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Luoghi e percorsi per mantenere vivo il ricordo

Itinerario sui luoghi della memoria a Cassino, nel Lazio

di 
Sandra Leonardi
15 Novembre 2021
Quest'articolo è frutto dalla convenzione stipulata dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e Touring Club Italiano. Sandra Leonardi è docente di Geografia e Turismo Sostenibile e valorizzazione del territorio presso la Facoltà di Lettere - La Sapienza Università di Roma, oltre a essere Consigliere Nazionale dell’AIIG.
 
Percorrere un territorio con consapevolezza e attenzione significa anche saper leggere le tracce degli avvenimenti e delle esperienze che nel tempo ne hanno delineato il paesaggio. Si tratta di un insieme di percezioni, immagini, luci, suoni e profumi che dà vita al "Genius". Paesaggi dell’anima e del cuore che diventano iconemi e consentono di entrare nei contesti più profondi del luogo che, così, si fa memoria e che, a un solo sguardo, è capace di evocare ricordi diretti e indiretti e/o vicende vissute o tramandate. Sono luoghi, appunto, in cui il racconto orale prende forma e dove la memoria del passato, trovandovi rifugio, diviene strumento utile per vivere consapevolmente il presente ed essere monito per il futuro. 

Un territorio che conferma quanto appena riportato è quello situato a metà strada fra Napoli e Roma, "nel tratto che costeggia il fianco della montagna bruna a forma di balena (Monte Trocchio) su un lato" e dal lato opposto, "adagiata su un cuscino verde, [...] l’Abbazia di Montecassino" (Majdalany, 2003), sullo sfondo di una barriera fatta di montagne che segnano il confine con l’Abruzzo e il Molise. In mezzo a questa valle, solcata dal fiume Rapido e dalle sorgenti del Gari che in località Giunture si congiunge con il Liri, dando vita al Garigliano, si trova Cassino.  Qui, ove la geografia [diviene] la condizione iniziale della visibilità della storia [...] le dà la sua forza di verità (Mosser e Nys, 1997), il luogo si fa memoria attraverso i beni culturali, paesaggistici e ambientali presenti. 


La piana di Cassino - foto Lazazzera/Shutterstock

In quest’area, nel basso Lazio, un tempo Terra di Lavoro, quasi ultimo avamposto della provincia di Frosinone prima del confine con Campania, il visitatore si confronta con il quadro autentico di un fatto storico: una delle battaglie più lunghe e sanguinose che ebbero luogo durante la Seconda Guerra Mondiale. I luoghi della memoria di questa Città Martire sono distinguibili in beni suggeriti, cioè elementi e oggetti ricostruiti che ricordano indirettamente fatti storici (per esempio bombardamenti); beni grezzi, percorsi e tracce su cui non è stato operato alcun intervento di recupero sostanziale se non eventuali restauri conservativi al fine di evocare direttamente o indirettamente riflessioni e ricordi; beni costruiti, manufatti che indicano un avvenimento (per esempio un monumento, una stele, una lapide) (Mosser, Nys, 1997).

A Cassino la geografia dell’area e la conformazione del territorio, associata a una strategia militare errata e, forse anche svogliata, dovuta a una sostanziale assenza di capacità di manovra (Majdalany, 2003) hanno determinato il prolungamento di un estenuante assedio, e il tutto è visibile attraverso la lettura del paesaggio e dei beni culturali e ambientali presenti nell’area urbana e lungo i percorsi che conducono in primis, all’Abbazia e di là si dipanano tra il verde delle montagne (es. Sentiero storico per Montecassino, percorsi di interesse storico dell’area del monumento naturale di Montecassino tra cui la Cavendish Road).   

L'ITINERARIO DELLA MEMORIA
A dominare dall’alto quel che rimaneva di una città rasa al suolo dai bombardamenti, i resti della Rocca Janula, fortificazione frutto del processo di incastellamento che caratterizzò anche la Terra di San Benedetto, visibile da ogni angolo della città. 


Cassino e la Rocca Janula/foto Wikipedia Commons

A pochi passi dalla rocca è visibile il Monumento della Pace donato alla città nel 1974 dallo scultore Umberto Mastroianni a monito delle conseguenze causate dal bombardamento il 15 febbraio del 1944: “l'energia drammatica di un’esplosione attraverso un groviglio di elementi tubolari che sfuggono dal nucleo, invadendo lo spazio circostante”. La sistemazione dell’opera sul fianco a sud della Rocca avvenne nel 1987 e una sua riproduzione, in scala minore, è situata nel centro di Cassino, in piazza XV Febbraio. 

Riproduzione in scala minore del Monumento della Pace a Cassino - foto Sandra Leonardi
 
Nella stessa piazza è stata posizionata la statua dell’orso Wojtek, orso bruno siriano che le diverse fonti dicono di provenienza iraniana (zona di Hamadan) che dopo alterne vicende fu affidato al generale dell’esercito polacco Boruta Spiechowitz divenendo la mascotte del suo scaglione.

Statua dell'orso Wojtek a Cassino - foto Sandra Leonardi
 
Poco lontano si trova un altro bene costruito di questa narrazione, una lapide a memoria di quanto accaduto con il bombardamento della quarta battaglia a ricordo della prima pietra posta per la ricostruzione della città secondo il programma denominato ‘dov’era e com’era’ dell’Abate Ildefonso Rea. 

Lapide commemorativa a Cassino - foto Sandra Leonardi
 
Continuando il percorso in città altri elementi raccontano quel lungo periodo storico costato la vita a tanti civili e militari che per motivi diversi si trovavano in questo territorio. A piazza De Gasperi sono conservati, in memoria delle vittime civili di Cassino, un carro armato americano Sherman, un cannone controcarro tedesco, una targa in memoria dei caduti della 34a divisione di fanteria americana. 



Carro armato e cannone in piazza De Gasperi a Cassino - foto Sandra Leonardi
 
Dall’altra parte di Via E. De Nicola lo spazio commemorativo con il monumento che rende omaggio alla Città martire.


Monumento che rende omaggio alla Città martire, Cassino - foto Sandra Leonardi

In via San Marco, alle porte della città, sorge l’Historiale, museo realizzato da Carlo Rambaldi nel 2004 in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Battaglia di Montecassino. Il museo si estende su un’area di 1.200 mq e consta di sei padiglioni e quattordici sale multimediali che coinvolgono il visitatore in un percorso sensoriale fatto di voci registrate del tempo, di filmati storici, di brani musicali, dii testi e immagini d’epoca per descrivere quello che fu combattimento della Linea Gustav, per più di otto mesi, tra l’ottobre 1943 e il maggio 1944.

Cassino si trovava sulla linea Gustav: qui si trovarono militari di diverse nazionalità. Tutti i caduti del secondo conflitto mondiale vengono ricordati in tre sacrari: Cimitero Militare del Commonwealth, Cimitero Militare Germanico, Cimitero Militare Polacco. In quest’ultimo, situato sulla sella nota come la Valle della Morte, riposano le salme di 1.072 soldati caduti in battaglia. 


Cimitero militare polacco, Cassino - foto Shutterstock


Cimitero militare del Commonwealth, Cassino - foto Cordeschi/Shutterstock

Dallo scorso anno gli itinerari che si snodano dal centro e salgono su per il Massiccio di Montecassino perdendosi nella natura, hanno il riconoscimento ufficiale di percorsi CAI. Lungo questi sentieri è possibile ricordare i diversi momenti di quei drammatici avvenimenti come, ad esempio, sull’antica strada che porta dalla Masseria dell’Albaneta alla valle del fiume Rapido ove si trova il Monumento del 4° Reggimento Corazzato “Skorpion”. 

Sul Monte Calvario è posizionato il Monumento della 3a Divisione Fucilieri dei Carpazi, inaugurato il 18 luglio 1945 e composto di un obelisco alto 11 metri: è visibile da lontano e ai suoi piedi si legge una delle iscrizioni più commoventi relativa a quel drammatico evento: "Per la nostra e la vostra libertà noi soldati polacchi demmo l'anima a Dio, i corpi alla terra d'Italia, alla Polonia i cuori" (Bolesław Kobczyński). 

In un punto visibile sia dal colle dell'abbazia sia dalla valle del Liri è stato eretto il Monumento della 5a Divisione di Fanteria "Kresowa" nel giugno 1944, due settimane dopo la fine dei combattimenti, in memoria dei 503 soldati caduti e dei 1531 feriti della Divisione. Venne consacrato ufficialmente il 18 maggio 1945. 

UNA RIFLESSIONE SULL'IDENTITÀ
L'obiettivo di questo itinerario è quello di riflettere sul rapporto dei luoghi in relazione all’identità di ciascuno, un’identità che nasce e si struttura, modificandosi e variando nel tempo, consentendo alle donne e agli uomini che con essa si relazionano di esserne parte attiva: all'identità si conferisce infatti valore e significato/i, in modo individuale e/o comunitario, come forma di socializzazione e/o di appropriazione finalizzata alla coesistenza, oggi anche in relazione al consumo, alla riproduzione e alla fruizione di beni materiali e immateriali (Morri, 2020). 

E così i luoghi, i percorsi, i beni puntuali, di questo territorio divengono il supporto pedagogico che facilita largamente la comprensione di un avvenimento attraverso un quadro fornito direttamente. L'immaginazione del visitatore può allora utilizzare questo quadro per essere più vicina alla verità. Si assiste così a un “allestimento del sapere [...] che è destinato a facilitare la sua memorizzazione” (Mosser e Nys,1997, p. 265 e succ.). 

BIBLIOGRAFIA
Majadalany F., Cassino. Ritratto di una battaglia, Milano, Mondadori, 2003
Morri R., Pratiche di public geography, Bologna, Patron Editore, 2020
Mosser M., Nys P. (a cura di), Jardin, art et lieu de mémoire, Arles, Acte Sud, 1997