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Presto i test a Parigi per un bus elettrico che si ispira ai mezzi su rotaia

Un po' bus un po' tram: ecco Aptis, il mezzo del futuro

di 
Renato Scialpi
14 Marzo 2017
È un autobus, un tram o – magari – il vagone di una metropolitana leggera? A prima vista il dubbio è legittimo, perlomeno nel veder doppiare l'angolo di una strada da parte del prototipo dell’Aptis, innovativo progetto di veicolo per il trasporto urbano di passeggeri. La doppia cabina di guida alle due estremità, prima di tutto, fa pensare a un tram, come pure il ronzio del motore elettrico che accompagna l’avanzare di un autobus in grado di affrontare le curve con agilità insolita. Le quattro grandi ruote all’estremità, però, sono quelle di un autobus, sebbene siano tutte e quattro sterzanti; quanto alla disposizione di finestrini e portiere l’apparenza è quella del vagone di una metropolitana leggera.
 

ALIMENTAZIONE ELETTRICA MULTIMODALE
In realtà ai tecnici della francese Alstom-Ntl che l’hanno sviluppato poco importa della categoria di veicoli in cui può essere inquadrato l’Aptis. Al centro del progetto c’è un nuovo modo di far viaggiare i passeggeri in ambito urbano. Prima di tutto dal punto di vista della sostenibilità: il motore è esclusivamente elettrico e i suoi 180 kW sono alimentato da batterie che garantiscono 200 chilometri di autonomia dopo una ricarica della durata di sei ore. In alternativa è l’Aptis stesso a ricaricare ciclicamente gli accumulatori al capolinea, connettendosi alla rete elettrica attraverso un sistema capacitivo inserito nell’asfalto dello spazio su cui il mezzo resta in sosta.

 
IL PUNTO DI VISTA DEL PASSEGGERO
L’altezza da terra ridotta (33 cm) e il doppio portellone laterale, del tipo usato su tram e metropolitane, garantiscono inoltre ai 90-100 passeggeri dell’Aptis una facilità di accesso (anche a carrozzine e passeggini) e un comfort che – come le ampie superfici vetrate – oggi ben pochi autobus urbani possono offrire. In più, la scelta delle quattro ruote sterzanti a controllo elettronico garantisce che il mezzo, lungo 12 metri, possa svoltare con grande facilità anche in strade strette, evitando sussulti e strattoni a chi è a bordo. Senza dimenticare la possibilità di accostarsi con estrema precisione al filo dei marciapiedi in corrispondenza delle fermate.

 
PRIMO TEST A PARIGI, DOPO L’ESTATE
Detto che, già in un prossimo futuro, le postazioni dell’autista alle due estremità dell’Aptis potrebbero scomparire, sostituite da un sistema di guida autonoma, i primi utenti a poter valutare luci e ombre del veicolo saranno i parigini. Nella seconda metà del 2017, infatti, la società di pubblico trasporto della capitale francese Ratp sottoporrà a test di collaudo l’Aptis per valutarne appieno le potenzialità. Ma in lista d’attesa per mettere su strada questo nuovo concetto di trasporto urbano ci sono molte altre città di Olanda, Belgio, Germania e Spagna. La richiesta di bus elettrici, in Europa, è sulla soglia di una crescita vertiginosa. E dai 150 mezzi di cui è prevista la messa in linea nel 2018 si dovrebbe passare a 3500 bus elettrici nel 2020 e a più di settemila nel 2025.