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Dal 1˚ gennaio ci si deve riferire al Paese dei tulipani solo come Paesi Bassi. Abolito il doppio nome

L’Olanda non si chiama più Olanda

di 
Tino Mantarro
10 Gennaio 2020
C’era una volta l’Olanda. A scuola le maestre raccontavano che era il Paese dei tulipani e degli zoccoli, dei mulini e delle dighe. Crescendo si imparava che era anche il Paese di grandi artisti come Van Gogh, di un formaggio così e così come il Gouda, delle droghe libere, delle biciclette e del “calcio totale”, quello giocato dalla nazionale di Cruyff negli anni Settanta. Ecco, quel Paese c’è ancora: ma non si chiama più Olanda. Semplicemente perché il nome ufficiale del Paese è Regno dei Paesi Bassi. E Re Guglielmo Alessandro è il sovrano del Paese.
 
 
Se fino ad ora la confusione era tollerata, al punto che anche l’Ente del turismo promuoveva l’Olanda, perché così si è sempre chiamato il Paese in Italia, dal 1˚ gennaio ogni comunicazione ufficiale dovrà riferirsi solo e soltanto ai Paesi Bassi, ovvero la traduzione di Nederland come si dice nella lingua ufficiale - che non sarebbe l’olandese, ma il neerlandese, ma vabbé.

Tutto questo perché storicamente con il termine Olanda si intendono geograficamente solo le due province Olanda Settentrionale e Olanda Meridionale. Tra il X e il XVI secolo l’Olanda era una unità politica governata dai Duchi d’Olanda. Nel XVII secolo questa parte del Paese era quella economicamente e politicamente dominante in quella che era diventata la Repubblica d’Olanda. Il Regno dei Paesi Bassi, dalla parola Neder-landen che letteralmente significa appunto paesi bassi, è nato dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815.
 
 
Linguisticamente il termine Olanda deriva dal germanico Houtland, terra boscosa, in riferimento all’ampia foresta che una volta si estendeva da ’s- Gravenzande ad Alkmaar e di cui rimane semplicemente un lembo nel quartiere di Haagse Bos all’Aia. E fino allo scorso dicembre si diceva alternativamente Olanda o Paesi Bassi, utilizzando il tutto per la parte, un po’ come ancora si fa dicendo Inghilterra, ma intendendo la Gran Bretagna o Regno Unito che dir si voglia.
 
 
E siccome nei Paesi Bassi le cose le fanno per bene hanno provveduto a una monumentale campagna di “rebranding” di tutto il Paese. Così che turisticamente sarà presentato sempre e solo come Paesi Bassi, che è quel che magari interessa più i turisti. Per esempio la nuova edizione della Guida Verde Touring sarà giustamente chiamata Paesi Bassi e non Olanda, come una volta.

I primi passi ufficlali, oltre a rinominare tutti gli enti statali, dalle università ai ministeri, saranno presentarsi come Paesi Bassi alle competizioni internazionali, prime tra tutte l’Eurovision Song Contest che si terrà proprio a Rotterdam il prossimo maggio, i Campionati Europei di Calcio di quest’estate e le Olimpiadi di Tokyo. Però il colore delle maglie, almeno quello, rimarrà arancione.