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Dalla Deneuve a Elio e le storie tese, due settimane di concerti e incontri in un festival unico nel suo genere

Verona, patria della bellezza

di 
Tino Mantarro
24 Maggio 2018
C’è anche lei quest’anno a Verona, la più bella tra le belle, per una generazione intera il simbolo stesso della bellezza: Catherine Deneuve, una diva come un’opera d’arte. Del resto quale posto migliore per incontrarla e farsi raccontare la sua vita sfuggente e affascinante se non l’unico festival del panorama italiano dedicato espressamente alla bellezza?
 
 
APPUNTAMENTO A VERONA
Perché anche quest’anno – per ben due settimane dal 27 maggio al 10 giugno – Verona diventa la capitale della bellezza con un festival particolare, il Festival della Bellezza, giunto alla sua quinta edizione. Un evento tutto incentrato su produzioni artistiche originali che affrontano chi con musica, chi con parole, il tema della bellezza e delle sue possibili declinazioni. Ma se Catherine Deneuve è un po’ un simbolo, l’edizione di quest’anno ruota intorno al tema delle grandi innovazioni culturali degli anni Sessanta e Settanta focalizzandosi sulla nascita di una nuova forma d’arte, la canzone d’autore. Così al teatro romano di Verona – che non è l’arena, come qualcuno potrebbe pensare, ma una struttura del I secolo perfettamente funzionante che si trova nella parte settentrionale della città, ai piedi di colle San Pietro – ci sarà modo di ascoltare Gino Paoli (28 maggio), Ivano Fossati che il 29 maggio al Teatro Romano propone una riflessione sul teatro-canzone e Giorgio Gaber; Morgan (7 giugno) che terrà una lezione concerto incentrata su Fabrizio De André e la sua arte poetica, Goran Bregovic (8 giugno) con un’orchestra di flauti ed archi, Philip Glass (27 maggio) ed Elio e le storie Tese (9 giugno).
 
 
MUSICA E PAROLE, DI...
Ma l’appuntamento veronese non si limita ai concerti, per quanto sperimentali e innovativi. Al giardino Giusti c’è l’occasione di ascoltare filosofi, giornalisti e storici dell’arte raccontare le loro storie relative alla bellezza e alla creazione artistica. Così Philippe Daverio (5 giugno, al teatro romano) indaga le vicende di Vivaldi, Dante e Giotto come capostipiti dell’arte moderna; Massimo Cacciari (7 giugno, Teatro Filarmonico) le relazioni tra Beethoven, Chopin e la filosofia romantica, Alessandro Piperno il 3 giugno al Giardino Giusti mette in contrapposizione i fondatori del romanzo Stendhal e Flaubert. Spazio anche per il teatro, con Fabrizio Gifuni (1 giugno) racconta la sua esperienza teatrale rispetto a classici letterari, Luigi Lo Cascio e Gloria Campaner (2 giugno) portano in scena la poetica russa con Esenin e Rachmaninov. E poi certo, c’è lei, il 6 giugno al teatro romano, la diva Catherine Deneuve che dialoga con il critico cinematografico Gianni Canova. Catherine Deneuve ? «Oui, je suis Catherine Deneuve».