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Dal 27 settembre la nuova vita del capolavoro barocco, ora parte integrante dei Musei Reali

Riapre la Cappella della Sindone: dopo 28 anni Torino ritrova il suo tesoro

di 
Fabrizio Milanesi
5 Settembre 2018
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L’attesa è stata lunghissima e tormentata. Il 4 maggio del 1990 sul pavimento della cappella della Sindone, nel Duomo di Torino, crolla un frammento di marmo da un cornicione, proprio nel giorno dedicato al culto del sacro telo. Nell’aprile del 1997, quando tutto è pronto alla riapertura, un incendio rischia di devastare l’intera struttura. Ora finalmente, quasi vent'anni dopo, i restauri sono conclusi: e la Cappella della Sindone può essere riconsegnata alla città, ai visitatori, a tutti gli italiani. 

Il 27 settembre, infatti, la Cappella della Sindone verrà riaperta al pubblico. E se la Sindone stessa non è da tempo più visibile al pubblico in maniera continuativa (lo è solo nell'ambito di eventi speciali), l’occasione è di scoprire uno dei monumenti barocchi più importanti della storia dell’arte. 


Il Duomo di Torino e la cappella della Sindone durante le opere di restauro / foto Thinkstock
 
LE STELLE DI GUARINI
Forse un luogo più adatto del Duomo di Torino non si poteva trovare per accogliere la Sacra Sindone, il lungo telo di lino che conserva la doppia immagine rovesciata di un corpo di un uomo crocefisso - per la Chiesa cattolica quello di Cristo, per la scienza risalente a metà del XIV secolo. 
 
Provate a entrare nel Duomo. Dal fondo si contano i gradini, nel silenzio che annuncia l’ingresso. Si entra nella cappella calpestando stelle bronzee che costellano il pavimento tra pareti scandite da pilastri corinzi e statue. Di tre grandi archi, uno si affaccia sulla navata centrale del Duomo; ma non siamo ad Assisi, quando dall’atmosfera sognante della cappella inferiore si è investiti dalla luce abbagliante della Superiore. Qui a Torino la risalita si fa metafora di un cammino, lento, costante, viaggio che incontra le forme di esagoni sfalsati e sovrapposti, su su e ancora su seguendo la fuga prospettica che culmina in una stella a dodici punte, su cui si appoggia una colomba, simbolo dello spirito santo.
 
Forse l’intenzione di Guarino Guarini e dei suoi committenti, quando Galileo aveva già fatto la sua rivoluzione, era di usare la scienza e la matematica per raccontare l’inspiegabile. Così l’intera struttura è concepita su figure geometriche perfette, sul cerchio, sui triangoli, ma con alla base misure tracciate sul numero 3 e sui suoi multipli. Cosmo e trinità, scienza e fede.
 

La cappella della Sindone/foto Dulevant, Musei di Torino​

IL PERCORSO DI VISITA
In realtà, se fino al 1990 si accedeva alla cappella attraverso le scale del Duomo, ai lati dell’altare maggiore, ora l’intero sito entra nel percorso espositivo dei Musei Reali. 
 
Una novità? Non proprio, visto che in epoca sabauda la Cappella della Sindone era alla stessa altezza degli appartamenti del re. Il sovrano e la corte per entrare nel luogo sacro percorrevano la stessa galleria che i visitatori percorrono per raggiungere la Galleria Sabauda dal Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale.  
 
INFO E ORARI 
Da venerdì 28 a domenica 30 settembre ingresso al pubblico al prezzo speciale di 3 euro. Dal 2 ottobre l’accesso è incluso nel biglietto dei Musei Reali.
Per informazioni e aggiornamenti vai al sito dei Musei Reali.
 
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