Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Notizie di viaggio
  • Plastica e inquinamento, installato in Liguria il primo "cestino dei mari"

Si chiama Seabin e a portarlo dall'Australia a Varazze (Ge) il progetto Plasticless di Lifegate e Volvo

Plastica e inquinamento, installato in Liguria il primo "cestino dei mari"

di 
Fabrizio Milanesi
20 Settembre 2018
Dona
È arrivato anche in Italia. È un cestino per i rifiuti plastici che inquinano il mare: si chiama Seabin V5 ed è l'evoluzione di un prototipo realizzato nel 2015 da Andrew Turton e Pete Ceglinski, due ragazzoni australiani non disposti a cedere all'aggettivo "inevitabile" legato all'inquinamento progressivo delle nostre acque. A installarlo per primi il team del porto turistico di Marina di Varazze, località del ponente ligure che si mette a capofila di Plasticless, un progetto pontenzialmente rivoluzionario sostenuto da LifeGate e Volvo Car Italia.
 
Sacchetti, mozziconi di sigarette, bicchieri e moltissima microplastica che quando viene ingerita dai pesci mette a repentaglio la salute di tutti: il Seabin V5 è in grado di raccoglieli in quantità considerevoli, 1,5 chilogrammi al giorno per oltre mezza tonnellata di rifiuti all'anno. Al porto della marina di Varazze seguiranno a breve quelli di Cattolica (Rn) e di Venezia Certosa Marina (Ve).
 
La posa del Seabin a Varazze / foto Lifegate
 
“Siamo molto contenti di essere nella prima fase operativa di Plasticless. Il posizionamento dei Seabin nei porti italiani è infatti il primo passo concreto per aggredire il problema devastante dei rifiuti galleggianti". A dichiararlo un soddisfatto Enea Roveda, Ceo di Lifegate, associazione che nella sostenibilità la il suo core business. "Ora  - sottolinea Roveda - siamo sicuri che le azioni concrete porteranno maggiore consapevolezza del problema nei media e nella opinione pubblica".
 
L'impegno della storica casa automobilistica svedese Volvo nasce invece come naturale evoluzione della campagna Clean Seas promossa dalle Nazioni Unite, e dallo studio dello stato di salute delle acque nel mondo legato alla prestigiosa regata Volvo Ocean Race, in cui le barche a vela sono dotate di sensori per monitorare le acque solcate durante la regata. 
 
"La diffusione globale della tecnologia Seabin è già una realtà, spiega Pete Ceglinski, CEO e cofondatore di Seabin Project: “Siamo già presenti in 20 nazioni, è una grande sfida per noi fornire i nostri dispositivi in tutto il mondo". E pensando ai 42 mila dollari del primo crowdfunding nel 2015, c'è di che essere orgogliosi.
 
La posa del Seabin a Varazze / foto Lifegate
 
I dati che riguardano il Mediterraneo sono sconfortanti. l'Unep, (il programma ambientale delle Nazioni Unite) stima che sui fondali del Mediterraneo si troverebbero fino a 100.000 frammenti di plastica, risultato di una cattiva raccolta e gestione dei rifiuti, di attività produttive e portuali, del turismo di massa e della noncuranza nei comportamenti quotidani. 
 
I rifiuti più insidiosi sono le microplastiche, frammenti del diametro inferiore ai 5 mm: si attaccano alle alghe e vengono ingerite dai pesci che le scambiano per cibo. Da lì possono poi raggiungere i nostri piatti. Nelle specie come pesce spada, tonno rosso e tonno alalunga si troverebbero microplastiche nel 18,2 per cento dei casi, come afferma uno studio Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, svolto su 121 campioni di specie ad alto valore commerciale.
 
Foto Seabinproject
 
COME FUNZIONA SEABIN, IL CESTINO DEI MARI
Il Seabin viene immerso nell’acqua e fissato ad un pontile con la parte superiore del dispositivo al livello della superficie dell’acqua. Grazie all’azione spontanea del vento, delle correnti e alla posizione strategica del Seabin, i detriti vengono convogliati direttamente all’interno del dispositivo. La pompa ad acqua, collegata alla base dell’unità, è capace di trattare 25.000 litri di acqua marina all’ora. I rifiuti vengono catturati nella borsa, che può contenere fino a un massimo di 20kg, mentre l’acqua scorre attraverso la pompa e torna in mare. Quando la borsa è piena, viene svuotata e pulita. Il Seabin funziona 24 ore al giorno. E non ci sono problemi per i pesci, che non nuotano mai così in superficie.
 
Il limite del Seabin è che ad oggi richiede il collegamento a una presa elettrica. Quindi risulta perfetto per le aree portuali e punti di accumulo in cui convergono naturalmente la maggior parte dei rifiuti. Per il mare aperto si dovrà attendere.
 

INFORMAZIONI
- Segui la campagna Plasticless sulla sezione dedicata dal sito di Lifegate
- Scopri di più sul Seabin sul sito ufficiale di Seabin Project
Dona