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Neri Marcorè e il pop italiano accendono l'estate tra gli Appennini

La musica di RisorgiMarche sostiene la ricostruzione, insieme al Tci

di 
Clelia Arduini
7 Giugno 2018
Sarà Piero Pelù con la sua inconfondibile voce graffiante a inaugurare il primo luglio la seconda edizione di “RisorgiMarche”, a 1550 metri d’altitudine del valico di Forca di Presta, nel comune di Arcquata del Tronto. Il festival musicale di solidarietà patrocinato dal TCI -  che non può mancare quando si parla di difesa del territorio, del paesaggio, delle comunità , segni distintivi della civiltà europea e mediterranea – è stato ideato dall’eclettico Neri Marcoré, marchigiano d’autore, per la rinascita delle comunità colpite dal sisma del 2016. 

“RisorgiMarche” quest’anno vuole  provare a raggiungere 100 mila visitatori visto che l’anno scorso si era “fermato” a 80 mila presenze contribuendo a frenare quella caduta libera di prenotazioni e turisti che a febbraio del 2017, a pochi mesi dal sisma, segnava un terribile – 72 per cento rispetto all’anno precedente e alla fine dell’anno registrava un miracoloso -2 per cento.

“RisorgiMarche non pretende certo di restituire ciò che le comunità marchigiane colpite dal terremoto hanno perso – spiega Neri – ma vuole essere un’occasione in cui la società civile può incontrarsi e dare il suo contributo. Un concetto che si traduce anche nel DopoFestival, un evento nell’evento, per continuare a stare insieme a riflettori abbassati, con intrattenimento, mercatini, negozi aperti da parte di quei territori e quei comuni  limitrofi o pertinenti alla zona in cui si svolgeranno i concerti.” Perché le parole d’ordine sono: rinascita, sostegno, coesione, solidarietà, riconciliazione con il passato, progetti, futuro, speranza.
 
Il pubblico di RisorgiMarche /Marco Biancucci
 

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GLI ARTISTI DI RISORGIMARCHE
Anche questa volta, il cartellone degli artisti chiamati da Neri sarà di grande appeal così come i luoghi in cui i cantanti si esibiranno: prati solitari ai piedi di montagne silenziose con borghi e castelli in lontananza, che costituiscono una delle variegate anime delle Marche, forse la più segreta, la più bella.
 
Dopo Pelù ecco arrivare Angelo Branduardi, il 3 luglio, nei piani di Crispiero e Monte d’Aria, nei comuni di Castelraimondo, Camerino e Serrapetrona, in provincia di Macerata; di scena Simone Cristicchi il 6 luglio alla Roccaccia, località del Maceratese e il 7 Mario Biondi a Pizzo di Meta; a Monte Torrone, il 9, echeggerà la voce di Alex Britti e il 14 sarà la volta di Noa, meravigliosa artista israeliana, che segna con la sua presenza il primo intervento di carattere internazionale ospitato dal festival. E poi Luca Carboni, Clementino, Irene Grandi, Andrea Mirò, Elio e Rocco Tanica (non ancora in calendario) e lo stesso Neri Marcoré, che a chiusura del festival, il 2 agosto a San Giacomo, nel comune di Ascoli Piceno - e come già fatto a Roma al teatro Brancaccio - canterà De André accompagnato dal Gnuquartet.
 
Neri Marcoré, promotore e animatore di RisorgiMarche /Marco Biancucci
 
Tutti gli artisti, compreso Neri, si esibiranno senza prendere un euro, mentre i costi dell’organizzazione saranno finanziati da una serie di aziende e banche del territorio, compresa la Regione Marche che utilizzerà, come già fatto l’anno scorso, parte dei fondi del decreto Milleproroghe, destinanto a cultura e turismo.
 
NELLE MARCHE, BELLE E SOSTENIBILI
L’evento, che propone location da raggiungere a piedi o in bicicletta, richiederà, come giusto che sia, a tutti partecipanti un approccio sostenibile e un atteggiamento di grande riguardo per l’ecosistema dei parchi marchigiani. “L’anno scorso - conclude Neri - abbiamo raccolto solo 2 sacchi di immondizia ed è un gran bel risultato”.

E intanto, con l’energia della musica sprigionata dal festival accompagnata da quel sano pragmatismo che contraddistingue i marchigiani, ecco che l’offerta turistica riprende fiato anche con nuovi voli che da quest’anno collegano la regione con le Repubbliche Baltiche. Perché ormai “RisorgiMarche” non è più solo il nome di un festival, ma un sentimento vero che anima tutte le azioni di chi ha a cuore la terra di Leopardi.
 

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