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Da Sestriere a Elva, tra valli scoscese, ghiacciai, panorami mozzafiato, arte e cultura

Quali sono i dieci borghi più alti d’Italia

di 
Luca Sartori
15 Marzo 2018
Borghi in zone panoramiche, nel cuore delle valli, lungo il corso dei torrenti, in zone impervie. Appennini e Alpi ne contano tantissimi, alcuni autentiche mete mondane, altri piccoli luoghi di storia e cultura, altri ancora custodi di tradizioni uniche. È difficile stilare classifiche su parametri estetici, di interesse, o per contenuti storici e naturalistici. Sicuramente più rigorosa una classifica che accomuna quelli più alti. Eccoli i dieci comuni più alti d’Italia.
 
1. SESTRIERE, CENTRO MONDANO DELLA VIA LATTEA
Tra le capitali dell’arco alpino, la località piemontese di Sestriere (To) è, con i suoi 2035 metri d’altitudine il comune più alto d’Italia. Centro mondano del comprensorio della Via Lattea, teatro di svariate competizioni a carattere internazionale, propone agli appassionati della neve una serie di piste d’altissimo livello immerse in uno straordinario scenario naturale e paesaggistico.
 
Situato su di un colle che collega la Val Susa con la Val Chisone, l’abitato di Sestriere è dominato dal monte Fraiteve, dalla Punta Rognosa, dal monte Motta e dal monte Sises, ed è rinomato soprattutto come sede di sport invernali e sede fissa della Coppa del Mondo di sci alpino, oltre ad aver ospitato i Mondiali di Sci Alpino nel 1997, essere stato sede dei XX Giochi olimpici invernali e dei IX Giochi paralimpici invernali.
 

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La storia di Sestriere iniziò nel 1930 quando Giovanni Agnelli, patron della Fiat, fece costruire due alberghi, noti come le torri, e tre funivie dirette ai monti Sises, Banchetta e Fraiteve. Oggi Sestriere è alberghi, eleganti boutique e locali, oltre ad offrire tante alternative sportive e di svago invernali ed estive.
 
2. LIVIGNO, IL PICCOLO TIBET DELLA LOMBARDIA
Comune più settentrionale ed esteso della Lombardia, Livigno, situato nella provincia di Sondrio, nell’alta Valtellina, è il secondo tra i comuni più elevati d’Italia (1816 m). Nel suo territorio è compresa anche la frazione di Trepalle, che si sviluppa fino a 2250 metri d’altitudine.
 
Meta estiva ed invernale, Livigno è tra le principali località turistiche dell’arco alpino, conosciuta anche come piccolo Tibet, per le particolari caratteristiche geomorfologiche, simili a quelle himalayane. Livigno è infatti un altopiano al quale fa da cornice il cuore delle Alpi Retiche.
 
Da vedere il MUS, museo di Livigno e Trepalle, situato in un’antica abitazione, che racconta le radici contadine della zona e le dinamiche che hanno portato al presente. L’edificio risalente alla fine del Settecento, presenta alcuni dettagli tipici delle case tradizionali locali. Tra gli importanti eventi dell’anno vi sono, in luglio, la Stralivigno, manifestazione podistica internazionale, mentre in settembre si svolge l’importante Torneo Interazionale di Scacchi che richiama scacchisti da tutto il mondo.
 
Livigno/thinkstockphotos
 
3. CHAMOIS, IL BORGO VALDOSTANO A DUE PASSI DAL CERVINO
A due passi dalla più bella montagna del mondo, nel cuore della Valtournenche, Chamois è il terzo Comune più alto d’Italia (1815 m) e il più alto comune della Valle d’Aosta.
 
Quella di Chamois e delle sue frazioni è un’atmosfera sospesa, anche perché qui si arriva solo in funivia, a piedi o con un servizio di fuoristrada. Silenzio e rumori della natura alpina d’inverno, profumi dei pascoli fioriti e dei boschi d’estate caratterizzano la conca nella quale è situato il suo concentrico. Paradiso, nella bella stagione, per gli escursionisti, con una fitta rete di sentieri storici che lo collegano ai paesi ed ai colli vicini, lo è anche d’inverno, con alcuni impianti di risalita.
 
Bella la chiesa di San Pantaleone, risalente alla prima metà dell’Ottocento, e, a circa venti minuti di marcia, a duemila metri d’altitudine, il lago di Lod con la piccola frazione omonima. Caratterizzano lo sfondo di Chamois i ghiacciai del Gran Combin e quelli del Cervino.
 
4. CLAVIERE, ALL’OMBRA DELLO CHABERTON
Situato nell’alta Val di Susa e dominato dal massiccio dello Chaberton, (3130 metri), sul versante italiano del colle del Monginevro, Claviere (To) è il quarto comune più alto d’Italia (1760 m). Un piccolo centro turistico frequentato in inverno ed in estate. Fa parte del comprensorio sciistico della Via Lattea con la vicina Sestrière, ed è collegato attraverso gli impianti dei Monti della Luna con la vicina Cesana Torinese, oltre ad esserlo anche con il paese di Monginevro.
 
Interessante meta invernale ma anche estiva, Claviere è il punto di partenza di escursioni una delle quali verso lo storico monte Chaberton, raggiungibile dopo un panoramico sentiero. Posto al confine tra Italia e Francia, d’estate offre un patrimonio naturalistico incantevole, oltre a svariate possibilità sportive. Pascoli e boschi avvolgono l’abitato in un bel paesaggio d’alta montagna. Da vedere il portale quattrocentesco del duomo, in stile gotico.
 
Claviere /thinkstockphotos
 
5. RHÊMES-NOTRE-DAME, NEL CUORE DEL PARCO DEL GRAN PARADISO
Comune più meridionale della Valle d’Aosta, a 1725 metri d’altitudine, Rhêmes-Notre-Dame è uno dei borghi inclusi nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Situato in un’ampia conca prativa alla quale fa da sfondo una delle cime più belle del parco nazionale, la caratteristica Granta Parei.
 
Importante meta invernale per gli sciatori che amano la tranquillità e le poche piste di sci nordico e di discesa che si snodano tra i boschi, Rhêmes-Notre-Dame è d’estate ideale per praticare mountain bike, escursionismo ed equitazione.
 
Nel cuore dell’abitato merita una visita la settecentesca chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta, dove si trova anche il museo parrocchiale, dal campanile d’origini quattrocentesche che, si dice, abbia le più sonore campane della regione. Interessante l’esposizione “Bentornato gipeto” presso il centro visitatori del Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove approfondire la conoscenza dell'“avvoltoio degli agnelli” scomparso proprio in questa valle un secolo fa ed ora tornato.
 
6. AYAS, ALL’OMBRA DEL MONTE ROSA
Ayas è uno dei quattro comuni della valle omonima, con Challand Saint-Victor, Challand Saint-Anselme e Brusson. Comune sparso dell’alta valle all’ombra del massiccio del Monte Rosa, nella zona orientale della Valle d’Aosta, è composto da tredici frazioni tra cui Antagnod, Champoluc e Saint-Jacques. Con i suoi 1699 metri, è il sesto comune più alto d’Italia. Ha in Antagnod il suo capoluogo, in una straordinaria posizione panoramica su alcune delle cime del massiccio del Rosa, il Castore, di 4226 metri, il Polluce di 4091 metri e il Breithorn di 4165 metri.
 
Tra i suoi vicoli, oltre alle botteghe che vendono i caratteristici sabot, le tipiche calzature in legno, meritano una sosta la chiesa parrocchiale di San Martino di Tours, per vedere il prezioso altare barocco e l’organo, ed il museo d’arte sacra ricavato nella quattrocentesca cappella del cimitero. Champoluc, altra frazione di Ayas, è invece la meta più mondana della valle con i suoi impianti di risalita alla volta del complesso sciistico Monterosa Ski ed i suoi tanti alberghi.
 
Uno scorcio della val d'Ayas /thinkstockphotos
 
7. ARGENTERA, A DUE PASSI DAL COLLE DELLA MADDALENA
Ultimo comune della Valle Stura, a pochi chilometri dal colle della Maddalena, importante valico che mette in comunicazione le terre cuneesi con la regione francese dell’Ubaye, Argentera (Cn) è, con i suoi 1684 metri d’altitudine, il settimo comune più alto d’Italia.
 
Situato nell’alta valle Stura di Demonte, il territorio è dominato dalle cime dell’Oserot, di 2860 metri, dell’Enciastraia, di 2955 e della Rocca dei Tre Vescovi di 2867 metri, ed è un susseguirsi di boschi di conifere, pini e larici e di pascoli ai piedi delle zone rocciose.
 
Lasciatevi il tempo per scoprire la parrocchiale cinquecentesca di San Pietro, che custodisce un crocifisso al quale la popolazione locale è particolarmente devota, e la parrocchiale di San Lorenzo, in località Bersezio, dal bel campanile ad archi romanici, già nel XIII secolo priorato dipendente dal monastero di Saint-Theofriend in Velay.
 
8. VALGRISENCHE, TRA LAGHI, RUSCELLI E CASCATE
Cuore dell’omonima valle, Valgrisenche (Ao) è l’ottavo comune più alto d’Italia con i suoi 1664 metri d’altitudine. Suggestivo il Lago di Beauregard, a due passi dall’abitato. Caratterizzata da un territorio selvaggio ed incontaminato. La valle nella quale sorge il centro di Valgrisenche è in gran parte occupata da ghiacciai e pareti rocciose, dove ovunque si possono ammirare ruscelli, cascate e laghetti alpini.
 
Una vallata ricca d’acqua ed un borgo dove gli abitanti sono ancora profondamente legati alla loro storia ed alle loro tradizioni. Da vedere l’ex fortino sabaudo del 1889 situato presso il capoluogo, la chiesa parrocchiale che custodisce all’interno un pregevole organo costruito da Carlo Vegezzi Bossi, con il campanile quattrocentesco, la diga di Beauregard che ha fortemente cambiato la geografia della valle ed il magazzino delle fontine, tipico formaggio valdostano, gestito dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
 
Valgrisenche, il lago di Beauregard /foto civaspa
 
9. LA MAGDELEINE, SUL SENTIERO DEI MULINI
Ad una manciata di chilometri dagli importanti centri di Saint-Vincent e Chatillon, La Magdeleine, nono comune più alto d’Italia con 1644 metri d’altitudine, è situato nel cuore della Valtournenche, a pochi chilometri da Cervinia e a due passi da Chamois, in valle d'Aosta.
 
Splendido il contesto paesaggistico in cui La Magdeleine è situata, tra panorami incantevoli, meta di grande fascino soprattutto in primavera ed in estate, quando gli amanti delle passeggiate hanno l’imbarazzo della scelta.
 
Tra i tanti sentieri che ne caratterizzano il territorio è sicuramente il caratteristico “Sentiero dei Mulini” uno dei più interessanti e suggestivi, che congiunge otto mulini di recente ristrutturazione, tutti posizionati lungo lo stesso corso d’acqua, che venivano utilizzati per macinare i cereali, tra cui grano, avena e orzo, che un tempo crescevano sulle soleggiate terre del borgo. Sentieri che si irradiano nel territorio svelano innumerevoli scorci tra boschi e pascoli che fanno da cornice all’abitato.
 
10. ELVA, IL BORGO DEI CAPELLAI
È una bellezza selvaggia quella del borgo di Elva (Cn). Il suo vallone si apre isolato nelle alte terre cuneesi, tra la valle Varaita e la valle Maira. Le sue frazioni sono sparse tra i pascoli. C’è una sola strada che porta al borgo anche d’inverno, una strada che risale un orrido.
 
Decimo tra i comuni più alti d’Italia (1637 m), Elva unisce al suggestivo paesaggio montano anche apprezzabili dettagli architettonici come i tetti d’ardesia delle abitazioni, gli ampi ballatoi in legno, cui un tempo era attribuita la funzione di essicatoi, e le colonne a sezione circolare.
 
Da non perdere, nel capoluogo Serre, la bella chiesa parrocchiale dove sono conservati i preziosi affreschi del XV secolo, tra le più significative testimonianze artistiche della provincia di Cuneo. Sono il presbiterio e l’abside della parrocchiale tardo-romanica di Santa Maria Assunta a proporre gli affreschi del pittore fiammingo Hans Clemer, rappresentanti scene della Vita di Gesù e della Vergine. Nota anche come il paese dei capellai, con molti dei suoi abitanti che fino alla metà del Novecento si dedicavano alla raccolta di capelli femminili, poi venduti in tutta Europa per la produzione di parrucche, celebra quest’antica attività nel museo dei Pels, situato nella bella casa della Meridiana.

 
 

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