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Si può viaggiare in Europa? E nel resto del mondo? E rientrare in Italia? Ecco la situazione Stato per Stato

Coronavirus e viaggi: dove non possono andare gli italiani

18 Giugno 2021
 
L’emergenza Covid-19 (coronavirus) causa molte limitazioni negli spostamenti in Italia e all'estero. Fermo restando che la situazione è in continua evoluzione, e che quanto scriviamo è valido nel momento di aggiornamento di quest'articolo, ecco un riassunto per orientarsi. Invitando sempre a valutare in maniera consapevole la situazione e a mettere la propria salute prima di ogni altra necessità.
 
VIAGGI E SPOSTAMENTI IN ITALIA
I nuovi DPCM dispongono una serie di limitazioni sul territorio nazionale

Norme generali
- È possibile spostarsi liberamente tra regioni in zona gialla; tra regioni in zona rossa o arancione (al momento nessuna regione è in zona rossa o arancione), oltre agli spostamenti normalmente consentiti per motivi di lavoro, salute o necessità, ci si potrà spostare con il "certificato verde", che consiste nella certificazione del completamento del ciclo di vaccinazione nei sei mesi precedenti rilasciata dalla struttura sanitaria, della guarigione dal coronavirus nei sei mesi precedenti (fa fede il certificato di guarigione), o del risultato negativo di un test molecolare o antigenico, in questo caso valido 48 ore dall’esecuzione. Saranno considerati validi anche i certificati verdi rilasciati da altri stati membri dell’Unione Europea, mentre quelli di stati terzi saranno validi solo se la vaccinazione effettuata sia riconosciuta dallo stato italiano. Tali requisiti valgono anche per i minori, sono esclusi i bambini di età inferiore a due anni.
- Nelle zone gialle, dal 7 giugno vietato circolare dalle ore 24 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Dal 21 giugno, nelle zone gialle, scompare il coprifuoco. Nelle zone bianche nessun coprifuoco.
- Domande frequenti sulle misure adottate del Governo.

Al momento (14 giugno): 
- zona bianca: Piemonte, Liguria, Lombardia, prov. Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna. 
- zona gialla: Valle d'Aosta, prov. Bolzano, Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia.
- zona arancione e rossa: nessuna regione.

Non sono più valide le norme particolari che regolavano l'accesso in Sardegna e Sicilia.

 
VIAGGI IN EUROPA - STATI UE E SCHENGEN 
Secondo il DPCM 2 marzo e successive ordinanze, almeno fino al 30 luglio sono liberamente consentiti, in base alla normativa italiana, gli spostamenti per qualsiasi ragione VERSO i seguenti Stati ("lista A" e "lista C"), fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale:
- Stati membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Far Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (incluse Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte; esclusi altri territori al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi i territori al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (incluse isole Canarie e altri territori situati nel continente africano), Svezia, Ungheria; 
- Stati parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro), Svizzera;
- Andorra, Principato di Monaco;
- Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Attenzione, però:
1. Per il rientro DA questi Stati, si veda successivamente il paragrafo "INGRESSI IN ITALIA".
2. L'Italia permette di recarsi in questi Stati, ma è possibile che alcuni di questi Stati applichino forme di restrizione all’ingresso. Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio, e sul sito reopen.europa.eu. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri. 

In particolare (dati aggiornati al 18 giugno):

Andorra - Poiché tutti i viaggi per l’Andorra richiedono il transito attraverso la Francia o la Spagna, è necessario controllare i requisiti di ingresso per entrambi i Paesi, oltre a questa scheda. Coloro che si recano ad Andorra devono presentare un test PCR o TMA con risultato negativo, eseguito entro un massimo di 48 ore prima della partenza.
Austria - Fino al 30 giugno 2021, l’ingresso in Austria è sottoposto alle seguenti regole: per i viaggiatori che nei 10 giorni precedenti l'ingresso in Austria abbiano soggiornato in Italia e altri Paesi UE/Schengen (lista completa sul sito Viaggiare Sicuri) l’ingresso nel Paese è consentito senza obbligo di quarantena se in possesso di: 
(a) certificato o test, in lingua inglese o tedesca, attestante la negatività al Covid 19. Il test (presentato direttamente o tramite certificato) deve essere stato effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese, in caso di test molecolare, nelle 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese, in caso di test antigenico. Se sprovvisti di tale test/ certificazione al momento dell’ingresso in Austria, il test molecolare o antigenico deve essere effettuato nelle 24 ore successive. Per ulteriori dettagli, si rimanda alla sezione Mobilità di Viaggiare Sicuri;
(b) oppure, certificato, sempre in lingua inglese o tedesca, attestante la guarigione da un’infezione Covid 19 contratta negli ultimi 6 mesi; 
(c) oppure, certificato, sempre in lingua inglese o tedesca, attestante l’avvenuta vaccinazione al Covid 19. A tal fine, vengono considerati validi i vaccini autorizzati dall’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) oppure elencati nell’Emergeny Use List dell’OMS). Il vaccino deve essere stato inoculato in un intervallo di tempo che va dai 21 giorni ai 9 mesi precedenti l’ingresso nel Paese (non è valido ai fini dell’ingresso in Austria un vaccino inoculato meno di 21 giorni o più di 9 mesi prima). È sufficiente la prima dose. Il calcolo dei 9 mesi decorre dalla somministrazione della prima dose, se il vaccino prevede più somministrazioni. 
Permane dunque (se non in possesso di certificazione attestante la vaccinazione o la guarigione dal Covid 19 nei termini sopra indicati) l’obbligo di essere in possesso di un test Covid negativo (effettuato nelle 72 ore precedenti se molecolare, nelle 48 ore precedenti se antigenico) al momento dell’ingresso in Austria, o di effettuarlo nelle 24 ore successive. Dal 9 giugno 2021, in provenienza dai Paesi sopra indicati, chi è in possesso di un test Covid negativo o di certificazione di vaccinazione o di guarigione dal Covid (nei termini ed alle condizioni sopra indicati per ciascuna delle tre ipotesi) e, inoltre, è stato esclusivamente in Austria o in uno dei Paesi sopra elencati nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Austria non è più tenuto alla pre-registrazione on line. Chi non è in possesso di uno dei tre attestati di cui sopra (e dunque dovrà fare il test entro le 24 ore) è/o è stato in altri Paesi (diversi da quelli sopra elencati e dall’Austria) nei 10 giorni precedenti è invece ancora tenuto alla pre-registrazione on line, a questo sito, da effettuare nelle 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese. La conferma della registrazione viene generata automaticamente dal sistema e deve essere presentata, in formato cartaceo o digitale, su richiesta delle autorità in caso di controlli. In sintesi, le stesse condizioni che esonerano dalla quarantena esonerano adesso anche dalla pre-registrazione on line, ma devono essere possedute al momento dell’ingresso nel Paese. La quarantena ha durata di 10 giorni, ma può essere interrotta a seguito di ulteriore test Covid, molecolare o antigenico, con esito negativo, effettuato almeno 5 giorni dopo l’ingresso nel Paese. Per informazioni su altri Paesi e sui pendolari si veda il sito Viaggiare Sicuri. Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco a questo link (in inglese a questo link) e la Gazzetta Ufficiale. Non è richiesta, lì dove previsto, la presentazione di un certificato medico per bambini fino ai 10 anni di età in provenienza dall’estero, se accompagnati. Il transito attraverso l’Austria senza effettuare fermate intermedie/ assicurando l’immediata ripartenza è di norma consentito, senza obbligo di registrazione, di test o altra certificazione e di quarantena. Per ulteriori informazioni, si rimanda alle sezioni “Situazione sanitaria” e “Mobilità” della scheda su Viaggiare Sicuri e al sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.
Belgio - È stata decretata, a partire dal 19 aprile 2021, la fine del divieto di viaggi non essenziali da/per l'aerea UE-Schengen, pur con il mantenimento delle restrizioni relative ai tamponi molecolari all'ingresso ed, al termine, di una quarantena di sette giorni. Chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto, 48 ore prima dell’arrivo, a riempire un modulo on line (Passanger Locator Form -PLF), tranne nel caso di ingressi via auto per soggiorni in Belgio dall’area UE/Schengen (o a seguito di soggiorni in quegli stessi Paesi) di durata inferiore alle 48 ore.
Non sono in linea di principio previsti obblighi di tampone o quarantena in arrivo da zone verdi o arancioni (ad oggi quasi l’intero territorio italiano) secondo la cartina a colori messa a punto dall’agenzia europea ECDC); tuttavia una indicazione di quarantena può ancora essere ricevuta se la regione di provenienza era indicata come rossa o rosso-scuro nei 14 giorni precedenti (si segnala in proposito che Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna, P.A. Trento non sono più rosse da almeno il 24 maggio; Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Sicilia, P.A. Bolzano dal 31 maggio; Puglia, Campania e Toscana dal 7 giugno).
Nel caso di quarantena (in arrivo da zone rosse o secondo quanto sopra descritto) vi è obbligo di test il primo ed il settimo giorno (nel caso dei residenti) oppure nelle 72 ore precedenti la partenza ed al settimo giorno (nel caso dei non residenti, vedi anche oltre nel testo). I codici per effettuare i test saranno trasmessi dalle autorità tramite sms al numero registrato sul Passanger Locator Form (PLF). Per i non residenti in arrivo da una zona rossa resta inoltre l’obbligo di presentare il risultato negativo di un test molecolare PCR effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza verso il Belgio, redatto in francese, neerlandese, tedesco o inglese e certificato da un medico, cui si aggiunge l’obbligo di sottoporsi a test anche all’arrivo nel Paese se si è stati in precedenza nel Regno Unito, in Sud Africa o nell’America meridionale.
A partire dal 1 luglio, i residenti ed i non residenti potranno far liberamente rientro da zone rosse presentando un certificato ditale attestante la vaccinazione completa (+2 settimane), oppure un test PCR effettuato nelle ultime 72 ore oppure l’avvenuta guarigione dal Covid; in alternativa, solo i residenti potranno effettuare un test PCR entro il secondo giorno. Eccezioni sono previste solo per i transiti nell’area extra-Schengen degli aeroporti, i trasportatori di merci destinate alla vendita in Belgio o in transito e per chi sia esentato dal compilare il PLF. Pur in quarantena, chi svolge una funzione critica in un settore essenziale potrà recarsi al lavoro dietro certificazione del datore di lavoro e gli studenti universitari potranno recarsi a svolgere gli esami. Nel caso di viaggi di natura professionale verso il Belgio di durata fino a cinque giorni, l’invitante/cliente belga potrà compilare preventivamente un modulo on line (Business Travel Abroad - BTA), al fine di ottenere un codice che il viaggiatore dovrà poi inserire sul PLF; sulla base del test di autovalutazione annesso al PLF, il viaggiatore potrà così eventualmente essere sollevato dall’obbligo di quarantena in arrivo da zona rossa. Per tutte le informazioni di dettaglio si raccomanda di consultare le risposte alle domande frequenti sulla pagina di informazione ufficiale sul Coronavirus in Belgio. 
Bulgaria - Per i viaggiatori in ingresso nel Paese da tutti i Paesi europei, quindi compresa l’Italia, è obbligatorio presentare uno dei seguenti certificati (che esonerano dall’obbligo di quarantena): 1. certificato di completamento del ciclo vaccinale, a condizione che siano trascorsi almeno 14 giorni dalla somministrazione dell’ultima dose; 2. test positivo al COVID (PCR o antigienico) effettuato almeno 15 giorni prima dell’ingresso e massimo 180 giorni prima che attesti la presenza nel sangue di anticorpi sviluppati dopo guarigione dal COVID; 3. test PCR negativo al COVID effettuato massimo 72 ore prima dell’ingresso nel Paese; 4. test antigienico negativo al COVID effettuato massimo 48 ore prima dell’ingresso nel Paese. I certificati di cui sopra (in bulgaro o in inglese) devono riportare gli estremi d’identità del soggetto (nome, cognome e data di nascita); la tipologia del test/vaccino effettuato (nel caso del vaccino anche il numero di lotto); la data di effettuazione del test/vaccino e gli estremi del laboratorio autorizzato alla somministrazione del test o, nel caso del vaccino, gli estremi dell’Autorità sanitaria che ha emesso il certificato. In vigore il divieto di ingresso da alcuni Paesi extraeuropei (si veda il sito Viaggiare Sicuri).
Cipro - A partire dal 1 marzo 2021 sono in vigore nuove regole per l’ingresso a Cipro, diverse a seconda del Paese di provenienza. I Paesi sono suddivisi in diverse categorie (Verde, Arancione, Rossa, Grigia) in base alla situazione epidemiologica rilevata dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC). La situazione viene aggiornata settimanalmente. Le liste dei Paesi sono consultabili su questo sito. A partire dal 3 giugno l’Italia passa dalla Categoria Rossa a quella Arancione: per chi proviene da Paesi in categoria arancione, è necessario presentare un certificato COVID-19 negativo (test RT-PCR/tampone rinofaringeo) effettuato non più di 72 ore prima della partenza presso un laboratorio certificato. Per le altre categorie si veda il sito Viaggiare Sicuri. Tutti i viaggiatori in ingresso a Cipro devono sottoscrivere una dichiarazione giurata attestante il paese di provenienza e altre informazioni personali (“Cyprus Flight Pass”) da compilare online non prima di 24 ore prima del viaggio registrandosi su questo portale. Una volta ricevuta l’autorizzazione per email, il “Cyprus Flight Pass” dovrà essere stampato ed esibito in aeroporto al momento della partenza per Cipro.
A partire dal 10 maggio 2021, i passeggeri provenienti dai Paesi dell’UE, dello Spazio Economico Europeo (SEE) e da Paesi terzi, tra cui Israele, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Libano, EAU, Giordania, Arabia Saudita, Egitto, che hanno completato il ciclo di vaccinazione con uno dei vaccini approvati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) o Sputnik V ed in possesso della relativa certificazione, possono fare ingresso a Cipro senza restrizioni. Le persone che hanno ricevuto il vaccino monodose Janseen possono fare ingresso a Cipro dopo 14 giorni dalla somministrazione del vaccino. Per tutti i dettagli, visitare il portale Cyprus Flight Pass. Per quanto riguarda l’ingresso nella parte nord dell'isola, cosiddetta TRNC, i passeggeri in arrivo direttamente dall'estero devono presentare un certificato Covid-19 negativo effettuato non più di 72 prima e rimanere in quarantena per 10 giorni. L’ingresso nella parte nord dell’isola attraverso i varchi della Green Line resta soggetto a limitazioni. I transiti sono attualmente consentiti solo ai ciprioti di entrambe le comunità e ai residenti permanenti a Cipro. Ai turisti stranieri non è consentito l’attraversamento. Si raccomanda pertanto di evitare il transito verso la parte nord dell’isola.
Croazia - Le seguenti misure di contenimento disposte dalle Autorità croate sono state prorogate fino al 30 giugno 2021:
1) Le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell'area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, che sono elencati nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie possono liberamente entrare in Croazia. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito.
2) Le persone provenienti direttamente da tutti gli altri Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, non compresi nel punto 1, possono entrare in Croazia ad una delle seguenti condizioni: - presentando l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato nelle ultime 48 ore tramite il metodo PCR oppure tramite il metodo antigenico rapido (con un test indicato nell’Elenco comune dei test antigenici rapidi, pubblicato sul sito della Commissione Europea).  Il certificato relativo al tampone antigenico deve contenere il nominativo del produttore del test e / o il nome commerciale del test. In caso contrario, il certificato non verrà accettato come valido. Presentando il certificato di vaccinazione (vaccini utilizzati nell’UE) se sono trascorsi 14 giorni dalla somministrazione della seconda dose, oppure dalla prima dose per i vaccini che vengono somministrati in un’unica dose (Janssen/Johnson&Johnson). Le persone che hanno superato la malattia da Covid-19 negli ultimi sei mesi e sono in possesso del relativo certificato medico sono esentate dall’obbligo di presentare l’esito negativo al tampone molecolare o antigenico se sono state vaccinate con almeno una dose del vaccino. Questa esenzione si estende fino a 180 giorni dalla data della somministrazione del vaccino;presentando il certificato di vaccinazione che dimostra di aver ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer, Moderna o Gamaleya, iniziando dal 22° fino al 42° giorno dalla somministrazione, oppure dal 22° all'84° giorno dalla somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca; presentando l’esito positivo al tampone per SARS CoV-2 effettuato tramite il metodo PCR oppure tramite il metodo antigenico rapido, nel periodo che va da 180 a 11 giorni prima dell’arrivo al valico di frontiera, come conferma di aver guarito dall’infezione da COVID-19, oppure presentando un certificato sulla malattia superata, rilasciato da un medico; effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Nel caso in cui non sia possibile effettuare il tampone, è prevista la misura di autoisolamento di 10 giorni. Le eccezioni alle sopraindicate restrizioni sono previste per le categorie elencate sulla scheda su Viaggiare Sicuri.
3) I cittadini dei Paesi dell'Unione europea, Paesi dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen e i membri delle loro famiglie, nonché i cittadini dei Paesi terzi ivi residenti a lungo termine, se provengono dai Paesi terzi, possono entrare in Croazia alle condizioni descritte al punto 2. Le eccezioni si applicano alle categorie elencate nella sezione sanitaria di questa scheda.
4-5-6-7) Cittadini dei Paesi terzi che non sono menzionati nei punti precedenti e cittadini che entrano in Croazia per motivi umanitari: si veda il sito Viaggiare Sicuri.
I passeggeri in transito, compreso il personale nel settore dei trasporti, se non lasciano il territorio nazionale entro 12 ore dal momento dell’ingresso in Croazia, vengono automaticamente sottoposti alla misura di autoisolamento. I bambini di età inferiore ai 12 anni sono esentati dall’obbligo di presentare l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 se viaggiano in compagnia dei genitori/tutori che possiedono l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 o il certificato di vaccinazione oppure il certificato di aver superato la malattia da COVID-19. Tramite il sito web https://mup.gov.hr/uzg-covid/286210, oppure direttamente al valico di frontiera, è possibile verificare se si soddisfano i criteri per le eccezioni elencate sopra. Viene raccomandato a tutte le persone che possono entrare in Croazia di registrarsi prima del loro ingresso  attraverso l’applicazione Enter Croatia. Per ulteriori informazioni, comprese le eccezioni per le categorie sopra indicate si rimanda al sito dell’ Ambasciata d’Italia a Zagabria ed alla sezione Situazione sanitaria della scheda di Viaggiare Sicuri.
Danimarca -  In materia di viaggi da e per la Danimarca  vige un sistema di classificazione “a semaforo”, consultabile qui, in base al quale i paesi vengono suddivisi in tre diverse categorie a seconda dell’incidenza dei contagi: gialla; arancione o rossa (sconsigliato ogni tipo di viaggio). Per i Paesi in fascia gialla (tra cui l’Italia dal 5 giugno 2021, alle ore 16.00) l’ingresso è possibile senza dover effettuare l’isolamento fiduciario di 14 giorni, alle seguenti condizioni: per GLI OVER 15 anni obbligo di presentare un test negativo (antigenico o PCR) non più vecchio di 48 ore precedenti all’arrivo nel Paese (ad eccezione dei danesi e dei residenti in Danimarca, che non devono presentare nulla). Il test non verrà più richiesto all’imbarco ma una volta arrivati in territorio danese; PER TUTTI GLI OVER 15 obbligo di effettuare un test (gratuito) all’aeroporto di arrivo in Danimarca. Per i vaccinati in UE (a partire dal 14simo giorno dopo la seconda vaccinazione o dell’unica in caso di vaccino monodose), obbligo di presentare un certificato di avvenuta vaccinazione. Per i requisiti di ingresso dai Paesi classificati in categoria rossa o arancione si rimanda al seguente sito. NB: devono essere trascorsi almeno 14 giorni dalla seconda vaccinazione e non oltre 180 giorni.
Estonia - L’ingresso in Estonia è sottoposto alle seguenti regole: Viaggiatori UE e Paesi associati Schengen, UK: I cittadini e i residenti degli Stati UE, dei paesi associati Schengen della Gran Bretagna e Irlanda del Nord, nonché i loro familiari, possono entrare in Estonia senza restrizioni, a condizione che non mostrino sintomi Covid e che il tasso di incidenza del contagio nel Paese di partenza e/o transito non superi i 150 casi su 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni. Se il tasso di infezione è più elevato, si applica l’obbligo dell’isolamento di 10 giorni o, in alternativa, la procedura del doppio test. Un elenco dei paesi a rischio è pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri estone ogni venerdì ed entra in vigore il lunedì della settimana successiva. Per saperne di più. Viaggiatori extra UE: si veda sito Viaggiare Sicuri. Procedura del doppio test: I viaggiatori che, provenendo da un’area a rischio, non vogliano rimanere in autoisolamento per dieci giorni dopo l’arrivo in Estonia,  devono eseguire un primo test molecolare PCR (cosiddetto “tampone”), nelle 72 ore prima dell’arrivo nel Paese, con esito negativo (il certificato deve essere scritto almeno in inglese). Durante il soggiorno in Estonia è possibile effettuare un secondo test, non prima del sesto giorno successivo al primo test effettuato all’estero. Il viaggiatore è libero dall’obbligo di isolamento di 10 giorni se i risultati di entrambi i test sono negativi. A coloro che non hanno avuto modo di effettuare il test nelle 72 ore che precedono l’arrivo nel Paese, viene concessa la possibilità di fare il primo test in Estonia, immediatamente all’arrivo. A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D del porto di Tallinn. L’accesso alle postazioni test avviene secondo l'ordine di arrivo. Le postazioni sono aperte fino all'arrivo dell’ultimo aereo/ultima nave del giorno. Per coloro che arrivano in Estonia via terra e, in alternativa, per tutti coloro che decidessero di non sottoporsi al test presso i suddetti due scali, è possibile nella capitale Tallinn e nelle principali città del Paese. Per informazioni sui test. Anche nel caso del viaggiatore che effettua il primo test nel Paese di partenza ed il secondo in Estonia, l’isolamento termina se entrambi i test sono negativi. Sono previsti casi di deroga all’isolamento, solo qualora il risultato del “primo” test risulti negativo (la deroga riguarda lo svolgimento di attività “imprescindibili” quali attività lavorative, acquisto di prodotti alimentari e medicinali, visite mediche). Esenzione dall’isolamento per vaccinati e immunizzati. È inoltre consentita l’esenzione dall’obbligo di isolamento per tutti i viaggiatori che hanno ottenuto la vaccinazione contro il Covid-19 da non oltre un anno (computando il periodo dalla seconda inoculazione in caso di doppia dose) ovvero possono attestare la piena guarigione dal Covid-19 in caso di malattia pregressa da non oltre sei mesi. Per informazioni sui requisiti dei certificati di vaccinazione e guarigione visitare questo sito. Questionario per ingresso nel Paese. Chiunque faccia ingresso in Estonia, per una qualsiasi durata di tempo, da Stati o territori esteri, a bordo di qualunque mezzo di trasporto, dovrà compilare un apposito questionario. Al fine di accelerare le procedure di ingresso dai valichi di frontiera, la compilazione potrà avvenire on-line entro tre giorni dalla data di ingresso. Il questionario on-line è disponibile al seguente indirizzo.
Finlandia -  Le Autorita’ finlandesi hanno disposto la proroga dei controlli ai valichi di frontiera aeroportuali, marittimi e terrestri fino all'11 luglio 2021. Dal  21 giugno sarà consentito l'ingresso in Finlandia, a prescindere dalla motivazione del viaggio, ai soli viaggiatori provenienti dai Paesi UE/Schengen che siano in grado di esibire uno tra i seguenti certificati, legalmente rilasciato dalle Autorità del proprio Paese: 1) un certificato di completa vaccinazione - una o due dosi a seconda del vaccino somministrato - avvenuta da almeno 14 giorni; 2) un certificato che attesti la guarigione dal Covid-19 e l'avvenuta somministrazione di almeno una dose di vaccinazione da almeno 10 giorni;
3) un certificato di guarigione dal Covid-19 non risalente oltre gli ultimi 6 mesi. A queste categorie di viaggiatori non sarà richiesta alcuna forma di autoisolamento fiduciario. Per i viaggiatori provenienti dai Paesi UE/Schengen che non fossero in possesso di uno dei certificati sopra elencati, saranno consentiti unicamente ingressi per studio e/o lavoro (con obbligo di documentare l'incarico professionale e/o la finalità di studio), o per far visita ai propri familiari residenti in Finlandia (coniugi, conviventi, figli e genitori, suoceri, nonni, fratelli, sorelle, zii e cugini). Per questi viaggiatori resta l'obbligo di test molecolare o antigenico da effettuare non oltre 72 ore prima della partenza e di autoisolamento fiduciario di 14 giorni, che potrà essere abbreviato in caso di secondo test negativo (tampone o test antigenico rapido), con il secondo test effettuato dopo almeno 72 ore dall'ingresso nel Paese. Si ricorda che le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero. Per informazioni sulle modalità di ingresso, si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia ad Helsinki. Le Autorità sanitarie finlandesi hanno inoltre attivato un servizio online (Finentry), dove si possono trovare informazioni utili sull’evoluzione dell’epidemia nel Paese, sulle misure restrittive ad essa associate, oltre ad un questionario online per verificare le condizioni di ingresso nel Paese. Gli attraversamenti lungo il confine orientale con la Federazione Russa sono chiusi.
Francia - In Francia su tutto il territorio nazionale da domenica 20 giugno, è abolito il coprifuoco.
E’ altresì abolito l’obbligo di portare le mascherine all’esterno, salvo il caso di raduni e assembramenti.
Le misure nazionali enunciate potranno subire modifiche a livello locale, qualora il virus dovesse tornare a circolare in maniera particolarmente attiva. INGRESSI IN FRANCIA DALL’ESTERO
Tutti i viaggiatori provenienti da Paesi "Verdi" (Spazio Europeo inclusa l’Italia, altri Paesi) potranno entrare in Francia senza alcun tampone ma soltanto se già vaccinati (2 settimane dopo la seconda dose dei vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca; oppure 4 settimane dopo la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson). In caso di assenza totale o parziale di vaccinazione, si potrà entrare in Francia sia con un test PCR che con un test antigenico, con risultato negativo, effettuato 72 ore prima della partenza. Arrivo da tutti gli altri Paesi: si veda sito Viaggiare Sicuri.  Tutti coloro che entrano in Francia con qualsiasi mezzo devono compilare un’autocertificazione. Per ulteriori informazioni, e per  il modello di autocertificazione, si rimanda al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Parigi. Si informa anche che le regole suesposte si applicano anche a chi entra in automobile.Si raccomanda in ogni caso di monitorare i siti web del Governo francese e dell’Ambasciata d’Italia a Parigi
Germania - Chiunque entri in Germania per via aerea, indipendentemente dal Paese di provenienza, deve disporre, PRIMA dell'imbarco, di una documentazione che dimostri di essere vaccinato, guarito o di esser risultato negativo ad un tampone antigenico o molecolare (salvo limitatissime eccezioni previste dalla normativa). Tale obbligo non vale per i bambini sotto i 6 anni. Per la normativa tedesca, si considerano "vaccinate" le persone che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni (se hanno già contratto il Covid, basta la prima dose) e "guarite" quelle risultate positive ad un tampone non meno di 28 giorni e non più di 6 mesi prima. Per le persone non vaccinate e non guarite, il tampone può essere antigenico (rapido) o molecolare (PCR) e deve essere effettuato nelle 48 ore precedenti l'ingresso in Germania (nel caso dell'antigenico) o nelle 72 ore precedenti (nel caso del molecolare PCR). La documentazione sulla vaccinazione, la guarigione o l'esito del tampone può essere scritta in italiano (oltre che in tedesco, inglese, francese e spagnolo). Esistono inoltre altri obblighi per chi abbia soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio”. Dal 6 giugno l'Italia non è più considerata "area a rischio": oltre all'obbligo di cui sopra, che riguarda unicamente le persone che fanno ingresso in aereo, chi entra in Germania e nei 10 giorni precedenti è stato soltanto in Italia non è sottoposto ad alcun altro obbligo (né di registrazione, né di quarantena). Chi è stato soltanto in Italia e fa ingresso in Germania via terra non è nemmeno tenuto a presentare un test negativo. Per tutte le informazioni sugli obblighi sanitari che si applicano a chi si sia recato in altri Paesi considerati a rischio (un elenco è disponibile qui), si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino. Attenzione: l'ingresso in Germania è normalmente vietato per chi sia stato nelle "aree a rischio varianti" (tranne poche eccezioni) e dal 23 maggio anche il Regno Unito è considerato tale. Per ulteriori informazioni sulle procedure si raccomanda di consultare l’Approfondimento di Viaggiare Sicuri e di seguire con attenzione le indicazioni alla seguente pagina del Sito Internet del Ministero della Salute italiano.
Grecia - Dal 7 novembre 2020 sono in vigore misure restrittive sull'intero territorio greco, fino a data da destinarsi. A seconda dell'indice di contagio nelle singole Regioni, vengono applicate misure di prevenzione variabili: è disponibile, a cura delle Autorità elleniche, una mappa interattiva (in greco) che distingue il livello di rischio delle varie zone ed elenca le relative misure. Vige il divieto di circolazione notturna (dalle 00.30 alle 5.00 tutti i giorni in tutta la Grecia), tranne che per motivi di salute o lavoro. In tutto il Paese è obbligatorio l'uso della mascherina in tutti gli spazi all’aperto e al chiuso.
Dal 14 maggio 2021 sono nuovamente consentiti gli spostamenti tra diverse Unità regionali. Per le disposizioni da rispettare in caso di traghetti da e per le isole e voli interni al Paese si raccomanda di consultare attentamente l’approfondimento Coronavirus COVID-19. Focus Grecia pubblicato sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene e questo sito, a cura delle Autorità greche.
A partire dal 19 aprile 2021 è stato rimosso l’obbligo di isolamento fiduciario di sette giorni, precedentemente in vigore, per i passeggeri in arrivo dall’estero che risiedono nei Paesi UE, nell'area Schengen e in altri Paesi (indicati sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene) purché, al momento dell’ingresso in Grecia, rispettino le seguenti condizioni per l’ingresso nel Paese. Tutti i viaggiatori che entrano in Grecia, indipendentemente dalla nazionalità e dalle modalità di ingresso (volo internazionale, traghetti, valichi via terra, etc.), devono soddisfare una delle 3 seguenti condizioni: a) aver completato, da almeno 14 giorni, la vaccinazione contro il COVID-19 e presentare un certificato di vaccinazione in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo o russo. Il certificato di vaccinazione deve includere il nome della persona come indicato sul documento di identità, il tipo di vaccino somministrato, il numero di dosi e la data di somministrazione. b) essere risultati negativi al COVID-19 mediante test, effettuato esclusivamente con metodo PCR ed eseguito mediante tampone orale o rinofaringeo entro le 72 ore precedenti l’arrivo in Grecia. L’esito negativo deve risultare da un certificato - che riporti la diagnosi di cui sopra, in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo o russo - che deve includere il nome della persona così come appare sul documento di identità. c) avere con sé un certificato di guarigione da Covid-19 negli ultimi 9 mesi o un un certificato di risultato positivo del test molecolare PCR, che attesta al contempo che il paziente si è ripreso dall'infezione da virus SARS-CoV-2. Tale ultimo certificato deve essere stato rilasciato in un periodo compreso obbligatoriamente tra 2 e 9 mesi antecedenti all’ingresso in Grecia. Anche questi certificati possono essere in lingua inglese, francese, tedesca, italiana, spagnola o russa e devono includere il nome della persona così come appare sul documento di identità. Si precisa che anche per i minori al di sopra dei cinque anni deve applicarsi una delle tre condizioni alternative appena descritte. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile - indipendentemente dalla nazionalità e dal metodo di ingresso - la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia - di un modulo online su questo sito (non accessibile con Internet Explorer), il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia. In caso di ingresso nel Paese senza PLF è prevista una sanzione amministrativa di 500 €. Per le violazioni della normativa anticovid è comminata, fatte salve le sanzioni penali previste, una sanzione amministrativa di 5.000€. Si precisa che la pagina travel.gov.gr è gestita dalle Autorità greche e non dall’Ambasciata d’Italia ad Atene. Per quesiti legati al funzionamento del sito e/o dubbi sull’ingresso nel Paese connessi alla compilazione del PLF è possibile contattare il numero di assistenza indicato dalle Autorità greche: 00302155605151.
Ai sensi della normativa greca le compagnie aeree e di navigazione, nonché le compagnie di trasporto stradale e ferroviario sono obbligate a controllare i viaggiatori prima dell’imbarco, al fine di confermare che abbiano correttamente compilato il PLF e abbiano, in alternativa, uno dei documenti sopra elencati ai punti a, b e c. Si attira l’attenzione sul fatto che ai passeggeri sprovvisti di tali documenti potrebbe essere rifiutato l’imbarco.
Rimane invece in vigore per tutti i passeggeri in ingresso la possibilità di essere sottoposti, a campione, a un test rapido effettuato all'arrivo in Grecia. Il test a campione, qualora si venga selezionati, è obbligatorio: le Autorità greche si riservano il diritto di rifiutare l’ingresso nel Paese a coloro i quali si rifiutino di sottoporsi al test rapido. In caso di positività è previsto un periodo di isolamento obbligatorio di 14 giorni per i viaggiatori risultati positivi e per i loro contatti prossimi in appositi “hotel quarantena” (le spese di alloggio sono coperte dallo Stato greco), dove verranno effettuati nuovi test per verificare la diagnosi iniziale. Maggiori informazioni sulle misure previste per l’ingresso in Grecia a partire dal 19 aprile 2021 sono disponibili sul seguente sito, a cura della Protezione Civile greca.
Si attira infine l’attenzione sul fatto che sono previste regolamentazioni speciali in caso di ingresso in Grecia dall’estero per le imbarcazioni da diporto private e per le imbarcazioni turistiche, nonché per i valichi via terra (non tutti accessibili e, tra quelli accessibili, non sempre aperti 24 ore su 24). Per quesiti sull’evoluzione della situazione coronavirus in Grecia, sul settore turistico o comunque riguardanti la possibilità di recarsi in Grecia è possibile l’approfondimento Coronavirus COVID-19. Focus Grecia pubblicato sul sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene.
Irlanda -  A partire dall'8 maggio 2021, l’Italia è stata rimossa dall'elenco dei Paesi a rischio (categoria 2). Pertanto i viaggiatori provenienti dall’Italia, o che vi abbiano soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti l’arrivo in Irlanda, non devono sottoporsi alla quarantena alberghiera obbligatoria, a meno che non siano stati nei 14 giorni precedenti il viaggio in uno dei Paesi classificati dal Dipartimento della Salute irlandese nella “categoria 2”, anche se solo in transito (anche soltanto aeroportuale). I viaggiatori provenienti dall'Italia o da Paesi non inclusi nella Categoria 2 devono comunque sottoporsi a una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni da effettuare presso l’indirizzo indicato nel modulo di localizzazione dei passeggeri da compilare prima dell’arrivo. Devono inoltre esibire un risultato negativo / "non rilevato'' di un test RT-PCR effettuato non piu'di 72 ore prima dell'arrivo nello Stato.  Questo vale anche per i viaggiatori che arrivano attraverso l'Irlanda del Nord. Solo categorie molto limitate di viaggiatori possono essere esentate. Ulteriori dettagli sulla quarantena obbligatoria sono disponibili alla seguente pagina. Qualsiasi viaggiatore che sia stato nei 14 giorni precedenti il viaggio in uno dei Paesi classificati dal Dipartimento della Salute irlandese nella “categoria 2”, anche se solo in transito (anche soltanto aeroportuale), è legalmente tenuto a sottoporsi alla quarantena presso una struttura designata (quarantena alberghiera obbligatoria). Ciò si applica anche se il passeggero riceve un risultato del test RT-PCR negativo dopo l'arrivo nello Stato. I passeggeri tenuti a intraprendere la quarantena obbligatoria in hotel devono prenotare in anticipo un posto nella struttura designata prima dell'arrivo in Irlanda. I passeggeri sono tenuti a presentare la prova di questa prenotazione al proprio operatore di volo o di traghetto per imbarcarsi sull'aereo o sul traghetto per l'Irlanda. Le prenotazioni possono essere effettuate su questo sito. Per ulteriori informazioni sulla quarantena, sull’elenco dei Paesi di categoria 2 e su eventuali esenzioni, consultare la seguente pagina web. Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno del Paese, dal 10 maggio sono consentiti i movimenti su tutto il territorio nazionale. Per il dettaglio delle restrizioni vigenti, e per eventuali aggiornamenti, si prega di consultare la seguente pagina.
Islanda - Ingresso: sono consentiti gli spostamenti da e per i paesi UE/SEE e Andorra, Monaco, San Marino e lo Stato del Vaticano. Maggiori info qui. Registrazione: prima della partenza per l'Islanda, i viaggiatori devono registrarsi, nelle 72 ore antecedenti all'arrivo, a questo linkCertificazione e test: I viaggiatori in arrivo devono presentare una certificazione (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese) di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, ad un test molecolare PCR con risultato negativo. Salvo le eccezioni, i viaggiatori hanno altresì l'obbligo, una volta entrati in Islanda, di sottoporsi a 2 test obbligatori, il primo effettuato al momento dell'ingresso e il secondo dopo il quinto giorno di quarantena. In caso di risultato positivo è obbligatorio l'isolamento e la quarantena di 14 giorni. Anche i minori nati nel corso e dopo il 2005 possono essere sottoposti ad alcune misure di contenimento (tampone e quarantena). Sono esenti dalla certificazione del tampone prima dell'ingresso, ma devono sottoporsi al tampone all'arrivo e osservare la quarantena fino all'ottenimento del risultato del tampone (normalmente entro 24 ore), i viaggiatori che a) siano in possesso di certificazione medica (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese) che attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il covid-19;  b) abbiano completato la vaccinazione anti covid-19, effettuata con uno dei vaccini approvati dall'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), e siano in possesso di un valido certificato di vaccinazione (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese, inglese o francese o tradotto in una di queste lingue). Info qui. Dal 1 luglio 2021 queste categorie di viaggiatori nonché i minori sono esenti anche dal tampone effettuato all'arrivo in Islanda. Dal 1 luglio 2021, il certificato di vaccinazione è valido dopo 14 giorni dalla somministrazione della seconda dose (o dopo 14 giorni dalla somministrazione del vaccino monodose Janssen). Quarantena: i viaggiatori provenienti da paesi definiti a rischio (elenco dei paesi disponibile qui) devono osservare una quarantena di 5 giorni in una dimora che soddisfi eterminati  requisiti. Strutture covid-19 pubbliche continuano ad essere a disposizione di persone che non abbiano una dimora adeguata o non desiderino osservare la quarantena nella propria abitazione. Norme su come osservare la quarantena sono disponibili quiApplicazione di telefonia mobile "Rakning C-19". Tutti coloro che entrano in Islanda, sono invitati a scaricare l'applicazione mobile di tracciamento islandese Rakning C-19 Si raccomanda vivamente a tutti i viaggiatori di consultare e leggere attentamente, prima della partenza per l'Islanda, le informazioni fornite nei siti dell'Ambasciata d'Italia e del Governo islandese.
Lettonia - A partire dal 16 giugno 2021 il Governo lettone ha approvato nuove disposizioni per l’ingresso a seconda del paese di provenienza (suddivisi in tre categorie, rischio molto alto, alto rischio e basso rischio, a seconda dell’incidenza dei contagi) e di due distinte categorie di viaggiatori: vaccinati/guariti da COVID-19 e non vaccinati. Si specifica che sono considerati a basso rischio i Paesi  che registrano i fino a 75 contagi ogni 100.000 abitanti. Per le persone vaccinate o guarite da Covid-19 provenienti da paesi UE, EEA, Svizzera, UK o paesi terzi a basso rischio e ad alto rischio non occorre più dimostrare di dover effettuare un viaggio per motivi essenziali, non si dovranno fare test molecolari alla partenza e all’arrivo in Lettonia e non occorrerà più fare l’autoisolamento fiduciario di 10 giorni. Per i non vaccinati provenienti da UE, EEA, Svizzera, UK e paesi terzi a basso rischio non occorrerà più dimostrare di dover effettuare un viaggio per motivi essenziali, occorrerà però effettuare un test molecolare 48h prima della partenza, non occorrerà invece fare un test molecolare all’arrivo in Lettonia e si dovrà fare autoisolamento fiduciario per 10 giorni. Per i non vaccinati provenienti  da paesi terzi ad alto rischio occorrerà dimostrare di dover effettuare un viaggio per motivi essenziali, fare un test molecolare 48h prima della partenza e all’arrivo  in Lettonia e fare autoisolamento fiduciario di 10 giorni. Per i non vaccinati provenienti dai paesi terzi ad alto rischio rimangono non consentiti i viaggi non essenziali, occorrerà fare un test molecolare 48 ore prima della partenza e un test molecolare all’arrivo in Lettonia nonché fare l’autoisolamento fiduciario per 10 giorni. Per tutte le persone provenienti dai paesi a rischio molto alto (very high risk) vige il c.d. “emergency break” per cui occorrerà dimostrare l’essenzialità del viaggio in Lettonia, effettuare un test molecolare in Lettonia all’arrivo e alla partenza nonché osservare un autoisolamento fiduciario per 10 giorni.
Liechtenstein - Le frontiere con la Svizzera e l'Austria sono state riaperte, ma potrebbero essere effettuati controlli. La Svizzera si occupa dell'immigrazione e delle questioni doganali per il Liechtenstein ed i requisiti di ingresso nel Paese sono gli stessi della Svizzera. La frontiera tra la Svizzera e il Liechtenstein è aperta. I cittadini del Regno Unito e altri cittadini non svizzeri o del Liechtenstein che arrivano da un "paese ad alto rischio" al di fuori dell'area Schengen non possono entrare nel Liechtenstein. L'ingresso è consentito solo alle seguenti categorie di persone: -cittadini del Liechtenstein e della Svizzera; -cittadini dell'UE / EFTA; -Titolari dei seguenti documenti: permesso di soggiorno, cioè un permesso di soggiorno svizzero (permessi L / B / C / Ci); permesso transfrontaliero (permesso G), carta di legittimazione del DFAE; visto D rilasciato dalla Svizzera; -Titolari di un "laissez passer" rilasciato da una rappresentanza svizzera in caso di "necessità speciale individuale". Ulteriori informazioni e una lista dei "paesi ad alto rischio" si trovano sul sito della Segreteria di Stato della migrazione.I viaggiatori provenienti da "paesi ad alto rischio", compreso il Regno Unito, devono presentare un risultato negativo del test COVID-19 (PCR), effettuato meno di 72 ore prima dell'arrivo. Devono inoltre compilare un modulo online per la ricerca di contatti prima di entrare nel Liechtenstein e fornire i dettagli di contatto. Chiunque arrivi in Svizzera per via aerea diretto in Liechtenstein, anche da un paese non considerato ad alto rischio, dovrà presentare un risultato negativo del test COVID-19 (PCR) prima dell'arrivo. Le misure di quarantena in vigore in Svizzera si applicano anche al Liechtenstein. Chiunque arrivi in Liechtenstein è tenuto ad autoisolarsi per 10 giorni dalla data di arrivo. È possibile ridurre il periodo di quarantena a 7 giorni se si può produrre un nuovo risultato negativo del test COVID-19 (test rapido dell'antigene o PCR) e avere l'approvazione del Governo del Liechtenstein. Ulteriori informazioni sono disponibili presso l'Ufficio federale della sanità pubblica.
Lituania -  Il Governo lituano ha deciso di prolungare la quarantena, introdotta su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre, fino al 30 giugno 2021. Dal 7 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra i comuni. Per arrivare in Lituania (non prima di 48 ore dalla partenza) tutti i viaggiatori devono compilare questo modulo in modalità elettronica e presentare il codice QR ricevuto al vettore prima dell’imbarco oppure, in caso di viaggio con un proprio mezzo di trasporto, presentarlo al punto di frontiera o di controllo. 
A partire dal 10 marzo 2021 tutti i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese (Italia compresa) dovranno avere il certificato (in una delle lingue ufficiali dell'Unione Europea (si consiglia, tuttavia, di verificare con le compagnie di trasporto)) sul tampone molecolare o antigenico con esito negativo, effettuato entro e non oltre 72 ore prima dell'ingresso in Lituania e non sarà più possibile effettuare il test in loco all'arrivo. Solo coloro che arriveranno in Lituania con un proprio mezzo di trasporto potranno effettuare il test in Lituania registrandosi per tale test entro 24 ore. A partire dal 15 febbraio 2021 è obbligatorio anche l'autoisolamento di 10 giorni dall’arrivo in Lituania, con la possibilità di abbreviare i tempi di isolamento effettuando un test a proprie spese non prima del 7° giorno di isolamento e ottenendo l’esito negativo. Tuttavia, anche in caso di isolamento abbreviato, per 14 giorni dopo l’arrivo è obbligatorio limitare i contatti. 
Tutte le informazioni in merito al Covid-19 sono reperibili su questo sito. Nella sezione “News” di tale sito viene pubblicata in inglese la lista dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19 . Tale lista ogni venerdì viene pubblicata dal Ministero della Salute lituano ed entra in vigore il lunedì successivo. Si attira l’attenzione sul fatto che la prossima lista dei paesi colpiti sarà pubblicata il 18 giugno ed entrerà in vigore il 21 giugno e che la situazione deve essere monitorata in quanto soggetta a variazioni in base all’indice del Covid-19. L'esenzione dall'isolamento e dall’obbligo di presentare il test si applica alle persone che hanno un documento della struttura sanitaria che conferma di avere avuto il COVID-19 e la diagnosi è stata confermata da un test PCR o da un test antigenico e non sono trascorsi più di 180 giorni dal risultato positivo del test prima dell'arrivo nella Repubblica di Lituania. L'esenzione dall'isolamento e dall’obbligo di presentare il test si applica alle persone in possesso di un documento della struttura sanitaria, di un certificato di vaccinazione che attesti che una persona è stata vaccinata anti COVID-19 con uno dei vaccini registrati nel Registro dei medicinali dell'Unione Europea nell'ambito del programma di vaccinazione. I risultati del test COVID-19 e i documenti comprovanti la vaccinazione o la malattia devono essere presentati in una delle lingue ufficiali dell'Unione Europea. Per quanto riguarda le frontiere terrestri, alcuni punti di frontiera sono chiusi (con la Bielorussia e la regione di Kaliningrad). Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Vilnius.
Lussemburgo - Alla luce del netto miglioramento del quadro epidemiologico locale, il Governo lussemburghese ha progressivamente allentato le diverse misure di contenimento via via adottate nei mesi precedenti, rimuovendo completamente il coprifuoco nazionale (in vigore dalle ore 24.00 alle ore 06.00) a partire dal 13 giugno 2021, salvo ulteriori variazioni in base all’andamento della diffusione del virus SARS-CoV-2 nel Paese. Per ulteriori dettagli si veda il sito Viaggiare Sicuri. L’ingresso nel Paese via aerea è consentito a tutti i viaggiatori, fino al 15 luglio 2021 salvo ulteriori proroghe, ad una delle seguenti condizioni: Presentazione di attestazione relativa al test COVID-19,  con esito negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti alla partenza del volo (se si tratta del test molecolare PCR) o nelle 48 ore antecedenti alla partenza del volo (se si tratta del test antigenico rapido). Il risultato del test negativo dovrà essere presentato in una delle lingue amministrative del Lussemburgo (lussemburghese, tedesco o francese) o in inglese, italiano, spagnolo, o portoghese, se ciò non fosse possibile lo stesso deve essere accompagnato da una traduzione in una delle  lingue amministrative del Lussemburgo. OPPURE Presentazione di certificato di vaccinazione completa contro il COVID-19 OPPURE Certificato che attesti  di avere già contratto l'infezione da Covid-19 nei 6 mesi precedenti al viaggio, risultando guariti e senza più alcun sintomi. I passeggeri in transito, a condizione che non lascino l’aerea aeroportuale, il personale viaggiante, i viaggiatori di età inferiore ai 6 anni, i lavoratori transfrontalieri ed il personale delle missioni diplomatiche sono esentati dalla presentazione dei suddetti documenti. Per maggiori informazioni, incluse quelle relative ad ulteriori eccezioni, si rimanda a questo sito. Le frontiere terrestri sono aperte e non è al momento richiesto di esibire l’esito negativo al tampone per fare ingresso in Lussemburgo in auto o in treno. 
Malta - Da martedì 1 giugno 2021, qualsiasi viaggiatore (di eta' pari o superiore a cinque anni) in arrivo a Malta (via aerea e via mare) da qualsiasi paese elencato nelle zone ambra, compresa tutta l'Italia, sarà tenuto a presentare un test PCR COVID-19 negativo eseguito non più di settantadue (72) ore antecedenti l'ingresso a Malta, nonché  un modulo di autocertificazione e un modulo di Localizzazione Passeggeri entrambi compilati (Scaribili al seguente link: https://www.maltairport.com/declarationforms/ ). Il mancato rispetto di quanto sopra comporterà il negato imbarco. Le persone che non riescono a produrre questo test saranno sottoposte a test PCR obbligatorio e/o quarantena obbligatoria a pagamento. Tutti gli aggiornamenti sono consultabili al sito https://www.visitmalta.com/en/reopening-airport 
A partire dalla stessa data, i cittadini maltesi completamente vaccinati o i titolari di un permesso di residenza a Malta (ID maltese) possono presentare il certificato di vaccinazione maltese invece del test PCR negativo al ritorno a Malta. Un certificato di vaccinazione rilasciato in Paesi diversi da Malta sarà accettato solo quando: (a.) Il passaporto digitale europeo Covid sara' in vigore e attivo; (b.) Siano stati firmati accordi bilaterali per accettare la certificazione di vaccinazione reciproca tra Malta e un altro paese. Al momento non sono ancora in vigore ne' il Passaporto Digitale Covid UE, ne' accordi bilaterali. Link per scaricare l’autocertificazione e il passenger locator form da consegnare al vettore prima dell’arrivo a Malta.
Monaco - Le Autorità del Principato di Monaco hanno inasprito le misure di contenimento e prevenzione a partire dall'8 febbraio 2021. In particolare, è previsto quanto segue: Obbligo di produrre all’arrivo un test PCR (o “molecolare”) risultato negativo ed eseguito nel Paese di origine nelle 72 ore precedenti l’arrivo nel Principato; oppure sottoporsi ad un test PCR in loco, restando in quarantena in attesa del risultato. Si ritiene inoltre utile richiamare le disposizioni introdotte in Francia per il contenimento dell’infezione da COVID-19, in quanto, come noto, l’ingresso/uscita in/dal Principato di Monaco comporta necessariamente un transito per il territorio francese e, oltre a ciò, diversi Comuni francesi si trovano a poche centinaia di metri dal Territorio monegasco. Per i viaggiatori, qualunque sia la loro nazionalità, provenienti e diretti in un Paese dello spazio europeo (fra cui Monaco) e qualunque sia il modo di trasporto (aereo, mare, strada o ferrovia), sarà necessario produrre un risultato negativo di un test RT-PCR effettuato 72 ore prima della partenza e una attestazione di “non contagiosità”. Sono esenti gli autotrasportatori, i lavoratori frontalieri e i residenti dei bacini di frontiera. Sono esenti dall’obbligo di test RT-PCR i viaggiatori che si spostano da Monaco verso il solo Dipartimento delle Alpi Marittime per meno di 24 ore.
Norvegia e isole Svalbard - Salvo le eccezioni espressamente previste, è consentito l'ingresso solo ai cittadini norvegesi e ai cittadini stranieri residenti in Norvegia. Registrazione. Prima della partenza per la Norvegia, tutti i viaggiatori devono registrarsi nelle 72 ore antecedenti all'arrivo a questo sito. Certificazione e tamponi. Certificazioni e tamponi: Salvo le eccezioni (art. 2 §4 del Regolamento legge sul covid-19), i viaggiatori (norvegesi o cittadini stranieri residenti in Norvegia) provenienti dai paesi a rischio devono presentare, all’arrivo in Norvegia, una certificazione di essersi sottoposti, nelle 24 ore antecedenti all’ingresso nel territorio norvegese, ad un tampone molecolare o antigenico con esito negativo. I viaggiatori in arrivo con volo aereo devono aver effettuato il tampone 24 ore antecedenti l'orario previsto di partenza del volo (del primo volo in caso di collegamenti multipli). Il certificato deve essere in una delle seguenti lingue: norvegese, danese, svedese, inglese, francese o tedesco. Anche per l'ingresso nelle Svalbard, è obbligatorio presentare questo certificato. Salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori hanno altresì l'obbligo, una volta entrati in Norvegia, di sottoporsi a 2 tamponi, molecolari o antigenici, gratuiti, il primo effettuato al momento dell'ingresso in Norvegia e il secondo non prima del settimo giorno dalla data di arrivo. Esenzioni: i viaggiatori (norvegesi o cittadini stranieri residenti in Norvegia) che, all'arrivo, sono in grado di presentare documentazione digitale, con QR code del sito helsenorge.no, di essere completamente vaccinati o di essere guariti dal covid-19 nei sei mesi antecedenti l'arrivo sono esenti dalla certificazione del tampone delle 24 ore prima dell'ingresso e dalla quarantena. Dovranno tuttavia registrarsi prima della partenza e sottoporsi a tampone al momento dell'ingresso. Quarantena: salvo le eccezioni, i viaggiatori in arrivo devono osservare un periodo di quarantena di 10 giorni in un covid hotel predisposto dalle autorità. Sono esenti dalla quarantena nei covid hotel, oltre ai viaggiatori (norvegesi o cittadini stranieri residenti in Norvegia) completamente vaccinati o guariti da covid-19 negli ultimi sei mesi, le seguenti categorie ("persone protette"): a) i viaggiatori (norvegesi o stranieri residenti in Norvegia) che, all'arrivo, siano in grado di presentare documentazione digitale, con QR code del sito helsenorge.no, diaver ricevuto la prima dose di vaccino (da almeno 3 settimane)  b) i viaggiatori (norvegesi o stranieri residenti in Norvegia) in arrivo da paesi con numero di casi <150/100k (dal 4 giugno Italia inclusa). La mappa dei paesi a rischio è consultabile al link.  Queste categorie di viaggiatori possono osservare la quarantena nella propria abitazione o in altro alloggio adeguato e terminare la quarantena a seguito di risultato negativo di tampone effettuato non prima del terzo giorno dall'arrivo (qualora transitino in un paese ad alto rischio, anche queste categorie di viaggiatori devono soggiornare in un covid hotel). I minori in arrivo da soli o accompagnati da persone "protette" sono esenti dalla quarantena nei covid hotel. I viaggiatori in arrivo per gravi motivi personali e familiari possono chiedere di essere esentati dalla quarantena in un covid hotel.  Maggiori informazioni qui. Si raccomanda vivamente a tutti i viaggiatori di consultare e leggere attentamente, prima della partenza per la Norvegia, le informazioni fornite nei siti dell'Ambasciata d'Italia e di Helse Norge
Paesi Bassi -  I Paesi Bassi hanno introdotto nuovamente il sistema di codici-colore per indicare la rischiosità di un’aerea e il suo relativo avviso di viaggio: Arrivo da zone considerate sicure (verde, giallo, tra cui l'Italia dal 10 giugno): non sono necessari test da presentare all’imbarco né periodi di auto-isolamento all’arrivo. Le aree considerate sicure sono elencate a questo link. Arrivo da zone considerate a rischio (arancione): Tutti i passeggeri che viaggiano nei Paesi Bassi per via aerea o marittima da aree ad alto rischio devono essere in grado di produrre il risultato negativo di un test rapido COVID-19 eseguito poco prima della loro partenza. Il test non deve essere stato eseguito più di 24 ore prima dell'imbarco sull'aereo o sulla nave. Questo requisito si aggiunge all'esistente risultato negativo obbligatorio di un test PCR eseguito non più di 72 ore prima dell'arrivo nei Paesi Bassi. In alternativa ai due test, è possibile presentare il risultato negativo di un test PCR COVID-19 effettuato non più di 24 ore precedenti l'ingresso nel Paese. Inoltre, i viaggiatori devono effettuare 10 giorni di isolamento all'arrivo nei Paesi Bassi. Dopo 5 giorni possono effettuare un test PCR. Se il risultato di questo test PCR è negativo, possono terminare l’isolamento. A questo link è possibile controllare le misure che si applicano ai viaggiatori e le eventuali eccezioni agli obblighi prescritti. Le valutazioni del Governo olandese sulla rischiosità di un’area possono variare in maniera frequente. Si consiglia di controllare sempre a questo link se l’area di provenienza si trova tra quelle a rischio o tra quelle considerate sicure. L’avviso di viaggio relativo all’Italia è visibile a questo link. Si raccomanda di visitare il sito web dell'Ambasciata d’Italia a l'Aja e la sezione sanitaria della scheda su Viaggiare Sicuri per maggiori dettagli.
Polonia - A partire dal 28 dicembre 2020, e in virtù di aggiornamenti successivi, sono nuovamente in vigore in Polonia alcune misure restrittive per l’ingresso nel Paese. In particolare, con decorrenza dal 30 marzo 2021 è previsto l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che arrivano con qualsiasi mezzo di trasporto (anche a piedi) da altri Paesi Schengen, salvo esibizione di un tampone negativo (PCR o antigenico), effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese e redatto in lingua inglese o polacca. Restrizioni più ampie riguardano gli ingressi da Paesi extra Schengen, per i quali è previsto l’obbligo di quarantena anche esibendo un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Polonia. Sia per gli ingressi da area Schengen che da Paesi extra Schengen (con l’eccezione di chi provenga da Brasile, India e Sud Africa), è tuttavia possibile interrompere la quarantena a seguito di test Covid negativo effettuato sul territorio polacco nelle 48 ore successive all’ingresso nel Paese. Per quanto riguarda invece coloro il cui viaggio abbia origine in  Brasile, India e Sud Africa, è in ogni caso previsto l’obbligo di quarantena, che potrà tuttavia essere interrotta a seguito di tampone negativo effettuato non prima di sette giorni dall’ingresso sul territorio polacco. Per maggiori informazioni in merito anche alle limitate eccezioni all’obbligo di quarantena e per ogni ulteriore dettaglio si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia. Le misure in questione sono oggetto di continui aggiornamenti, per i quali si consiglia di consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia e il sito ufficiale del Governo polacco.
Portogallo -  In considerazione della situazione epidemiologica nell'Area Metropolitana di Lisbona, il Consiglio dei Ministri con la Resolução 76-A2021 ha previsto il divieto di circolazione da e per l'Area Metropolitana di Lisbona dalle ore 15:00 del 18 giugno e fino alle 06:00 del 21 giugno. A seguito della decisione del Consiglio dei Ministri n. 74-A/2021 del 9 giugno u.s. sono consentiti i viaggi da e per i Paesi dell’Unione europea, i Paesi associati allo Spazio Schengen (Liechtenstein, Norvegia, Islanda e Svizzera) e il Regno Unito. L'imbarco dei passeggeri di voli con destinazione o scalo in Portogallo continentale è consentito solo dietro presentazione al vettore, al momento della partenza, della prova con esito negativo del test molecolare (TAAN) realizzato entro le 72h precedenti l'ora dell'imbarco, o, in alternativa del test antigenico (TRAg) con esito negativo realizzato nelle 24 ore precedenti l'ora dell'imbarco. All'arrivo in territorio nazionale continentale, il risultato del test potrebbe essere richiesto anche dalla Polizia di Pubblica Sicurezza o dal Servizio Stranieri e Frontiere (SEF). I bambini con età inferiore ai 24 mesi sono esentati dal presentare il suddetto test. Anche chi è già vaccinato deve produrre il suddetto test. Per passeggeri provenienti da altri paesi si veda il sito Viaggiare Sicuri. In merito alla frontiera terrestre tra Portogallo e Spagna al momento non esistono particolari restrizioni. Per l'attraversamento di Spagna, Francia o altri Paesi si consiglia di visitare i siti delle Rappresentanze diplomatiche italiane nei Paesi di transito.Per maggiori informazioni si prega di consultare la seguente pagina in lingua inglese: https://www.sef.pt/en/pages/noticia-sef.aspx?nID=338  
Il Consiglio dei ministri, tenuto conto dell'evoluzione della pandemia in territorio continentale e sentiti gli esperti, ha definito le regole di riapertura che varranno fino a fine agosto a decorrere, rispettivamente, dal 14 giugno e dal 28 giugno, dove sono state varate novita’ che varranno fino al 28 giugno, rinviando a fine mese per una valutazione su eventuali ulteriori aperture. Dal 14 giugno: Ristoranti, caffè e pasticcerie (massimo 6 persone all'interno o 10 persone sulle terrazze) accesso consentito fino a mezzanotte e chiusura all'1.00. Attivita’ commerciali consentite nuovamente secondo l'orario previsto dalla rispettiva licenza. Trasporto pubblico con orari normali ma con capacità massima di due terzi. Spettacoli culturali aperti fino a mezzanotte. Tuttavia, nei comuni che dovessero registrare livelli di contagio elevati o che, in due analisi consecutive, denuncino tassi di incidenza superiore a 120 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni, varranno le seguenti limitazioni: Ristoranti, caffè e pasticcerie aperti fino alle 22:30; Spettacoli culturali aperti fino alle 22.30. Commercio al dettaglio fino alle 21:00. In caso di aggravamento nei tassi di contagio, Ristoranti, caffè e pasticcerie chiuderanno alle 15:30 nei fine settimana e nei giorni festivi. Per informazioni in merito al piano vaccinale in Portogallo si suggerisce di visitare la seguente pagina https://covid19estamoson.gov.pt/vacinacao-faqs/ . Per ulteriori informazioni si consiglia di entrare in contatto diretto con il proprio "Centro de saude".
Ingresso a Madeira e Porto Santo I passeggeri sui voli per l'arcipelago di Madeira e Porto Santo dovranno presentare un test molecolare PCR o antigenico con un risultato negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’imbarco o, in alternativa, potranno effettuarlo all'arrivo in aeroporto.
Le persone che sono già state vaccinate (due dosi) ed esibiscano documentazione ufficiale del Paese di origine attestante in lingua inglese l’avvenuta vaccinazione sono esenti dalla presentazione del test.
Sono esenti dal test anche i passeggeri che, all’arrivo esibiscano un documento medico rilasciato entro i precedenti 90 giorni, nel quale si certifica che il passeggero è guarito dall’infezione da COVID-19.
Per maggiori informazioni si suggerisce di visitare il sito www.visitmadeira.pt  e  https://madeirasafetodiscover.com 
Ingresso alle Azzorre I passeggeri sui voli per l'arcipelago delle Azzorre dovranno presentare esclusivamente il test molecolare RT- PCR con un risultato negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’imbarco o, in alternativa, potranno effettuarlo all'arrivo in aeroporto attendendo il risultato in isolamento nel luogo prescelto per il soggiorno. I test effettuati per i viaggi alle Azzorre in uno dei laboratori convenzionati sono a carico della Regione delle Azzorre. Per la lista dei suddetti laboratori e per ulteriori approfondimenti in merito all'ingresso alle Azzorre si suggerisce di consultare il sito https://destinoseguro.azores.gov.pt/?page_id=8908
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord - Ai viaggiatori in ingresso nel Regno Unito vengono richiesti i quattro seguenti adempimenti: 1) presentare il risultato negativo di un test COVID-19 effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza e che soddisfi i parametri indicati dal Governo britannico. L’obbligo di mostrare un test con risultato negativo si applica agli arrivi da tutto il mondo e include anche i viaggiatori in transito e quanti si rechino dal Regno Unito all’estero per viaggi di durata inferiore a 3 giorni (in quel caso, il test potrà essere effettuato prima della partenza dal Regno Unito e mostrato al rientro). È richiesto che il risultato del test COVID-19 sia in lingua inglese, francese o spagnola e indichi, oltre all’esito negativo dell’esame, il nome del viaggiatore come indicato sul passaporto/carta d’identità, la data di nascita, la denominazione dell’esame effettuato e i recapiti del centro medico che lo ha effettuato. 2) Compilare un formulario online (“travel locator form”) nei due giorni precedenti la partenza. Nel formulario viene richiesto un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati. 3) Osservare un isolamento cautelare di 10 giorni. Il luogo dove sara effettuata la quarantena (indirizzo privato o COVID hotel) varia a seconda del Paese di provenienza. Maggiori informazioni qui. È possibile ridurre la quarantena a 5 giorni utilizzando l'opzione test-to-release (se non si giunge/si è transitato in uno dei paesi oggetto di "travel ban") effettuando un test a pagamento il 5° giorno di auto isolamento. Tale test va prenotato separatamente, riportando l'avvenuta opzione nel Passenger Locator Form. Si può optare per il test-to-release anche una volta arrivati in UK, compilando un nuovo PLF. Rimane un'opzione volontaria, per ridurre i tempi dell'auto isolamento ma non sostituisce i test obbligatori pre-partenza ed in occasione del 2° ed  8° giorno.  Informazioni sulle strutture sanitarie abilitate sono disponibili qui. 4) Effettuare due test COVID-19 in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese. I due COVID test devono essere prenotati e pagati prima dell’ingresso nel Paese (£210) tramite il portale dedicato. Successivamente al pagamento verrà inviata per posta un covid-test-kit, all’indirizzo indicato nel Regno Unito. Il numero di prenotazione va riportato nel Passenger Locator Form. Senza prenotazione, relativa compilazione PLF ed esito negativo del test pre-partenza non si viene imbarcati (primi controlli a carico del vettore) e sono previste consistenti sanzioni. Durante l’isolamento, è obbligatorio osservare le istruzioni sull’auto-isolamento del governo britannico e sarà consentito uscire dal luogo di auto-isolamento (hotel o indirizzo privato) solo in caso di cure mediche urgenti, necessità di supporto dei servizi sociali, necessità di generi alimentari e/o medicinali che non possono essere procurati con consegne a domicilio o da familiari o amici, funerale di un parente stretto, emergenza (es. incendio nel luogo di auto-isolamento). L’isolamento dovrà essere osservato anche da chi soggiorna nel Regno Unito per un periodo inferiore ai 10 giorni (per esempio, viaggiatori in transito con necessità di pernottare nel Regno Unito); costoro sono tenuti ad osservare l’isolamento durante la permanenza sul territorio britannico. Si potrà comunque interrompere la quarantena per recarsi al confine e lasciare il Regno Unito. 
Gli arrivi internazionali in Scozia, a prescindere dal paese di provenienza, sono soggetti a quarantena nei c.d. COVID-hotel per dieci giorni a proprie spese. Limitate categorie di viaggiatori sono esentate dall’obbligo di isolamento a prescindere dal Paese di origine dello spostamento. Per maggiori informazioni si rimanda a questo sito.
Per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito, ma al di fuori dell’Inghilterra, si prega di fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme del resto del Paese. Ciascuna regione limita gli ingressi dal resto del Regno Unito per finalità specifiche, elencate sui rispettivi siti web. Si rimanda per maggiori informazioni al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Londra.
Repubblica Ceca - SPOSTAMENTI DALL’ITALIA ALLA REPUBBLICA CECA FINO AL 20 GIUGNO 2021 Rimane vietato l’ingresso degli stranieri in Repubblica Ceca, ad eccezione dei viaggi indispensabili, motivati da: rientro presso la propria residenza; esigenze lavorative; studio; salute; visite necessarie alla famiglia. La partecipazione ad un matrimonio non è considerata una necessità familiare.
E’ vietato l’ingresso per turismo, attività ricreative, visite agli amici, ecc., a meno che il soggiorno in Repubblica Ceca non duri meno di 12 ore. Il soggiorno di durata inferiore a 12 ore non è vincolato alla presenza di specifiche motivazioni o condizioni di necessità.L’ingresso di chi arriva dall’Italia, per più di 12 ore, per le motivazioni previste, è sottoposto alla seguente procedura: PRIMA DELL'INGRESSO è necessario compilare il modulo on-line https://plf.uzis.cz ed effettuare un tampone PCR nelle 72 ore prima della partenza o un tampone antigenico nelle 24 ore prima della partenza – il risultato negativo del tampone può essere cartaceo (originale o copia) o elettronico (e-mail) e deve riportare il nome e cognome dell’interessato e la data nella quale è stato effettuato il tampone. Non sono accettati risultati trasmessi via SMS. DOPO L’ARRIVO è necessario se richiesto ai controlli di frontiera o sul territorio, mostrare la conferma dell’avvenuta compilazione del modulo online ed è obbligatorio indossare una mascherina FFP2 per 14 giorni dopo l’arrivo, quando si è fuori dalla propria abitazione.
SPOSTAMENTI DALL’ITALIA ALLA REPUBBLICA CECA DAL 21 GIUGNO 2021
I viaggiatori provenienti dai paesi UE possono fare ingresso in Repubblica ceca per qualsiasi motivazione, quindi anche per turismo e visite a familiari e amici. I viaggiatori provenienti dall’Italia devono: PRIMA DELLA PARTENZA Compilare il modulo on line https://plf.uzis.cz Effettuare un test antigenico nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Repubblica ceca o un test molecolare nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Repubblica ceca. Fino al 30 giugno sarà accettato un qualsiasi referto in lingua inglese, rilasciato dal laboratorio italiano che ha effettuato il tampone. Dal primo luglio sarà accettato soltanto il Certificato Digitale UE, da richiedere al laboratorio che ha effettuato il tampone. oppure Portare con sé un certificato di avvenuta vaccinazione in Italia. Il certificato deve attestare l’avvenuta somministrazione almeno della prima dose da almeno 22 giorni. Fino al 30 giugno viene accettato il certificato vaccinale italiano, purché sia in lingua inglese. Dal primo luglio sarà accettato soltanto il Certificato Digitale UE, da richiedere alla struttura che ha effettuato la vaccinazione. oppure Portare con sé un certificato di avvenuta guarigione dal covid19 prodotto in lingua inglese, timbrato e firmato da un medico, che riporti chiaramente tutti i dettagli identificativi e di contatto del medico (nome, cognome, struttura nella quale presta servizio, incarico, numero di telefono, e-mail) e che confermi l’avvenuta guarigione e conclusione del periodo di isolamento, oltre che la data del primo test PCR risultato positivo, che deve essere compresa tra i 14 e i 180 giorni precedenti l’ingresso in Repubblica Ceca; un modello di certificato si trova al seguente link https://www.mvcr.cz/docDetail.aspx?docid=22240809&doctype=ART. Dal primo luglio sarà accettato soltanto il formato di Certificato Digitale UE, da richiedere al proprio medico di famiglia.
CATEGORIE CON UN TRATTAMENTO DIFFERENZIATO I cittadini italiani con permesso di residenza in Repubblica Ceca, che arrivano nel Paese con mezzo privato devono compilare il modulo on-line ed indossare una mascherina FFP2 per 14 giorni dopo l’arrivo, al di fuori della propria abitazione. Possono inoltre sostituire il tampone richiesto prima della partenza con un tampone antigenico o PCR da effettuare entro 5 giorni dall'ingresso in Repubblica Ceca;
Lavoratori e studenti devono informare, rispettivamente, il datore di lavoro e la scuola dei loro viaggi all’estero e devono sottoporre il risultato negativo del test, rispettivamente, al datore di lavoro e all’università, prima di potersi recare sul luogo di lavoro o a lezione; ESENZIONI
Le PERSONE VACCINATE che hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino da 22 giorni e da meno di 3 mesi e sono in possesso di relativa certificazione oppure che hanno ricevuto la seconda dose (o l’unica del vaccino mono-dose) da almeno 14 giorni e da meno di 9 mesi e sono in possesso di relativa certificazione, possono entrare o rientrare in Repubblica Ceca per turismo o visite a familiari ed amici. Non devono effettuare nessun test, né prima, né dopo l’arrivo ma devono: compilare il formulario on-line; presentare il certificato di vaccinazione ai controlli di frontiera o sul territorio; indossare la mascherina. Sono equiparate alla vaccinazione ceca, secondo le stesse tempistiche e modalità, le vaccinazioni ricevute in Austria, Croazia, Germania, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. a condizione che il certificato di avvenuta vaccinazione sia prodotto in lingua inglese, secondo il seguente modello https://www.uzis.cz/res/file/covid/covid-19-ockovaci-portal.pdf TRANSITO ATTRAVERSO IL TERRITORIO CECO o SOGGIORNO NON SUPERIORE A 12 ORE non si deve: compilare il modulo on-line; effettuare nessun test né prima, né dopo l’arrivo;  dimostrare il motivo del viaggio - quindi il soggiorno per meno di 12 ore è consentito indipendentemente dalle motivazioni del viaggio.
si deve: dimostrare che la durata del soggiorno non superi le 12 ore; indossare una mascherina FFP2 o KN95, senza valvola - Per ulteriori informazioni sulle eccezioni previste in merito alla procedura da seguire per l’ingresso e il transito in Repubblica Ceca, nonché sulle restrizioni vigenti sul territorio ceco, si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Praga.
Romania - A partire dal 16 maggio 2021, le disposizioni per l’ingresso in Romania variano a seconda dei Paesi di origine, suddivisi in tre diverse zone -  verde, gialla e rossa -  a seconda dell’incidenza dei contagi. L’Italia è inserita nell’elenco “zona verde” e l’ingresso in Romania non è soggetto a restrizioni. Non sono pertanto richiesti la presentazione del tampone o di altra certificazione, né  l’isolamento fiduciario di 14 giorni, quest’ultimo obbligatorio invece per i viaggiatori provenienti dalle zone gialle o rosse. P​​er maggiori informazioni circa le esenzioni dall’obbligo di isolamento ed alle disposizioni vigenti per le diverse zone si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest e alla sezione sanitaria della scheda su Viaggiare Sicuri.
San Marino - Le Autorità della Repubblica di San Marino hanno emanato il 1° giugno 2021, il Decreto Legge 2021 n. 97 contenente ulteriori disposizioni per l’allentamento delle misure di gestione dell’epidemia da COVID-19 che rimarranno in vigore fino al 2 luglio 2021. Nel permanere l’obbligo di indossare correttamente la mascherina sia all’aperto sia nei luoghi chiusi, ad esclusione dei casi in cui si sia da soli o insieme al proprio nucleo di conviventi (non sono oggetto di obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina e quelli che interagiscono con i predetti), si rimanda, per più dettagliate informazioni circa le ulteriori restrizioni, alla sezione sanitaria di questa scheda. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 6 del Decreto Legge 26 febbraio 2021 n. 26, gli spostamenti tra San Marino e le regioni italiane in cui sono vigenti misure restrittive di contenimento di un elevato alto rischio epidemiologico (c.d. zone rosse e arancioni) sono vietati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute ovvero situazioni di necessità tramite autocertificazione. Tra le situazioni di necessità rientrano in ogni caso, oltre agli spostamenti transfrontalieri, quelli: a) per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario oppure per condurli a sé; b) finalizzati allo svolgimento di attività sportiva agonistica autorizzata (allenamenti  e competizioni); c) per la visita alle seconde case di proprietà; d) per il ricongiungimento del coniuge/partner; e) per l’acquisito di beni di prima necessità e/o per quelli non disponibili nel proprio luogo di residenza. E’ ammessa la mobilità tra la Repubblica di San Marino e le regioni, provincie e comuni limitrofi in cui vigono misure restrittive  di contenimento del rischio epidemiologico (c.d. zone gialle).
Slovacchia - Per quanto concerne gli ingressi dall’estero, la regola generale impone l’isolamento domiciliare obbligatorio di 14 giorni. Tale obbligo non è superabile neppure con la presentazione del risultato negativo di un test Covid. L'isolamento domiciliare può terminare prima dei 14 giorni d’ordinanza a seguito dell’esito negativo del test effettuato non prima dell'ottavo giorno dopo l'ingresso nel Paese. A partire dal 14 giugno 2021, per coloro che provengono dai Paesi c.d. "verdi " - a basso rischio (Paesi UE, Australia, Repubblica Popolare Cinese, Islanda, Israele, Corea del Sud, Norvegia, Nuova Zelanda e Singapore) e' possibile evitare il predetto isolamento domiciliare: - se si è in possesso di esito negativo del test PCR risalente a non oltre le 72 ore prima dell’ingresso nel Paese; - se si proviene da un Paese “verde” e confinante con la Slovacchia e si è in possesso dell’esito negativo di un test antigenico risalente a non oltre le 24 ore prima dell’ingresso nel Paese; - a seguito di esito negativo di un test effettuato all’arrivo in Slovacchia. Resta l'obbligo per tutti coloro che arrivano in Slovacchia di registrarsi su questo sito.
Slovenia - La Slovenia ha adottato un sistema di classificazione dei paesi inserendo nella lista rossa i Paesi, tra cui l’Italia, considerati ad alto rischio di contagio. Maggiori dettagli a questo link. Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all'ingresso in Slovenia oppure: 
a. presentare referto negativo di test molecolare PCR entro le 48 ore precedenti in uno dei Paesi UE, area Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Stati Uniti d’America  (il referto negativo di test rapido non è più accettato dal 26/03/2021), oppure 
b. presentare un certificato relativo alla positività al test PCR SARS-CoV-2 rilasciato almeno 21 giorni prima ma non più di sei mesi prima, o un certificato medico che attesti che la persona ha avuto il COVID-19 e che dall’inizio dei sintomi non sono trascorsi più di sei mesi (sono ammessi soltanto certificati rilasciati in Paesi UE, area Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Stati Uniti d’America), oppure 
c. presentare prova di vaccinazione contro il COVID-19 che dimostri che sono passati almeno 7 giorni dalla seconda dose del vaccino Comirnaty-Biontech/Pfizer o almeno 14 giorni dalla seconda dose del vaccino Vaccine-Moderna ovvero almeno 21 giorni dalla prima dose del vaccino AstraZeneca, e dal 15/04/2021 anche Gamaleya - Sputnik V e Johnson & Johnson - JANSSEN.  
L’ingresso in Slovenia senza obbligo di quarantena domiciliare e senza referto negativo a test PCR è consentito anche per motivi di affari per un massimo di 12 ore. L’ingresso in Slovenia senza obbligo di quarantena domiciliare ma presentando il risultato negativo del test PCR o HAG/rapido al virus SARS-CoV-2 rilasciato entro le 72 ore precedenti è consentito anche al cittadino di un Paese UE o area Schengen che arriva da un altro Stato UE o area Schengen dove ha svolto tutela e assistenza a persone bisognose di sostegno, assistenza o cura dei membri di famiglia, assistenza parentale, lavori di manutenzione in edificio o terreno privato di sua proprietà, in affitto o in utilizzo, e lascia la Slovenia entro 48 ore dall’ingresso. Per l’elenco completo delle eccezioni a tali disposizioni, si rimanda al sito web dell’Ambasciata nelle FAQ (n. 4, par. A e B). 
Con ordinanza del 04/03/2021, in vigore dal 06/03/2021, il Governo sloveno ha disposto che le persone sottoposte a provvedimento di quarantena domiciliare possono concludere il periodo di isolamento, se presentano referto negativo al test SARS-CoV-2 (PCR o antigenico), ma non prima di cinque giorni dall’inizio della quarantena. A partire dal 28 aprile 2021 è stata disposta la rimozione dei posti di controllo ai valichi di confine stradali con l'Italia e l'Austria. Restano invece confermate le attuali limitazioni per quanto concerne l'Ungheria.
Il 9 marzo 2021 è stata adottata la decisione di offrire test rapidi gratuiti ai posti di frontiera con l'Italia alle categorie di transfrontalieri per cui era stato introdotto, il 6 marzo scorso, l'obbligo di test settimanali, vale a dire lavoratori e studenti frontalieri maggiori di 13 (dal 12 aprile 2021 maggiori di 15 anni). I test vengono somministrati su base volontaria, fermo restando l'obbligo del richiedente di assicurare con un modello di autocertificazione scaricabile dai siti governativi anche in italiano, di appartenere ad una delle categorie di aventi diritto, ai posti di frontiera di Ratece  Salcano-Gorizia (Solkan), Fernetti (Sežana) e  Rabuiese-Capodistria (Škofije) il martedi', giovedi' e venerdi' dalle 8.00 alle 18.00; Caporetto (Kobarid) e Fusine-Tarvisio (Rateče): il martedi' dalle 8.00 alle 18.00. Se negativi, i test sono sufficienti per l'ingresso nel Paese per i sette giorni successivi. Non sono al momento note le esatte modalità di somministrazione dei test.
Spagna - Con provvedimento del 4 giugno 2021, il Ministero della Salute spagnola ha stabilito che, a partire dal 7 giugno 2021, i passeggeri provenienti dalle aree a rischio debbano presentare uno dei seguenti documenti:
- o certificato di vaccinazione completa contro il COVID-19 (il documento deve includere almeno i seguenti dati: nome e cognome dell’interessato, date di somministrazione, tipo di vaccino, numero di dosi, Paese che ha somministrato il vaccino, organismo che ha emesso il certificato). Saranno considerati validi i certificati di vaccinazione rilasciati dalle competenti Autorità del Paese di origine a partire dal 14º giorno successivo alla data di somministrazione dell'ultima dose del vaccino (o della prima, qualora sia prevista la dose unica). I vaccini ammessi sono quelli autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) o riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);
- o certificato che attesti di essersi sottoposti a un test negatività al COVID-19 realizzato nelle 48 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale. I test ammessi sono quelli di natura molecolare e antigenici (test rapidi) riconosciuti dall’Unione europea. Il documento deve includere almeno i seguenti dati: nome e cognome dell’interessato, data di estrazione del campione, tipo di test realizzato, Paese che ha emesso il certificato;
- o certificato di guarigione dal COVID-19, emessi almeno 11 giorni dopo il primo test positivo e con validità di 180 giorni dalla data di estrazione del campione. Il documento deve includere almeno i seguenti dati: nome e cognome dell’interessato, data del test diagnostico positivo e di quello negativo, tipo di test realizzato, Paese che ha emesso il certificato.
L’obbligo riguarda i passeggeri provenienti da tutti i Paesi europei, tranne per quelli in arrivo da alcune specifiche regioni, e la maggior parte dei Paesi extraeuropei. Per l’Italia, l’obbligo riguarda i passeggeri provenienti da qualunque Regione. Per i Paesi extraeuropei, si veda il sito Viaggiare Sicuri.
Il provvedimento del 4 giugno 2021 ha confermato che chiunque arrivi in Spagna dall’estero, per via aerea o marittima, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo visivo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Per i passeggeri che utilizzano la via marittima, attualmente il formulario può essere presentato solo in formato cartaceo, disponibile in calce al provvedimento. Per quanto concerne le disposizioni vigenti per il Isole Canarie si rimanda a questo sito. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri. Per ulteriori informazioni, anche sulle misure restrittive interne, si vedano il sito Ambasciata italiana a Madrid e del Consolato Generale d'Italia a Barcellona.
Svezia - A partire da sabato 6 febbraio 2021, e fino al 30 giugno 2021, è stato introdotto l'obbligo per i cittadini stranieri in arrivo di esibire un certificato di test covid negativo (molecolare o antigenico) all'ingresso in Svezia effettuato entro le 48 ore antecedenti all'ingresso. Inoltre, le Autorità raccomandano di effettuare un test molecolare all’arrivo, di osservare un periodo di isolamento fiduciario di 7 giorni e di sottoporsi ad un secondo tampone dopo 5 giorni dall'ingresso nel Paese. Tale raccomandazione è rivolta anche alle categorie esentate dalla presentazione del certificato di un test covid negativo (vedere sezione sanitaria della scheda su Viaggiare Sicuri). Dal 31 marzo 2021 non sono più in vigore restrizioni di ingresso specifiche da Norvegia, Danimarca o Regno Unito. Per i viaggiatori provenienti dalla Danimarca e dalla Norvegia sono applicate le stesse disposizioni valide per le persone provenienti dai paesi UE mentre per la Gran Bretagna quelle applicate ai viaggiatori extra-UE. Le persone che fanno ingresso in Svezia dai Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia) NON sono più soggette a restrizioni riguardanti l'ingresso in Svezia a partire dal 31 maggio 2021. Non sono quindi tenute ad esibire una certificazione di negatività al Covid. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
Svizzera - A partire dall’8 febbraio 2021 sono in vigore nuove regole per l’ingresso in Svizzera. Coloro che provengono dalle regioni ad alto rischio, come identificate dalle Autorità locali, devono presentare un test PCR con esito negativo effettuato non oltre 72 ore prima dell'ingresso nel Paese e sono, comunque, sottoposti ad obbligo di quarantena. Quest'ultima ha durata di dieci giorni ma può essere terminata a partire dal settimo giorno in caso di test rapido o PCR, effettuato dall'interessato a proprie spese, con esito negativo. A partire dal 17 maggio 2021 sono incluse anche Basilicata, Campania e Puglia. L'obbligo di effettuare un test PCR scatta anche per tutti coloro che arrivano in Svizzera per via aerea, indipendentemente dalla provenienza, con controllo effettuato all'imbarco sul volo. Dalla stessa data entra, inoltre, in vigore l'obbligo di registrazione dei propri dati di contatto per tutti coloro che entrano nel Paese con mezzo di trasporto pubblico.
Ungheria - L'Ungheria mantiene la chiusura delle frontiere agli stranieri. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo. Tra le eccezioni previste: - viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria; - cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;  - mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali. Alla luce del divieto di ingresso per i cittadini stranieri, a meno che non si rientri nelle eccezioni previste, si raccomanda di evitare tentativi di ingresso in Ungheria e di rispettare le indicazioni delle Autorità locali.


VIAGGI IN EUROPA - TUTTI GLI ALTRI STATI
Fino al prossimo DPCM non sono permessi gli spostamenti liberi dei cittadini italiani da/per Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo, Moldavia, Bielorussia, Ucraina, RussiaIn particolare, rimangono consentiti solo i viaggi per motivi di studio/lavoro/salute/estrema necessità, NON per motivi di turismo/familiari. Riportiamo comunque gli avvisi relativi a questi Paesi:

- Albania - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Albania non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria. Si ricorda al riguardo che, sono ancora vietati gli spostamenti da/per Paesi extra UE ed extra Schengen, con alcune limitate eccezioni, salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio  o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità). Chi dovesse recarsi in Albania dall’Italia, per motivi consentiti dalla normativa, è tenuto ad effettuare l’isolamento fiduciario e ad attivare la sorveglianza sanitaria al rientro in Italia. Maggiori informazioni sul sito Viaggiare Sicuri e sul sito dell'Ambasciata italiana a Tirana.
- Bosnia Erzegovina - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Bosnia Erzegovina non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 12 giugno 2021, l'ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina è condizionato alla presentazione, alle Autorità di frontiera, alternativamente: - dei risultati di un test PCR o antigenico rapido per il virus COVID-19 che attesti la negatività dell'individuo, non più vecchio di 72 ore; - di un certificato che attesti che l’individuo ha ricevuto la seconda dose di vaccino COVID-19 (o una dose nel caso in cui si tratti di un vaccino a dose unica) almeno 14 giorni prima dell’arrivo in Bosnia Erzegovina; - di un certificato rilasciato da un medico attestante che l’individuo ha superato la malattia da COVID-19 nel periodo compreso tra i 14 e i 180 giorni antecedenti all’arrivo in Bosnia Erzegovina. Sono esentati dagli obblighi di cui sopra alcune specifiche categorie, tra cui: i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi del Patto Atlantico, i trasportatori merci e gli equipaggi. Sono parimenti esentati dagli obblighi di cui sopra i cittadini stranieri residenti in Bosnia Erzegovina che rientrano nel Paese dopo aver soggiornato in Serbia, Croazia e Montenegro per un periodo non superiore alle 48 ore, ed i bambini minori di 7 anni che viaggiano con i propri genitori o tutori legali (a patto che gli stessi siano in possesso di test PCR o antigenico negativo, certificato di vaccinazione o certificato sanitario relativo alla pregressa malattia da COVID, come sopra descritto). Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza. L'attraversamento della striscia di Neum è in ogni caso consentito a patto di non sostare nel territorio della Bosnia Erzegovina e di raggiungere la frontiera nel più breve tempo possibile. E’ consentito l’ingresso nel Paese con il passaporto o la carta di identità (elettronica o cartacea) valida per l'espatrio. La data di scadenza dei documenti deve eccedere di almeno 3 mesi il periodo previsto di soggiorno in Bosnia Erzegovina. Si raccomanda a tutti i connazionali che entrano nel Paese di adeguarsi e rispettare le norme di sicurezza e le indicazioni delle Autorità locali in materia sanitaria. Per maggiori informazioni relativamente alle modalità di ingresso in Bosnia Erzegovina, si raccomanda di visitare il sito web della Polizia di Frontiera statale, all’indirizzo: http://www.granpol.gov.ba/Content/Read/76?title=Stranci
- Serbia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Serbia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri. L'ingresso in Serbia è consentito solo con un test PCR negativo, rilasciato dal laboratorio di riferimento del Paese da cui la persona proviene, non antecedente le 48 ore dal momento dell'ingresso. (viene preso come orario di riferimento quello del rilascio del certificato). Una possibile alternativa all'ingresso con test negativo già in possesso è prevista solo per i cittadini serbi e i cittadini stranieri residenti/con permesso di soggiorno in Serbia che entrano nel Paese ovvero l'autoisolamento per 10 giorni, che può interrompersi dopo aver effettuato un test PCR risultato negativo rilasciato da un laboratorio di riferimento nella Repubblica di Serbia. Il test PCR negativo risalente a non oltre le 48 ore precedenti l'ingresso è quindi obbligatorio per tutti i cittadini stranieri non residenti, fatta eccezione per chi proviene da Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Macedonia del Nord,  Montenegro e Ungheria. Sono inoltre esentati dall’obbligo di presentare il PCR negativo all’ingresso le seguenti categorie: membri di missioni diplomatiche e organizzazioni internazionali con documento identificativo rilasciato dalle competenti Autorità serbe; personale militare nell'esercizio delle proprie funzioni; cittadini stranieri in transito nel Paese, limitato a un massimo di 12 ore; i passeggeri e il personale di volo in transito attraverso gli aeroporti serbi; bambini fino a 12 anni, se il tutore legale o un'altra persona che accompagna il bambino ha un test negativo; personale nel trasporto internazionale di merci e passeggeri (camion, autobus, nave, treno). Inoltre, le persone che hanno precedentemente completato l’iter vaccinale nella Repubblica di Serbia potranno rientrare nel territorio serbo senza dover presentare un test PCR negativo ne’ sottoporsi a un periodo di autoisolamento. Dal 20 gennaio 2021 è in vigore un sistema facilitato per gli ingressi per motivi d’affari, che consente di effettuare il test COVID (test RT-PCR o un test antigenico per il virus SARS-CoV-2) direttamente in Serbia. Al fine di usufruire di questa procedura agevolata o per richiedere ulteriori informazioni, si prega di inviare – almeno 48 ore prima del previsto ingresso in Serbia - una richiesta via email alla Camera di Commercio serba all’indirizzo inocovid19@pks.rs, fornendo, in lingua inglese o serba, i dati richiesti su carta intestata aziendale (Per i dettagli consultare il sito dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado). Il risultato del test deve essere effettuato entro 24 ore dall’ingresso in Serbia presso uno dei laboratori serbi accreditati elencati qui di seguito (link), che effettueranno un test antigenico rapido, e comunicato alla Camera di Commercio. La Camera stessa provvederà a informare tempestivamente la Polizia di confine per ottenere l’autorizzazione all’ingresso. Nel caso in cui la persona interessata non presenti un risultato negativo entro il termine di 24 ore dal momento dell'attraversamento dello stato frontiera o se il test sia positivo, la Camera ne informerà immediatamente l'ufficio competente per la sanità pubblica. I cittadini stranieri che entrino in Serbia per motivi d’affari potranno comunque avvalersi della possibilità di presentare in frontiera il risultato di un test PCR negativo risalente a non oltre le 48 ore precedenti l'ingresso.
- Montenegro - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Montenegro non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. A partire dal 1 luglio 2020, il Montenegro ha disposto la riapertura delle frontiere con tutti i Paesi dell'Unione Europea. L'ingresso in Montenegro per i cittadini montenegrini, per gli stranieri con residenza permanente o temporanea in Montenegro e per altri cittadini stranieri è consentito SENZA PARTICOLARI CONDIZIONI (non vi è l’obbligo di presentare un test e nemmeno di dimostrare l’avvenuta vaccinazione) se in provenienza dai seguenti Paesi: Serbia, Kosovo, Croazia, Bosnia ed Erzegovina,  Albania, Russia, Bielorussia, Ucraina, Macedonia del Nord, da tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, Israele, Svizzera, Moldavia, Norvegia e Kazakistan.
IN PROVENIENZA DA TUTTI GLI ALTRI PAESI, è permesso l’ingresso in Montenegro SOLO:
- con un risultato negativo di un test PCR (SARS-CoV-2) NON PIÙ VECCHIO DI  72 ORE, oppure di un test rapido antigenico effettuato non prima delle  48 ore precedenti l'ingresso nel Paese; 
- con un risultato positivo di un test IgG non più vecchio di 30 giorni, oppure
- con un certificato attestante la somministrazione della seconda dose di vaccino Anticovid come minimo 7 giorni prima dell’ingresso. L’obbligo di presentazione di test non riguarda i minori fino a 5 anni di età. Nel caso in cui non vengano rispettate le condizioni di cui sopra, all'ingresso in Montenegro verrà disposto un PERIODO DI QUARANTENA (AUTOISOLAMENTO) DI 14 GIORNI.
Sono previste eccezioni all’obbligo di presentazione del test per le seguenti categorie: Operatori sanitari, ricercatori e scienziati; Persone che effettuano trasporto di passeggeri e merci; Diplomatici accreditati in Montenegro, personale presso organizzazioni internazionali, personale militare e operatori presso organizzazioni umanitarie, nell'esercizio delle loro funzioni; Persone che necessitano di protezione internazionale o che vengono in Montenegro per altri motivi umanitari (il principio di non respingimento sarà rispettato); marittimi stranieri in transito che si imbarcano o sbarcano nei porti di Bar, Budva, Kotor, Porto di Kumbor-Portonovi e Tivat (Gat I e Gat II), nonché gli stranieri che gestiscono veicoli a motore per il trasporto di merci, con speciali misure di controllo sanitario.
- Macedonia del Nord - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Macedonia del Nord non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano.  Il Governo della Repubblica di Macedonia del Nord ha riaperto le proprie frontiere a partire dal 26 giugno 2020, per cui tutti coloro che fanno ingresso nel Paese (sia cittadini macedoni sia cittadini stranieri) non sono più soggetti ai passati requisiti e restrizioni (come l'obbligo del test PCR COVID-19 e l'autoisolamento obbligatorio). Le frontiere sono aperte senza più restrizioni anche per i viaggiatori in solo transito attraverso il territorio macedone. A partire dal 5 maggio 2021, tuttavia, è stato introdotto l'obbligo di 14 giorni di autoisolamento per i viaggiatori in arrivo dall'India.  
- Kosovo - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Kosovo non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Salvo limitate eccezioni (transito per meno di tre ore, trasportatori, diplomatici), tutti i cittadini stranieri provenienti da Paesi considerati ad alto rischio (tra cui l’Italia) devono presentare un certificato di negatività al Covid-19 (test RT-PCR), rilasciato non più di 72 ore prima dell’ingresso nel Paese, in assenza del quale è previsto un periodo di autoisolamento di 7 giorni.
- Moldavia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Moldavia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Tutti i viaggiatori in ingresso, indipendentemente dal paese di provenienza, sono obbligati ad osservare un periodo di autoisolamento di 14 giorni. Viene fatta eccezione per coloro che presentino il risultato negativo di un test molecolare COVID-19 effettato entro le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese e di coloro che presentino in ingresso un test PCR COVID-19 negativo o che abbiano ricevuto la vaccinazione COVID-19 e siano in possesso di relativa certificazione redatta nelle lingue rumena, inglese, francese o russa. Le suddette restrizioni all’ingresso non si applicano ad alcune categorie tra le quali i bambini al di sotto dei 5 anni; gli autisti di veicoli commerciali e di trasporto; ai passeggeri in transito; gli studenti ed alle persone in viaggio per trattamenti sanitari; lavoratori transfrontalieri, membri delle missioni diplomatiche, consolari e delle organizzazioni internazionali accreditate nella Repubblica di Moldova, persone coinvolte in missioni umanitarie. In Transnistria (vds. Sezione Sicurezza – Aree di particolare cautela sulla scheda di Viaggiare Sicuri) le misure di restrizione all'ingresso e all'uscita sono state prorogate fino a data da destinarsi.
- Bielorussia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Bielorussia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. In risposta all'emergenza sanitaria causata da COVID-19, le Autorità bielorusse hanno introdotto per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di isolamento fiduciario per 10 giorni. Inoltre è previsto anche l’obbligo di produrre, all’arrivo in aeroporto, un test PCR di negatività al COVID-19 rilasciato non più di 3 giorni prima della data di arrivo. Il test in questione deve essere redatto in lingua inglese, russa o bielorussa. Non è possibile ripartire dal Paese prima della scadenza del periodo di isolamento fiduciario di 10 giorni. Un’eccezione all’isolamento fiduciario è prevista solo qualora vi sia un invito ufficiale di un Ente giuridico o Azienda bielorussi, che andrà esibito ai controlli di frontiera. Sono state temporaneamente chiuse, in entrata e in uscita dalla Bielorussia, le frontiere terrestri con Polonia, Lituania, Lettonia e Ucraina, eccetto che per gli auto-trasportatori.
- Ucraina - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Ucraina non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Le Autorità ucraine hanno disposto che, a partire dal 2 giugno 2021, tutti i cittadini stranieri che intendano fare ingresso in Ucraina devono presentare uno dei seguenti documenti: - un documento che confermi l’avvenuta effettuazione di un ciclo completo di vaccinazione contro il COVID-19 con vaccini inclusi dall'OMS nella lista degli approvati per l'uso in situazioni di emergenza; oppure - un test rapido per l'antigene SARS-CoV-2 (RAT) effettuato non più di 72 ore prima dell'ingresso; oppure - un certificato di un risultato negativo del test PCR effettuato non più di 72 ore prima dell'ingresso. I suddetti documenti devono essere redatti in lingua inglese o essere accompagnati dalla traduzione in lingua inglese. Il test o la vaccinazione non sono richiesti per i bambini sotto i 12 anni. Devono, inoltre, essere in possesso di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19 valida per l’intera durata del soggiorno nel Paese (per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della scheda su Viaggiare Sicuri). In assenza di una polizza assicurativa o di uno dei suddetti documenti, le Autorità di Frontiera ucraine hanno il diritto di negare l’ingresso nel Passe agli stranieri e agli apolidi. I nuovi requisiti non si applicano ai rappresentanti del corpo diplomatico e ai membri delle loro famiglie, nonché ad una serie di altre categorie di cittadini stranieri, in conformità con le eccezioni indicate nella risoluzione del Consiglio dei Ministri dell’Ucraina del 9 dicembre 2020 №1236. Per i dettagli si rimanda alla sezione sanitaria della Scheda di Viaggiare Sicuri. Per ulteriori informazioni sul regime di ingressi, assicurazione e situazione sanitaria nel Paese si consiglia di consultare il portale del Gabinetto dei Ministri dedicato all'emergenza sanitaria (in inglese); il sito del Ministero della Salute ucraino (solo in ucraino) ed anche il sito Visit Ukraine (in inglese). Per ulteriori informazioni sulle misure adottate dalle autorità locali sul piano interno per l’intero territorio nazionale, e in particolare per la capitale Kiev, consultare la sezione Situazione Sanitaria della scheda su Viaggiare Sicuri. 
- Russia - Si ricorda: per i cittadini italiani i viaggi per turismo in Russia non sono consentiti dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Resta in vigore a tempo indeterminato il divieto di ingresso degli stranieri nel territorio della Federazione Russa, salvo che per coloro i quali rientrino nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo (dettagliate su https://rusconsroma.mid.ru/it_IT/visti-turistici). Tra questi: i lavoratori “altamente specializzati” (VKS) segnalati dal loro datore di lavoro con sede in Russia e i loro famigliari (con procedura di autorizzazione da avviare in Russia almeno due settimane prima del programmato ingresso), agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno ("vid na zhitelstvo"). Per l’elenco completo e modalità di attestazione e presentazione della documentazione, consultare la sezione “Informazioni Generali – Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese” di questa scheda. SOLTANTO alle predette categorie di persone verrà consentito l’accesso nel Paese.
Se non si rientra nelle eccezioni al divieto di ingresso, è ancora previsto il respingimento in frontiera russa o il mancato imbarco dalle aerolinee negli scali di partenza o intermedi di connazionali muniti del solo visto. Prima di mettersi in viaggio, si consiglia ai connazionali rientranti nelle categorie a cui è consentito l’accesso nella Federazione di verificare attentamente il possesso della documentazione richiesta. Gli stessi dovranno inoltre organizzare il proprio trasferimento dall’aeroporto al luogo di soggiorno con un mezzo proprio o autista privato essendo precluso l’utilizzo di taxi o mezzi pubblici. TAMPONE. I passeggeri provenienti dall'estero devono presentare un certificato di negatività al COVID-19 (in russo o in inglese) risultante da test (tampone molecolare) effettuato non più di 72 ore prima dell’atterraggio in Russia. QUARANTENA. E’ stato abolito l’obbligo di quarantena per gli stranieri in ingresso nella Federazione con l’eccezione dei lavoratori per i quali essa è, in base alla normativa russa vigente, ancora obbligatoria anche in presenza di tampone COVID negativo. SOGGIORNO. E' stata prorogata fino al 30 settembre 2021 la validità dei titoli di permanenza dei soggetti legalmente presenti nella Federazione Russa alla data del 15 marzo 2020. Gli stranieri i cui documenti fossero in scadenza hanno quindi la possibilità di permanere in Russia senza necessità di rinnovare visti, permessi di residenza e altri documenti che assicurano una permanenza legale nel Paese. La durata di tali documenti è pertanto “congelata” fino al 15 giugno 2021. 
 
 
VIAGGI NEL MONDO
Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri.

1. Israele (compreso nella lista C)
Secondo l'Ordinanza 2 aprile, sono liberamente consentiti, in base alla normativa italiana gli spostamenti per qualsiasi ragione (anche per turismo) VERSO Israele almeno fino al 30 luglio (il Paese ora è compreso nella "lista C"), fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale. 
Attenzione, però:
1. Per il rientro in Italia DA Israele, si veda successivamente il paragrafo "INGRESSI IN ITALIA".
2. Norme di entrata e uscita in Israele (aggiornate al 16 giugno). 
INGRESSO: Per imbarcarsi su un aereo diretto in Israele è necessario mostrare un test PCR negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza e un’autocertificazione sanitaria che va compilata online entro le 24 ore dalla partenza (c.d. “inbound clearance application”). Il modulo è disponibile su questo sito. Per i cittadini non israeliani è inoltre richiesta un’autorizzazione all’ingresso da parte delle Autorità israeliane rilasciata, su domanda degli interessati, dall’Ambasciata israeliana del Paese di provenienza e dal Ministero dell’Interno israeliano per motivi di comprovata necessità ed urgenza (questo il link dove sono elencati i motivi che giustificano l’ingresso e al modulo digitale di presentazione della domanda) e un certificato di assicurazione medica per il periodo di permanenza che includa espressamente la malattia da COVID19. All’arrivo nel Paese, i viaggiatori dovranno effettuare obbligatoriamente in aeroporto un ulteriore test PCR. Nel caso di risultato negativo, i viaggiatori con certificato di vaccinazione o di guarigione rilasciato dalle Autorità sanitarie israeliane non saranno sottoposti a obbligo di quarantena, mentre per tutti gli altri è previsto un periodo di quarantena di 14 giorni che può essere ridotto a 10 giorni, nel caso di ulteriore tampone negativo effettuato nove giorni dopo l’arrivo (maggiori informazioni sono disponibili a questo link). I viaggiatori che dispongano di un certificato di guarigione o vaccinazione non rilasciato da Autorità sanitarie israeliane dovranno in ogni caso entrare in regime di quarantena, ma potranno chiedere l’esenzione una volta effettuato un test sierologico  in laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute che certifichi la presenza di anticorpi. La domanda per questa esenzione va presentata online su apposito modulo digitale (per maggiori informazioni e per il modulo digitale si rimanda a questo link). Dal 3 maggio 2021 è fatto divieto ai cittadini israeliani di viaggiare (salvo casi eccezionali) verso Argentina, Brasile, Sudafrica, India, Messico e Russia. I cittadini israeliani in ingresso che abbiano visitato tali Paesi negli ultimi 14 giorni dall’arrivo in Israele sono tenuti alla quarantena, anche se vaccinati o guariti (i cittadini stranieri sono obbligati all’isolamento in appositi ‘COVID hotel’). L’obbligo non si applica ai voli indiretti da tali paesi, inclusi i voli dall’Italia con scalo a Istanbul, se i passeggeri rimangono nel perimetro dell’aeroporto per non più di 12 ore.
USCITA: Per l’uscita dal Paese i viaggiatori che non dispongano di un certificato di guarigione o vaccinazione rilasciato dalle Autorità israeliane sono tenuti a presentare all’imbarco un test PCR negativo effettuato nelle ultime 72 ore. Si sottolinea che per l’ingresso in alcuni Paesi in provenienza da Israele potrebbe essere richiesto un test PCR negativo anche per i viaggiatori con certificato di vaccinazione o guarigione, ovvero un test effettuato in un arco temporale inferiore (48 ore). Occorre quindi prestare la massima attenzione alle prescrizioni in ingresso del Paese di destinazione. NB: per l'ingresso in Italia si veda il paragrafo ad hoc più avanti.
 
2. Paesi della "Lista D":
Verso questi Paesi:
- Ruanda
- Repubblica di Corea, Giappone, Singapore, Thailandia
- Canada, Stati Uniti d'America
- Australia, Nuova Zelanda
secondo il DPCM del 2 marzo e successivi almeno fino al 30 luglio sono consentiti gli spostamenti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo (fatte salve le limitazioni disposte in Italia a livello regionale).

Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario di 10 giorni e sorveglianza sanitaria, compilare un’apposita autocetificazione, disporre di un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico  e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione); tutte le norme nel paragrafo più avanti, "Ingressi in Italia". Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento in rientro dai Paesi dell’elenco D; i casi di eccezione sono riportati sotto, nel paragrafo dedicato.

Attenzione, però! La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi non esclude però che questi Paesi possano porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su Viaggiare Sicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali. 

In particolare (dati aggiornati al 16 giugno):

- Ruanda. Dal 1 agosto 2020, le frontiere terrestri ed aeree sono riaperte. Per l’ingresso nel Paese, ai viaggiatori è richiesto di registrarsi su apposito sito e di allegare un test PCR che ne attesti la negatività al COVID-19 eseguito 72 ore prima della partenza (i minori di 5 anni sono esenti). Il risultato del test PCR può ugualmente essere richiesto in aeroporto al momento dell’arrivo. Vi è inoltre l’obbligo, una volta giunti in Ruanda – anche per i passeggeri in transito se quest’ultimo è superiore alle 24h - di sottoporsi ad un nuovo test PCR (costo: 60 dollari americani) e di soggiornare, a proprie spese, in strutture appositamente individuate dalle autorità locali in attesa di ricevere i risultati. Successivamente, è obbligatorio trascorrere un periodo di autoisolamento di 7 giorni alla fine del quale un ulteriore test verrà effettuato gratuitamente dal personale sanitario preposto. Per i dettagli, si rimanda a questo sito. In risposta all’incremento dei casi registrati nella capitale, le Autorità hanno imposto misure più restrittive, specialmente a Kigali. Fra queste, si segnalano: - coprifuoco dalle ore 19.00 alle 04.00; - divieto di spostamento tra distretti (sia tramite trasporto pubblico che privato), fatta eccezione per motivi di salute e servizi essenziali. I viaggiatori in possesso di un risultato di test PCR negativo possono muoversi liberamente sul territorio ruandese. Per ulteriori informazioni, consultare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Kampala.
- Corea del Sud.  Dal 1 aprile 2020 è in vigore la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo in Corea. Dall’8 gennaio 2021 tutti gli stranieri che entrano in Corea del Sud attraverso gli aeroporti del Paese (e a partire dal 15 gennaio 2021 dai porti sudcoreani) devono presentare la conferma dell’esito negativo del tampone PCR COVID-19 emessa entro le 72 ore precedenti la data di partenza. L'esito del test va presentato in inglese o in coreano, oppure con traduzione certificata in inglese. Tutti i viaggiatori, anche se asintomatici, sono sottoposti al test COVID-19 nelle apposite strutture sanitarie allestite presso il porto o l'aeroporto d'ingresso. Le persone risultate positive sono ricoverate per il trattamento in apposite strutture o sottoposte al monitoraggio presso un "Living Treatment Center" a seconda della gravita' dei sintomi, mentre le persone risultate negative devono osservare l'autoisolamento monitorato di 14 giorni.
Si segnala che, a partire dal 19 marzo 2021, la Città Metropolitana di Seoul ha revocato l'obbligo del tampone COVID-19 per i lavoratori stranieri, rendendolo facoltativo e raccomandandolo a tutti coloro (coreani e stranieri) che lavorano in imprese "ad alto rischio" (ovvero dove è complicato mantenere il distanziamento sociale). La misura rimane tuttavia in vigore nella città metropolitana di Gwangju e nelle province del Gyeonggi-do e Jeollanam-do, fino alla scadenze già prefissate. I cittadini stranieri asintomatici in possesso di visti d'ingresso di lungo termine che hanno una residenza in Corea devono osservare la quarantena presso il proprio domicilio. I cittadini stranieri con visti di breve termine e tutti gli altri viaggiatori sprovvisti di un domicilio in Corea devono autoisolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione a spese proprie, che possono arrivare fino a 150.000 Won sudcoreani pari a circa 110 Euro al giorno. Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici (A1), visti ufficiali (A2) e nel caso di presenza di specifici accordi bilaterali con il Paese di provenienza (A3). E' inoltre possibile ottenere un apposito certificato (Isolation Exemption Certificate) per viaggi d’affari e visite accademiche o umanitarie da parte delle autorità diplomatico-consolari coreane competenti al rilascio del visto d’ingresso. In entrambi i casi, il viaggiatore è comunque sottoposto al test al COVID-19 all'arrivo nel Paese ed e soggetto al c.d. "monitoraggio attivo" attraverso la registrazione sulla Self-Analysis App e le telefonate a cadenza giornaliera da parte delle autorità sanitarie coreane. Non sono soggetti alla quarantena coloro che rimangono esclusivamente nell’area transiti dell’Aeroporto Internazionale di Incheon, ma una volta abbandonata tale area, anche soltanto per prelevare il proprio bagaglio, tutti i passeggeri sono sottoposti alle misure di quarantena.
Tutti i cittadini stranieri che violano le suindicate disposizioni sono soggetti all'espulsione e al divieto d'ingresso in Corea. E’ sospesa la validità dei visti rilasciati prima del 5 aprile 2020. Tutti coloro che devono entrare in Corea del Sud dovranno essere dotati di apposito visto d’ingresso. Dal 13 aprile è necessario il visto anche per soggiorni di durata inferiore ai 90 giorni.
- Giappone. Le autorità giapponesi hanno stabilito che l'ingresso nel Paese per motivi di turismo è vietato fino a nuove indicazioni, da qualsiasi Paese del mondo. Considerando che è stato contestualmente annunciato che le Olimpiadi, che si svolgeranno a Tokyo dal 23 luglio all' 8 agosto, e le Paralimpiadi, dal 24 agosto al 5 settembre, non avranno pubblico proveniente dall'estero, è presumibile che il divieto di ingresso per motivi di turismo resterà in vigore almeno fino al termine delle Paralimpiadi (5 settembre). Le autorità locali hanno anche sospeso, fino a data da definirsi, la concessione di nuovi visti per studio o lavoro. Per chi ha un visto valido o è possessore di una Residence Card in corso di validità, l'ingresso o il rientro in Giappone è consentito, con l'obbligo di attenersi strettamente a rigide misure di controllo e di quarantena stabilite dalle autorità locali. Al momento dell'arrivo in aeroporto le Autorità giapponesi, oltre a prendere visione del test PCR effettuato all'estero entro le 72 ore dalla partenza del volo, effettueranno sul posto un test salivale. La procedura prevede di attendere in aeroporto il risultato del test ed è possibile che passino diverse ore dall'arrivo al trasferimento nell'hotel della quarantena indicato dalle autorità giapponesi. Misure di quarantena e altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri. 
- Singapore. Per tutti i viaggiatori a breve termine provenienti dall'Italia permane il divieto d’ingresso a Singapore. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
- Thailandia. Le autorità thailandesi hanno prorogato fino a nuovo ordine lo stato di emergenza nazionale decretato il 26 marzo 2020 in risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Rimangono chiuse dal 21 marzo 2020 tutte le frontiere terrestri. Condizioni di ingresso nel Paese: è permesso il rientro dei cittadini thailandesi all’estero. Per quanto riguarda i cittadini italiani, a partire dal 1 aprile 2021, ciascun passeggero deve avere: - Tampone negativo, effettuato con metodo RT/PCR, non oltre 72 ore prima della partenza. - Prenotazione in una struttura alberghiera di Alternative State Quarantine (ASQ). - Certificate of Entry, rilasciato dal['Ambasciata di Thailandia su richiesta, da effettuare al seguente link. - Visto, in tutti i casi in cui e' richiesto. - Assicurazione sanitaria che copra tutto il mondo, o comunque la Thailandia. Tale assicurazione deve coprire tutte le spese collegate al trattamento del COVID19 e avere un massimale non inferiore ai 100.000 USD. L’assenza o la non correttezza formale di uno solo di questi documenti comporta il diniego di imbarco da parte del vettore aereo che è responsabile del controllo. Quarantena:  a partire dal 1 maggio 2021 torna ad essere in vigore un regime di quarantena di 14 giorni, escluso il giorno di arrivo in Thailandia. Il regime si applica a tutti, indipendentemente dal fatto che l’interessato sia vaccinato o meno contro il COVID19. Unica eccezione e’ rappresentata da coloro che hanno ottenuto un Certificate of Entry (COE) prima del 1° maggio e che faranno ingresso in Thailandia entro il 5 maggio. Tutti coloro che hanno ottenuto il COE dopo il 1° maggio o che faranno ingresso in Thailandia dopo il 5 maggio dovranno affrontare 14 giorni di quarantena presso gli hotel designati (ASQ). Transiti aeroportuali: a partire dal 1 marzo 2021, sono permessi solo presso l’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok (BKK), alle seguenti condizioni: - Tampone negativo, effettuato con metodo RT/PCR, non oltre 72 ore prima della partenza. - Certificato di “fit to fly” rilasciato non oltre 72 ore prima della partenza. - Prenotazione in una struttura alberghiera di Alternative State Quarantine (ASQ). - Assicurazione sanitaria che copra tutto il mondo, o comunque la Thailandia. Tale assicurazione deve coprire tutte le spese collegate al trattamento del COVID19 e avere un massimale non inferiore ai 100.000 USD. L’assenza o la non correttezza formale di uno solo di questi documenti comporta il diniego di imbarco da parte del vettore aereo che è responsabile del controllo. E’ sempre previsto il transito obbligato attraverso una “sealed route” predeterminata, un’area di transito separata dal resto dell’aeroporto. Il transito può durare fino a 12 ore. E’ vietato operare transiti da Paesi classificati come “ad alto rischio COVID19”. La classificazione del rischio viene aggiornata di settimana in settimana. Le compagnie aeree devono sottoporre alla CAAT (Autorità per l’Aviazione Civile) e all’Amministrazione dell’Aeroporto di BKK il piano di volo/transito con almeno 24 ore di anticipo. Sempre a partire dal 1 marzo 2021, sono consentiti i transiti aeroportuali, oltre che tra voli charter, anche tra voli commerciali. Visti d’ingresso e loro eventuale estensione: Le istanze di autorizzazione all’ingresso in Thailandia devono essere presentate all’Ambasciata thailandese competente in base al Paese in cui ci si trova.  Chi è già presente in Thailandia può rinnovare il proprio visto secondo le procedure previste dalle Autorità thailandesi, per le quali si consiglia di consultare il sito web dell’Immigrazione thailandese e di contattare per tempo l’Ufficio dell’Immigrazione competente. Si ricorda che non sono necessarie e non vengono rilasciate lettere di sostegno delle Ambasciate ai fini del rinnovo del proprio visto. Altre informazioni sul sito Viaggiare Sicuri.
- Stati Uniti d'America. Visti e restrizioni all’ingresso: tuttora sospesa la possibilità di ingresso negli USA per i viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell’Area Schengen (inclusa l’Italia), in Regno Unito, in Irlanda, in Brasile, in Sud Africa Cina o Iran. Sono previste alcune eccezioni al divieto di ingresso (cittadini statunitensi e residenti permanenti o loro familiari, titolari di visto diplomatico e altri. Maggiori dettagli a questo link). Le eccezioni interessano anche i titolari o i richiedenti determinate tipologie di visto, che potranno rientrare nella categoria di ingressi definita dalle autorità locali di 'interesse nazionale'. Per maggiori dettagli in merito alle categorie di persone la cui attività può classificarsi di interesse nazionale e al rilascio di visti, consultare la sezione “Informazioni Generali – Documentazione necessaria per l’ingresso”, di questa Scheda. Tali eccezioni sono rimesse alla esclusiva competenza dell’Ambasciata e dei consolati USA in Italia. Voli: In conseguenza delle misure restrittive in vigore, il traffico aereo da/per l’area Schengen sta subendo significative variazioni. Si raccomanda di consultare la propria compagnia aerea in merito allo stato del proprio volo, all’effettiva possibilità di imbarco o, se necessario, per individuare rotte alternative per raggiungere la propria destinazione. Si attira l’attenzione di tutti i passeggeri interessati ad usufruire di voli Covid-tested dagli Stati Uniti verso l’Italia che, a partire dal 23 marzo 2021, viene introdotta la compilazione obbligatoria dei moduli di localizzazione dei passeggeri (Passenger Locator Form - PLF) digitali. Per ulteriori informazioni sulle procedure si raccomanda di consultare l’Approfondimento di questo sito e di seguire con attenzione le indicazioni sul sito web del Ministero della Salute italiano. Modalità di ingresso: Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha stabilito, a partire dal 26 gennaio 2021, la necessità di un test Covid di tipo virale (PCR o antigenico) effettuato non oltre i 3 giorni prima della partenza, per tutti i passeggeri, al di sopra dei 2 anni, in arrivo negli USA con voli dall'estero. Le compagnie aeree avranno il compito di verificare - come condizione essenziale per permettere l'accesso a bordo dei passeggeri diretti negli USA - la documentazione cartacea o elettronica che attesti l'effettuazione del test e il relativo esito negativo o, in alternativa, un documento che comprovi l'effettiva guarigione dal Covid (per i dettagli, si rimanda alle FAQ disponibili ai link indicati di seguito). Le nuove disposizioni integrano le raccomandazioni del CDC sull’effettuazione di test COVID dopo l’arrivo negli USA.  Il CDC raccomanda un test PCR tra terzo e quinto giorno dopo l'arrivo negli USA che, se negativo consente di ridurre l’autoisolamento a 7 giorni successivi all'arrivo, a differenza dei 10 giorni previsti qualora non venga effettuato il test). I viaggiatori che arrivano negli USA gia’ vaccinati con un vaccino riconosciuto dalla FDA) dovranno invece effettuare un test Covid (PCR o antigenico) entro 3 giorni dall’arrivo e non sono soggetti alla raccomandazione di isolamento valida per i non vaccinati. Per ulteriori informazioni, comprese le esenzioni previste, cliccare qui e quiNormativa locale: Per i connazionali che già si trovano negli Stati Uniti si raccomanda di seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità federali, statali e locali volte a contenere la diffusione del virus negli USA, nei singoli Stati ed al livello locale. Le prescrizioni sulla quarantena possono variare da Stato a Stato e possono talvolta prevedere limitazioni ai viaggi da uno stato all’altro in funzione delle rispettive situazioni epidemiologiche. Si raccomanda per tanto di controllare i siti dei Dipartimenti della salute dei singoli Stati e di consultare in maniera costante, tra gli altri, questo sito web, il sito dell’Ambasciata d’Italia a Washington, della Casa Bianca, del Centers for Disease Control and Prevention dedicato all’emergenza e del Ministero della Salute italiano.
- Canada. Aggiornamento: Fino a nuove disposizioni l’ingresso in Canada viene consentito ai soli cittadini canadesi e ai residenti permanenti, nonché ai loro familiari stretti (coniuge o partner di common law; figli minori; genitori). A determinate condizioni è ammesso l’ingresso dei titolari di permesso di studio, di lavoro o dei lavoratori temporanei. Per ulteriori approfondimenti  sulle categorie ammesse nel Paese si rimanda alla  seguente pagina web. In particolare, è consentito l’ingresso di studenti internazionali presso un numero limitato di istituzioni scolastiche (Designated Institutions List) che hanno aderito a un apposito protocollo di sicurezza sanitaria predisposto dalle Autorità Federali. Si ricorda che per potere fare ingresso nel Paese per motivi di studio è necessario un permesso/visto, a prescindere dalla durata della permanenza in Canada (non è sufficiente essere in possesso di eTA). Per ulteriori informazioni al riguardo si suggerisce di rivolgersi all'Ambasciata o al Consolato canadese più vicino. Si segnala che queste Autorità hanno comunicato che la trattazione delle pratiche relative ai visti è destinata a subire ritardi, anche molto significativi, per via dell’emergenza COVID. Per i viaggiatori in ingresso in Canada si rende obbligatorio l’utilizzo dell’App ArriveCAN. Per informazioni consultare il seguente link. Si ricorda che l’ingresso nel Paese è comunque rimesso alle decisioni dei funzionari della Canadian Border Services Agency (CBSA), i quali applicano in maniera restrittiva le vigenti disposizioni in materia di ingressi nel Paese e possono di conseguenza fornire disposizioni alle compagnie aeree anche ai fini del divieto all’imbarco verso il Canada. Data la dinamicità della situazione, prima di mettersi in viaggio è sempre opportuno verificare con la propria compagnia aerea l’effettiva operatività del volo, nonché la sussistenza delle condizioni richieste dal Governo canadese per l’imbarco stesso. I voli internazionali sono attualmente concentrati sugli aeroporti di Toronto, Montreal, Vancouver e Calgary. Si segnala inoltre che il confine terrestre con gli Stati Uniti è tuttora chiuso al transito ritenuto “non essenziale”. Riguardo ai collegamenti aerei diretti con l'Italia, si segnala che da ottobre 2020 Air Canada, ha sospeso i voli diretti tra Canada e Italia. Nell’evidenziare che è tuttora fatto espresso divieto di entrata in Canada per turismo, coloro i quali vengono eccezionalmente autorizzati a fare il loro ingresso nel Paese sono sottoposti a una quarantena di 14 giorni e dovranno dimostrare alle autorità canadesi di frontiera di avere un piano “credibile” per lo svolgimento della quarantena stessa, che andrà caricato sull’apposita sezione dell’app ArriveCAN. La violazione dell’obbligo di quarantena, che viene monitorato anche attraverso dei controlli da parte delle forze di polizia presso l’indirizzo indicato alle autorità locali all’ingresso nel Paese, determina sanzioni che possono arrivare fino a una multa di 750.000 dollari canadesi e/o l'arresto fino a 6 mesi.  I viaggiatori in ingresso nel Paese, a partire dai 5 anni di età, devono dimostrare di aver effettuato un test molecolare COVID-19  dal risultato negativo nelle 72 ore antecedenti il volo. Si segnala che, dal 15 febbraio 2021, l’obbligo del test riguarda anche gli ingressi via terra e deve essere stato effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso in territorio canadese. Per maggiori informazioni sulle tipologie di test accettate cliccare qui.  Anche in caso di esito negativo, i viaggiatori non sono esenti dall’osservare il prescritto obbligo di 14 giorni di quarantena. Per gli arrivi via aerea e per i viaggiatori “non essenziali” via terra, è previsto l’obbligo di sottoporsi ad un ulteriore tampone molecolare all’arrivo. I viaggiatori in ingresso per via aerea dovranno effettuare una prenotazione di 3 giorni a proprie spese presso una delle strutture alberghiere indicate dalle Autorità, nella quale attendere l’esito del tampone, nella città di arrivo in Canada. Solo dietro risultato negativo a questo ulteriore test, si potrà raggiungere la propria destinazione, dove effettuare comunque il resto del periodo di 14 giorni di quarantena. Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link. Il transito aeroportuale per un Paese terzo è consentito a determinate condizioni. Per maggiori informazioni consultare la seguente pagina web.  Per un aggiornamento costante si raccomanda di consultare, tra gli altri, questo sito web, il sito dell’Ambasciata d’Italia a Ottawa, il sito del Ministero della Salute dedicato al nuovo coronavirus, la pagina web del Dipartimento di Immigrazione canadese, nonché quella dell’Agenzia Federale Canadese per la Salute Pubblica.
Per le misure restrittive in vigore nelle Province/Territori canadesi consultare la sezione sanitaria di questa scheda.
- Australia. Il 2 marzo 2021 è stata disposta la proroga, fino al 17 giugno 2021, della chiusura dei confini internazionali dell’Australia sia in ingresso che in uscita, non solo per i viaggiatori e gli stranieri residenti permanenti, ma anche per i cittadini australiani. Vige l’obbligo rigorosissimo di quarantena di 14 giorni in strutture designate dalle Autorità locali (in genere hotel) per il limitato numero di persone a cui viene concessa l'esenzione, autorizzate caso per caso. L'adempimento della quarantena è obbligatorio anche se si è effettuata la vaccinazione ed è strettamente monitorato dalla polizia e dalle autorità sanitarie, su base quotidiana e senza eccezione alcuna. A partire dal 22 gennaio 2021 è obbligatorio presentare l’esito negativo di un test COVID-19 PCR, effettuato entro le 72 ore precedenti la partenza ed il risultato, preferibilmente cartaceo e tradotto in inglese, deve essere presentato al primo check-in aeroportuale della tratta aerea.  Tale disposizione si applica a tutti i viaggiatori di età superiore ai 5 anni, anche se vaccinati.  
- Nuova Zelanda. In risposta all’emergenza sanitaria COVID-19, le frontiere della Nuova Zelanda continuano ad essere chiuse, tranne che per i cittadini neozelandesi, gli stranieri residenti permanenti e residenti in Australia. Limitatissime eccezioni al divieto di ingresso nel Paese sono accordate ai lavoratori “critici” e casi di natura umanitaria. Tutti i viaggiatori ammessi all’ingresso in Nuova Zelanda – ad eccezione di coloro che provengono dall’Australia e vi abbiano risieduto per i 14 giorni antecedenti il viaggio - devono osservare 2 settimane di quarantena obbligatoria in strutture gestite dal Governo neozelandese. Altre info sul sito Viaggiare Sicuri.
 
3. Paesi della "Lista E"
In tutti gli altri Paesi del mondo (quindi: Paesi extra UE, extra Schengen e extra lista D), i viaggi potranno essere effettuati soltanto per motivi di lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione e per motivi di studio. Quindi, come esplicita il sito Viaggiare Sicuri: NON SONO CONSENTITI VIAGGI PER TURISMO in tutti questi Paesi fino al prossimo Decreto.
 
Ricordiamo che il consueto punto di riferimento per ogni comunicazione è il sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare il sito prima di mettersi in viaggio; la situazione può essere diversa per gli italiani che sono residenti nei vari Paesi all'estero, per i quali i provvedimenti cambiano da Stato a Stato.
 


INGRESSI IN ITALIA
In generale: il DPCM 2 marzo e successive ordinanze, tra cui le ordinanze del 29 aprile e del 14 maggio, prevede che possano essere disposte limitazioni per specifiche aree del territorio nazionale o specifiche limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri. Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri.

- INGRESSI DA TUTTI I PAESI: Digital Passenger Locator Form
A partire dal 24 maggio 2021, ai sensi dell’art. 3 dell’Ordinanza del 14 maggio 2021, chiunque faccia ingresso in Italia, per una qualsiasi durata e attraverso qualsiasi mezzo di trasporto, da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B, C, D ed E dell'allegato 20 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021, prima del proprio ingresso nel territorio nazionale, è tenuto a compilare un Modulo per la Localizzazione in formato digitale, denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF)
Si tratta di moduli con cui vengono raccolte le informazioni di contatto e le specifiche sull’indirizzo della loro permanenza in territorio nazionale per permettere all’Autorità Sanitaria italiana di contattarli tempestivamente qualora esposti ad una malattia infettiva diffusiva. In caso di viaggio in aereo, sarà compito del vettore verificare l’avvenuta compilazione del dPLF prima dell’imbarco del passeggero. La mancata compilazione comporterà il diniego all’imbarco. Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare le Ordinanze su citate, il sito web del Ministero della Salute e le compagnie aeree interessate. Il dPLF andrà inviato obbligatoriamente prima dell’imbarco. Sarà comunque sempre modificabile il campo relativo al numero di posto assegnato sul volo.
Per compilare il dPLF è necessario: collegarsi al sito https://app.euplf.eu; seguire la procedura guidata per accedere al dPLF; scegliere l'Italia come Paese di destinazione; registrarsi al sito creando un account personale con user e password (è necessario farlo solo la prima volta); compilare e inviare il dPLF seguendo la procedura guidata.  Una volta inviato il modulo, il passeggero riceverà all'indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione, il dPLF in formato pdf e QRcode che dovrà mostrare direttamente dal suo smartphone al momento dell’imbarco. In alternativa, il passeggero potrà stampare una copia del dPLF da mostrare all’imbarco. È sufficiente compilare un unico dPLF per nucleo familiare. Per maggiori informazioni consultare il sito Passenger Locator Form digitale Europeo. Per informazioni dettagliate sulla compilazione obbligatoria dei Passenger Locator Forms si rimanda al sito web del Ministero della Salute.  
La compilazione del modulo digitale, sostituisce la dichiarazione di cui all'art. 50, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021. In casi eccezionali, ovvero esclusivamente in caso di impedimenti tecnologici, sarà possibile compilare il modulo cartaceo. Si precisa che l’autodichiarazione resa alla Polizia di Frontiera dovrà sempre essere esibita in versione cartacea.

- CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19
Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 giugno 2021, è stata approvata la Certificazione verde COVID-19 che, dal 1 luglio, sarà valida anche come EU Digital Covid Certificate e potrà essere utilizzata per facilitare gli spostamenti all'interno dell'Unione Europea e dell'Area Schengen. Tutte le informazioni su che cos'è e come si ottiene la Certificazione verde COVID-19 in Italia sono reperibili sul portale dedicato: Home - Certificazione verde COVID-19 (dgc.gov.it). Tutti i Paesi dell'Unione Europea e dello Spazio Schengen si stanno adoperando per adottare certificazioni nazionali che, oltre ad essere utilizzabili sul rispettivo territorio nazionale, varranno come EU Digital Covid Certificate. 
COS’È LO EU DIGITAL COVID CERTIFICATE? È un certificato, cartaceo o digitale, che attesta la vaccinazione, guarigione da COVID-19 o il risultato di test molecolare o antigenico del titolare.  
PERCHÉ E' STATO ADOTTATO? Per facilitare la libera circolazione dei cittadini dell’UE all’interno dello spazio comunitario. Gli Stati che riconoscono il certificato COVID digitale non dovrebbero imporre altre restrizioni a chi lo possiede. Misure straordinarie a tutela della salute pubblica possono comunque essere attuate da ciascuno Stato, ove ne ricorrano le circostanze (ad es. in caso di diffusione di nuove varianti).   
QUALI SONO LE CARATTERISTICHE? Può essere in formato digitale o cartaceo - Ha un QR code
E’ emesso nella lingua nazionale del paese emittente ed in inglese - È gratuito -  Ha un formato unico per tutti i Paesi che lo emettono.
PER QUANTO SARÀ IN VIGORE? Per 12 mesi a partire dal 01/07/2021. Se un Paese non è pronto in tempo per l’emissione e il riconoscimento dei certificati COVID digitali, è previsto un periodo transitorio di 6 settimane durante il quale possono continuare a essere usati certificati in altri formati.
QUALI VACCINI SONO ACCETTATI? Tutti quelli approvati in ambito UE. 
CHI EMETTE IL CERTIFICATO? Le Autorità nazionali preposte, che lo rilasciano in formato digitale, archiviabile anche su dispositivi mobili, o cartaceo.
Per maggiori informazioni sullo EU Digital Covid Certificate a livello europeo, si rimanda alle informazioni pubblicate e aggiornate dalla Commissione Europea: Certificato COVID digitale dell'UE: | Commissione europea (europa.eu)
Si ricorda, invece, che tutte le informazioni su come ottenere la Certificazione verde COVID-19 in Italia sono reperibili sul portale dedicato: Home - Certificazione verde COVID-19 (dgc.gov.it)
 
- INGRESSI IN ITALIA DAI PAESI DELL'ELENCO C (Paesi Unione Europea/Schengen, compreso Regno Unito, + Israele)
In base all'ordinanza del 14 maggio, per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, è richiesta la compilazione di un formulario on-line di localizzazione (denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF). È inoltre obbligatorio presentare la certificazione verde Covid-19 rilasciata o riconosciuta ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. c), del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52 , da cui risulti di essersi sottoposti, nelle quarantotto (48) ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone e risultato negativo. In attesa che siano diramate le necessarie linee guida in merito alla certificazione verde Covid-19, si può continuare a presentare un certificato che attesti l’effettuazione di un test molecolare o antigenico, realizzato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia, condotto con tampone e risultato negativo, comunicando la  propria presenza all’Azienda Sanitaria competente per territorio.

Nel caso in cui non sia possibile presentare la certificazione verde Covid-19 o un certificato che attesti l’effettuazione del test nei termini su indicati, è comunque possibile entrare in Italia, a condizione di sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di dieci (10) giorni, presso l’abitazione o la dimora, informando il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio; effettare un test molecolare o antigenico al termine dell’isolamento fiduciario. Sono previste deroghe a tali obblighi. Le deroghe sono riportate più avanti. 

Attenzione: Fino al 30 luglio, se si fa rientro nel territorio italiano a seguito di permanenza di durata non superiore a 24 ore in località estere situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio o abitazione in Italia, tale spostamento non è soggetto all'obbligo di test molecolare o antigenico al rientro in Italia. Restano fermi gli obblighi di dichiarazione previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021 e dall’articolo 3 dell’ordinanza del Ministro della salute 14 maggio 2021, come stabilito con Ordinanza 2 giugno 2021.
 
- INGRESSI IN ITALIA DA PAESI DELL'ELENCO D (Ruanda; Repubblica di Corea, Giappone, Singapore, Thailandia; Canada e Stati Uniti d'America; Australia, Nuova Zelanda)
All’ingresso/rientro in Italia, almeno fino al 30 luglio, se nei 14 giorni precedenti si è soggiornato/transitato dai Paesi dell’elenco D è obbligatorio:

- Compilare un formulario on-line di localizzazione (denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF);
- Ddisporre di un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, condotto con tampone, effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, da mostrare a chiunque sia preposto ad effettuare questa verifica.
- Informare l’azienda sanitaria competente per territorio del proprio ingresso in Italia.
- Sottoporsi comunque a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Il periodo di sorveglianza è ridotto a dieci (10) giorni per coloro che fanno ingresso in Italia dal 18 aprile 2021.
- Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
- Al termine dei dieci (10) giorni di quarantena, è obbligatorio effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, condotto con tampone. Se si è entrati in Italia prima del 18 aprile, il test al termine dei 14 giorni di isolamento non è richiesto.

Sono previste eccezioni a tali obblighi. I casi di eccezione sono riportati in chiusura, nel paragrafo dedicato.

- INGRESSI IN ITALIA DA PAESI DELL'ELENCO E (tutti i Paesi tranne quelli in elenco C/elenco D; per Brasile, India, Sri Lanka e Bangladesh si veda dopo)
Il rientro/l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno/transito nei 14 giorni precedenti da questo gruppo di Paesi, è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e loro familiari (Direttiva 2004/38/CE). Il DPCM 2 marzo 2021 conferma inoltre la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia). Ove non si rientri in nessuno dei casi precedenti, si può entrare/rientrare in Italia da Paesi in Elenco E solo in presenza di comprovate motivazioni (lavoro, salute, studio, assoluta urgenza), indicate all’art. 49 del DPCM 2 marzo 2021. All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è obbligatorio:

- Compilare un formulario on-line di localizzazione (denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF); È opportuno essere pronti a mostrare eventuale documentazione di supporto e a rispondere a eventuali domande da parte del personale preposto ai controlli. 
- disporre di un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, condotto con tampone, effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, da mostrare a chiunque sia preposto ad effettuare questa verifica.
- Informare l’azienda sanitaria competente per territorio del proprio ingresso in Italia.
- Sottoporsi comunque a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Il periodo di sorveglianza è ridotto a dieci (10) giorni per coloro che fanno ingresso in Italia dal 18 aprile 2021.
- Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
- Al termine dei dieci (10) giorni di quarantena, è obbligatorio effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, condotto con tampone. 
Sono previste eccezioni all’obbligo di isolamento in rientro dai Paesi dell’elenco E. I casi di eccezione sono riportati in chiusura, nel paragrafo dedicato.
 
Attenzione: la norma non significa che ci sia reciprocità (ovvero, che i residenti in Italia possano liberamente recarsi in questi Paesi).

- INGRESSI IN ITALIA DA BRASILE, INDIA, BANGLADESH, SRI LANKA
Bangladesh, Brasile, India e Sri Lanka fanno parte dell’Elenco E. Tuttavia, il Ministro della Salute, con varie Ordinanze, ha disposto il divieto di ingresso in Italia per tutti coloro che provengono da Brasile, India, Bangladesh o Sri Lanka, o che vi abbiano soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia. Tale divieto è stato confermato, per il Brasile, con Ordinanza 14 maggio 2021, in vigore fino al 30 luglio 2021. Per India, Bangladesh e Sri Lanka, la disciplina è contenuta nell’Ordinanza 29 aprile 2021 e nell'Ordinanza 6 maggio, prorogate fino al 21 giugno 2021, con Ordinanza adottata dal Ministro della Salute il 30 maggio. Sono previste limitate eccezioni, descritte qui di seguito.
 
CATEGORIE A CUI NON SI APPLICA IL DIVIETO DI INGRESSO DAL BRASILE
Il traffico aereo e l’ingresso in Italia dal Brasile, a condizione che i viaggiatori non presentino sintomi compatibili con COVID-19, sono consentiti:
- a coloro che abbiano la residenza anagrafica in Italia da data anteriore all’Ordinanza 13 febbraio 2021;
- a coloro il cui ingresso sia autorizzato dal Ministero della salute italiano, per inderogabili motivi di necessità, indipendentemente dalla residenza anagrafica;
- a coloro che debbano raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza dei figli minori, del coniuge o della parte di unione civile.
Solo se si rientra in una delle categorie precedentemente indicate, fermi restando gli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 50 del DPCM 2 marzo 2021 e all’art. 3 dell’Ordinanza 14 maggio 2021 (formulario digitale), l’ingresso nel territorio nazionale e il traffico aereo dal Brasile sono consentiti secondo la seguente disciplina:
a) Obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Per chi proviene dal o ha effettuato un soggiorno/transito in Brasile, il test deve essere effettuato nelle settantadue (72) ore precedenti l’ingresso nel territorio nazionale.
b) Obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto (48) ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In caso di ingresso nel territorio nazionale mediante volo proveniente dal Brasile, il tampone è effettuato al momento dell’arrivo in aeroporto.
c) Obbligo di sottoporsi, a prescindere dall’esito del test di cui alla lettera b), alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di dieci (10) giorni presso l’abitazione o la dimora, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.
d) Obbligo di effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei dieci (10) giorni di isolamento.
In aggiunta, in base all’art. 49 comma 4 del DPCM 2 marzo 2021 e all’Ordinanza 14 maggio 2021:
- le persone che devono entrare in Italia per meno di 120 ore, per motivi comprovati di assoluta urgenza, lavoro o salute, e lasciano l’Italia allo scadere delle 120 (centoventi) ore;
- il personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 (centoventi) ore;
- i funzionari e gli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, gli agenti diplomatici, il personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, i funzionari e gli impiegati consolari, il personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, il personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;
possono chiedere un’autorizzazione al Ministero della Salute italiano per fare ingresso in Italia in base a protocolli sanitari validati. Nel caso in cui l’autorizzazione sia concessa, tali persone potranno entrare in Italia alle seguenti condizioni:
- sottoporsi a test molecolare o antigenico condotto a mezzo di tampone, e risultato negativo, nelle quarantotto (48) ore precedenti l’ingresso in Italia;
- compilare il necessario formulario digitale di localizzazione o l’autocertificazione;
- sottoporsi ad ulteriore test molecolare o antigenico, condotto a mezzo di tampone, all’arrivo in Italia, in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto (48) ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.
A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e fermi restando gli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 50 del DPCM 2 marzo 2021 e all’art. 3 dell’Ordinanza 14 maggio 2021 (formulario digitale), le disposizioni descritte per gli ingressi dal Brasile non si applicano all’equipaggio e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci, fermo restando l’obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.
Per informazioni in merito a biglietti aerei già acquistati, è necessario rivolgersi alla compagnia aerea di riferimento.
I connazionali che, trovandosi in Brasile, abbiano bisogno di assistenza, possono rivolgersi all’Ambasciata d’Italia a Brasilia, nonché ai Consolati italiani competenti in base alla circoscrizione di appartenenza.  

CATEGORIE A CUI NON SI APPLICA IL DIVIETO DI INGRESSO DA INDIA, BANGLADESH E SRI LANKA
Fino al 21 giugno, il traffico aereo e l’ingresso in Italia dai tre Paesi su citati, a condizione che i viaggiatori non presentino sintomi compatibili con COVID-19, sono consentiti:
- a coloro che siano cittadini italiani e che abbiano anche la residenza anagrafica in Italia  da data anteriore all’Ordinanza 29 aprile 2021;
- ai cittadini italiani iscritti nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), come da Ordinanza 6 maggio 2021;
- per ragioni umanitarie o sanitarie non differibili, dopo aver ottenuto una autorizzazione espressa del Ministero della Salute italiano, indipendentemente dalla nazionalità, come da Ordinanza 6 maggio 2021.
Solo se si rientra in una di queste categorie di viaggiatori, fermi restando gli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 50 del DPCM 2 marzo 2021 e all’art. 3 dell’Ordinanza 14 maggio 2021 (formulario digitale), l’ingresso nel territorio nazionale e il traffico aereo dai tre Paesi in oggetto sono consentiti secondo la seguente disciplina:
a) Obbligo di dichiarazione della propria storia di viaggio, mediante autocertificazione o formulario digitale di localizzazione (digital Passenger Locator Form). 
b) Obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. Per chi proviene da o ha effettuato un soggiorno/transito in India,  il test deve essere effettuato nelle settantadue (72) ore precedenti l’ingresso nel territorio nazionale. 
c) Obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto (48) ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In caso di test  molecolare, l’interessato è posto in isolamento fino all’esito dello stesso.
d) Obbligo di sottoporsi, a prescindere dall’esito del test di cui alla lettera b), alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario  presso i “Covid Hotel” previsti dall’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, ovvero nei luoghi idonei indicati dall’autorità sanitaria o dal Dipartimento della protezione civile, per un periodo di dieci (10) giorni.
e) Obbligo di effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei dieci (10) giorni di quarantena.
In aggiunta, in base all’art. 49 comma 4 del DPCM 2 marzo 2021, all’Ordinanza 16 aprile 2021 e all'Ordinanza 29 aprile 2021:
i funzionari e gli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, gli agenti diplomatici, il personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, i funzionari e gli impiegati consolari, il personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, il personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;
possono chiedere un’autorizzazione al Ministero della Salute italiano per fare ingresso in Italia in base a protocolli sanitari validati.
A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e fermi restando gli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 50 del DPCM 2 marzo 2021 e all’art. 3 dell’Ordinanza 14 maggio 2021 (formulario digitale), il divieto di ingresso e l’obbligo di isolamento per dieci (10) giorni non si applicano a equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci provenienti dall’India, dal Bangladesh e dallo Sri Lanka. Tuttavia, queste categorie di viaggiatori sono comunque soggette all’obbligo di un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. Inoltre, dal momento dell’ingresso in Italia e fino al rientro in sede, si applica la misura dell’isolamento, nei luoghi idonei indicati dall’autorità sanitaria o dal Dipartimento della protezione civile.
Per informazioni in merito a biglietti aerei già acquistati, è necessario rivolgersi alla compagnia aerea di riferimento.
I connazionali che, trovandosi in India, Bangladesh o Sri Lanka, abbiano bisogno di assistenza, possono rivolgersi all’Ambasciata d’Italia a New Delhi, Dacca o Colombo, nonché ai Consolati italiani competenti in base alla circoscrizione di appartenenza. 

- DOMANDE FREQUENTI
*Quali vengono considerati motivi di "necessità"? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri chiarisce così il riferimento all'articolo 6 relativamente ai motivi di necessità. "All'art. 6 comma 1 del DPCM sono indicate varie voci che, però, non possono essere considerate come "motivi di necessità". A titolo di esempio, l'essere cittadino UE non è un "motivo di necessità" ma una condizione pressoché permanente. Il DPCM deve essere interpretato in senso restrittivo. Se bastasse essere cittadino UE per poter ritenere di rientrare nei motivi di necessità, il senso stesso del DPCM, che è quello di contenere i flussi in ingresso e limitare al minimo gli spostamenti non indispensabili, verrebbe meno. Su ViaggiareSicuri sono volutamente riportati quelli che sono oggettivi motivi di necessità: lavoro, salute, studio, assoluta urgenza (da circostanziare). Il rientro presso residenza/abitazione/domicilio è un motivo di necessità solo se si tratta di un rientro effettivo". 

*Devo effettuare l'isolamento fiduciario se ritorno alla mia residenza? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri chiarisce così le domande relative al rientro presso la propria abitazione e l'obbligo di isolamento fiduciario. "Il rientro presso residenza/domicilio/abitazione può essere considerato un motivo di necessità ove esso sia un rientro reale. Vi sono infatti molti casi di italiani che non hanno regolarizzato la propria posizione all'estero, iscrivendosi in AIRE, e risultano ancora residenti in Italia ma rientrano solo per i giorni delle festività, per ritornare nel Paese C di provenienza subito dopo. E' evidente che, in casi come questi, è richiesto l'isolamento fiduciario". 

*I bambini devono fare il tampone? Il DPCM 2 marzo 2021 ha stabilito che, ai fini dell’ingresso nel territorio nazionale, i bambini di età inferiore ai due anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico (art. 51 comma 8).

*È possibile effettuare l'interruzione dell'isolamento fiduciario, abbreviando la quarantena per necessità di ritorno nel Paese europeo di provenienza? Da noi interpellata, l'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri ha specificato che il DPCM non prevede l'interruzione dell'isolamento fiduciario. 

- ECCEZIONI A TAMPONE/QUARANTENA
Con Ordinanza 14 maggio 2021 del Ministro della Salute, in vigore dal 16 maggio al 30 luglio 2021, la disciplina relativa alle esenzioni ha subito alcune modifiche. Di seguito, sono elencate le categorie che beneficiano di esenzioni complete o parziali. L’elenco delle categorie esentate non segue un ordine alfabetico, le lettere che lo caratterizzano fanno riferimento all’elenco contenuto all’art. 51 comma 7 del DPCM 2 marzo 2021, cui si riferisce anche l’Ordinanza del 14 maggio. Per Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka, si rimanda alle sezioni dedicate. Oltre alla lettura delle informazioni riportate di seguito, si raccomanda di consultare attentamente anche il portale del Ministero della Salute dedicato al Nuovo Coronavirus, con particolare riferimento alle Deroghe.
 
I. Esenzione completa: Eccezioni agli obblighi di test nelle 48 o 72 ore precedenti l’arrivo, isolamento e test successivo
Fermo restando l’obbligo di compilazione dell’autocertificazione o del formulario digitale di localizzazione e in assenza di sintomi compatibili con COVID-19, gli obblighi di test molecolare o antigenico nelle 48 o 72 ore precedenti e, ove previsto, quarantena di dieci (10) giorni con successivo test molecolare o antigenico non si applicano:
a) all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) al personale viaggiante;
c) ai movimenti da e per gli Stati e territori di cui all'elenco A;
f) a chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle centoventi (120) ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario conformemente ai commi da 1 a 5 dell’art. 51 DPCM 2 marzo 2021;
g) a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a trentasei ore, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario conformemente ai commi da 1 a 5 dell’art. 51 DPCM 2 marzo 2021;
l) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
m) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
n) funzionari e agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell'eserc izio delle loro funzioni;
o) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana. 
 
II. Esenzione parziale: Obbligo di test nelle 48 o 72 ore precedenti l’arrivo ma esenzione dagli obblighi di isolamento e successivo test.
L’Ordinanza 14 maggio 2021 prevede l’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico nelle 48 o 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, in caso di ingresso/soggiorno/transito da Paesi dell’Elenco C, D o E, per:
 
i) personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
 
Tale categoria continua ad essere esentata dagli obblighi di quarantena e test al termine della quarantena. Rimane l’obbligo di compilare il formulario on-line di localizzazione o l’autocertificazione.
 
III. Esenzione parziale:  Con riferimento alla lettera h) dell’art. 51, comma 7 del DPCM 2 marzo 2021, i cittadini e i residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro oltre le 120 ore ( anche in provenienza da Paesi in elenco D o E, tranne Brasile, India, Sri Lanka e Bangladesh), devono sottoporsi comunque ad un test molecolare o antigenico nelle 48 o 72 ore precedenti l’ingresso in Italia, a seconda della storia di viaggio, ma non sono soggetti all’isolamento di dieci (10) giorni e successivo test. Rimane l’obbligo di compilare il formulario on-line di localizzazione o l’autocertificazione.
 
Alcuni Esempi forniti dalla Farnesina
Lettera f)
Il cittadino italiano che, per motivi di salute, fa ingresso in Italia per 3 giorni, provenendo dalla Tunisia, dove è residente, non è sottoposto all’obbligo di test nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia, né all’isolamento fiduciario di dieci giorni con successivo test.  
 
Il cittadino sudafricano residente negli Stati Uniti (e da lì proveniente) che, per motivi di lavoro, deve entrare in Italia per 4 giorni, non è sottoposto all’obbligo di test nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia, né all’isolamento fiduciario di dieci giorni con successivo test.
 
Un cittadino della Repubblica Ceca e da lì proveniente, senza altri soggiorni o transiti nei 14 giorni precedenti, che debba entrare in Italia per motivi di salute, ad esempio per sottoporsi ad una visita o ad un intervento chirurgico, con una permanenza in Italia di 4 giorni, non è sottoposto all’obbligo di test nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Italia.
Lettera g)
Un cittadino serbo, in transito via terra con la propria auto per recarsi in Portogallo, può attraversare l’Italia senza obbligo di isolamento fiduciario se la sua permanenza in Italia non supera le 36 ore.
 
Lettera h)
l cittadino australiano, proveniente dall’Australia, con uno scalo negli Emirati Arabi Uniti, senza altri soggiorni o transiti nei 14 giorni precedenti, che entra in Italia perché la sua azienda lo ha trasferito presso la propria sede italiana, è sottoposto all’obbligo di testo molecolare o antigenico ne lle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia ma non è sottoposto all’isolamento fiduciario di dieci giorni né al successivo test, indipendentemente dalla durata della permanenza in Italia. 
 
Il cittadino italiano che proviene dal Messico, dove risiede, e fa scalo in Francia, per entrare in Italia per motivi di lavoro oltre le 120 ore, è sottoposto all’obbligo di test molecolare o antigenico nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia e, una volta arrivato, all’isolamento fiduciario per cinque giorni, trascorsi i quali dovrà sottoporsi a un ulteriore test.
 
 
Il cittadino italiano che proviene dalla Turchia, dove risiede, senza ulteriori scali né soggiorni o transiti in altri Paesi nei 14 giorni precedenti, e deve entrare in Italia per motivi di lavoro con permanenza oltre le 120 ore, è sottoposto all’obbligo di test molecolare o antigenico nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia ma non è sottoposto all’isolamento fiduciario di dieci giorni né al successivo test, indipendentemente dalla durata della permanenza in Italia. 
 
 
Il cittadino tedesco, proveniente dagli Stati Uniti, con un transit o in Germania, che debba entrare in Italia per motivi di lavoro con permanenza superiore alle 120 ore, è sottoposto all’obbligo di test molecolare o antigenico.
 
 
Il cittadino francese che deve entrare in Italia dalla Francia perché deve prendere servizio in Italia o deve recarsi in Italia per altri motivi di lavoro, per più di 120 ore, deve sottoporsi a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia.
 
 
Il cittadino tailandese che risiede nei Paesi Bassi (o che ha soggiornato in Spagna nei 14 giorni precedenti) e deve entrare in Italia per comprovati motivi di lavoro, anche per oltre 120 ore, deve sottoporsi in ogni caso a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia.
 
DEROGHE CON AUTORIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
Il Ministero della Salute può autorizzare l’ingresso in Italia in base a specifici protocolli o previsioni normative, per: 
d) ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
e) ingressi per ragioni non differibili, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un'attestazione di essersi sottoposti, nelle quarantotto ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
p) ingressi mediante voli “Covid-tested” (vedere sezione dedicata), conformemente all’ordinanza del Ministro della Salute 23 novembre 2020 e successive modificazioni e integrazioni;
q) partecipazione a competizioni sportive di cui all’articolo 18, comma 1, è in ogni caso consentito (anche dal Brasile) l’ingresso nel territorio nazionale ad atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, rappresentanti della stampa estera e accompagnatori che nei quattordici giorni precedenti hanno soggiornato o transitato in Paesi o territori esteri indicati agli elenchi B, C, D ed E dell’allegato 20, inclusi i Paesi dai quali è vietato l’ingresso in Italia, alle seguenti condizioni: a) adempimento degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 50; b) presentazione al vettore, all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo; c) svolgimento della competizione sportiva in conformità con lo specifico protocollo adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento.


 
VOLI COVID-TESTED
- Il Ministro della Salute ha emanato l’Ordinanza 23 novembre 2020, contenente misure urgenti per la sperimentazione di voli “Covid-tested”, seguita dall’Ordinanza 9 marzo 2021 e Ordinanza 14 maggio 2021, per l’ampliamento dei voli oggetto di sperimentazione “Covid-tested”.
- Sono considerati voli Covid-tested i voli per i quali l'imbarco ai passeggeri è consentito a seguito di obbligatorio test antigenico rapido eseguito prima dell'imbarco o a seguito di presentazione di certificazione attestante il risultato negativo di un test molecolare (RT- PCR) o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, non oltre le 48 ore precedenti all'imbarco. All’arrivo in Italia, si è nuovamente sottoposti a test in aeroporto.
- Nel caso di mancato imbarco sul volo Covid-tested, per risultato positivo al COVID-19, è previsto, a cura del vettore aereo, il rimborso del biglietto o l'emissione di un voucher di pari importo su richiesta del passeggero, entro quattordici giorni dalla data di effettuazione del recesso e valido per diciotto mesi dall'emissione.
- Il DPCM 2 marzo 2021, all’art. 54 comma 3, ha previsto che:
“(…) ferma l’applicazione fino al 6 aprile 2021  della disciplina di cui all’ordinanza del  Ministro della  salute 23 novembre 2020, con una o più ordinanze del Ministro della salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è possibile individuare ulteriori tratte per le quali l'imbarco ai passeggeri è consentito a seguito di obbligatorio  test antigenico rapido eseguito prima dell'imbarco o a seguito di presentazione di certificazione attestante il risultato negativo di un test  molecolare (RT  PCR) o antigenico, effettuato per mezzo di  tampone  non  oltre le  48  ore precedenti all'imbarco, nel rispetto degli articoli 49 e 50”.
- Le tratte coperte da voli Covid-tested possono quindi essere ampliate. In questa cornice, è stata approvata l’Ordinanza 9 marzo 2021, che stabilisce la possibilità di operare voli “Covid-tested” anche sulle rotte Atlanta - Milano Malpensa, e New York – Milano Malpensa, oltre a quelle già esistenti dall’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.
- Successivamente, con Ordinanza 14 maggio 2021, è stato disposto un ulteriore ampliamento delle tratte che, dal 15 maggio, coinvolge gli aeroporti “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino, Milano Malpensa, Napoli - Capodichino e “Marco Polo” di Venezia, da/per Canada, Giappone, Israele, Stati Uniti d’America (aeroporti internazionali di Atlanta, Boston, Chicago, Dallas, Los Angeles, Miami, New York, Philadelphia, Washington DC), Emirati Arabi Uniti.
- La sperimentazione dei voli Covid-tested individuati dalle tre Ordinanze del 23 novembre 2020, 9 marzo 2021 e 14 maggio 2021 è stata estesa fino al 30 ottobre 2021, salvo ulteriori proroghe.
- Per informazioni sull’effettiva operatività dei voli Covid-tested sulle tratte per le quali è in corso la sperimentazione, è necessario rivolgersi direttamente alle compagnie aeree.
- Modulo di localizzazione – digital Passenger Locator Form (dPLF)
A partire dal 23 marzo 2021, ai sensi dell’art. 2 comma 3 dell’Ordinanza del 9 marzo 2021, a tutti i passeggeri in ingresso in Italia attraverso i voli Covid tested, viene richiesto di compilare, prima dell’imbarco, un Modulo per la Localizzazione dei Passeggeri, denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF). Si tratta di moduli con cui vengono raccolte le informazioni di contatto dei passeggeri e le specifiche sull’indirizzo della loro permanenza in territorio nazionale per permettere all’Autorità Sanitaria italiana di contattarli tempestivamente qualora esposti ad una malattia infettiva diffusiva durante un viaggio in aereo. Sarà compito del vettore verificare l’avvenuta compilazione del dPLF prima dell’imbarco del passeggero. La mancata compilazione comporterà il diniego all’imbarco. I passeggeri sono inoltre tenuti ad adempiere agli obblighi di dichiarazione previsti dalla normativa (vedere paragrafi successivi) e sono sottoposti ad altro test all’arrivo nell’aeroporto di destinazione. Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare le Ordinanze su citate, il sito web del Ministero della Salute e le compagnie aeree interessate. 
Per compilare il dPLF è necessario:
- collegarsi al sito https://app.euplf.eu/
- seguire la procedura guidata per accedere al dPLF
- scegliere l'Italia come Paese di destinazione
- registrarsi al sito creando un account personale con user e password (è necessario farlo solo la prima volta)
- compilare e inviare il dPLF seguendo la procedura guidata
Una volta inviato il modulo, il passeggero riceverà all'indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione, il dPLF in formato pdf e QRcode che dovrà mostrare direttamente dal suo smartphone al momento dell’imbarco. In alternativa, il passeggero potrà stampare una copia del dPLF da mostrare all’imbarco.
Il dPLF andrà inviato obbligatoriamente prima dell’imbarco. Sarà comunque sempre modificabile il campo relativo al numero di posto assegnato sul volo.
È sufficiente compilare un unico dPLF per nucleo familiare.
Per maggiori informazioni consultare il sito Passenger Locator Form digitale Europeo.
Per informazioni dettagliate sulla compilazione obbligatoria dei Passenger Locator Forms si rimanda al sito web del Ministero della Salute.  

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