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Il progetto Touring "Aemilia, una via lunga 2200 anni": sei tappe per conoscere la strada romana che percorre tutta l'Emilia Romagna

La Via Emilia, parte quarta: da Modena a Reggio Emilia

22 Maggio 2020
Sono una ventina i soci e i consoli Tci dell’Emilia-Romagna che in oltre due anni di lavoro hanno realizzato "Aemilia, una via lunga 2200 anni", carta “parlante” per esplorare paesaggi, beni culturali e prodotti tipici della regione seguendo il filo conduttore del percorso storico della Via Emilia, da Rimini a Piacenza. Un progetto sviluppato in prima persona dai soci Tci del territorio, in collaborazione con l’Apt dell’Emilia-Romagna, per proporre un viaggio in sei tappe alla scoperta di piccoli e grandi monumenti, musei, scavi archeologici più o meno strettamente legati al tema della consolare che da sempre rappresenta la spina dorsale della Pianura Padana. Tutte le tappe di "Aemilia, una via lunga 2200 anni" sono sulla nostra pagina dedicata.


"AEMILIA, UNA VIA LUNGA 2200 ANNI"
TAPPA 4 - LA VIA EMILIA DA MODENA A REGGIO EMILIA



Da Bologna a Modena (Mùtina) la SS9 ricalca il percorso rettilineo di 37 km (25 mi) indicato negli itinerari antichi della Aemilia. A 25 km da Bologna c’è Castelfranco Emilia (Forum Gallorum), il vicus romano fondato circa nel 180 a.C. da Emilio Lepido. Qui l’Aemilia costituì il decumano massimo sia del reticolo cittadino che della centuriazione agricola. Nel 1200 Bologna costruì qui, come difesa da Modena, la fortezza Borgofranco, un rettangolo con l’asse maggiore nella Via Emilia (oggi Via Martiri). All’iniziale intersezione con piazza A. Moro sono visibili i resti delle mura, al centro della Piazza un monumento rivendica l’invenzione del tortellino.

Al 204 di Via Martiri c’è il Museo Archeologico “Simonini”, accanto alla chiesa di Santa Maria Assunta, che conserva la pala omonima di Guido Reni. L’area paludosa attorno all’antica Forum Gallorum nel 43 a.C. fu teatro della Guerra di Modena tra Antonio ed Ottaviano, fino all’accordo dei due per il II Triumvirato con Lepido. Uscendo da Castelfranco verso Modena, all’incrocio dell’Emilia con Via Valletta, incontriamo gli scavi di una mansio (antica stazione di sosta per il servizio di posta imperiale e assistenza ai viaggiatori), attiva dal II sec. a.C. al VI sec. d.C. Il principale sepolcreto di Forum Gallorum era nei 2 km di Via Emilia Ovest tra la mansio e l’Oratorio Beata Vergine degli Angeli. Sono state scavate centinaia di tombe e i reperti sono visibili al Museo Simonini.

Il fiume Panaro nel tempo si spostò a Ovest ed oggi l’Emilia fa un’ampia curva a nord, passando il fiume sul Ponte di Sant’Ambrogio, per ricollegarsi subito dopo al vecchio tracciato romano. Poco dopo questo ponte arriviamo a quello sul rio Tiepido a Fossalta. È visibile ancora l’insegna dell’antica posta dell’Angelo poi diventata trattoria, con un affresco dedicato a San Geminiano. Qui il 25 maggio 1249 venne combattuta la battaglia con la quale Bologna ed altre milizie guelfe sconfissero gli Imperiali di Federico II e le ghibelline Modena e Cremona. I Bolognesi catturarono Re Enzo di Sardegna figlio dell’imperatore che restò prigioniero nell’omonimo Palazzo bolognese fino alla morte.

In pochi minuti di auto si arriva alla rotonda tra Emilia e tangenziale di Modena, dove troneggia una copia dell’ara funebre della liberta Vetilia Egloge rinvenuta in questo luogo. Da qui il sepolcreto est di Mùtina si estende lungo l’Emilia fino alla città. L’Ara originale di Vetilia ed altri reperti sono visibili al Lapidario Romano nel Palazzo dei Musei di Modena. Parte dell’area cimiteriale è osservabile, protetta da una vetrata, alla sinistra in Via Emilia Est 720, davanti ad una concessionaria di auto, a poca distanza dalla rotonda. Sull’altro lato della via alcune stele funerarie fiancheggiano la pista ciclabile.

A Mùtina il decumano massimo era la Via Emilia ed il cardo forse la Via Rua Pioppa. La città medievale si spostò verso est rispetto a quella romana. Fuori dalle mura romane è Piazza Grande, dal medioevo cuore della città e oggi patrimonio Unesco, sulla quale si affacciano la Cattedrale romanica, la Torre Ghirlandina e il Palazzo Comunale, con notevoli cicli di affreschi.


La Cattedrale di Modena - foto Getty Images

Da visitare anche, nel palazzo comunale, l’Acetaia. L’aceto balsamico è un’eccellenza agro alimentare fra le più conosciute e preziose. I Musei del Duomo mostrano affascinanti oggetti e marmi medievali.



Di fianco alla piazza Grande, sull’Emilia, si apre la porticata Via Farini che arriva nella vasta Piazza Roma, sovrastata dalla mole secentesca del Palazzo Ducale sede dell’Accademia Militare. Visitabili alcune sale e la stazione meteorologica, posta nella torretta Est dal 1830. Corso Vittorio Emanuele, dietro al Palazzo Ducale, era il porto fluviale della città fino ad inizio ’900. Nel Largo Sant’Agostino all’uscita dalla città vecchia c’è il secentesco Palazzo dei Musei che ospita grandissime istituzioni culturali come la Galleria d’Arte, la Biblioteca e il Lapidario Estense, l’Archivio Comunale, il Museo Archeologico e il Lapidario Romano.

Sul lato nord di Largo Sant’Agostino nell’ex Ospedale sono visibili due ambienti suggestivi, il Teatro Anatomico e l’Antica Farmacia. Dietro all’ex Foro Boario (oggi Università d’Economia), nel parco ex piazza d’armi c’è il Novi Ark , museo archeologico all’aperto dove sono visibili numerosi reperti trovati durante lo scavo del sottostante parcheggio.

Oggi il territorio di Modena è definito anche “Motor Valley”, ospitando marche prestigiose di automobili (Ferrari, Maserati, Pagani). Il Museo Casa Natale Enzo Ferrari, Via P. Ferrari 85, rende omaggio al Drake ed alle sue creature. Uscendo dalle mura di Mùtina l’Aemilia superava il rio Cerca che scorreva nell’attuale Via Canalchiaro. Le sue piene depositarono metri di sedimenti ed impaludarono l’area, forzando lo spostamento a nord dell’Emilia ma anche di gran parte degli abitanti di Modena che fondarono appunto Cittanova dove l’Emilia si ricollega al vecchio tracciato.


Il Museo Casa Natale Enzo Ferrari, Modena

Dopo il ponte sul Secchia entriamo in provincia di Reggio, a Rubiera, dove si trova il complesso monumentale di Corte Ospitale, luogo di sosta e cura di pellegrini e viandanti presso il guado del Secchia, in un incrocio di strade, importante fin dall’antichità. Tra Modena e Reggio Emilia (Mutina e Regium Lepidi) gli itinerari antichi danno 17 miglia (25 km, oggi 26 per le deviazioni imposte da dissesti idraulici).


Corte Ospitale, Rubiera

Ci avviciniamo a Reggio, arrivando nella zona della Necropoli Romana Orientale, i cui reperti si conservano ai Musei Civici, che si estendeva da Villa San Maurizio o “Mauriziano” (residenza estiva del poeta Ludovico Ariosto), fino all’ingresso in città. Poco dopo il Mauriziano, sul lato opposto (Via G. Amendola 2, campus universitario San Lazzaro) è allestito l’interessante Museo di storia della psichiatria con una raccolta di strumenti di contenzione e “cura” utilizzati nel vecchio ospedale psichiatrico e fortunatamente non più in uso.


Il Museo di Storia della Psichiatria

Entriamo nella città vecchia a Porta San Pietro, da tempo completamente distrutta insieme alle mura. Rimane il toponimo e la via si chiama oggi Emilia a San Pietro. Gli scavi del 1932 e del 1947 mostrarono che la via basolata urbana iniziava all’incrocio con Via San Gerolamo e terminava in corrispondenza dell’attuale incrocio con Via Mazzini. Nei pressi dell’incrocio con Via Roma, sul selciato, è posta una grande targa (Locus Gromae) 10 al centro esatto della città romana con l’orientamento del decumano massimo e del cardo massimo. Sulla destra, all’incontro dell’Emilia a San Pietro con Via San Niccolò, si trova Palazzo Spalletti-Trivelli con notevoli dipinti di pittori emiliani tra cui il Guercino e Guido Reni. Nelle fondamenta sono stati ritrovati suggestivi resti del foro romano, visitabili su prenotazione.


Gromae Locus

Il Museo Diocesano, nel Palazzo Vescovile, è a sinistra in Via Vittorio Veneto. Ospita opere d’arte e arredi liturgici della Cattedrale e delle pievi reggiane in 3 saloni realizzati nel ’600. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, di fondazione antichissima ma più volte modificata, è nella vicina Piazza Prampolini. Nel 1599 la sua struttura romanica venne inglobata all’interno in una trabeazione dorica. La cupola è secentesca, le volte a botte sono settecentesche. La torre campanaria ottagonale o tiburio, è del 1268. Sotto la Cattedrale è stato recentemente scoperto un raffinato grande mosaico romano del IV secolo d.C.


Cattedrale di Santa Maria Assunta, Reggio Emilia

Sempre sulla piazza si affaccia la sala del tricolore che, insieme al contiguo museo (ingresso in piazza Casotti), celebrano la storia della bandiera italiana. Ritornati sulla Via Emilia Santo Stefano, alla piazza del Monte, per Via Crispi si arriva ai Musei Civici che trovano spazio, in Via Spallanzani 1, nell’ex convento francescano duecentesco totalmente ristrutturato nel Settecento. Nei Musei si documentano le memorie della natura, dell’arte, dell’archeologia e della storia dell’intero territorio provinciale. Sono una curiosità i resti preistorici del capodoglio “Valentina”, scoperti sulle colline reggiane.

Sull’altro lato della piazza in corso Cairoli 2 c’è la Galleria Parmeggiani, museo di mobili, dipinti e tessuti conservati in un fantasioso edificio gotico rinascimentale. Ritornati sulla Via Emilia a San Pietro s’incrocia Corso Garibaldi che porta alla basilica della Beata Vergine della Ghiara, edificata nel 1596 a ricordo di un miracolo, dove è custodito uno straordinario ciclo di affreschi dei migliori artisti del ’600 emiliano: Carracci, Guercino e altri. Da visitare anche l’annesso museo. Poco distante da Piazza Gioberti sono stati trovati reperti del ponte a più arcate su cui l’Aemilia superava il torrente Crostolo che lambiva ad occidente le mura seguendo l’attuale percorso delle Vie Ariosto e Garibaldi. Usciamo dalla città antica verso Sant’Ilario d’Enza attraverso Porta Santo Stefano, anche questa distrutta insieme alle mura. Dopo pochi chilometri incontriamo la sede amministrativa del Consorzio Parmigiano Reggiano, forse il prodotto alimentare italiano più famoso al mondo.


Beata Vergine della Ghiara, Reggio Emilia
 
INFORMAZIONI
- Tutte le tappe di 
"Aemilia, una via lunga 2200 anni" sono sulla nostra pagina dedicata.
- Hanno curato la realizzazione della tappa 4 Alberto Berselli, Cinzia Costi, Argio Nascimbeni, Carlo Po, Alberto Tinterri, Paolo Zanazzo.
Scarica la mappa e la descrizione della tappa 4 in formato pdf!
- Scopri nel dettaglio il percorso di "Aemilia, una via lunga 2.200 anni" sulla mappa interattiva di tourer.it/itinerari.