Quante facce può avere un Paese? Tante, tantissime. E se quel paese è la Russia del Novecento forse infinite. È per rendere giustizia a questa immensa pluralità di volti che all'università Ca' Foscari di Venezia hanno allestito la mostra Russie, memorie, mistificazione e immaginario. Una ricca esposizione che va dalla Rivoluzione di ottobre alla Russia di Putin, cercando di raccontare l’arte ufficiale e il realismo socialista, le avanguardie e la scena underground, i cantori di Stalin e gli intellettuali del dissenso.

Cento anni di storia russa per provare a tracciare una mappa di un’incredibile avventura culturale che spesso viene raccontata per schematismi e luoghi comuni. Eppure, a seguire il percorso dell’esposizione, c’è davvero un mondo immenso da scoprire. Non solo quadri e sculture, ma anche manifesti di propaganda e video che documentano l’uso che dell’arte fece il regime. Ma a Ca’ Foscari, accanto all’arte usata come propaganda da Stalin, ci sono pure le opere degli intellettuali che dissentivano e cercavano un’altra via al socialismo.

Oppure i tesori delle Avanguardie che lo stesso regime voleva nascondere ed eliminare dalla memoria collettiva. Spazio anche per le opere esposte nel 1977 a Venezia in occasione della Biennale del Dissenso, dove per la prima volta si diede voce agli artisti moscoviti vietati in patria. E infine largo a tutti gli artisti postsovietici che tra tradizione socialista e copia dell’Occidente cercano la loro strada originale. Insomma, tutto il XX secolo russo da scoprire, sala dopo sala.

E questa mostra dedicata alla Russia ha un’altra peculiarità: è una rassegna tutta italiana. Le opere selezionate appartengono a due collezioni private: quella di Alberto Morgante (circa 150 opere soprattutto dei maestri russi) e quella gigantesca di Alberto Sandretti, con oltre 22mila pezzi. Anche per questo, una mostra rivoluzionaria.

Info: Russie! Memoria, mistificazione, immaginario

Venezia, Ca’ Foscari Esposizioni fino al 25 luglio

Ingresso 7 euro, soci Tci 5 euro.

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