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Monumenti e segreti di una delle piazze più belle del mondo

Salotti d'Italia: alla scoperta di Piazza del Campo a Siena

di 
Luca Sartori
8 Gennaio 2021
 
Un interminabile alternarsi di poggi e valli fa da cornice a Siena, dove cipressi e campi coltivati, pievi e casolari accarezzano lo sguardo. Cuore di questa terra così ricca di dettagli e bellezze è una delle città più emozionanti del mondo, dove i suoi antichi palazzi raccontano un pezzo della sua secolare storia, dove perdersi nel suo groviglio di vicoli e nelle sue strade lastricate, tra le sue fonti e le caratteristiche piazzette. È come scoprire poco alla volta, frammento dopo frammento, secoli di storia.

Cuore vitale di quello che è tra i centri medievali più affascinanti è la splendida Piazza del Campo, cuore della vita cittadina. Una piazza che incanta per la sua particolare conformazione che la fa assomigliare alla valva di una conchiglia, per la bellezza degli edifici che la circondano ma soprattutto per l’atmosfera medievale che, in ogni suo angolo, si respira. Dalla Fonte Gaia al Palazzo Pubblico, dalla Torre del Mangia alla Cappella di Piazza, la piazza che due volte all’anno è lo straordinario scenario del Palio è un tripudio d’arte e storia.


 
1. LA PIAZZA
Posta nel punto d’incrocio delle tre colline senesi, si adatta al terreno su cui poggia assumendo una forma semicircolare e concava verso il centro. La pavimentazione, del 1347, è realizzata con mattoni disposti a spina di pesce e suddivisa in nove settori, a ricordo del Governo dei Nove, tramite strisce longitudinali in pietra bianca.


 
2. LA FONTE GAIA
Costruita tra il 1409 e il 1419 dallo scultore senese Jacopo della Quercia, è la principale fonte della città. Per ovviare al deterioramento causato dal tempo, le sculture originali, dove lo stile gotico incontra l’innovazione dell’epoca rinascimentale, furono sostituite nel corso dell'Ottocento con riproduzioni di Tito Sarrocchi. Dal 2001 entrambe le versioni (sia quella di Jacopo della Quercia, sia il rifacimento ottocentesco di Sarrocchi, comprensivi dei gessi relativi) si trovano nel Complesso museale di Santa Maria della Scala; al loro posto sono state collocate alcune riproduzioni. 


 
3. PALAZZO PUBBLICO
Tutta la piazza converge verso Palazzo Pubblico, tra i più chiari esempi di gotico toscano. Con il diverso orientamento dei suoi tre corpi sembra abbracciare e riunire in se l’area antistante. Iniziata nel 1288, la sua costruzione fu completata nel 1310, ma vennero poi fatte delle aggiunte; nel 1327 le carceri e verso la metà del Trecento il salone del Gran Consiglio, oltre all’innalzamento di un piano dei due corpi laterali. Un tempo era sede del Podestà mentre oggi vi risiede il Comune. Anche sede del Museo Civico, dove vengono custoditi svariati capolavori dell’arte senese, Palazzo Pubblico è un susseguirsi di sale affrescate di pregevole valore storico, tra cui la Sala del Risorgimento, la Sala dei Cardinali, la Sala del Concistoro, la Cappella di Palazzo e la Sala del Mappamondo, detta anche Sala del Consiglio, la più grande e famosa.
 
4. LA TORRE DEL MANGIA  
Domina la piazza con la sua imponenza. Completamente spostata sulla sinistra di Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia si erge per 102 metri. Chiamata così dal soprannome del suo campanaro, il Mangiaguadagni o Mangia, venne costruita da Minuccio e Francesco da Rinaldo da Perugia. Quasi completamente ricoperta in cotto, propone un bel coronamento in pietra, comprendente anche la cella campanaria, risalente a un progetto del 1341 di Lippo Memmi. Dalla cima della torre si gode di un panorama straordinario sulla città e sulle colline senesi.


 
5. LA CAPPELLA DI PIAZZA
Tabernacolo marmoreo che sorge ai piedi della Torre del Mangia, la Cappella di Piazza fu edificata nel 1352 per ringraziare la Vergine Maria dello scampato pericolo della peste nera che aveva colpito la città nel 1348. Dal profilo avanzato rispetto a quello del Palazzo Comunale, è l’unico edificio sporgente rispetto alla superficie della piazza.


 
6. PALAZZO CHIGI-ZONDADARI
All’angolo con via Rinaldini, la strada che porta alla volta del vicino Palazzo Piccolomini, sede dell’Archivio di Stato, c’è Palazzo Chigi-Zondadari, edificio d’antica origine rifatto nel 1724 su progetto di Antonio Valeri. Quest’angolo della piazza che i cavalli percorrono durante il Palio è la famosa curva di San Martino.
 
7. PALAZZO SANSEDONI
Proseguendo lungo il perimetro della piazza ecco Palazzo Sansedoni, che con la sua mole, la sua torre un tempo molto più alta ed imponente e con il suo particolare andamento curvilineo, per seguire quello del perimetro della piazza, assomiglia all’antistante Palazzo Pubblico. Costruito nel 1216, fu ampliato e trasformato nel 1339 a opera di Agostino di Giovanni. Le serie di eleganti trifore bene si armonizzano con lo stile della piazza.


 
8. LA LOGGIA DELLA MERCANZIA
Sul fianco di Palazzo Sansedoni ecco la Loggia della Mercanzia. Edificata per la corporazione dei Mercanti nel periodo compreso tra il 1417 e il 1429, rappresenta una fase significativa di passaggio tra lo stile gotico e quello rinascimentale. Su Piazza del Campo si affaccia con la sua parte posteriore, la meno nobile. Quella che invece verte su via di Città, quella architettonicamente più significativa, è caratterizzata da tre arcate su pilastri riccamente decorati, con le facce recanti tabernacoli con statue; quelle situate sui pilastri esterni sono San Pietro e San Paolo, mentre le altre tre raffigurano tre dei quattro antichi santi protettori della città, San Savino, Sant’Ansano e San Vittore. Le volte sono arricchite di stucchi e affreschi.  


 
9. CASE DE METZ
Tra la Loggia della Mercanzia e la Costarella dei Barbieri ci sono le Case de Metz, serie di edifici con paramento in laterizio arricchite con finestre ogivali. Di fondazione trecentesca, i palazzi Saracini e Scotti che ne fanno parte sono stati arricchiti nel Settecento da balconi.
 
10. COSTARELLA DEI BARBIERI
È il più scenografico accesso alla piazza. Da via di Città si scende lungo la ripida Costarella dei Barbieri con lo sguardo rivolto alla piazza dominata dalla Torre del Mangia e da Palazzo Pubblico. Il colpo d’occhio è straordinario. È in quest’angolo della piazza che parte il Palio, la zona della cosiddetta "Mossa". La Mossa rappresenta il punto di partenza e di arrivo dei cavalli durante la corsa.
 
11. PALAZZO D’ELCI
Palazzo Pannocchieschi d’Elci, già dei Cerretani Bandinelli Paparoni, riconoscibile per la merlatura guelfa, è l’edificio che caratterizza la piazza alla destra di Palazzo Pubblico. Quando si corre il Palio, la curva che i cavalli percorrono tra Palazzo Pubblico e Palazzo d’Elci è la curva del Casato.


 
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