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L'azione del Gruppo d’Intervento giuridico per acquisire quattro ettari a Domus de Maria

Sardegna: servono ancora 30mila euro per salvare le dune di Chia

di 
Tino Mantarro
23 Gennaio 2019
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Il modo migliore per tutelare un fragile pezzo del paesaggio italiano? Comprarlo. Se non ci pensa lo Stato, ecco che entrano in scena gli ambientalisti del Gruppo d’Intervento giuridico, una sorta di cavalleggeri dei giorni nostri che intervengono laddove c’è bisogno.
 
La storia è iniziata in dicembre. Protagonista involontario le dune di Chia, sulla costa sud occidentale della Sardegna, nel comune di Domus De Maria. Un ambiente naturale costituito di collinette sabbiose che degradano verso il mare, dune di sabbia fine contornate di cespugli di ginepri quasi a farne una corona. Un tratto di costa di circa quattro ettari di proprietà privata che è stato acquistato per centomila euro da un gruppo di volontari ambientalisti. I quali hanno aperto una sottoscrizione per coprire le spese: in tre settimane hanno raccolto 70mila euro, ne rimangono ancora 30mila da racimolare - come hanno raccontato oggi al Fatto Quotidiano.

Obiettivo dell'operazione: evitare che quel pezzo di paradiso posto davanti all'isolotto nella zona di Su Giudeu finisse nelle mani di investitori – si vocifera di interessi di immobiliaristi arabi, ma sono voci che al Comune di Domus De Maria hanno smentito – pronti a capitalizzarle e renderle esclusive. «Vari soggetti immobiliari a capitale arabo e internazionale stanno rastrellando terreni, come sta già accadendo anche in altre parti della Sardegna, e non è azzardato ipotizzare un futuro privatizzato per dune e spiaggia» si legge sul sito dell’associazione. Che nel dubbio, ha deciso di muoversi con anticipo. 
 
 
«È un regalo ai nostri figli e ai nostri nipoti - ha raccontato all’Ansa Stefano Deliperi, del Gruppo d'intervento giuridico – abbiamo vinto la concorrenza di alcuni investitori arabi. Lo abbiamo fatto per tutelare l'ambiente e la nostra identità: non volevamo che, come successo da altre parti in Sardegna, ci fosse impedito di godere appieno dei nostri tesori relegandoci magari dentro un recinto».
 
Così, per continuare a lasciarle aperte e fruibili da tutti non è rimasto altro da fare che acquistarle. «Dune e spiaggia – prosegue Deliperi – erano private. Chi ce le ha vendute le ha ricevute in eredità. E arrivano quasi fino al mare. La parte di demanio è una striscia di uno o due metri».
 
 
La zona delle dune di Chia è comunque area protetta, per cui difficilmente i possibili investitori avrebbero potuto procedere a una speculazione immobiliare, eppure il Gruppo d’intervento giuridico si è sentito in animo di acquistarle. «È vero che l'area è protetta e non si può mettere neppure un mattone – ha chiarito Stefano Deliperi al Sole24ore – ma tutto lo spazio si sarebbe potuto recintare e quindi rendere off limits, per poi usarlo come set cinematografico o campagne pubblicitarie o feste esclusive».

L'appello ora è "A tutti quelli che amano la natura e desiderano proteggerla, a tutti queli che pensano che i beni ambientali non debbano essere privatizzati" dice Deliperi al Fatto Quotidiano. "Serve l'aiuto di tutti quelli che pensano che le bellezze naturali non possono diventare oggetto di scambio economico ma debbano rimanere di tutti, sotto la tutela pubblica".

INFORMAZIONI
Gruppo d'Intervento Giuridico, gruppodinterventogiuridicoweb.com
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