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A Parma, in un museo tutti i segreti della pasta

13 Settembre 2019
Lunga o corta, liscia o rigata, all’uovo o secca, industriale o artigianale: la pasta è nel dna degli italiani. Se l’amore per gli spaghetti fosse una religione – e in un certo senso lo è – San Pietro si troverebbe a Parma. Sono tanti i luoghi che rivendicano un legame speciale con la pasta, ma è Parma, la capitale della Food Valley e Città creativa Unesco per la Gastronomia, il vero baricentro della produzione.
Anche l’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo, la prima realtà in Italia a promuovere la cucina locale e la buona pratica oggi nota come km zero, ha la propria sede a Parma.
 
Venerdì 27 settembre la città ospiterà il Pastaria Festival 2019, l’evento gratuito di aggiornamento professionale organizzato dalla rivista Pastaria. Tra convegni, workshop, laboratori e presentazioni, il festival è un punto di riferimento per tutto il settore. Per saperne di più, www.parmacityofgastronomy.it.
 
 
Un pellegrinaggio nella terra della pasta parte dal Museo a essa dedicato, a Collecchio, a una ventina di km da Parma. Per raccontare la regina della tavola italiana è stato scelto un luogo come la Corte di Giarola, splendido complesso monastico sulle sponde del Taro e punto di passaggio della Via Francigena. I visitatori viaggiano nel tempo, dalla preistoria ai giorni nostri, fino a scoprire le tecnologie più moderne. Il Museo della Pasta condivide la location con il Museo del Pomodoro: mai matrimonio fu più riuscito.
 
 
Va ricordato che a Parma e provincia esiste un circuito di Musei del cibo legati al territorio unico al mondo. Oltre alla pasta e al pomodoro, infatti, troviamo il Museo del Parmigiano Reggiano, a Soragna; il Museo del Culatello di Zibello, il Museo del Salame di Felino, il Museo del Fungo Porcino di Borgotaro, il Museo del Vino, ospitato nella magnifica Rocca SanVitale a Sala Baganza, e naturalmente il Museo del Prosciutto di Parma, a Langhirano, probabilmente il prosciutto crudo più famoso e apprezzato d’Italia.
Infine, a Polesine Parmense si trova uno dei templi della cucina emiliana, il ristorante Al Cavallino Bianco (con annesso relais Corte Pallavicina), gestito con passione e competenza dal 1961 dalla famiglia Spigaroli: un luogo unico, in cui assaporare tutte le meraviglie visitate nei musei precedenti, e anche qualcosa in più.