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Dalla Vento al Grab fino alla ciclabile della Sardegna, 362 milioni di euro per un rilancio del turismo dolce

L’Italia, un Paese di ciclabili? Il governo dà il via libera al nuovo sistema di ciclovie turistiche

di 
Fabrizio Milanesi
31 Gennaio 2019
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Se fossimo nel bel mezzo di una gara ciclistica leggeremmo “ultimo chilometro”. Il 22 gennaio scorso è stata infatti pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la versione definitiva del Decreto del  Ministero delle Infrastrutture e Trasporti relativo alla “Progettazione e realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche”.
 
Si può dire "finalmente", visto che il provvedimento era molto atteso da tutto il movimento di associazioni e istituzioni che da tempo lavorano all’ambizioso obiettivo di rendere l’Italia un Paese davvero ciclabile, attraversato da una rete di infrastrutture che possano attivare economie green e virtuose. Molto in verità era già stato messo nero su bianco dallo stesso ministero e dalla Conferenza Stato-Regioni con la stesura del documento programmatico “Connettere l’Italia”, che disegnava la strategia complessiva di programmazione dello sviluppo infrastrutturale e dei trasporti, individuando città chiave e poli turistici.
 
Il Decreto del 22 gennaio mette così in sicurezza i 362 milioni di euro stanziati nella legge n. 208 del 2015 e stabilisce le modalità con cui si dovrebbero realizzare gli interventi che saranno gestiti dalle Regioni e dalle Province autonome. Ma ecco l’ultimo, si spera, chilometro che manca alla meta, ovvero la ripartizione delle risorse per cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attende il via libera delle Regioni forti degli studi di fattibilità, finanziati con circa 5 milioni di euro nel maggio 2017, che dovrà avvenire entro il 31 dicembre di quest’anno.
 
Una ciclovia in Ligura, in provincia di Imperia / foto Getty Images
 
QUALI E COME SARANNO LE CICLOVIE DEL FUTURO
Eccole le vie ciclabili che attendiamo di vedere realizzate nel prossimo futuro. Si tratta dell’Acquedotto pugliese (da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE); della Vento (Venezia-Torino); della Ciclovia del Sole (Verona-Firenze); di quella Adriatica (da Chioggia (VE) a Santa Maria di Leuca (LE) - prevista fino al Gargano e poi prolungata su richiesta della Conferenza delle Regioni – la Ciclovia Tirrenica (Da Ventimiglia (IM) a Roma (RM)); quella della Sardegna (Cagliari – Bosa – Portotorres – Alghero – Santa Teresa – Dorgali – Illorai – Quartu S. Elena) e quella della Magna Grecia (da Lagonegro (PZ) a Pachino (SR); la Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia (da Trieste a Venezia); quella del Garda (da Peschiera del Garda (VR) a Peschiera del Garda (VR) e il Grab di Roma, il Grande raccordo ciclabile.
 
Nel decreto si leggono inoltre i requisiti che devono accomunare tutti i progetti, che ricomprendono gli elementi territoriali e gli standard più tecnici della progettazione. Bene anche la definizione di un modello della segnaletica di indicazione e informazione uniforme per tutte le ciclovie e, si spera, che verrà adottato anche per i percorsi ciclabili non appartenenti al Sistema delle Ciclovie Nazionali (magari inserendolo nel Codice della Strada e nel relativo regolamento). Non resta che aspettare l’avvio dei lavori per imboccare finalmente una ciclabile in fondo al tunnel.
 
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