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La Commisione Ue ha stabilito una soglia minima. E l’Italia è messa davvero male

Quando una spiaggia è davvero pulita? Solo se si contano meno di 20 rifiuti ogni 100 metri

di 
Fabrizio Milanesi
1 Ottobre 2020
Dall’Europa non arrivano buone notizie, almeno sul fronte dello stato di pulizia dei nostri litorali. La Commissione Ue ha infatti definito il target per considerare una spiaggia in buono stato ambientale: ovvero se contiene meno di 20 rifiuti marini ogni 100 metri lineari.
 
A vestire la maglia nera dei mari continentali è senza dubbio il Mediterraneo, dove le concentrazioni di rifiuti si attestano a ben 274 oggetti su 100 metri di litorale, a dispetto dei 104 oggetti del mar Nero e dei 40 oggetti sul mar Baltico.
 
Il dato come è ovvio non sorprende visto che le spiagge mediterranee sono frequentate da un turismo balneare perlopiù stanziale e che molti litorali hanno grande densità di stabilimenti e villaggi.
 
 
LA SALUTE DELLE SPIAGGE IN ITALIA
Note ancora più dolenti arrivano dai litorali della nostra Penisola. Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) c’è moltissimo da fare per rimetterci in linea con i parametri europei: «I valori mediani nelle tre sottoregioni sono pari a 559 oggetti ogni 100 metri nel Mar Adriatico, 421 oggetti ogni 100 metri nel Mediterraneo occidentale e 271 oggetti ogni 100 metri nel Mar Ionio e Mediterraneo centrale».
 
A calcare la mano ci hanno pensato gli esperti di Legambiente, che in una recente indagine, denominata “Beach Litter”, hanno rilevato dati peggiori di quelli dell’Ispra. In 43 spiagge monitorate in tutta Italia sono stati infatti contati 654 rifiuti per ogni 100 metri di costa, con 28.137 rifiuti censiti in un’area di 189.000 metri quadrati.
 
Adriatico, maglia nera secondo i nuovi valori ambientali definiti dall'Ue
 
COME SONO STATI DEFINITI I VALORI AMBIENTALI
Ispra spiega che per stabilire il valore soglia Ue «gli esperti hanno analizzato il primo set di dati disponibile a livello europeo sui rifiuti rinvenuti lungo le spiagge del continente, riferito al periodo 2015-2016 e derivante dai programmi nazionali di monitoraggio realizzati seguendo metodologie condivise. Sono stati effettuati nel periodo di riferimento, in tutta Europa, 3069 rilevamenti da 331 diverse spiagge».

Di che rimboccarsi le maniche, dunque. 
 
INFORMAZIONI
Per approfondimenti sul provvedimento Ue leggi la direttiva quadro per la tutela dell'ambiente marino
 
 

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