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Tra i campi di lavanda, una comunità ancora attiva con una storia millenaria

L'abbazia di Sénanque, meta irrinunciabile di un viaggio in Provenza

di 
Deborah Terrin
26 Agosto 2019
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Severa, austera e operosa, l’abbazia di Sénanque (Abbaye Notre-Dame de Sénanque) è uno degli esempi di architettura cistercense più meritevoli del sud francese e una delle mete imperdibili di un viaggio tra i paesaggi della Provenza, in particolare della zona del Luberon. 

Si erge in un vallone disegnato da distese di campi che, tra giugno e luglio, si tingono con i colori della lavanda. Dal 1988, sono ritornati a vivere qui i monaci cistercensi, una comunità estremamente attiva, fedele all’antica regola benedettina “ora et labora”: durante la giornata si alternano momenti di preghiera ad attività che permettono di sostenere l’economia abbaziale, come la produzione di miele e olio, la raccolta della lavanda, la manutenzione degli edifici e l’ospitalità per i turisti che decidono di soggiornare qui. 
 
Abbazia di Sénanque - foto Getty Images
 
UNA STORIA MILLENARIA
Qualche cenno storico sull'abbazia. Fondata nel 1148 dai monaci di Mazan nell’Ardèche, Sénanque è la quarta abbazia cistercense della Provenza dopo Le Thoronet, Aiguebelle e Silvacane. Il luogo prescelto per la sua costruzione, un vallone di circa un chilometro di lunghezza, risultò da subito favorevole per la presenza di campi fertili e di un corso d’acqua, il Sénancole.

Terminata nel 1220, l’abbazia conobbe il suo periodo di maggior splendore tra il Duecento e il Trecento, grazie anche alle donazioni dei signori di Venasque e della famiglia Agoult Simiane de Gordes; un’epoca d’oro caratterizzata dall’allargamento dei confini e dei possedimenti, ma non duratura. Già nel 1439 l’abbazia contava solo tre monaci a causa del crollo delle vocazioni e dei sussidi; con l’inizio delle guerre di religione e le epidemie di peste la situazione precipitò e nel 1544 una parte del monastero venne date alle fiamme da una banda armata.
 
Nel 1792 l’abbazia venne venduta come bene nazionale, per tornare di proprietà dell’ordine monastico solo nel 1857 e grazie agli importanti lavori di restauro promossi dal nuovo abate, il complesso sembrò tornare ai fasti del passato; furono anni di prosperità segnati dalla consacrazione della chiesa, avvenuta già nel 1848, e dall’operato di Jean Léonard, maestro dei novizi. Nel 1882 l’abbazia venne nuovamente venduta, ne seguirono anni di continui cambi di proprietà fino al definitivo insediamento da parte dei monaci cistercensi di Lérins, nel 1988.
 
Abbazia di Sénanque - foto Getty Images
 
LA VITA MONASTICA
Per comprendere davvero la bellezza e la spiritualità dell'abbazia di Sénanque, è importante conoscere i ritmi che ne scandiscono la vita.
 
La regola trasmessa da San Bernardo, che riconduce al “Prega e lavora“ di San Benedetto da Norcia, governa la vita dei monaci bianchi e si fonda su tre pilastri: la lectio-divina, che prevede la lettura della Bibbia, la liturgia delle ore, con sette momenti di preghiera distribuiti nell’arco della giornata, dalle vigilie alla compieta, e il lavoro in comunità, che si tratti della cura delle api o dell’uliveto, della raccolta della lavanda, delle visite guidate in abbazia, della gestione dell’ospitalità nelle camere adibite a hotel, della gestione del negozio o ancora della manutenzione degli edifici.
 
Abbazia di Sénanque - foto Getty Images
 
CHE COSA VEDERE A SÉNANQUE
Per visitare il complesso abbaziale, meglio scegliere una visita guidata: il personale che accompagna i tour è molto preparato e sempre pronto a condividere aneddoti e storie sulla vita monastica e sull’abbazia; in alternativa muovetevi in autonomia, ma richiedete il nuovissimo HistoPad, un tablet disponibile anche in italiano, che vi porterà alla scoperta degli spazi interni, comparando l’uso odierno con la vita nei secoli passati.

Il dormitorio, accessibile subito dopo l’ingresso, presenta ancora i segni a terra dello spazio destinato alla quiete notturna di ogni singolo monaco; è una stanza enorme, di circa trenta metri di larghezza e nove di altezza, sormontata da una volta a botte spezzata, unica del complesso a non essere più utilizzata dai monaci. Da qui, attraverso una scala, si accede alla chiesa abbaziale, visibile nella sua navata centrale ma inaccessibile in attesa di lavori di consolidamento delle pareti. Spoglia ed essenziale, la chiesa risponde fedelmente ai dettami della regola benedettina – nulla deve distrarre i fedeli intenti nella preghiera –; il grande abside è affiancato da due cappelle in stile romanico che si aprono per parte, e insieme alla navata a croce latina, è illuminato semplicemente dalla luce naturale del rosone e delle finestre. La chiesa accoglie la tomba e il monumento funebre di Geoffroy de Vanasque, benefattore di Sénanque.

Abbazia di Sénanque - foto Getty Images
 
Da qui, la visita procede nel chiostro, uno dei luoghi più suggestivi del complesso, costituito da un cortile interno definito da quattro gallerie che si aprono su un giardino ornamentale; le préau – contrazione di le petit pré, che significa piccolo prato – è delimitato da dodici archi a tutto sesto per lato, con capitelli ornati da motivi floreali. Dal chiostro si può vedere il campanile della chiesa, sentire i rintocchi della campana e fermarsi per un po’ di quiete e di meditazione, com’è nella natura del luogo.

Abbazia di Sénanque - foto D. Terrin
 
Sempre dal chiostro si accede alla sala capitolare, dove i monaci si riuniscono per leggere i capitoli della regola di San Benedetto e dove ancora oggi si decidono tutte le questioni importanti che riguardano l’abbazia. A monito perpetuo, il Diavolo, scolpito in una delle colonne del chiostro, guarda dritto proprio l’ingresso del Concistoro. Sul lato della galleria sud si trovano gli alloggi usati dalla comunità monastica e l’antico refettorio oggi adibito a cappella, entrambi esclusi dal percorso di visita.
 
L’itinerario si conclude nella sala dello Scriptorium, dove un tempo i monaci venivano a trascrivere i libri sacri; questa era l’unica sala del complesso a essere riscaldata, oltre alla cucina. Ornata da quattro volte a crociera, conserva un camino conico attorno al quale monaci e fedeli si stringono per le veglie pasquali. 

Durante la visita prestate occhio alle pareti: qui a Sénanque si possono vedere molti dei consueti contrassegni lasciati sulle pietre dai lavoratori a cottimo, che erano soliti aiutare i monaci nella costruzione delle abbazie. E prima di uscire dal complesso non dimenticate infine di fare un giro nel negozio fornitissimo di prodotti, dalle marmellate ai sacchetti di lavanda, realizzati artigianalmente da varie abbazie.
 
Abbazia di Sénanque - foto D. Terrin
 
INFO
- L’abbazia di Sénanque si trova a poco più di cinque chilometri a nord-ovest di Gordes, in Provenza. In auto si arriva seguendo la D177; di fianco all’abbazia è disponibile un parcheggio libero. Alternativamente, da Gorders, per raggiungere il complesso a piedi, calcolate una mezz’ora di cammino.
- La visita al complesso monastico è possibile tutti giorni della settimana anche con guida (considerate un’ora circa); per informazioni sugli orari e prenotare online potete consultare il sito www.senanque.fr, disponibile in francese e inglese. 
- Per pianificare il viaggio o anche solo un weekend in zona, potete consultare i siti web dell’Ufficio del Turismo Luberon Coeur de Provence e Atout France Italia
 
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