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Alla scoperta della città dell'Andalusia tra grandi classici e consigli per sfuggire dalla massa dei turisti

Tre giorni a Granada: che cosa vedere

di 
Tino Mantarro
14 Maggio 2018
Dici Granada e pensi l’Alhambra. Difficile che al citare la città andalusa qualcuno non risponda: «Ah l’Alhambra, che spettacolo, che magnificenza, che bellezza». In parte fortezza, in parte palazzo reale, in parte immenso giardino, in parte sfondo ideale (si fa per dire) per selfie vista Sierra Nevada, l’immenso complesso che ha rappresentato l’ultimo ridotto di secoli di dominazione musulmana sulla Spagna è “quel che si deve vedere a Granada”, difficile andarci senza visitarla.

Anche se adesso per accedere bisogna ricordarsi di prenotare con grande anticipo sul sito dedicato, oppure affidarsi alla lotteria e sperare che la sera prima si trovino ancora dei biglietti per le visite. Altrimenti, va detto, non tutto è perduto. Anche se non si potrà accedere ai sontuosi palazzi si può comunque salire nella rossa (Alhambra significa infatti la rossa) cittadella araba per apprezzare e da vicino la sua monumentalità e per ammirare il paesaggio sulla città dalle sue mura.
 

 
Ma Granada è molto, molto di più che una visita all’Alhambra e una passeggiata per l’Albaicin, che di norma è quel che ci concede la maggioranza dei turisti che affronta l’Andalusia con stile giapponese: cinque giorni, tre città - SivigliaGranadaCordoba - e se capita che fai, non ti fermi a Ronda o non fai un salto al mare, a Malaga? Ecco invece alcuni consigli per tre giorni tre da passare con gran godimento (degli occhi e del palato) nella gioiosa Granada, una città oggettivamente piccola ma assai ricca di cose da scoprire. Dunque, che cosa vedere a Granada in tre giorni?
 
VENERDÌ
Mattina
Certo, l’Albaicin, l’antico quartiere arabo con le sue stradine, la vista della Alhambra che gioca a nascondino tra le giravolte dei camminamenti mentre si sale sulla collina e la Sierra Nevada che domina il tutto è da vedere obbligatoriamente.
 

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Però una volta spuntato l’Albaicin dalla lista – salendo a S. Salvador e prendendo un caffé a Plaza S. Nicolas - meglio continuare a camminare e salire verso il Sacromonte attraversando l’omonimo rione, quello storicamente abitato dai gitani, che poi amministrativamente è parte dell’Albaicin. Qui si può venire di giorno per farsi un’idea di questa strana realtà fatta di case che chiudono le imboccature delle grotte, di terrazzi bianchi e pale di fichi d’india rinsecchiti, magari unendo anche una bella passeggiata (faticosa) fino al Ermita de San Miguel Alto, il punto più alto di Granada che originariamente era una moschea. Altrimenti il Sacromonte è da vedere la sera, rigorosamente a orari abbondantemente spagnoli, ben dopo la mezzanotte quando tante cuevas si trasformano in bar d’altri tempi dove va di scena il flamenco, quello meno turistico, più vagabondo, come è nella sua anima.
 
Pomeriggio
Se l’Alhambra la visitano tutti, ma proprio tutti, la Cattedrale di Granada (Gran Vía de Colón, 5) spesso viene saltata. Almeno esteriormente è davvero uno spettacolo con la sua foggia rinascimentale, mentre all’interno – va detto – è un po’ deludente, anche se in estate è uno dei luoghi più freschi di una città altrimenti arroventata. Da non perdere invece la Capilla Real, dove riposano le spoglie di Isabella I di Castiglia e il marito Ferdinando II d’Aragona, artefici della Reconquista. È un esempio di quello che chiamano gotico isabellino, ma soprattutto è uno dei pochi monumenti spagnoli che non ha subito cambiamenti posteriori specie nel "nefasto" periodo barocco che ha appesantito qualunque chiesa o palazzo della penisola iberica di un sovrappiù di statue e decorazioni.
 

 
Sempre in tema di chiese non commettete l’errore di non visitare il Monasterio de San Jerónimo. Se guardate una mappa di Granada è un poco fuori dal centro, ma in realtà il centro è piccolo, e in quarto d’ora ci si arriva. Monastero di clausura ancora funzionante, poco visitato, conserva un’atmosfera d’altri tempi, capita di passeggiare nel chiostro in splendida solitudine sentendo le monache che chissà dietro quale grata intonano orazioni. L’interno della chiesa poi è una esplosione di decorazioni, statue e intarsi che lascia davvero stupiti.
 
Sera
Alzi la mano chi conosce un gruppo musicale spagnolo contemporaneo. La verità è che la musica rock spagnola in Italia non la ascolta nessuno. Forse qualcuno, ma pochi, al massimo conosce Los Planetas per averli visti in qualche edizione del festival di Bénicassim. Eppure, vuoi perché è una città studentesca, vuoi perché è figlia della tradizione gitana e del flamenco per cui sì la città va famosa, Granada in Spagna è conosciuta come la città della musica indipendente, una specie di Liverpool andalusa, dove ogni bar per anni era conosciuto per i concerti che organizzava.

Nulla di oceanico, intendiamoci: se nessuno li conosce un perché ci sarà, però è interessante ripercorrere i passi di questa storia alternativa della città, per esempio seguendo la Ruta del Rock suggerita dell’ente del turismo locale. Chi invece la Granada musicale forse la conosceva è Joe Strummer, leader dei Clash, che a Granada venne di proposito in cerca di ispirazioni sonore e tornò più volte. Un buon posto per iniziare può essere Lemon Rock Bar & Hostel (Montalbán, 6), un ostello di quelli che vanno di moda adesso dove tutti i giorni ci sono piccoli live gratuiti.
 
SABATO
Mattina
Un tempo lì era tutta campagna, così campagna che la famiglia del poeta Federico García Lorca aveva nella zona la sua casa estiva. Lì oggi è il quartiere di Camino de Ronda, dove il poeta passò le sue ultime dieci estati, prima di essere ucciso dai franchisti durante la Guerra Civile. Rifugio necessario per le sue scritture, nella Huerta de San Vincente (che oggi si raggiunge con una passeggiata di una mezz’ora dal centro) scrisse Romancero Gitano e La casa de Bernarda Alba. E qui adesso si trova il Centro Federico García Lorca, dove apprendere migliorare le vostre conoscenze sul più importante poeta spagnolo della Generacion 27 (huertadesanvicente.com).


 
Pomeriggio
Già al secondo giorno di Granada non ne potrete più delle viuzze strette e tuttavia suggestive dell’Albaicín: troppi turisti, troppi giapponesi e anche troppe salite. Ma oltre al centro storico – anch’esso invaso, specie sabato e domenica – ci sono a pochi passi altri quartieri da vedere nella piccola Granada, come il Realejo oggi battezzato come Chuecalejo o Hipsterlejo, ovvero un quartiere che riesce a essere sia alternativo che di moda.

Un posto tranquillo, con qualche monumento – come l'antica residenza delle regine di Granada, il Cuarto Real de Santo Domingo (Plaza de los Campos, 6) oppure la chiesa di S. Domingo (plaza S. Domingo) – ma con una atmosfera tutta da gustare fatta di negozi alternativi e una manciata di rilassati bar dove non si incontrano i soliti ragazzetti americani che affollano il centro.
 
 Sera
Granada è la città dove il concetto di “ir por tapas”, andar di bar in bar a bere un bicchiere e pasteggiare qualcosa è una specie di religione laica. È una delle ultime città, anzi forse l’unica, dove la tapa è tutt’ora offerta dal bar, viene automaticamente con la birra, il vino, il vermut o quel che volete. E non sono due patatine e tre olive, come un aperitivo qualunque: sono tapas elaborate, ricche e abbondanti che saziano occhi e gola.

Consigliare dove andare è come chiedere a un napoletano dove si mangi la miglior pizza in città: certo, ci sono i locali storici, ma ognuno ha la sua idea personale, il luogo del cuore. Per cui mettete da parte Tripadvisor, seguite l’istinto, e provateli tutti. Qui quattro suggerimenti assolutamente personali e criticabili da cui iniziare.
 
È in una zona turistica, forse è esso stesso turistico, però pazienza: provate l’ensalidilla russa, o i boquerones fritti del restaurante Oliver (Plaza Pescadería 12), quello che vedete adesso è la versione moderna di un piccolo baretto dove andavano a mangiare i lavoratori del mercato. Non distante, anche non facile da trovare, in Calle San Sebastián 4 il bar Aliatar è uno di quei posti che potrebbero benissimo trovarsi a New York, solo che sono a Granada, per cui tutto (la specilità sono panini) ha un prezzo assai basso e le porzioni sono assai generose. Poco più distante, in una zona assai poco turistica ecco La esquinita de Javi che ha due locali, uno minuscolo (plaza Mariana Pineda), antico, l’altro grande e moderno (plaza del Campillo Bajo), più un ristorante che un bar: in entrambe si mangiano tapas di pesce che sembra di stare al mare. Oppure alla Taberna Granados (Carrera de la Virgen 44), aperta nel 1922, dove lontano dalle folle provare un Vermut o ancor meglio un “Vino con mejorana”. Ah, ovunque andiate non dimenticate di assaggiare la birra locale, che ovviamente – come poteva essere altrimenti – si chiama Alhambra.
 
DOMENICA
Mattina
La Fundación Rodríguez Acosta (callejón de los Niños del Rollo, 8) è un luogo poco frequentato anche dagli stessi granadini: un palazzo con un grande giardino ideato dello sculture José María Rodríguez-Acosta all’inizio del secolo scorso come suo rifugio e come atelier permanente dove creare le sue opere. Oltre 3mila metri quadrati dove stile modernista e ispirazione architettonica islamica convivono con angoli di ispirazione classicista, impreziosite da una collezione archeologica donata da uno studioso spagnolo, Manuel Gómez-Moreno.

Ci si arriva risalendo il Realejo dalle scalette che portano al hotel Alhambra Palace, una costruzione che sembra abbastanza fuori luogo specie per le sue dimensioni, ma è uno storico hotel con oltre un secolo di storia e una vista spettacolare dalla piccola terrazza del suo bar dove fermarsi a bere un caffé. Dopo si può proseguire verso Carmen de los Mártires, un palazzetto del XIX secolo con un grande giardino dove camminare in cerca di quello che da maggio a settembre a Granada manca: il fresco. Info: fundacionrodriguezacosta.com.
 

 
Pomeriggio
C’è stato un momento diciamo alla metà degli Novanta, inizio Duemila in cui l’Italia ha iniziato a rimanere sistematicamente indietro, almeno a livello architettonico. Per cui mentre in ogni dove in Europa si progettavano musei e istituzioni culturali da noi ci si limitava a bearsi della gran quantità di splendidi palazzi ereditati dai nostri avi. Ora l’architettura contemporanea può piacere o meno, però è indubbio che ovunque in Spagna si sia investito per dotate le città di centri culturali e musei, a Granada hanno costruito El Centro Cultural Cajagranada, una bianca costruzione disegnata da Alberto Campo Baeza con un grande patio ellittico assai fotogenico. Al suo interno si trova il museo interattivo dedicato all’Andalusia, alla sua storia e al suo futuro (cajagranadafundacion.es).
 
 
Sera
Alla fine di tre giorni a Granada sarete sicuramente stanchi: vuoi per le salite, vuoi per il caldo, vuoi per le troppe birre. Dunque un bel bagno arabo ci sta, perché è come rinverdire un’antica tradizione. Anche se, va detto, non ci sono più antichi hammam dove oziare in una nuvola di vapore pensando alla storia, ma solo strutture più o meno moderno che promettono un’ora di relax in stile Al-Andalus. Diverse le opzioni per tutte le tasche: in calle Sta. Ana 16 si trova il lussuoso Hammam Alandalus (hammamalandalus.com) dove abbandonarsi al rumore dell’acqua facendosi massaggiare in una struttura che risale al 1.300. Oppure l’altrettanto piacevole hammam Aljibe de San Miguel (San Miguel Alta 41; aljibesanmiguel.es).
 

 
INFO PRATICHE
Arrivare
Per Granada voli diretti con EasyJet da Milano Malpensa e Napoli. Altrimenti si può volare su Malaga (sempre con EasyJet da Malpensa, oppure con RyanAir da Bergamo) e prendere un bus della Alsa (www.alsa.es), che in due ore e mezza senza cambi porta in città spendendo una decina di euro. Lo stesso volando su Siviglia, che si raggiunge in treno o bus in circa tre ore.
 
Dormire
Hotel e strutture con buon rapporto qualità-prezzo, da prenotare direttamente sul sito del nostro partner booking.com:
- El Ladron de Agua, struttura cinquecentesca restaurata con vista sull'Alhambra
- Sacromonte, nel centro cittadino, tra le migliori strutture per rapporto qualità-prezzo
- Casa de Federico, a pochi passi dalla cattedrale
- Hotel Inglaterra, elegante e raffinato nel centro storico

Come prenotare l'Alhambra
L'unico sito ufficiale (in spagnolo e in inglese) per prenotare l'entrata all'Alhambra è www.alhambra-patronato.es.
Ci sono anche biglietti combinati con la Fundación Rodríguez-Acosta.

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