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La soddisfazione del Touring per il pronunciamento della Consulta: la Regione Abruzzo non ha rispettato la Legge quadro statale sulle aree protette

La Corte Costituzionale ascolta gli ambientalisti: il Parco Regionale Sirente-Velino è salvo

di 
Fabrizio Milanesi
30 Novembre 2022
Il Parco Regionale Sirente-Velino, che tutela oltre 500 kmq in provincia dell'Aquila, non sarà ridotto nelle sue dimensioni. Il pronunciamento salva molte migliaia di ettari di territorio protetto che la Regione Abruzzo aveva eliminato dalla tutela con la legge 14 del 2021, una decisione che molte associazioni ambientaliste avevano tentato di scongiurare con una massiccia mobilitazione, una campagna mediatica e la raccolta di 125mila firme. Non bastò. Toccò al Wwf, una volta approvata la Legge regionale con i confini ridotti del Parco, presentare una richiesta al Governo di impugnativa.
 
Con la sentenza depositata il 28 novembre 2022 i giudici hanno ritenuto che la norma contestata viola la Legge quadro statale sulle aree protette non avendo reso adeguatamente partecipi gli enti locali nella definizione del nuovo perimetro: "Non risulta - scrivono i giudici della Corte - che siano state effettuate le prescritte conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all'analisi territoriale dell'area da destinare a protezione, né che tale documento d'indirizzo sia stato predisposto, né ancora che siano state operate l'analisi territoriale, l'individuazione degli obiettivi da perseguire e la valutazione degli effetti dell'istituzione dell'area protetta sul territorio".
 
Non era chiara quindi, secondo i togati, la finalità del provvedimento regionale che riduceva i confini del Parco e non era stata trasparente la comunicazione alle istituzioni, alle associazioni e a tutti i portatori di interesse presenti sul territorio. 
 
Panorama del Parco regionale Sirente-Velino, in Abruzzo / foto Shutterstock
 
Ad esultare sono oggi le stesse associazioni ambientaliste che nel 2021 avevano tentato invano di fermare il provvedimento della giunta abruzzese, tra cui Wwf, Lipu, Pro Natura, Italia Nostra e il Touring Club Italiano, che nel 2021, rappresentato dal Club di Territorio di Pescara, partecipò a conferenze stampa e firmò comunicati in cui si manifestava la contrarietà al progetto di legge che avrebbe ridotto la superficie del Parco regionale, rilevando violazioni a varie norme regionali, nazionali e comunitarie.
 
La sconfitta della Regione si può ritenere quindi eclatante, perché avviene sul terreno della tutela di un patrimonio naturalistico di circa 6.400 ettari, un bene comune che un’istituzione pubblica dovrebbe proteggere da interessi privati. Ma le comunità non sono le sole a beneficiare del Parco. A non subire uno sconvolgimento doloroso del proprio ecosistema sono ovviamente molti animali, tra cui alcune specie protette come l’aquila reale, l’orso bruno, il gracchio corallino e il falco pellegrino.
 
A confermarlo è Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese, che si è detto "felice per aver contribuito a ristabilire l'ordine delle priorità: la tutela della biodiversità viene prima di piccoli interessi locali, a partire da quelli dei cacciatori. L'esistenza di un patrimonio di interesse europeo e la necessità di gestirlo in maniera adeguata dovrebbe essere considerata un onore da parte della Regione e non un peso. Ovviamente bisogna investire nella tutela in termini di risorse intellettuali e materiali invece che cercare scorciatoie come quella di un taglio all'area protetta".
 
Valle dell'Aterno, il castello medievale di Beffi e la chiesa di San Michele, un'area a rischio esclusione dal perimetro del Parco / foto Elio Torlontano
 
Ora la speranza è che prevalga l’interesse per il bene dell'area protetta, che ha bisogno strumenti per esercitare la propria funzione, dell'approvazione del Piano di gestione e di un piano di rilancio che punti alla promozione turistica. Lo sottolinea anche Elio Torlontano, console regionale per l'Abruzzo del Touring Club Italiano: “Con soddisfazione accolgo la sentenza della Corte Costituzionale che invalida la riperimetrazione (in diminuzione) del Parco per difetto di coinvolgimento degli enti locali interessati nel processo di definizione del nuovo perimetro - mediante l'analisi territoriale, l'individuazione degli obiettivi da perseguire e la valutazione degli effetti dell'istituzione dell'area protetta sul territorio -.  Infatti, tale difetto ha impedito di rappresentare correttamente, come ci sta a cuore, il valore naturale, paesaggistico, antropologico, archeologico, storico e architettonico dell'area”.
 
INFORMAZIONI UTILI
Scopri il Parco Regionale Sirente-Sirente Velino sul sito www.parcosirentevelino.it.