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Viaggio tra i gioielli del Levante tra terra e mare: piatti e indirizzi da provare e riprovare

Nel Golfo dei Poeti, i sapori della Liguria tra Lerici e Portovenere

di 
Linda Nano
30 Novembre 2021
L'Italia a tavola è un vero e proprio universo da scoprire, con una ricchezza sterminata di sapori, gusti, piatti, vini, prodotti unici e specialità che al mondo tutti ci invidiano. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito e sull'indice per regione!
 
Il Golfo dei Poeti, profondo anfiteatro di roccia e di mare, alterna visioni mozzafiato con anfratti e piccole insenature, a borghi ancora intatti nelle loro tradizionali architetture dai colori pastello. Questo suggestivo angolo di Liguria che comprende i comuni di Lerici, La Spezia e Portovenere, fu amato da numerosi poeti e artisti, da Shelley che vi soggiornò con la moglie Mary, a Byron e Lawrence, ma anche Petrarca e Montale, influenzandone le opere con il fascino della propria atmosfera.
 
Insieme alle Cinque Terre rappresenta una delle mete turistiche più visitate, non soltanto per l’unicità del suo tratto costiero, ma anche per le bellezze artistiche, i numerosi sentieri naturalistici e la ricchezza della sua enogastronomia, composta da un patrimonio di tradizioni che affianca la focaccia e il pesto genovese a prodotti locali specifici come i mitili, qui chiamati rigorosamente muscoli, allevati nei vivai del golfo insieme alle ostriche. Affascinante è la storia di questa produzione conosciuta per la sua qualità, iniziata nel 1887 con l’arrivo del primo ostricoltore e mitilicoltore proveniente dalla lontana Taranto, determinata sia dalle particolari condizioni ambientali, sia per la dedizione dei mitilicoltori spezzini, oggi riuniti in una cooperativa.
 
Preparazione artigianale del pesto ligure / foto Shutterstock
 
Per far conoscere ai visitatori l’ambiente marino nel quale operano i pescatori e l’importanza della sua tutela, favorendo così un turismo più rispettoso e consapevole, la cooperativa organizza visite in barca comprensive di degustazione finale a base di ostriche dei propri vivai, accompagnate da vino di selezionati produttori locali.
 
Un carico di "muscoli" in riviera / foto Shutterstock
 
Ed è proprio la viticoltura l’altra produzione identitaria di questo territorio, che racconta di terrazzamenti strappati alle rocce, con vigneti a picco sul mare, dove salsedine, sole e vento imprimono all’uva e al vino un carattere inconfondibile. Tre le denominazioni presenti: Cinque Terre Doc, Colli di Luni Doc e Liguria di Levante IGT, con i vitigni autoctoni a farla da padroni, primo fra tutti il Vermentino.
 
Una panoramica sui vigneti delle Cinque Terre / foto Shutterstock
 
Radicata e di qualità anche l’olivicoltura, con le varietà Razzola e Pignola a comporre un olio extravergine di grande finezza e dolcezza gustativa, perfetto per accompagnare una cucina in equilibrio tra entroterra contadino e litorale marinaro, composto da piatti come la mesciua, la zuppa per eccellenza dello spezzino a base di ceci e fagioli, o il classico bagnun, una zuppa di pesce a base di acciughe, pomodori e pane, talvolta cucinata direttamente sui pescherecci. 
 
Ulivi su un terrazzamento / foto Shutterstock
 
SCOPRENDO LERICI
Partendo da Levante, Lerici è insediata al centro di una piccola baia naturale, con scale e caruggi che portano all’imponente castello genovese (XIII-XVI), ricordo dell’epoca in cui fu un importante e conteso avamposto militare. Il centro storico ne occupa lo spazio tra fortezza e mare, in una riuscita armonia tra nucleo medievale, dimore signorili settecentesche, la fortificazione e le alte case colorate.
 
Qui lo spirito ligure della riservatezza, si alterna all’elegante atmosfera cantata dai poeti romantici Byron e Shelley per la sua bellezza. In questo scorcio di Liguria il paesaggio è esso stesso parte del gusto, sia che ci si trovi a bordo mare, in cima alla collina che guarda il golfo o tra i suoi vicoli. Qui le ricette della tradizione regionale e spezzina trovano la loro cifra principale, oltre che nel pesce, nei molluschi e crostacei, nell’ampio utilizzo di verdure e nel profumo delle erbe aromatiche.
 
Cucina espressa, legata alla stagionalità, quella del ristorante Bontà Nascoste degli affiatati Fratelli Borghesi. Altra sosta caratterizzata da una proposta gastronomica di impronta classica, di ottima esecuzione e con materie prime di qualità, il Ristorante Il Frantoio. Una visita consigliata anche quella alla Gelateria Yogurteria La Papavera, con gelati artigianali a base di prodotti locali e presidi Slow Food.
 
Lerici / foto Shutterstock
 
DA TELLARO A LA SPEZIA
Percorrendo l’incantevole passeggiata a mare si raggiunge dapprima San Terenzo, piccolo insediamento vicino alla spiaggia, quindi Fiascherino e in conclusione Tellaro, luogo amato da Mario Soldati, con le case pastello strette intorno alla chiesa e le stradine animate che raccontano storie di terra e di mare, di contadini e pescatori. Un connubio rappresentato dalla cucina dello chef Gianni D’Amato artefice della recente e felice riapertura della storica locanda Gianni D’amato Miranda, approdo di un vero e proprio ritorno alle origini, dopo l’esperienza stellata del Caffè Arti e Mestieri di Reggio Emilia. Altro luogo di sosta gastronomica ideale, anche per ammirare un panorama che da solo vale il viaggio, l’albergo ristorante Miramare Tellaro.
 
Un piatto di Gianni D'Amato alla sua Locanda Miranda, a Tellaro / foto locandamiranda.com
 
Molte le curve, ma pochi i chilometri da affrontare per raggiungere La Spezia, il cui centro storico, vivacemente costellato di negozi e locali, è attraversato da Via del Prione chiamata originariamente dagli spezzini il Carugio Drito, via principale e probabilmente più antica della città, dove si narra che su una grande pietra, in genovese pria, i messi leggessero alla popolazione i decreti della Repubblica genovese.
 
Qui, al limite della zona pedonale il farinotto La Pia è un’istituzione cittadina. E se una visita al Museo Tecnico Navale offre una panoramica dell’antichissima storia navale spezzina e italiana, quella all’Osteria della Corte racconta la bella storia di passione per la ristorazione di qualità di Silvia Cardelli e Andrea Ferrero. Con una filosofia tra il bistrot e il lounge – bar con cucina, l’Accanto, altra creatura di Silvia e Andrea nata dall’idea di integrare la proposta dell’Osteria.
 
Un viaggio tra arte della cucina e collezionismo d’arte moderna è invece quello offerto dal ristorante La Posta, storica insegna della ristorazione di qualità cittadina, che vede Claudio Mazzoni in sala e Alessandra Taverna in cucina.
 
Tellaro / foto Shutterstock
 
L’ELEGANZA Di PORTOVENERE
Riprendendo il viaggio lungo la costa, merita una sosta l’Osteria Picciarello, sulla strada verso Portovenere in frazione Marola. Ospitata in un ex negozio di commestibili, propone pesce locale freschissimo.
 
Portovenere ha ancora l'aspetto di un borgo medievale con il caruggio centrale che ne attraversa l’abitato, colorato e animato di botteghe e locali. Da visitare il Castello Doria e la Chiesa di San Lorenzo, consacrata nel 1130, con notevoli opere d’arte. Altrettanto vivace il fronte mare che conduce alla inconfondibile e scenografica chiesa di San Pietro costruita sul promontorio roccioso, come la prua di una nave a dominare le onde. Di fronte l’ambiente naturale dell'isola Palmaria e dalle sue sorelle minori Tino e Tinetto.
 
Raggiungibile in pochi minuti di battello e patrimonio Unesco dal 1997, una rete di sentieri permette di attraversarne la variegata macchia mediterranea, accostata a pini, lecci e ulivi, con edifici storici e calette di grande bellezza.
 
Palmaria, Tino e Tinetto / foto Shutterstock
 
A Portovenere diverse sono le possibilità di gustare la gastronomia del golfo, a partire dall’Antica Osteria del Carugio, situata nella via centrale, con piatti di territorio fedeli ai sapori tipici delle borgate marinare di levante. Il Palmaria Restaurant, situato all’interno del Grand Hotel Portovenere, in una magnifica veranda da cui è possibile ammirare il borgo e le isole di fronte, è aperto anche per gli ospiti esterni all’hotel con un’esperienza gastronomica dal perfetto equilibrio tra cucina di territorio ed estro creativo. Da visitare Anciùa, un delizioso minuscolo antro dedicato allo street food in chiave ligure e l’enoteca La Caracca, per aperitivi all’insegna delle tipicità locali, un vero luogo delle meraviglie, famoso per i pesti artigianali: Pesto alla Genovese e Pesto rosso con acciughe. Da provare sulla Palmaria il ristorante Il Pozzale, magari al termine di una gita in barca o di un’escursione sui sentieri dell’isola.
 
Portovenere / foto Shutterstock
 
L’AUTRICE
Linda Nano, autrice e sommelier, è stata responsabile nazionale dei Presidi Italiani Slow Food e consulente di diversi progetti di valorizzazione territoriale. Coordina per Piemonte e Valle d’Aosta la guida Touring "Vinibuoni d’Italia" dedicata ai vini da vitigni autoctoni. Il suo blog si chiama Appunti di Gusto.
 
INFORMAZIONI 
Nel testo vi abbiamo parlato di vari indirizzi. Ecco tutte le schede e i riferimenti:
 
- Mangiare a Lerici e Tellaro: Bontà NascosteIl Frantoio; Miramare TellaroLocanda Miranda 
- Acquisti a LericiGelateria Yogurteria La Papavera  
- Mangiare a Portovenere: Antica Osteria Del Carugio; Palmaria Restaurant; Anciùa Ligurian Street Food
- Mangiare a Palmaria: Ristorante Il Pozzale 
- Acquisti a Portovenere e alle Cinque Terre: La Caracca di Pietro Saturno
 
L'Antica Osteria del Carugio, a La Spezia / foto visitportovenere.com
 
PER QUALCHE CONSIGLIO IN PIU'
- dove mangiare a Lerici
 
 
Regione: 
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