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Bici o escursionismo? Italia o estero? Estate o inverno? Conferme e sorprese dalla nostra community

Turismo attivo: i risultati della nostra indagine

di 
Centro Studi Tci
1 Aprile 2019

Chi è il turista attivo oggi in Italia? Abbiamo chiesto alla nostra community di compilare un questionario online: ecco qualche risultato interessante estrapolato dalle oltre 1.500 risposte ricevute.

FARE SPORT NELLA VITA QUOTIDIANA
Per comprendere meglio motivazioni e comportamenti dei turisti attivi, è importante cogliere anche le loro abitudini nella vita quotidiana per verificare se ci siano fattori “facilitanti” che possano spingerli a scegliere questa tipologia di vacanza: il livello di “sportività” – ovvero la frequenza con la quale si pratica attività fisica – è sicuramente un importante elemento di analisi. A questo proposito, lo Special Eurobarometer della Commissione Europea Sport and Physical Activity (2014) permette una panoramica interessante sulle abitudini della popolazione della UE28: emerge che il 41% fa sport regolarmente, o con una certa regolarità, il 17% raramente e il 42% mai. Sempre in tale contesto, i dati riferiti all’Italia segnalano una situazione poco brillante: gli sportivi regolari sono solo il 30%, i saltuari il 10% e i sedentari addirittura il 60%.
 
Il profilo della community Touring interpellata – composta da circa 300mila persone iscritte alla newsletter dell’associazione – è certamente diverso: il 45% delle persone infatti effettuano attività fisica saltuariamente, il 44% regolarmente, mentre solo una minoranza non vi si dedica mai (11%). Nonostante ciò, è possibile apprezzare comunque delle differenze tra chi ha dichiarato di aver fatto negli ultimi 3 anni una vacanza attiva (64%) e chi dice di non averla fatta (36%): coloro che praticano turismo attivo fanno sport regolarmente nel 51% dei casi contro il 33% di chi invece non si dedica a questo tipo di viaggi. In particolare, tra i turisti attivi, la quota di sedentari scende al 6%, mentre sale al 20% tra chi dice di non aver fatto questa esperienza.

Un primo dato rilevante, dunque, è che l’abitudine a svolgere attività fisica nella vita quotidiana è un elemento facilitante per il turismo attivo. Ciò lo si comprende anche “in negativo” analizzando le motivazioni di chi non ha mai effettato una vacanza del genere: la prima risposta (33%) è “Non credo di aver la forma fisica necessaria”, seguita da coloro che a prescindere dicono che “Non è una forma di turismo che mi interessa” (31%).



VACANZE A PIEDI, POI SPORT INVERNALI E BICI
 

Il Touring Club Italiano sostiene i borghi dell’entroterra

SCOPRILI TUTTI
Tra le diverse attività praticabili, dalla survey emerge la predilezione per le vacanze a piedi, ovvero trekking, escursioni, cammini (67%, possibili più risposte), seguite a distanza dagli sport invernali (31%) e dai tour in bicicletta (24%). Altre tipologie come vacanze in barca a vela (19%), arrampicata (5%), turismo a cavallo (2%) e turismo del golf (1%) presentano preferenze molto inferiori.
 
La forte prevalenza dei viaggi a piedi è forse collegata anche alla maggior economicità di questo tipo di turismo che, benché richieda comunque un equipaggiamento idoneo, presenta sicuramente costi inferiori rispetto alla pratica degli sport invernali e ai tour in bici. Detto questo, la motivazione prevalente per effettuare una vacanza attiva ha poco a che fare con sport e competizioni (1%) o con la sfida con sé stessi (2%) ma ha perlopiù l’obiettivo di scoprire i territori in modo differente (43%), di soddisfare una passione (28%) e di stare in salute mantenendo il benessere psicofisico (26%).
 
Per quanto riguarda le destinazioni scelte, gli appartenenti alla community del Touring associano la pratica del turismo attivo all’Italia: il 50% ha scelto per i propri viaggi esclusivamente il Bel Paese (50%), il 42% sia destinazioni italiane sia straniere e appena il 9% soltanto l’estero.



WEB, CARTA E FAI DA TE
Un elemento interessante è rappresentato dai canali attraverso cui i rispondenti hanno reperito informazioni utili per farsi ispirare e pianificare il viaggio. Se chiaramente nel complesso sono gli strumenti digitali a essere i più utilizzati (siti web, social media e forum), si segnala come le pubblicazioni – cartacee e digitali (42%) – superino i siti web di destinazione (41%), quelli di operatori che si occupano del tema (29%) o le community on line (20%). Solitamente, invece, nelle altre rilevazioni condotte sulle vacanze estive, i siti web sono sempre preferiti alle pubblicazioni: probabilmente, nel caso del turismo attivo, la specializzazione e l’autorità riconosciute a un prodotto editoriale è un elemento importante cui fare affidamento.
 
Questa esigenza di informazione specializzata non sembra però riflettersi in un rapporto più stretto con l’intermediazione, vista la quota modesta di coloro che si rivolgono ad agenzie e TO (18%), in linea con quanto succede per altre tipologie di vacanza. Ciò fa supporre che al momento i rispondenti non assegnino particolare importanza al ruolo di questi operatori, non vedendone probabilmente un vero valore aggiunto nell’organizzazione della loro vacanza attiva. L’unico elemento che può spiegare il ricorso all’intermediazione è quello del turismo outgoing: tra chi si è rivolto a un’agenzia o a un TO, infatti, solo il 33% ha scelto mete italiane rispetto al dato di tutti i rispondenti pari al 50%.

CON CHI E QUANDO PARTIRE?
Un aspetto interessante di questo tipo di viaggio è la scelta delle persone con cui si parte: il nucleo familiare allargato agli  è la “configurazione” più frequente (40%) seguita dal nucleo familiare ristretto (36%), dal gruppo di amici (15%) e dalle vacanze in solitaria (10%). Analoghe rilevazioni sulle vacanze estive condotte dal TCI sulla sua community mettono in evidenza, invece, un’assoluta prevalenza di viaggi con il nucleo familiare ristretto (65%) e una sostanziale minor rilevanza di tutte le altre opzioni.

Un elemento importante è che la vacanza attiva è considerata perlopiù come una vacanza aggiuntiva rispetto a quella principale (55%) mentre per il restante 45% costituisce invece il “viaggio dell’anno”: ciò chiaramente ha un’influenza diretta sulla decisione di quando partire. Se l’estate (57%) infatti è per tutti il periodo preferito per fare turismo attivo, tale percentuale scende al 46% per chi lo considera un viaggio “in più”, con un processo di destagionalizzazione a favore di primavera (30%) e inverno (16%), mentre sale al 70% per coloro che lo intendono come il viaggio principale a scapito di primavera (16%) e inverno (7%).



IL PRIMATO DEL TRENTINO ALTO ADIGE
Per quanto riguarda la scelta delle strutture ricettive, non ci sono sostanziali differenze – almeno nelle prime posizioni – rispetto ai viaggi tradizionali: la ricettività alberghiera (40%) è la più utilizzata, seguita dalle case in affitto, di proprietà o di amici/parenti (complessivamente 28%). Si riscontra invece una maggior incidenza di campeggi (12%) e agriturismi (9%).
 
Infine, abbiamo chiesto alla nostra community di segnalare le prime tre regioni italiane alle quali associare una vacanza attiva: al primo posto figura il Trentino-Alto Adige (71%), a grande distanza Toscana e Valle d’Aosta (entrambe al 29%) e Veneto e Lombardia (entrambe al 19%).

 
 
 
 

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