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Un itinerario slow fuori dagli schemi, tra borghi silenziosi, in parte lontani dal vino ma ricchi di cultura gastronomica

In Piemonte, nell’Alta Langa, territorio di sapori e scenari inediti

di 
Linda Nano
14 Settembre 2022
L'Italia a tavola è un vero e proprio universo da scoprire, con una ricchezza sterminata di sapori, gusti, piatti, vini, prodotti unici e specialità che al mondo tutti ci invidiano. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito e sull'indice per regione!
 
 
Le colline dell’Alta Langa, se accostate ai vigneti e ai paesi di Langa più rinomati, possono essere considerate un territorio ancora poco conosciuto, ma sempre di grande fascino. È la Langa “altra”, che ha dato i natali agli scrittori Fenoglio e Pavese, luogo di confine in cui l’altitudine segna il passaggio dai filari ai noccioleti e ai pascoli, in un susseguirsi di itinerari ideali per i mezzi di trasporto slow per eccellenza, la bicicletta o i propri piedi.
 
Su queste colline che dal Piemonte si protendono verso la Liguria, si stende un territorio autentico in ogni stagione: fresco e ventilato in estate, ricoperto dalla neve in inverno, colorato dalle sfumature calde del foliage nei mesi autunnali. E con una caratteristica comune in ogni parte dell’anno, quella del Marin, il vento proveniente dal mare che pare accarezzarlo, mentre sullo sfondo si erge maestosa la catena delle Alpi. 
 
Una Langa più appartata, meno mondana, dove ritrovare il piacere di borghi silenziosi, in parte lontani dai luoghi di culto del vino ma ricchi di altrettanta cultura gastronomica. Seguendo percorsi che si snodano lungo tutta la dorsale che percorre le valli Belbo, Bormida e Uzzone, l’Alta Langa regala ampie visioni panoramiche grazie all’altitudine tra i 600 e i 900 metri e innumerevoli occasioni per soste all’insegna della golosità.
 
DA BERGOLO A CORTEMILIA, TERRE DELLA NOCCIOLA
Il nostro itinerario parte da Bergolo, il più piccolo comune delle Langhe e una delle più piccole Bandiere Arancioni d'Italia (i borghi certificati dal Touring), noto anche come il paese di pietra per le decine di sculture e opere d’arte a cielo aperto che lo abbelliscono. Posto a 600 metri sul livello del mare, è un raro esempio di borgo rurale medievale che ha conservato le sue caratteristiche originarie, con stradine, case e alcune piccole cappelle in pietra arenaria, tra cui la cappella di S. Sebastiano risalente al XII secolo in stile Romanico, da cui godere di una splendida vista sulle valli circostanti.
 
Piccolo ma molto animato soprattutto in estate, Bergolo aderisce all’Associazione Nazionale Città della Nocciola che riunisce i territori e le comunità della nocciola italiana, proponendo frequentatissimi appuntamenti enogastronomici dedicati ai due prodotti simbolo del territorio, le nocciole e la Tuma delle Langhe.
 
Punto di riferimento consolidato per cibo e ospitalità in paese è il ristorante albergo ‘L Bunet, dove Emilio Banchero e la moglie Janeth Arrojo Molano propongono una tavola colta, basata su stagionalità e ricerca delle migliori materie prime. Verdure dell’orto di casa, carni di Piemontese (da provare il bollito misto invernale con tutti tagli e le cotture giuste), il classico Bunet e il gelato fatto con nocciole locali ma soprattutto un carrello di formaggi a latte crudo, che racconta la grande ricerca e competenza di Emilio.
 
La nocciola delle Langhe / foto Shutterstock
 
A poca distanza da Bergolo, a Torre Bormida si trova invece l’agriturismo La Costa, immerso in un ampio parco con piscina, interrotto solo dalla presenza dei noccioleti di proprietà. Alberi da frutta, allevamento di animali da cortile e maiali ne garantiscono invece la produzione di conserve, carni e insaccati serviti ai tavoli. 
 
Tra boschi e noccioleti si raggiunge Cortemilia, tra i centri più importanti dell’Alta Langa. Il suo nucleo storico di origine medievale, con suggestive abitazioni e portici, è sovrastato da un imponente torre cilindrica di sei piani e poderose mura, ultima testimonianza della fortezza dei Marchesi Del Carretto, ancora oggi una delle più imponenti delle Langhe. Cortemilia è anche la capitale indiscussa della nocciola Tonda Gentile delle Langhe, varietà unica di questo territorio collinare, dove il terreno vocato e le condizioni pedoclimatiche garantiscono alle piante una crescita ottimale.
 
La forma tonda, il guscio sottile e un profumo fruttato e aromatico, intenso ma delicato, senza sensazioni legnose, la differenziano da tutte le altre varietà di nocciole rendendola insostituibile per i dolci ma anche in abbinamento a piatti tradizionali come l’arrosto o in combinazioni più inusuali con paste fresche, formaggi e salumi. La Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia, giunta quest’anno alla sua 67° edizione, è un evento dedicato principalmente alla nocciola e alle eccellenze gastronomiche locali, ma anche ricco di incontri culturali, spettacoli teatrali e concerti. 
 
Tra le specialità tipiche, da provare l’inimitabile torta di nocciole soffice, leggera e senza farina della Corte di Canobbio, nome storico della pasticceria piemontese dal 1964, che vede ospitato il suo laboratorio di pasticceria, la caffetteria, la vineria e un curatissimo bed & breakfast di 5 camere, in uno splendido palazzo del ‘500 in piazza Molinari. Sosta di grande tradizione anche quella all’hotel ristorante Villa San Carlo, con lo chef Carlo Zarri vero ambasciatore dell’enogastronomia langarola, che propone una cucina di territorio con ingredienti stagionali di piccoli produttori locali, con tartufi e nocciole a farla da padroni e ampia carta dei vini.
 
La famiglia Canobbio e la celeberrima torta alle nocciole / foto cortedicanobbio.com
 
Nel centro storico di Cortemilia merita una visita il Bar Enoteca Bruna, luogo di meraviglie enologiche piemontesi e non solo che, grazie alla passione e alla competenza di Pier Luigi Bruna, offre un’ampia scelta di vini anche a bicchiere accompagnati da ottimi salumi e formaggi del territorio tra cui la robiola di Roccaverano in diverse stagionature. Bella la sua selezione di prodotti locali, conserve, pasta artigianale e grappe.
 
Poco distante dal paese, in una casa di campagna immersa nel verde, Gallo è un esempio virtuoso di agriturismo classico in cui allevamento e agricoltura costituiscono la base dell’economia aziendale. La sua cucina piemontese è quasi esclusivamente a base di verdure e carni autoprodotte, con pasta fatta in casa e menu che rispecchiano fedelmente ogni stagionalità. Oltre ad essere base ideale per soggiorni all’insegna del trekking o per visite verso Langhe e Monferrato.
 
Lasciando Cortemilia si sale verso il piccolo borgo di Castino, il cui centro storico rispecchia la ricchezza portata dalla presenza di ben tre monasteri benedettini, mentre il castello e i ruderi della torre ne testimoniano l’importanza nel controllo del valico verso la Bassa Langa. Fra le sue attrattive va senz’altro annoverata anche la pizzeria Vola Bontà per Tutti, tra le migliori in assoluto a conferma dei tanti riconoscimenti ricevuti, grazie all’attenzione al Piemonte gastronomico e ai suoi prodotti, alle farine e alle lievitazioni curate.
 
Spostandoci in località San Bovo, minuscola frazione di Castino, troviamo invece uno dei luoghi letterari di Langa per eccellenza, la Cascina del Paviglione, dove Beppe Fenoglio ambientò La malora uno dei suoi romanzi più celebri. Oggi la struttura contiene una ricca biblioteca tematica, con i principali volumi sul territorio e tutte le opere di Fenoglio e Cesare Pavese.
 
Cascina del Paviglione / foto Terre alte escursioni e turismo
 
Da Castino è d’obbligo fare una puntata verso il paese di Cravanzana, meta gastronomica famosa per il ristorante albergo Da Maurizio, attivo dal 1902. Da tre generazioni la famiglia Robaldo gestisce questo luogo, noto per le sue specialità piemontesi come la carne all’Albese, i Tajarin al ragù di carne o ai funghi porcini, gli agnolotti al plin, il pollo alla cacciatora con peperoni, il cinghiale al Barolo e molto altro. Particolarmente ricco il carrello dei formaggi, oggetto di una ricerca che annovera più di 25 varietà di robiole, tra vaccine, ovine e caprine selezionate secondo stagione. Il tutto accompagnato da una carta dei vini di grande valore, con etichette principalmente locali e piemontesi, anche da vitigni autoctoni meno noti, oltre a una selezione di annate pregiate.
 
Prodotti da forno a base di nocciole da I dolci di Cascina Grangia, dove meritano un assaggio le torte, i biscotti a base di nocciole e miele di castagno e la crema di nocciole. Specialità assoluta sono i Ribatin, piccoli baci di dama da provare con il caffè e l’amaretto morbido di nocciole. A conduzione famigliare, con 25 ettari interamente coltivati a noccioleto da più di 50 anni, è l’azienda Nocciole d’Elite di Emanuele Canaparo, dove l’innovazione nella raccolta e nella lavorazione della Tonda Gentile delle Langhe è supportata da una lunga esperienza che sceglie, divide e scarta fino ad avere un prodotto perfetto. Le nocciole crude o tostate, vengono trasformate in pasta, granella o farina e commercializzate per il settore dolciario o in negozi specializzati, da visitare anche lo show room aziendale.
 
Un luogo pensato per rilassarsi immersi nella natura dell’Alta Langa quello di Cascina Prato, agriturismo con azienda agricola e ristorazione, dove è possibile affiancare al riposo e alle escursioni anche esperienze di cucina a km zero, alla riscoperta delle vecchie ricette piemontesi e dell’arte dei dolci fatti in casa.
 
Cravanzana / foto Shutterstock
 
SANTO STEFANO BALBO E LE COLLINE DEL MOSCATO D'ASTI
Lungo la discesa da Castino verso Santo Stefano Belbo ritroviamo la Langa del vino e le colline ricoperte dai filari, immergendoci nel panorama suggestivo della produzione del Moscato d’Asti. Qui gli aromi del Moscato Bianco acquistano particolare finezza e grande intensità, dando vita a vini capaci di evolvere anche nel tempo, contrariamente all’immaginario più abituale su questo vino, che ne considera soltanto le versioni più giovani e d’annata.
 
Alessandro Boido con la sua azienda vitivinicola Ca’ d’ Gal, è senz’altro colui che prima di ogni altro ha saputo intraprendere la strada dell’affinamento del Moscato d’Asti. Dal 1997 si è dedicato a sperimentare la longevità del suo Moscato Vigna Vecchia con risultati sorprendenti, delineandone così una nuova identità capace di tenere testa per carattere e personalità ai migliori bianchi dolci internazionali. Nell’agriturismo annesso alla cantina è anche possibile soggiornare, oltre a degustare un’ottima cucina di territorio accompagnata dai vini aziendali.
 
Grande qualità e capacità innovatrice anche per Riccardo Bianco e la sua cantina Mongioia, proprietario di alcuni tra i più vecchi vigneti della denominazione, con età comprese tra i 90 e i 170 anni e con piante ancora a piede franco. Suo il primo Moscato d’Asti “Canelli” prodotto in un’anfora studiata appositamente, in grado di micro-ossigenare il Moscato senza ossidarlo.
 
Altra realtà produttiva molto significativa è l’azienda I Vignaioli di Santo Stefano, nata nel 1976 grazie alle famiglie Scavino e Ceretto, con l’intento di ricreare intorno all’immagine del Moscato d’Asti un modello di qualità alternativo alle grandi produzioni industriali e commerciali. Il successo che ne derivò motivò positivamente la crescita della cantina, che oggi conta 41 ettari in buon parte di proprietà tra Santo Stefano, Canelli e Calosso.  
 
Molte sono poi le aziende a conduzione famigliare in cui nuove generazioni di vignaioli stanno portando avanti con intraprendenza non solo la strada del Moscato d’Asti di qualità, ma anche quella della spumantizzazione all’interno della denominazione Alta Langa. Tra questi Paolo e Ilaria Grimaldi, terza generazione famigliare a produrre Moscato d’Asti Docg ma prima a realizzare un Metodo Classico 36 mesi Alta Langa di indubbio valore, nella loro azienda Fratelli Grimaldi.
 
Vigne di Moscato d'Asti / foto Shutterstock
 
Comune più orientale della provincia di Cuneo, Santo Stefano Belbo lega indissolubilmente il suo nome allo scrittore Cesare Pavese, la cui casa natale ne ospita lettere, libri, fotografie, recensioni dei suoi libri e tesi di laurea provenienti da tutto il mondo. Meta ideale per gli amanti del trekking, dal suo centro storico partono tre sentieri collinari pavesani immersi nel verde dei vigneti e dei boschi: la collina della Gaminella, la collina del Salto e la collina dei mari del Sud. Da segnalare l’antica e prima chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo, risalente al XIV secolo, vicino alla quale ha sede il Centro Studi Cesare Pavese, con la biblioteca nelle cui sale di lettura e attraverso audiovisivi si possono consultare le sue opere.
 
Santo Stefano Belbo, la casa natale di Cesare Pavese / foto Shutterstock
 
Qui il ristorante Stazione si pone come collaudato punto di ritrovo gastronomico, con menu stagionali e grande attenzione alle materie prime locali, tra le quali l’immancabile tartufo bianco d’Alba e un’ottima carta dei vini con circa 200 etichette selezionate. Altra tappa gourmet l’Ape Wine Bar, enoteca con ristorante che accanto ad un’eccellente scelta di vini piemontesi e champagne, di cui molti disponibili al bicchiere, offre piatti con l’azzeccata formula non solo della porzione ma anche della mezza porzione. Tra questi i classici tajarin al ragù di fassona piemontese oppure l’innovativo baccalà con maionese al wasabi e zenzero.
 
Sulla collina verso Valdivilla, da non perdere il soggiorno al Relais San Maurizio 1619 per un’esperienza all’insegna della ricercatezza. Dopo quattro anni di rigoroso restauro conservativo del monastero che lo ospita, nel 2002 ha aperto le porte questo prestigioso relais, punto di riferimento a 5 stelle per l’ospitalità più raffinata e la gastronomia di eccellenza, al Ristorante Guido da Costigliole, ricavato nelle antiche cantine del monastero in un’atmosfera di grande calore e fascino. Fascino che in estate si può ritrovare nella splendida terrazza, con vista sulla cucina e sulle Langhe fino alle Alpi.
 
 
INFORMAZIONI 
Nel testo vi abbiamo parlato di vari indirizzi. Ecco tutte le schede e i riferimenti:
 
- Mangiare a Bergolo: ‘L Bunet; La Costa
- Mangiare a Cortemilia: Villa San Carlo; Gallo;
- Acquisti a Cortemilia: La Corte di Canobbio; Bar Enoteca Bruna
- Mangiare a Castino: Vola Bontà per tutti

- Mangiare a Cravanzana: Da Maurizio
- Acquisti a Cravanzana: Nocciole d’Elite; I dolci di Cascina Grangia
- Dormire a Cravanzana: Cascina Prato
 
- Mangiare a Santo Stefano Belbo: Relais San Maurizio, Ristorante Guido Di Costigliole; Stazione; Ape Wine Bar
- Acquisti a Santo Stefano Belbo: I Vignaioli di Santo Stefano; Fratelli Grimaldi; Mongioia di Riccardo Bianco
- Dormire a Santo Stefano Belbo: Relais San Maurizio

PER QUALCHE CONSIGLIO IN PIÙ
Dove dormire a Santo Stefano Belbo e dintorni