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Un'azienda marchigiana che ha scelto di valorizzare i vitigni autoctoni

Cantina Terracruda – Società Agricola in Fratte Rosa

8 Novembre 2019
La Cantina Terracruda ha origini recenti, ma la passione che la anima ha radici antiche. Nasce dall’unione e dalle idee di tre soci che hanno seguito la loro vocazione credendo nelle potenzialità di un territorio, nel quale la produzione di vino era prevalentemente realizzata a carattere familiare.

Senza dimenticare le proprie origini, ma con lo sguardo rivolto al futuro, il progetto parte nel 2000 con l’acquisizione di oltre 20 ettari di vigneti, di cui 10 già impiantati con uve autoctone, e altri 10 rimpiantati con varietà locali, in particolare l’uva Aleatico, utilizzata per la produzione della Doc Pergola. L’attività si concretizza nel 2005 quando la Cantina Terracruda, sotto la guida dell’enologo Giancarlo Soverchia, inizia a vinificare internamente in una struttura nuova e tecnologicamente avanzata, con l’intento di unire tradizione e innovazione. Un territorio che è crocevia per la produzione di vini di qualità.



Qui, infatti, è possibile produrre tutte e tre le Doc della provincia di Pesaro e Urbino: il Bianchello del Metauro, il Colli Pesaresi Sangiovese, l’Aleatico di Pergola. Terracruda ha scelto di valorizzare solo i vitigni autoctoni, che meglio esprimono l’essenza del territorio, avviando la produzione di vini Doc e recuperando antichi uvaggi locali, ormai quasi del tutto scomparsi. Vigneti coltivati con metodologie a basso impatto ambientale, accuratamente selezionati e vendemmiati a mano, nel rispetto della terra e del suo frutto più prezioso, l’uva, per regalarvi ogni giorno un sorso di questa terra.



I principi di sostenibilità ambientale che ci guidano non potevano che spingere a costruire la cantina sotto il livello del terreno, così da preservare la bellezza del paesaggio circostante, ed ottenere, allo stesso tempo, un notevole risparmio energetico, mantenendo costante la temperatura lungo tutto l’arco dell’anno, in modo naturale. La struttura è stata concepita al fine di permettere che le operazioni sui grappoli e la prima parte della vinificazione sia effettuata, nel prossimo futuro, direttamente sul tetto della cantina, così da riempire le cisterne con il mosto per caduta, sfruttando la forza di gravità senza dover ricorrere a pompe a pressione, con il doppio vantaggio di un risparmio energetico e di una qualità più elevata.



La Cantina Terracruda può vantare le migliori tecnologie e i prodotti di vinificazione più innovativi, pur cercando di mantenere uno stretto contatto con il territorio e la tradizione del fare. La selezione delle uve è uno dei punti cardine della produzione. I vigneti sono stati realizzati con impianti che vantano una densità di 5.500 piante ad ettaro. Questo permette di ovviare a molti degli imprevisti dettati dalla stagionalità, effettuando un primo diradamento (nei casi di eccessiva produzione) in primavera inoltrata, e poi di svolgere la vendemmia in differenti fasi manuali che permettono di selezionare le uve in base alla reale maturazione e qualità, e di utilizzarle, quindi, in maniera distinta per la produzione delle varie tipologie di mosto/vino. 

L’integrità e la lavorazione immediata delle uve sono altri punti di forza per chi mira alla massima qualità. Per prevenire processi ossidativi (a causa della rottura degli acini) e prefermentativi (nelle giornate di autunno ancora calde) la vendemmia è svolta esclusivamente a mano in piccole casse. Le uve raccolte nei vigneti, che sono molto vicini alla cantina, vengono trasportate in continuazione e lavorate immediatamente. Una volta all’interno della cantina la selezione continua tramite un tavolo vibrante, per eliminare impurità di ogni genere, e un tavolo di cernita, in cui si selezionano le uve manualmente, così che si utilizzino solo i grappoli migliori e al giusto livello di maturazione per produrre i vini di qualità dell’azienda. Questa tecnica tradizionale, che in passato era svolta manualmente, è stata rivisitata in maniera moderna dalla cantina, su idea dell'enologo Soverchia, attraverso la creazione e l’utilizzo di un apposito follatore meccanico che consente di mescolare il mosto manualmente e di aumentare lo scambio di sostanze senza rovinare l’integrità delle uve.
 
 
L'attività di Terracruda oltre ad utilizzare energie da fonti rinnovabili è anche in totale conversione biologica dal 2017: il prossimo anno potrebbe dunque ottenere la certificazione biologica.
 
INFORMAZIONI
Tutte le informazioni sul sito web Terracruda.
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