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Molise, Emilia Romagna, Veneto e Croazia i protagonisti di Innocultour

Un progetto transfrontaliero europeo svela i tesori meno conosciuti dell’Adriatico

20 Settembre 2019
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Scoprire le perle della costa adriatica, lontano dai flussi turistici maggiori: è questo l’obiettivo del progetto Interreg Italia-Croazia INNOCULTOUR, che coinvolge partner istituzionali e operatori turistici di entrambi i Paesi. Come spiegano i promotori del progetto: "vogliamo valorizzare siti di indubbia rilevanza culturale e ambientale, ma meno noti al grande pubblico, situati lungo la costa adriatica in Italia e Croazia. Un modello che possa integrare le opportunità più tradizionali di fruizione delle bellezze locali con le possibilità offerte da nuove tecnologie e dall’industria creativa. Fondamentale è il supporto di chi opera nel settore museale e turistico: la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale è infatti una preziosa leva per uno sviluppo sostenibile ed equilibrato".
 
Oltre a una fruizione “tradizionale” dei luoghi d’arte e di cultura, il progetto sta investendo anche sullo sviluppo di innovazioni tecnologiche che rendano la visita turistica ancora più accattivante e coinvolgente. Grazie ad INNOCULTOUR, per esempio, i visitatori del Museo Civico della Laguna sud di Chioggia e del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo possono godere di un’esperienza unica grazie a delle “guide hi-tech” attivate dalla presenza di beacon, che sfruttano la tecnologia Bluetooth per fornire ai visitatori curiosità, approfondimenti culturali e notizie utili per godere appieno dell’esperienza museale. Le due sedi espositive hanno inoltre la particolarità di essere collegate da una ciclovia: un’esperienza sulle due ruote, totalmente sostenibile e assolutamente accessibile anche per i visitatori “meno allenati”, che garantisce un’opportunità straordinaria di esplorazione di un territorio ricco di bellezze naturalistiche.

I LUOGHI DEL PROGETTO
Si parte dal Molise con un’esplorazione della Rete Musei e Castelli del Fortore molisano (Comuni di Campobasso, Campolieto, Gambatesa, Jelsi, Riccia, Tufara). Il Museo Etno-Antropologico di Campolieto, per esempio, sede di un’esposizione dedicata all’oggettistica della tradizione popolare ma anche di una curiosa mostra permanente di fuochi pirotecnici, ha investito in una serie di nuove tecnologie che accompagnano i visitatori con un originale  approfondimento interattivo (una vetrina olografica con contenuti multimediali, tablet che fungono da audioguida e traduttori simultanei oltre a visori VR per la realtà aumentata). Mentre il MUGET – Museo di Comunità della Festa del Grano di Jelsi è ospitato nello splendido Convento di Santa Maria delle Grazie e fornisce un’esplorazione completa delle opere realizzate interamente a mano con l’utilizzo del grano per le celebrazioni della Festa di Sant’Anna, in particolare quelle legate alla rituale sfilata processionale dei carri (che si svolge da oltre 200 anni). Il visitatore viene guidato nel percorso da tablet audioguida/traduttori simultanei, un proiettore di ologrammi 3D e una postazione touchless.
 

Si passa poi per l’Emilia-Romagna, con una sosta al MUSA – Museo del Sale di Cervia (Ra) e al Museo del Bosco e del Cervo di Mesola (Fe). Nel primo la visita è arricchita da venti dispositivi beacon a cui si aggiungono venti visori 3D totalmente compatibili con gli smartphone. Per stuzzicare la curiosità dei visitatori più giovani, è stata anche creata una app game associata a un percorso ludico didattico. Nel secondo invece, ospitato nel Castello di Mesola, sono stati realizzati venti beacon, complessi sistemi di videoproiezione per la visualizzazione in 3D e una decina di visori 3D compatibili con gli smartphone dei visitatori. 
 


L’immaginario tour prosegue lungo le coste del Veneto, con due tappe suggestive e ricche di storia: il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo e il Museo Civico della Laguna sud di Chioggia. Nel primo, ospitato nell’ex Monastero Olivetano di San Bartolomeo (fondato nel XIII secolo), concezione e allestimento sono innovativi: oltre alla tradizionale serie di vetrine e reperti archeologici, infatti, sono presenti fedeli riproduzioni con cui interagire, ambientazioni scenografiche, installazioni multimediali, diorami e modelli in scala che accompagnano i visitatori fra le vetrine con i reperti originali dal II millennio a. C. alle soglie dell’età moderna. Il secondo espone collezioni archeologiche ed etnografiche di ambito lagunare. 


Una volta attraversato il confine, la Croazia accoglie i visitatori portandoli alla scoperta del Museo di Storia Naturale di Rijeka e il Castello Zrinski. L’attrazione principale è sicuramente costituita “The Deep – La diversità della vita marina”, un viaggio sensoriale alla scoperta della flora, della fauna e dei minerali marini della regione di Rijeka (Fiume), dove è stato creato un nuovo percorso dedicato all'orso delle caverne e un secondo consacrato al proteo, stranissimo anfibio abituato all'oscurità delle grotte. Il “viaggio” si chiude idealmente con l’esplorazione di quattro etno-villaggi nell’isola di Hvar (Humac, Velo Grablje, Malo Grablje, Rudine), che in realtà possono essere “visitati” anche grazie a un’installazione presente nel Museo di Stari Grad dell'isola di Hvar. Lo scenario riproduce una “passeggiata virtuale” in cui il visitatore può attraversare i singoli villaggi o l’intero gruppo. Per ognuno, sono evidenziati la cultura e il modo di vivere, l'architettura, la gastronomia e l'agricoltura, o il patrimonio culturale e naturale. 
 

 
INFORMAZIONI
Sito web www.italy-croatia.eu/web/innocultour.
L’iniziativa è promossa da Delta 2000 Società Consortile ar.l (lead partner), Regione del Veneto, Regione Molise, RERA – Agenzia di sviluppo della regione di Spalato e della Dalmazia, NHMR – Museo di Storia naturale di Rijeka.
 
 
 
 
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