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Gli agriturismi Gallo Rosso, garanzia di qualità e accoglienza. Li abbiamo provati per voi

Perché scegliere una vacanza nei masi dell'Alto Adige

di 
Stefano Brambilla
28 Luglio 2018

Marianna apre la porta di casa e sorride. “Benvenuti al maso Huberof!”. Ci mostra la camera e poi via con i racconti (in ordine sparso) della colazione fatta in casa, della marmellata fragole&rabarbaro, dei figli che rimangono e non scappano, del gattino appena nato, della raccolta differenziata in cento bidoni diversi, della ciclabile che passa a due passi. Pazienza se l’italiano non è sempre perfetto: Marianna è un fiume in piena e dopo mezzora già ci si sente parte della famiglia. Arriva il marito Franz Josef - quale nome più adatto per un allevatore altoatesino? - ed ecco altre storie, vitellini, mangimi, centrale del latte, levatacce all’alba, pulizia della stalla. Stalla che peraltro è lì di fianco, a due passi.
 

Sulla sinistra, il maso Huberhof a Versciaco, in Val Pusteria

Siamo appena arrivati e già ci sembra di aver capito molto degli agriturismi Gallo Rosso. Ospitalità, accoglienza, legame con il territorio, produzioni tipiche, tradizione contadina: tutte parole chiave che avevamo letto sui comunicati stampa e che ritroviamo, una per una, nelle semplici, simpatiche chiacchiere con Marianna e Franz Josef. Il loro maso - una parola che indica semplicemente un terreno agricolo con una abitazione - è in fondo alla val Pusteria, a due passi da San Candido, ma probabilmente potremmo essere in una qualsiasi delle valli dell’Alto Adige. Perché da queste parti le cose le fanno bene: e non c’è rischio che un marchio certificato e riconosciuto possa riservare spiacevoli sorprese. Anzi.

Margit Hanni, responsabile comunicazione di Gallo Rosso, ci racconta l’obiettivo principale del marchio, proprietà dell’Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi: “Gallo Rosso è nato nel 1999 per promuovere e favorire l’attività contadina nella provincia di Bolzano, sviluppando attività da affiancare all’agricoltura o all’allevamento”. Un aiuto a chi vive in montagna e di montagna, in poche parole: un aiuto per restare in luoghi abitati da secoli e nello stesso tempo curare il paesaggio, mantenere le tradizioni, valorizzare i prodotti tipici. Un progetto ambizioso di cui ci sarebbe bisogno in molte parti d’Italia, se si pensa a quanto Alpi e Appennini si stiano spopolando, con i ragazzi che fuggono via da mestieri faticosi e si lasciano attrarre dalle facili lusinghe delle città. 


Nei masi Gallo Rosso gli animali della fattoria intrattengono sempre i bambini - foto Gallo Rosso
 

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In primis il sostegno ai contadini, dunque; e poi con il sostegno è arrivato il rapporto con il turismo. Perché i masi per vivere dovevano aprirsi al mondo: e iniziare a ospitare, offrire ristorazione, produrre specialità da vendere ai turisti, cercando di avvicinare le persone allo stile di vita contadino. E’ stato un successo straordinario. “Oggi gli agriturismi Gallo Rosso sono oltre 1700” spiega Margit “siamo passati da 790.000 pernottamenti nel 1999 ai 2.600.000 del 2017!”. Già: basta andare sul sito gallorosso.it per rendersi conto del numero e della varietà. Non saranno forse troppi, non c’è il rischio di perdita della qualità? “Devi pensare che il primo obiettivo è sempre aiutare chi opera sul territorio, grazie a corsi di formazione, visibilità, valorizzazione. E che noi certifichiamo i masi uno a uno: un agriturismo Gallo Rosso deve garantire un servizio di ospitalità elevato, genuinità dei prodotti offerti, impegno del proprietario a mantenerlo sempre vivo”.
 

Il simbolo Gallo Rosso e i fiori della classificazione - foto Gallo Rosso

Con l’auto saliamo lentamente verso il maso Tiefenthalhof, sopra Monguelfo-Tesido, poco più a valle di San Candido. E’ una giornata straordinaria, di quelle che vorresti durassero tutto l’anno: l’aria tiepida di giugno, gli uccelli che cantano dalle cime degli abeti, le farfalle che volano da un ranuncolo a una margherita. Il maso di Peter e di Hildegard è tutto diverso da quello di Marianna e Franz Josef: tanto incassato nella valle, vicino alla Statale il secondo (ma anche comodissimo per raggiungere la famosa ciclabile San Candido-Lienz e per visitare i paesi vicini), quanto isolato in mezzo ai prati, con splendida vista panoramica sulle Dolomiti di Sesto il primo. Però, quasi inutile dirlo, l’ospitalità è la stessa. Ci troviamo ben presto a chiacchierare con un bicchiere di succo di sambuco in mano, l’argomento vira dalle proprietà del latte (compresa dissertazione costi/benefici di allevamento in stalla e allevamento all’aperto) al fatto che le tre figlie girano per il mondo ma tornano sempre al maso di casa. E fanno bene, pensiamo noi (cittadini): dove lo trovi un panorama così meraviglioso, una casa tanto bella che sembra realizzata ieri, le rondini che escono dalla stalla garrendo felici?
 

Il panorama dal maso Tiefenthalhof - foto Stefano Brambilla

Hildegard ci fa vedere le camere, tradizionali e moderne nello stesso tempo, legno ovunque, proprio come ti aspetti una baita altoatesina 2.0; e vorremmo essere i prossimi ospiti, quelli che arriveranno stasera, vista la torta che li attende sul tavolo del soggiorno. Poi ci mostra i prodotti che ha fatto in casa, dal "miele" di pino mugo al sale con le erbe. E capiamo perché questo è un maso "cinque fiori”, uno dei pochi: Gallo Rosso ha una classificazione da uno a cinque fiori, in cui certifica tutta una serie di parametri. Che, attenzione, non sono da fraintendere: anche i masi con un fiore possono essere bellissimi, solo che magari non vendono i prodotti in casa o non hanno la colazione per gli ospiti. In che stagione vengono gli ospiti, Hildegard? “Tutto l’anno: il bello dell’Alto Adige è che ci sono attività in tutte le stagioni, dal trekking alle ciaspole passando per la stagione del vino”. Gli ospiti non mancano. "C’è una famiglia tedesca” ride la signora prima di lasciarci "che ha prenotato tre settimane d’estate fino al 2022. Poi si vedrà, perché le figlie saranno diventate grandi nel frattempo…”.
 

L'interno del maso Tiefenthalhof - foto Stefano Brambilla​

Il nostro weekend finisce al maso Kinigerhof, a Sesto Pusteria. Un Hofschank, ovvero una locanda specializzata in carne, sempre sotto il marchio Gallo Rosso. Specialità (squisita) speck e salumi, produzione propria, ma in menu anche Schlutzkrapfen, canederli, Spätzle, gulasch, salsicce casalinghe con crauti, stinco di maiale alla griglia, strudel di mele, Strauben, Kaiserschmarrn… di che saziare un esercito. Kinigerhof è una osteria contadina: un’altra offerta Gallo Rosso (dal 2003), che riunisce 42 esercizi certificati dove la parola d’ordine è autenticità: almeno l’80% dei prodotti deve provenire dalla regione e il 30% dal proprio maso. “Il maso ha solo quattro fiori” ci dice la proprietaria “ma sai, noi siamo una piccola famiglia, con la produzione di speck non ho proprio tempo a realizzare anche prodotti per i turisti!”. 
 

Uno spuntino tradizionale in un maso Gallo Rosso - foto Gallo Rosso

INFORMAZIONI
- Sito web gallorosso.it. Oltre a Masi con ospitalità e Osterie contadine, Gallo Rosso ha creato anche i marchi Prodotti gastronomici e Artigianato contadino.
- Esistono 13 categorie di masi con alloggi specializzati, di cui fanno parte oltre 50 strutture: masi per appassionati di cavalli, bici o escursioni, masi per persone allergiche, masi per diversamente abili, masi Casa Clima, eccetera. Tutte le categorie sono riportate sul sito.
- I masi citati: Huberhof a Versciaco/San Candido; Tiefenthalhof a Monguelfo/Tesido; Kinigerhof a Sesto Pusteria. 
 

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