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Fino al 29 giugno 2021 la nuova sede espositiva dei Musei Capitolini, Villa Caffarelli, ospita oltre 90 capolavori della statuaria classica

Tornano a splendere i Marmi Torlonia. A Roma una mostra da non perdere

15 Ottobre 2020

Grande evento a Roma. Finalmente tornano visibili e ammirabili in tutto il loro splendore alcune sculture della collazione Torlonia, ultima fra le grandi collezioni principesche di Roma e una delle più famose raccolte d'arte antica del mondo intero. Succede con la mostra "I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori", in programma fino al 29 giugno 2021 negli ambienti dello spazio espositivo dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli. Un evento nell'evento, visto che Villa Caffarelli - anch'essa sul Campidoglio, appena "dietro" ai Musei Capitolini - torna alla vita dopo oltre cinquanta anni.


"I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori" - Foto Oliver Astrologo - © Fondazione Torlonia, Electa, Bvlgari

In mostra sono dunque 92 opere greco-romane, selezionate tra i 620 pezzi della collezione: si tratta di statue, sarcofagi, busti, rilievi, elementi decorativi. Molti marmi sono stati restaurati dalla Fondazione Torlonia con il contributo di Bvlgari: ne sono emerse varie sorprese, come le tracce di colore sul Rilievo di Porto del III sec. d.C. e la mano di Gian Lorenzo Bernini per la statua del Caprone a riposo.
 
Molti marmi hanno infatti conservato restauri e integrazioni storiche, riflettendo il gusto e l’uso di epoche in cui i reperti mutili venivano “completati”, nelle parti mancanti, anche ricorrendo all’abilità di famosi scultori del tempo. La mostra racconta così una lunga storia non solo del collezionismo ma delle pratiche di restauro, che si chiude in maniera emblematica con la statua di un Ercole composto da 125 frammenti di marmo. 


Collezione Torlonia, Statua di caprone in riposo, ©FondazioneTorlonia - PH Lorenzo De Masi

Come filo conduttore dell'esposizione è stato scelto quello della storia della collezione stessa, formata da molti nuclei diversi - quasi una collezione di collezioni, o un gioco di scatole cinesi, in cui una raccolta racchiudeva in sé pezzi provenienti da collezioni ancor più antiche. In particolare, sono stati individuati cinque momenti che corrispondono alle sezioni del percorso espositivo:

- Sezione I, il Museo Torlonia. L'evocazione del Museo Torlonia, fondato nel 1875 e rimasto aperto fino all’inizio del secolo scorso.
- Sezione II, Scavi Torlonia. Sculture provenienti dagli scavi archeologici effettuati nell’Ottocento nelle proprietà Torlonia.
- Sezione III, Villa Albani e Studio Cavaceppi. Marmi provenienti da collezioni settecentesche custoditi a Villa Albani, acquistata nel 1866 dal Principe Alessandro Torlonia, e dello Studio dello scultore e restauratore Bartolomeo Cavaceppi.
- Sezione IV, collezione Giustiniani. Un ricco nucleo proveniente dalla collezione del Marchese Vincenzo Giustiniani acquistata dai Torlonia nell’Ottocento.
- Sezione V, collezioni secoli XV/XVI. Il percorso si conclude con un insieme di opere riunite in raccolte quattro e cinquecentesche.

"I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori" - Foto Oliver Astrologo - © Fondazione Torlonia, Electa, Bvlgari

Affascinante anche l'allestimento, progettato da David Chipperfield Architects Milano e ispirato dal Catalogo del Museo Torlonia del 1884/1885, nel quale le sculture vengono presentate su uno sfondo nero che astrae l’opera. Le opere selezionate sono dunque allestite su uno sfondo omogeneo scuro, così da farle emergere singolarmente, ed esposte su sfondi diversi colorati così da farle risaltare collettivamente, come parte di un racconto in cinque capitoli. Obiettivo dichiarato, quello di mostrare l’evoluzione della collezione nel tempo e contemporaneamente illustrare la localizzazione delle sculture nel loro periodo storico.

"I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori" - Foto Oliver Astrologo - © Fondazione Torlonia, Electa, Bvlgari

La mostra sfocia nell’Esedra dei Musei Capitolini, dove sono stati raccolti per l’occasione le statue di bronzo che il papa Sisto IV donò al popolo romano nel 1471: un’accorta risposta sovrana all’incipiente collezionismo privato di statuaria antica. Segno, questo, di un processo culturale in cui Roma e l’Italia hanno avuto un primato indiscutibile: i musei sono nati dal collezionismo di antichità. E questa storia contemporanea si concluderà con l’individuazione di una sede espositiva permanente per l’apertura di un rinnovato Museo Torlonia.

L’esposizione è il risultato di un’intesa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo con la Fondazione Torlonia; e nello specifico, per il Ministero, della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la Soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri.

"I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori" - Foto Oliver Astrologo - © Fondazione Torlonia, Electa, Bvlgari

INFORMAZIONI
"I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori"
Fino al 29 giugno 2021; sito web www.torloniamarbles.it
Tutti i giorni: 9.30-19.30 (ultimo ingresso 18.10). Ingresso contingentato solo su preacquisto obbligatorio.