 ore. Rimangono valide le esenzioni previste dalla normativa precedente in materia, per le quali si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria sulla scheda del sito Viaggiare Sicuri.
Slovacchia - Dal 1 ottobre sussiste per chi entra in Slovacchia da un Paese c.d. “rosso”, o vi è stato nei 14 giorni precedenti, l’obbligo di mettersi in isolamento domiciliare. L’isolamento domiciliare termina dopo un esito negativo del test RT-PCR, effettuato non prima del 5° giorno dopo il rientro, oppure dopo il 10° giorno di quarantena. L’obbligo di isolamento non sussiste invece per chi viene da un Paese c.d. “rosso” ed è già in possesso di un test RT-PCR negativo al coronavirus effettuato non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso in Slovacchia. Info sul coprifuoco sul sito Viaggiare Sicuri.
Slovenia - La Slovenia considera tre liste di Paesi a seconda del rischio epidemiologico (lista verde, arancione e rossa) e il livello di controllo e le limitazioni all’accesso dipendono dalla lista in cui il Paese di provenienza si trova. Dal 12 ottobre è in vigore una modifica alle liste rosse e verdi di Paesi considerati epidemiologicamente a rischio o sicuri. Maggiori dettagli a questo link. L’Italia è inserita in lista rossa.  Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all'ingresso in Slovenia oppure presentare un test negativo, effettuato in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non più vecchio di 48 ore. Per chi proviene da una regione inserita nella lista arancione (come dagli altri Paesi/Regioni UE– Schengen inseriti in lista arancione) non sono previste particolari restrizioni: non sussiste alcun obbligo di quarantena né di esibizione di un test negativo al Covid-19 all’ingresso in Slovenia. Tra le eccezioni all’obbligo di isolamento è previsto anche il transito entro 12 ore, a condizione di poter accedere senza problemi al successivo Paese di transito o destinazione. Dettagli sono reperibili sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Lubiana a questo link (in particolare n. 3 e 4 delle FAQ). Dal 16 novembre, per alcune categorie di viaggiatori, il tempo di permanenza consentito è stato ridotto: lavoratori transfrontalieri 14 ore; questioni personali o di lavoro urgenti e non derogabili 12 ore. Altre eccezioni sono state eliminate (visita a case o barche in Croazia, lavori agricoli). Rimangono vietati gli spostamenti tra i Comuni della Slovenia, con alcune eccezioni tra le quali trasportatori e persone in transito verso altri Paesi e verso l’aeroporto di Lubiana, o in rientro presso il proprio domicilio in Slovenia. Le eccezioni sono elencate nel sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 5 e 6, auto-dichiarazione slovena).
Spagna - È consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Dal 23 novembre 2020, chi arriva dall'Italia, dagli altri Paesi UE (ad eccezione della Finlandia) e da una ventina di Paesi extra UE, deve presentare un certificato che attesti di essersi sottoposto a un tampone, risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese. Prima dell'arrivo in Spagna per via aerea o marittima è necessario anche compilare un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Per i passeggeri che utilizzano la via marittima, attualmente il formulario può essere presentato solo in formato cartaceo, disponibile a questa pagina del Ministero della Salute. 
Svezia - Non sussistono limitazioni all’ingresso in Svezia per tutti i cittadini di paesi UE e Schengen o con permessi di soggiorno in corso di validità emessi da tali Paesi. Sono nuovamente chiuse, con poche eccezioni, le frontiere tra la Svezia e i vicini Paesi scandinavi.
Svizzera - Attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare l’elenco delle aree ad alto rischio, disponibile sul sito ufficiale dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica. Attenzione! Dal 14 dicembre Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto sono considerate aree ad alto rischio. Per tutte le persone che provengono da queste aree ad alto rischio o che vi hanno soggiornato nei precedenti 10 giorni, vige l'obbligo di quarantena all'ingresso in Svizzera. La procedura prevede che le persone sottoposte all'obbligo di quarantena si rechino direttamente al proprio domicilio o altra dimora (es. hotel) una volta arrivati in Svizzera, notificando l'ingresso all'autorità cantonale territorialmente competente e rimanendo ininterrottamente al domicilio scelto per 10 giorni. Resta comunque escluso dalla quarantena chiunque viaggi per motivi professionali. Viene abrogata anche la limitazione a cinque giorni per tali viaggi.
Ungheria - L'Ungheria mantiene la chiusura delle frontiere agli stranieri. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo. Tra le eccezioni previste: - viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria; - cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;  - mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali.


VIAGGI IN EUROPA - TUTTI GLI ALTRI STATI
Fino al prossimo DPCM non sono permessi gli spostamenti liberi dei cittadini italiani da/per Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Moldavia, Bielorussia, UcrainaIn particolare, rimangono consentiti solo i viaggi per motivi di studio/lavoro/salute/estrema necessità, NON per motivi di turismo/familiari. Riportiamo comunque gli avvisi relativi a questi Paesi:

- Albania - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Albania non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria. Si ricorda al riguardo che, sono ancora vietati gli spostamenti da/per Paesi extra UE ed extra Schengen, con alcune limitate eccezioni, salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio  o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità). Chi dovesse recarsi in Albania dall’Italia, per motivi consentiti dalla normativa, è tenuto ad effettuare l’isolamento fiduciario e ad attivare la sorveglianza sanitaria al rientro in Italia. Maggiori informazioni sul sito Viaggiare Sicuri e sul sito dell'Ambasciata italiana a Tirana.
- Bosnia Erzegovina - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Bosnia Erzegovina non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 12 settembre, l'ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina è condizionato alla presentazione alle Autorità di frontiera dei risultati di un test PCR per il virus COVID-19, non più vecchio di 48 ore, che attesti la negatività dell'individuo. Sono esentati dall'obbligo di presentazione del certificato i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi NATO, i trasportatori merci e gli equipaggi. Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza. L'attraversamento della striscia di Neum è in ogni caso consentito a patto di non sostare nel territorio della Bosnia Erzegovina e di raggiungere la frontiera nel più breve tempo possibile. Tutti i cittadini stranieri, inclusi gli autisti per trasporto merci, possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento). 
- Serbia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Serbia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri. Le Autorità serbe non pongono limitazioni all’ingresso per chi proviene direttamente dall’Italia. Per fare ingresso sul territorio della Repubblica di Serbia da Bulgaria, Croazia, Macedonia del Nord e Romania per cittadini stranieri non residenti è necessario un test PCR risalente a massimo 48 ore prima dell’ingresso. Tuttavia quest’ultima disposizione non si applica ai transiti in provenienza dai Paesi succitati purché avvengano nell’arco delle 12 ore. Tutti coloro che rientrano in Serbia da Bosnia Erzegovina, Croazia e Montenegro sono obbligati ad auto segnalarsi presso le Autorità sanitarie locali attraverso questo sito (si veda anche questo sito).
- Montenegro - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Montenegro non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 luglio, il Montenegro ha disposto la riapertura delle frontiere con tutti i Paesi dell'Unione Europea. Per l’ingresso rimane in vigore un sistema basato su liste di Paesi, raggruppati alla luce delle rispettive situazioni epidemiologiche nazionali. La “lista verde” comprende i Paesi da cui si può entrare in Montenegro senza particolari restrizioni, tra cui tutti i Paesi UE, inclusa l’Italia, purché i viaggiatori provenienti da questi Paesi siano in essi residenti o vi abbiano soggiornato per almeno 15 giorni prima dell'ingresso; nei 15 giorni prima dell'ingresso in Montenegro non abbiano soggiornato in uno dei Paesi al di fuori della "lista verde"; non abbiano viaggiato né soggiornato in Paesi non in "lista verde" se non per il mero transito. Altre informazioni sulle liste sul sito Viaggiare Sicuri. 
- Macedonia del Nord - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Macedonia del Nord non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Il Governo della Repubblica di Macedonia del Nord ha riaperto tutte le proprie frontiere a partire dal 26 giugno 2020, per cui tutti coloro che faranno ingresso nel territorio della Repubblica di Macedonia del Nord (sia cittadini macedoni sia cittadini stranieri) non saranno più soggetti ai passati requisiti e restrizioni. Le frontiere sono aperte senza più restrizioni anche per i viaggiatori in solo transito attraverso il territorio macedone. 
- Kosovo - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Kosovo non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Salvo limitate eccezioni (transito, trasportatori, diplomatici), tutti i cittadini stranieri provenienti da Paesi considerati ad alto rischio (tra cui l’Italia) devono presentare un certificato di negatività al Covid-19, rilasciato non più di 72 ore prima dell’ingresso nel Paese, in assenza del quale è previsto un periodo di autoisolamento di 7 giorni. 
- Moldavia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Moldavia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 settembre viene applicato un regime diverso per l'ingresso nella Repubblica di Moldova per i cittadini stranieri e per gli apolidi a seconda che provengano da Paesi a limitato (zona verde) o elevato (zona rossa) rischio epidemiologico. L’elenco dei Paesi della zona rossa per i quali è previsto il regime di autoisolamento, consultabile a questo link, è valido dal 26 ottobre fino a nuova comunicazione. L’Italia è inclusa in detta lista. Ai cittadini stranieri e agli apolidi che provengano da Paesi nella zona rossa non è permesso l'ingresso nella Repubblica di Moldova, con alcune eccezioni, per le quali si rimanda alla sezione sanitaria della scheda sul sito Viaggiare Sicuri. 
- Bielorussia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Bielorussia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Le Autorità bielorusse hanno introdotto per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di isolamento fiduciario per 10 giorni. Per maggiori informazioni, consultare la sezione Situazione Sanitaria della scheda del Paese sul sito Viaggiare Sicuri.
- Ucraina - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Ucraina non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Dal 30 ottobre l’Italia è inserita nella "zona rossa", il che implica che chi fa ingresso in Ucraina dall’Italia deve 1. esibire un PCR test con esito negativo ricevuto non oltre le 48 ore dall’arrivo nel Paese; oppure 2. sottoporsi a PCR test all’arrivo nel Paese. In tal caso sara’ necessario scaricare l’applicazione per smartphone "Diy Vdoma (Agisci a casa)” e porsi in isolamento fiduciario sino alla ricezione della notifica dell’esito negativo del PCR test effettuato. Per scaricare ed utilizzare l’applicazione è necessario disporre di una SIM ucraina. Indicazioni su come scaricare ed utilizzare l’applicazione saranno fornite dalle Autorità di frontiera all’ingresso nel Paese. L’applicazione e’ dotata di un dispositivo di geolocalizzazione ed invia notifiche e richieste in ucraino; oppure 3. sottoporsi ad isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni da completare attraverso l’applicazione per smartphone "Diy Vdoma (Agisci a casa)"; oppure 4.  se non si intende scaricare l’applicazione "Diy Vdoma (Agisci a casa)" o non si rispettano i termini dell’isolamento fiduciario, si è tenuti a completare i 14 giorni di quarantena in una delle strutture all’uopo preposte dal Governo. I visitatori provenienti da Paesi "rossi" che possono dimostrare di aver trascorso i 14 giorni precedenti all'arrivo in Ucraina in Paesi "verdi" non saranno tenuti a seguire una delle procedure sopra descritte (non essendo previsto l’obbligo di isolamento fiduciario o di osservazione per chi arriva dai Paesi “verdi”). Tutti i cittadini stranieri che entrano in Ucraina (ad eccezione dei titolari di permesso di soggiorno nel Paese), indipendentemente dalla provenienza da “zona verde” o “zona rossa”, devono comunque essere provvisti di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della scheda sul sito Viaggiare Sicuri.
 
 
VIAGGI NEL MONDO
Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri.
 
1. Paesi della "Lista D":
Verso questi Paesi:
- Ruanda
- Giappone, Repubblica di Corea, Singapore, Thailandia
- Australia, Nuova Zelanda
- Uruguay
secondo il DPCM del 3 dicembre sono consentiti gli spostamenti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo. Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’apposita dichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento in rientro dai Paesi dell’elenco D; i casi di eccezione sono riportati sotto, nel paragrafo dedicato.

Attenzione, però! La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi non esclude però che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su Viaggiare Sicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali. 

In particolare (dati aggiornati al 2 dicembre):
- Ruanda. Le frontiere terrestri ed aeree sono riaperte. Per l’ingresso nel Paese, ai viaggiatori è richiesto di registrarsi su apposito sito e di allegare un test PCR che ne attesti la negatività al COVID-19 eseguito 120 ore prima della partenza. Il risultato del test PCR potrà ugualmente essere richiesto in aeroporto al momento dell’arrivo. Vi è inoltre l’obbligo una volta giunti in Ruanda – anche per i passeggeri in transito- di sottoporsi ad un nuovo test PCR e di soggiornare, a proprie spese, in strutture appositamente individuate dalle autorità locali in attesa di ricevere i risultati. Per i viaggiatori in partenza da Kigali, è in vigore una procedura simile. Per i dettagli, si rimanda a questo sito.
- Giappone. A partire dalle 23.59 del 20 marzo, e fino a nuove disposizioni, è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone). Maggiori informazioni su casi specifici sulla scheda del sito Viaggiare Sicuri.
- Corea del Sud. Le autorità sudcoreane hanno disposto, a partire dal 1 aprile, la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo nel Paese. Di conseguenza, tutti i passeggeri in arrivo, a prescindere dalla cittadinanza e dalla regione di provenienza, saranno soggetti ad isolamento obbligatorio di 14 giorni. Coloro che non hanno una residenza in Corea dovranno auto-isolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione per 14 giorni al costo totale prestabilito di 1.400.000 Won coreani (pari a 1.042 Euro al tasso di cambio odierno), da anticipare all’ingresso nel Paese. Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici e nel caso di viaggi d’affari e per motivi accademici o umanitari previo ottenimento di un apposito certificato da parte dell’Ambasciata coreana competente al rilascio del visto d’ingresso. Al momento, non sono soggetti alla quarantena coloro che rimangono esclusivamente nell’area transiti dell’aeroporto internazionale di Incheon ma, una volta abbandonata tale area, anche soltanto per prelevare il proprio bagaglio, tutti i passeggeri saranno sottoposti alla quarantena. Tutti coloro che devono entrare in Corea del Sud dovranno essere dotati di apposito visto d’ingresso. Dal 13 aprile è necessario il visto anche per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni.
- Singapore. Per tutti i viaggiatori a breve termine permane il divieto d’ingresso a Singapore.
- Thailandia. Le autorità thailandesi hanno prorogato al 15 gennaio 2021 lo stato di emergenza nazionale decretato il 26 marzo in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Non sono consentiti i transiti aeroportuali. Rimangono chiuse dal 21 marzo tutte le frontiere terrestri. Visto d’ingresso: Le istanze di autorizzazione all’ingresso in Thailandia devono essere presentate all’Ambasciata thailandese competente in base al Paese in cui ci si trova. Altre info sul sito Viaggiare Sicuri.
- Australia. A livello Paese nella sua interezza, permane il totale divieto di ingresso, per i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese estero, tranne che per gli australiani, gli stranieri residenti permanenti ed alcune limitate categorie autorizzate caso per caso. Coloro che rientrano devono effettuare la quarantena in strutture appositamente identificate e controllate (in genere, hotel). L'effettuazione della quarantena è strettamente monitorata dalla polizia e dalle autorità sanitarie, su base quotidiana e senza eccezione alcuna.
- Nuova Zelanda. Le frontiere della Nuova Zelanda continuano ad essere chiuse, tranne che per i cittadini neozelandesi e gli stranieri residenti permanenti. Tutti i viaggiatori ammessi all’ingresso in Nuova Zelanda devono osservare 2 settimane di quarantena obbligatoria in strutture gestite dal Governo neozelandese.
- Uruguay. Con il Decreto del 2 giugno 2020, il Governo uruguaiano ha stabilito il divieto di ingresso nel Paese per gli stranieri, ad eccezione di stranieri residenti nel Paese e altre categorie, tra cui "ingressi transitori con fini lavorativi, economici, imprenditoriali o giudiziali, le cui procedure sono gestite dal Ministero competente all’aera di attività coinvolta". Gli stranieri che entrano nel Paese con fini lavorativi, economici, imprenditoriali o giudiziali dovranno presentare un risultato negativo al test di rilevamento del virus SARS CoV-2 (mediante tampone PCR-RT o altre tecniche approvate in futuro dal Ministero della Sanità uruguaiano), effettuato non oltre le 72 ore dall’ingresso nel Paese, in un laboratorio debitamente accreditato e abilitato nel Paese di origine o transito. Nel caso di una permanenza superiore ai 7 giorni nel territorio nazionale, dovrà realizzare un secondo test PCR-RT il settimo giorno. La prosecuzione del viaggio sarà condizionata a tali risultati. Si segnala che il Governo uruguaiano ha disposto che si debba chiedere l’autorizzazione all'ingresso nel Paese esclusivamente attraverso questo sito internet.
 
2. Paesi della "Lista E"
In tutti gli altri Paesi del mondo (quindi: tutti i Paesi extra UE, extra Schengen e extra lista D), almeno fino al 15 gennaio i viaggi potranno essere effettuati soltanto per motivi di lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione e per motivi di studio. Quindi, come esplicita il sito Viaggiare Sicuri: NON SONO CONSENTITI VIAGGI PER TURISMO in tutti questi Paesi fino al prossimo Decreto.
 
Ricordiamo che il consueto punto di riferimento per ogni comunicazione è il sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare il sito prima di mettersi in viaggio; la situazione può essere diversa per gli italiani che sono residenti nei vari Paesi all'estero, per i quali i provvedimenti cambiano da Stato a Stato.



INGRESSI IN ITALIA
In generale: il DPCM 3 dicembre 2020, valido fino al 15 gennaio 2021, prevede che possano essere disposte limitazioni per specifiche aree del territorio nazionale o specifiche limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri. Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri.

***Chi può entrare liberamente in Italia, senza specificare il motivo del viaggio e SENZA l'obbligo di tampone/quarantena?

Fino al 9 dicembre, chi proviene da vari Paesi europei. Nello specifico:

- Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria (Stati membri dell’Unione Europea);
- Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera (Stati non UE parte dell’accordo di Schengen);
- Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.

***Chi può entrare liberamente in Italia, senza specificare il motivo del viaggio ma con l'OBBLIGO DI TAMPONE PREVENTIVO/DI QUARANTENA DI 14 GIORNI?

1. I cittadini provenienti dai Paesi Europei, secondo queste norme:

1a- Fino al 9 dicembre, chi proviene da Belgio, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Repubblica Ceca, Regno Unito (incluse isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori situati al di fuori del continente europeo per i quali il Regno ha la responsabilità delle relazioni internazionali), Romania, Spagna (inclusi territori nel continente africano).
 
Per chi rientra da questi Paesi e Territori fino al 9 dicembre è obbligatorio sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. Non è previsto l’isolamento fiduciario all’arrivo, ma rimane l’obbligo di comunicare al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale il proprio ingresso, nonché l’obbligo di compilare un’autodichiarazione. 

In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.
 
Sono previste eccezioni all’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico. I casi di eccezione sono riportati sotto.

1b- Tra il 10 il 20 dicembre e tra il 7 e il 15 gennaio, chi proviene da Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Principato di Monaco, Regno Unito (incluse isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori situati al di fuori del continente europeo per i quali il Regno ha la responsabilità delle relazioni internazionali), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Svizzera, Ungheria.

Per chi rientra da questi Paesi e Territori tra il 10 e il 20 dicembre e dopo il 7 gennaio è obbligatorio sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. Non è previsto l’isolamento fiduciario all’arrivo, ma rimane l’obbligo di comunicare al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale il proprio ingresso, nonché l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.

In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.
 
Sono previste eccezioni all’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico. I casi di eccezione sono riportati sotto.
 
1c- Dal 21 dicembre al 6 gennaio, chi proviene da Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Principato di Monaco, Regno Unito (incluse isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori situati al di fuori del continente europeo per i quali il Regno ha la responsabilità delle relazioni internazionali), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Svizzera, Ungheria.
 
Chi transita o rientra da questi Paesi e Territori dal 21 dicembre al 6 gennaio, indipendentemente da nazionalità e residenza per motivi NON di necessità (ad esempio, per turismo) è soggetto non a obbligo di test ma a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. Sono considerati motivi di necessità quelli indicati all’art. 6 comma 1 del DPCM 3 dicembre 2020 (a titolo di esempio: lavoro, salute, studio, assoluta urgenza).

2. I cittadini provenienti da 8 Paesi extraeuropei; chi è cittadino UE/Schengen; chi ha relazione affettiva in Italia. Nello specifico: 

- Può entrare liberamente in Italia, con obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni e sorveglianza sanitaria, chi proviene dai seguenti Stati e territori (lista D): Ruanda; Giappone, Repubblica di Corea, Singapore, Thailandia; Australia, Nuova Zelanda; Uruguay.

- Il rientro/l’ingresso in Italia da Paesi extra UE/Schengen (Paesi elenco E, vedi sopra) è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e loro familiari. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’apposita dichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). Ecco il facsimile dell'autodichiarazione.

- Il DPCM 3 dicembre 2020 conferma inoltre la possibilità di ingresso in Italia, da Paesi extra UE/Schengen (Paesi elenco E, vedi sopra), per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia).
 
All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è necessario compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente l’ingresso/il rientro. L’autodichiarazione va mostrata a chiunque sia preposto ad effettuare i controlli. È opportuno essere pronti a mostrare eventuale documentazione di supporto e a rispondere a eventuali domande da parte del personale preposto ai controlli. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). È inoltre necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. Sono previste alcune eccezioni, per le quali si raccomanda la lettura sotto.

Attenzione: la norma non significa che ci sia reciprocità (ovvero, che i residenti in Italia possano liberamente recarsi in questi Paesi).
A chi rientri in Italia da questi Stati si applica sempre l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario. Vi sono eccezioni pubblicate sul sito del Ministero degli Esteri.

***ECCEZIONI A TAMPONE/QUARANTENA
Attenzione!  
Sono previste alcune, limitate eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza e obbligo di tampone. A condizione che non insorgano sintomi compatibili con COVID-19 e fermi restando gli obblighi di auto-dichiarazione, le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale e all’obbligo di tampone NON si applicano:
a) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
b) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
c) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D (Europa e 8 Paesi extraeuropei) che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro. Tuttavia, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia c’è stato un soggiorno o un transito dai Paesi dell’Elenco C, il test molecolare o antigenico rimane d’obbligo.
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco, nell'esercizio delle loro funzioni;
h) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
i) agli ingressi mediante voli “Covid-tested” (vedere sezione dedicata), conformemente all’ordinanza del Ministro della Salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni e integrazioni.
 
L’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza sanitaria e tampone, inoltre, non si applica:
- all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
- al personale viaggiante;
- agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
- agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Per informazioni sulle modalità di applicazione di quest’ultima esenzione, si raccomanda di consultare la procedura indicata dal Ministero della Salute.
 
***E per tutti gli altri casi? PER CHI PROVIENE DA ALTRI PAESI?
Qualora non si appartenga ad una delle categorie di viaggiatori precedentemente citate e si giunga da Paesi della lista E (ovvero tutti i Paesi extra UE, Schengen e lista D), si può entrare in Italia solo per motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio. È sempre consentito il rientro presso la propria abitazione/domicilio/residenza.

Per chi rientra in Italia da destinazioni non UE e non Schengen, rimane previsto l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni al rientro in Italia, e non è possibile avvalersi di mezzi di trasporto pubblico per raggiungere l’abitazione dove si svolgerà il periodo di isolamento. In particolare, non possono essere usati mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). Riguardo alla quarantena, valgono tutte le eccezioni riportate sopra. Al rientro, rimane sempre per tutti l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.

I Paesi precedentemente inclusi nell’elenco F (dai quali non si poteva rientrare in Italia: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo e Montenegro, Colombia) sono ora inclusi nell’elenco E: gli spostamenti sono consentiti solo in presenza di previse motivazioni e con obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria al rientro.
 
VOLI COVID-TESTED
Il Ministro della Salute ha emanato l’Ordinanza 23 novembre 2020, contenente misure urgenti per la sperimentazione di voli “Covid-tested”. Sono considerati voli “Covid-tested” i voli per i quali l'imbarco ai passeggeri è consentito a seguito di obbligatorio test antigenico rapido eseguito prima dell'imbarco o a seguito di presentazione di certificazione attestante il risultato negativo di un test molecolare (RT- PCR) o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, non oltre le 48 ore precedenti all'imbarco.

In via sperimentale, alle persone che intendono  fare  ingresso nel territorio nazionale con  voli  “Covid-tested”,  operativi  dagli aeroporti di Francoforte - Frankfurt  am  Main,  Monaco  di  Baviera - Franz Josef Strauss; Atlanta - Hartsfield-Jackson,  New  York - John Fitzgerald Kennedy e Newark Liberty, con destinazione  l'aeroporto internazionale  Leonardo  da  Vinci  di  Fiumicino, è  consentito l'ingresso e il transito nel territorio nazionale  senza  necessità, laddove  previsto,  di  rispettare  gli  obblighi   di   sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario previsti.
All’ingresso/rientro in Italia, presso l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, i passeggeri possono essere nuovamente sottoposti a test molecolare (RT PCR) o antigenico effettuato per mezzo di tampone.
 
Nel caso di mancato imbarco sul volo “Covid-tested”, per risultato positivo al COVID-19, è previsto, a cura del vettore aereo, il rimborso del biglietto o l'emissione di un voucher di pari importo su richiesta del passeggero, entro quattordici giorni dalla data di effettuazione del recesso e valido per diciotto mesi dall'emissione. Per informazioni sull’effettiva operatività dei voli “Covid-tested” sulle tratte per le quali è in corso la sperimentazione, è necessario rivolgersi direttamente alle compagnie aeree.
 
 
RIMBORSI PER I VIAGGI ANNULLATI
Qualche informazione infine per chi ha prenotato un viaggio deve rinunciarvi, invitando a considerare attentamente la situazione.
 
Voli aerei. Ovviamente ogni situazione va verificata presso la compagnia aerea o l’agenzia interessata. In generale:
- se il passeggero rinuncia volontariamente al volo non è previsto alcun rimborso del costo del biglietto;
se il volo è stato cancellato si dovrebbe poter procedere con la richiesta del rimborso del biglietto aereo tramite la compagnia, oppure alla riprotezione. Tuttavia, i vettori stanno applicando policy differenti, per cui è necessario informarsi presso ciascuna compagnia aerea.
- secondo il decreto del 2 marzo, il rimborso (o un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione) è dovuto anche ai passeggeri che hanno programmato viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio; che hanno acquistato un biglietto in Italia avente come destinazione Stati esteri dove sia impedito o vietato lo sbarco; che devono sottoporsi alla misura della quarantena, sia obbligatoria sia volontaria; che siano risultati positivi al virus Covid-19. 
 
Pacchetti turistici e tour organizzati dai tour operator. In caso di recesso, l'organizzatore può:
1) offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore;
2) procedere al rimborso entro 14 giorni dal recesso;
3) emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

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