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Parte la campagna di 100 associazioni europee per salvare la Direttiva acque

Un mondo senza birra? Possibile, se non salviamo le nostre acque

15 Ottobre 2018
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Un mondo senza birra? Ci sono molte cose che finiscono dentro la vostra birra preferita, ma una sola è fondamentale: la buona qualità dell'acqua! Riuscite a immaginare un mondo in cui la vostra birra preferita abbia un aspetto, un odore e un sapore di acqua sporca? O peggio un mondo in cui, al posto di un boccale fresco e dissetante, vi venga servito solo un mucchietto di luppolo secco?
 
Ovviamente è una provocazione, ma non così lontana dalla realtà. La Direttiva sulle Acque europee è una legge molto forte dell'Unione Europea che protegge fiumi, ruscelli, zone umide, acque costiere e falde acquifere. Secondo questa legge, che tutti i Paesi membri devono implementare, entro il 2027 i Paesi dell'Unione Europea devono riportare le proprie risorse idriche a un buono stato di salute. Nonostante questo, l'inquinamento sta peggiorando sempre di più; e ora molti Stati membri voglio addirittura modificare la Direttiva, indebolendone la forza legislativa. 

FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE!
Ecco perché le associazioni che hanno a cuore l'ambiente, come il Touring Club Italiano, si sono messe d'accordo per far sentire la voce dei cittadini alla Commissione Europea affinché continui a difendere le nostre acque. Basta compilare il form che vedete qui sotto: il Touring manderà le firme alla Commissione, per fare capire quanto gli europei tengano a preservare le loro acque. Basta leggere le risposte alla consultazione europea, già precompilate all'interno del form qui sotto, e aderire mandandoci i vostri dati; penseremo noi a inoltrare la vostra posizione all'Europa. Proteggiamo insieme le acque europee!
 

CHI ADERISCE ALLA CAMPAGNA
Alla Campagna #ProtectWater lanciata aderiscono 100 ONG europee e nel nostro Paese la Coalizione “Living Rivers” Italia (19 tra enti e associazioni: AIPIN, APR, ARCI, Associazione Watergrabbing, CATAP, CIRF, Federazione Pro natura, FIPSAS, INU, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, LIPU, SIEP, SIGEA, Spinning Club Italia, Slow Food, Touring Club Italiano e WWF). La Campagna europea è guidata da WWF, European Environmental Bureau, European Anglers Alliance, European Rivers Network e Wetlands International, che insieme formano la coalizione “Living Rivers” Europe. La consultazione, che si protrarrà fino al 4 marzo 2019, rappresenta l'unica opportunità per i cittadini di esprimere la propria opinione e la Campagna #ProtectWater fornisce uno strumento facile per esprimere il proprio sostegno perché questa legge rimanga forte ed efficace.
 
 
FIUMI A RISCHIO
Gli ecosistemi di acqua dolce sono i più minacciati sul pianeta e la situazione non è diversa in Europa. Oggi il 60% delle acque in Europa non è in buono “stato di salute” dato che gli Stati membri hanno permesso di sovrasfruttare questa risorsa causando danni permanenti alle ‘fonti’ principali costruendo anche dighe e altre infrastrutture distruttive insieme a un'agricoltura insostenibile. Tramite la consultazione pubblica gli Stati membri hanno convenuto di porre fine a questo aspetto e di raggiungere "un buono stato" per le loro acque al più tardi entro il 2027 (la scadenza originale del 2015 non è stata rispettata). Il nodo non è cambiare la Direttiva, ma applicarla correttamente e pienamente in tutti gli Stati Membri. Il 2027 è anche indicato ironicamente dalla Campagna #ProtectWater come "data di scadenza" immaginaria per una birra di qualità.
 
 
FIUMI ITALIANI: MENO DELLA METÀ IN BUONO STATO
La situazione delle nostre acque interne è allarmante: solo il 43% dei 7494 fiumi considerati è in un “buono stato ecologico”, come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), mentre il 41% è ben al di sotto dell’obiettivo di qualità e un 16% non è stato nemmeno classificato. Ancora più grave la situazione dei 347 laghi, di cui solo il 20% è “in regola” con la normativa europea. La fauna ittica ne è un indicatore: su oltre 80 specie di pesci, il 52% non appartiene alla fauna nostrana (alloctona) e nel restante 48% molti pesci sono estinti o sull’orlo dell’estinzione. Non va meglio per le acque sotterranee dove solo il 57% dello stato chimico degli 869 corpi idrici considerati è buono, e una gran parte non è nemmeno classificato.
 
Stiamo pagando il ritardo nell’applicazione di una tra le direttive più importanti per la protezione dell’ambiente anche con procedure di infrazione avviate o giunte al termine come la condanna per gli oltre 70 centri urbani sprovvisti di reti fognarie o di sistemi di trattamento delle acque di scarico in rappresentanza di 18 regioni. Basterebbe riqualificare i nostri fiumi e laghi con una diffusa attività di rinaturazione, grazie all’obbligo imposto alle Regioni (L. 133/2014) di impiegare il 20% di finanziamenti della difesa del suolo per interventi integrati per il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità e promuovendo “infrastrutture verdi”, come previsto dalla risoluzione della Commissione europea (2013/249).

Info: livingrivers.eu.
 
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