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Speciale Forlì: mostra “Art Deco. Gli anni ruggenti in Italia” ai musei di San Domenico

19 Aprile 2017
Forlì è una splendida città della Romagna che sorge nella Pianura Padana. Il ritrovamento di un’acropoli di più di 4000 anni fa e il passaggio degli etruschi e romani, fanno di Forlì una città di grande valore storico e culturale.E’ ricca di luoghi d’interesse, dalle architetture religiose, ai monumenti e musei. Forlì è una destinazione frequentabile durante tutto l'arco dell'anno. Nel periodo estivo, in particolare con la rassegna “Piazze d’Estate”, la città si anima di numerose iniziative culturali che consentono di “vivere” il centro storico attraverso l’accesso a luoghi normalmente non visitabili e la valorizzazione delle bellezze artistiche, anche negli angoli più sconosciuti della città. Merita sicuramente una visita il complesso museale del San Domenico, nel cuore del centro storico. Sede della sezione più antica della Pinacoteca, catalizzatore di visitatori grazie alle prestigiose mostre tenutesi in questi anni il complesso è destinato ad ospitare la celebre Ebe di Canova.

Dall’11 febbraio al 18 giugno 2017 i Musei San Domenico ospitano la nuova importante mostra “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia”.

Art Déco fu una tendenza mondana e internazionale con un fascino, un linguaggio e un gusto che ha caratterizzato la produzione artistica italiana e internazionale negli anni Venti e nei primi anni Trenta.

Questo stile, dai tratti nettamente riconoscibili, ha influenzato su vari livelli tutta la produzione di arti decorative e non solo: dall’arredamentoalle ceramiche, dall’oreficeria ai tessuti ma anche le automobili, i poster pubblicitari, la scultura e la pittura. 

La mostra ha una declinazione soprattutto italiana, che attesta il contributo alla nascita del nostro “Made in Italy”. E’ la prima volta che in Italia viene allestita una mostra così ricca di opere dei gradi artisti di quel periodo storico.

Obiettivo dell’esposizione è mostrare ai visitatori la qualità, l’unicità e l’importanza che le arti moderne hanno avuto per la nostra cultura artistica. All’epoca infatti non mancarono le influenze e le corrispondenze con il cinema, il teatro, la letteratura, le riviste, la moda e la musica. 

La mostra è curata da Valerio Terraroli, con la collaborazione di Claudia Casali e Stefania Cretella, ed è diretta da Gianfranco Brunelli. Il prestigioso comitato scientifico è presieduto da Antonio Paolucci.
 
 
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