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Il progetto Life Redune sta mettendo al sicuro chilometri di territorio tra Cavallino Treporti, Eraclea e Caorle: un buon esempio di pratiche sostenibili

In Veneto, un progetto per salvare le dune costiere dal turismo di massa

di 
Fabrizio Milanesi
12 Giugno 2019
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Proteggere il litorale attraverso le dune e rendere più sostenibile il turismo sulle spiagge venete. Questo è l’obiettivo del progetto Life Redune, che dallo scorso inverno sta raccogliendo attorno a sé l’impegno di istituzioni, università e specialisti del settore. L’obiettivo è connettere tre chilometri di dune, grazie anche alla piantumazione di 150mila piante e con la costruzione di passerelle e dieci chilometri di recinzioni per mettere al sicuro il sistema dunale di Cavallino Treporti, Eraclea e Caorle.
 
L’azione di ricucire il territorio con dune sabbiose protegge la prima parte retrostante alla spiaggia dalle mareggiate e mette un freno all’effetto dell’erosione delle coste, spesso provocate dei camminamenti e dai varchi aperti tra le dune dal passaggio frequente dei turisti, ovviamente soprattutto nella stagione estiva. In quei tratti scavati dai turisti l’acqua trova corsie preferenziali per passare e mangiarsi pezzi di terra.
 
Gli effetti del passaggio sulle dune in sentieri non consentiti / foto Ca' Foscari
 
Il progetto è cofinanziato al 60% dal programma LIFE Natura della Commissione Europea e l’Università Ca’ Foscari sta guidando una cordata composta da Regione Veneto e Veneto Agricoltura, dall’European Project Consulting e dalla cooperativa Selc, che cofinanziano il progetto. A questi si aggiunge il sostegno dei comuni di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea, Caorle e San Michele al Tagliamento.  
 
Lo strumento fondamentale che permette un vero e proprio rammendo del cordone di dune è la Stipa veneta, pianta purtroppo già inserita nella Lista rossa delle specie in via d’estinzione in Italia. La Stipa infatti riesce per conformazione a creare cespi enormi che raggiungono altezze ragguardevoli. La loro presenza da un lato riduce l’impatto del vento e dall’altro crea un effetto “settaccio” carpendo granelli di sabbia alzati dalle raffiche.
 
“Tutti i sistemi litoranei sono fortemente minacciati. Da problemi locali, come quello delle cave, a quelli globali come i cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello dei mari” ha recentemente dichiarato al portale Lifegate Gabriella Buffa, professoressa di botanica all’università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatrice scientifica del progetto. “Ma c’è un altro grande problema che mette a repentaglio la conservazione di questi luoghi importantissimi, è il calpestio da parte dei turisti meno attenti. Infatti piante come l’Ammophila o la Stipa venetapossono sopportare il caldo, la sabbia, il sale. Ma non sopravvivono se calpestate”.
 
Il litorale ospita una specie in via di estinzione, la Stipa veneta / foto Ca’ Foscari 

LE QUATTRO AREE DA SALVARE
La laguna di Caorle e la Foce del Tagliamento comprende i Comuni di San Michele al Tagliamento, Caorle, Concordia Saggitaria. Il sito è localizzato all’estremità orientale della regione Veneto, al confine con il Friuli Venezia-Giulia, nel territorio compreso tra il Fiume Tagliamento, a nord-est, ed il Canale Nicesolo, a sud-ovest.
 
Il Bosco Nordio del comune di Chioggia comprende una serie di dune che rappresentano il più antico apparato dunale del litorale tra Chioggia ed il Po. Rappresenta uno degli esempi residui di bosco litoraneo climatico, insieme al Bosco di Valgrande di Bibione, ai relitti boschivi della Stazione Biofenologica del Cavallino, e, fuori regione, al Boscone della Mesola.
 
La Laguna del Mort e le pinete di Eraclea comprende i comuni di Caorle, Eraclea e Jesolo. Il sito è un sistema litoraneo costituito da una laguna di ridotta estensione delimitata da un cordone sabbioso, consolidato da “pennelli” perpendicolari alla linea di costa, ed è affiancata, per tutta la lunghezza della linea di costa, da un’ampia pineta.
 
La penisola del Cavallino comprende il comune di Cavallino Treporti e occupa una porzione del litorale veneto denominata “Litorale del Cavallino”. L'area ospita complessi dunosi di formazione antica e recente che si estendono dall’attuale foce del fiume Sile fino a Punta Sabbioni. Il sito risulta frazionato in tre aree dislocate lungo il litorale (Ca’ Ballarin, Ca’ Savio e Punta Sabbioni) ed una quarta area posta verso l’entroterra.
 
 
Scopri di più sul progetto Life Redune sul sito dedicato.
 
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