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Domenica 8 luglio stop ai motori e via libera alla passione per sport e natura. Al debutto le e-bike

ReStelvio 2018, sul passo dei giganti per una giornata memorabile

di 
Gino Cervi
4 Luglio 2018

Domenica 8 luglio sui tornanti che da Bormio portano ai 2758 m di uno dei passi più famosi del mondo, va in scena la ReStelvio Mapei 2018. Arrivata alla sua XXXIV edizione, è ormai un appuntamento classico sempre più apprezzato da chi vuol “conquistare” il passo dello Stelvio salendovi al ritmo della propria camminata o pedalata, in una giornata in cui la storica ascesa è “liberata” dal traffico motorizzato.
 
Organizzato dall’Unione Sportiva Bormiese, da anni instancabile motore di numerose eventi sul territorio altovaltellinese, e sponsorizzato dal noto marchio di prodotti per l’edilizia Mapei, l’evento offre un variegato programma che affianca due prove sportive, una cicloamatoriale e una mezza maratona podistica, in una cornice non agonistica aperta a tutti che prevede un cicloraduno e un’altra prova podistica non competitiva. Da quest’anno si aggiunge al programma anche una prova per bici a pedalata assistita.
 
Il passo dello Stelvio chiuso al traffico e percorso da migliaia di appassionati /ph ReStelvio Mapei

Le iscrizioni (40 euro) sono aperte fino alle ore 12 del 5 luglio tramite il sito dell’Unione Sportiva Bormiese fino al raggiungimento del numero chiuso di 3000 partecipanti e prevedono la consegna di un pacco gara con maglia celebrativa della ReStelvio 2018, oltre all’accesso ai punti-ristoro lungo il percorso e all’arrivo e al servizio di trasporto di una sacca indumenti di ricambio, da consegnare alla partenza all’organizzazione e da ritirare all’arrivo al passo.
 
Ci sono nomi che fanno l’effetto di una parola magica. Si dice Stelvio e si pensa alla “sua altezza”, per la precisione ai 2758 metri che  ne fanno il secondo passo alpino più alto d’Europa, dopo il col de l’Iseran. Ma “Sua Altezza lo Stelvio” è qualcosa di più di un passo alpino. È una strada scolpita nella roccia, e a questa mirabile opera ingegneristica, realizzata da Carlo Donegani a partire dal 1820 per conto dell’allora Impero Austro-ungarico per collegare più rapidamente Vienna al viceregno del Lombardo-Veneto, proprio in cima al passo è dedicato un museo.
 
Ma all’alta quota dello Stelvio, incastonato tra Valtellina, Grigioni e Tirolo, per secoli si sono incrociati popoli e culture, quindi luogo di storie, passaggi e scambi, e purtroppo di conflitti, come dimostrano le memorie della Grande Guerra. E infine il passo dello Stelvio è un monumento alla memoria sportiva, legata allo sci e all’alpinismo, ma soprattutto al ciclismo, da quando, il 1° giugno 1953, venne per la prima volta scalato da Fausto Coppi, che sui tornanti che salivano da Prato allo Stelvio andò a conquistarsi, in fuga solitaria, il suo quinto Giro d’Italia.
 
Ripercorrere per un giorno la strada che sale a quel monumento di natura e storia che è lo Stelvio, il Re dei passi alpini, e farlo al ritmo intimo del “proprio passo”, a piedi o in bicicletta, è dunque un rito a cui difficilmente rinuncia chi ama il turismo attivo e misurare la bellezza di un territorio con il piacere sano e rigenerante della fatica.
 
Proprio per far apprezzare appieno il fascino dei grandi passi alpini, il Parco Nazionale dello Stelvio promuove nel corso della stagione estiva sette giornate in cui le strade delle mitiche ascese – oltre allo Stelvio, anche il passo del Gavia e il Mortirolo – vengono temporaneamente chiuse al traffico motorizzato delle strade. L’evento ReStelvio Mapei di domenica prossima si colloca in una di questa finestre di “strade senza motore”.
 
Natura, storia, epica dello sport /ph ReStelvio Mapei
 
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