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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 7

7 Maggio 2020
Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!


 
Contenuti geoturistici TAPPA 7 GIRO D'ITALIA 2020 
MILETO-CAMIGLIATELLO SILANO, 223 km

di Michele Lauro
 
Il disegnatore del Giro si è divertito nella tappa calabrese a tracciare una corrugata S che sfiora il Tirreno e lo Ionio nel punto in cui lo Stivale si restringe come una caviglia sottile: un antipasto della Sila, la prima vera montagna. Dal terrazzo di Mileto si comincia a risalire la penisola in direzione dell'altopiano di Vibo Valentia, da cui nei giorni nitidi si può vedere la costa da Palinuro fino alla sagoma dell’Etna. Il Tirreno appare sul litorale di Pizzo, abbarbicata a una rupe di tufo – pizzuin dialetto locale – a strapiombo sul mare. Dalla collina di Maida affacciata sulla piana di Lamezia, in un'area ancora abitata da popolazioni di origine albanese, il tracciatopiega bruscamente verso est facendosi largo fra i colli. Dal poggio di Girifalco l'aria profuma già di mar Ionio, dove si sbarca all'altezza del golfo di Squillace. Su questo tratto della cosiddetta Costa degli Aranci le località marine sono derivate per ‘gemmazione’ dai nuclei storici dell’immediato entroterra, come Copanello, Squillace e la stessa Catanzaro cui si approda dopo il primo strappo della giornata. Nel penultimo tratto sulle pendici meridionali della Sila Piccola si attraversano villaggi dal sapore quasi alpino, arroccati sulle pendici dei monti e immersi in boschi maestosi: Gimigliano, Tiriolo, Soveria Mannelli. La valle del Crati e la piana di Cosenza appaiono come un breve miraggio prima di ricominciare a salire, in maniera più decisa, fino ai 1600 metri del valico di Montescuro. Siamo nel cuore del Parco Nazionale della Sila, un altopiano esteso per 2000 chilometri quadrati. Ambienti dal sapore alpino regno del pino laricio, panorami a perdita d'occhio, sconfinati silenzi.

1. Vibo Valentia
Distesa su un fertile altopiano all’estremità del promontorio di Capo Vaticano, ha origini preelleniche identificate nei resti di una grandiosa cinta muraria, poco fuori città, appartenuta alla greca Hippónion (VII secolo a.C.). Le vie rettilinee e le ampie piazze della città bassa contrastano con il quartiere ai piedi del castello, delimitato dalla seicentesca cinta muraria: suggestive atmosfere di stretti vicoli e scalinate in pietra e mattoni su cui prospettano antichi palazzi nobiliari, tutti con bei portali in pietra. Tra i numerosi tesori archeologici e artistici custoditi a Vibo spiccanonel Duomo un cinquecentesco trittico di Antonello Gagini, le piccole figure in bronzo di Cosimo Fanzago nel Museo d’Arte sacra e i reperti ceramici del Museo archeologico.
 
 
 
2. Pizzo e le sue spiagge
In spettacolare posizione su una falesia a strapiombo, malgrado la conversione al turismo balneare Pizzo mantiene l’aspetto di un borgo marinaro, con un dedalo di viuzze e piccoli cortili, gradinate che scendono alla marina, balconate che guardano il mare. Gli 8 km del limpido litorale hanno una morfologia molto mossa: il terrazzo di tufo su cui è arroccato il nucleo storico forma la scogliera di Prangi, un tratto di costa roccioso intervallato da piccole spiaggette di sabbia o di ciottoli. Proprio sotto il centro storico di Pizzo c'è la spiaggia Bellamana, di sabbia fine così come l'ampia spiaggia di Calamaio o dell’Angìtola, costeggiata da pini marittimi. La lunga spiaggia di Marinellaè detta ’a Tunnara perché un tempo era il centro della pesca e la lavorazione del tonno; la spiaggia di Piedigrottaè celebre per la chiesetta scavata nel tufo. 
 
 
3. L'artigianato artistico di Tiriolo 
In posizione panoramica tra le valli dell’Amato e del Corace, sui contrafforti ondulati della Sila Piccola, nelle stradine acciottolate del centro storico il borgo medievale di Tiriolo ha conservato viva la tradizione dell'artigianato artistico. In botteghe e laboratori che hanno recuperato gli antichi mestieri si possono vedere all'opera gli artigiani che confezionano  strumenti musicali in legno, terrecotte decorate a freddo, maschere intagliate nella radica d'erica, colorati tappeti al telaio, merletti e delicati pizzi al tombolo, coperte tessute a mano e i tipici scialli di seta nera dalle lunghe frange, chiamati vancali. Nell'Antiquarium comunale accanto al piccolo museo archeologico il Museo del Costume regionale raccoglie abiti tradizionali calabresi realizzati a mano da artigiani locali.
 
4. Cosenza
In una bella cornice di colli sotto la bastionata della Sila volta al Tirreno, la città ha una parte antica aggrappata al colle Pancrazio, alla confluenza tra Crati e Busento, e un'espansione urbana moderna allungata nel piano, segnata da lunghi viali, moderne architetture, vetrine di negozi e caffè. Sulla riva sinistra del Busento, piazza Campanella segna il punto d’incontro della città nuova con la vecchia sfoggiando le forme aggraziate della chiesa di S. Domenico,fondata con l’annesso monastero nel 1448 ma rifatta nel corso del XVIII secolo. Corso Telesio, l'antica via dei Mercanti dove un tempo si concentravano i laboratori degli artigiani, guida nella città vecchia fino al poderoso Duomo, dalla sobria facciata gotica in tufo aperta da tre portali e tre rosoni.
 
 
5. Camigliatello Silano e il lago di Cécita
Località di villeggiatura a 1300 di altezza in uno splendido scenario naturale, Camigliatello Silano è base per escursioni nel Parco e punto di partenza per piste da sci del Monte Curcio (m 1768). Nel piccolo nucleo del borgo meritano una visita la chiesa dei Ss. Roberto e Biagio, per il grande mosaico realizzato su una superficie di oltre 100 metri quadrati e con quasi un milione di tessere, e il Museo narrante dell’Emigrazione denominatoLa Nave della Sila, incentrato sul fenomeno che ha contrassegnato la storia della regione. Poco distante da Camigliatello la statale 177 attraversa un’area protetta del Parco nazionale della Sila fino al fondo di un’ampia conca di campi e prati dove è adagiato il lago artificiale di Cécita, visitabile dal Centro Visita Cupone tramite una rete di sentieri naturalistici.
 

MONDO TOURING
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LA LIBRERIA
Se a Cosenza, in via XXIV Maggio – nel corso dell’esplorazione di questa 6a tappa Mileto-Camigliatello Silano – vi fermate presso la Libreria Ubik ad accogliervi sarà il profumo della carta e il rosso dei profili alle pareti. E, come amano dire i suoi clienti più affezionati, vi sentirete subito a casa. Proprio così deve essere se al suo interno vengono offerti supporto nella ricerca bibliografica, assistenza all’acquisto e per i futuri sposi anche la lista nozze. In questo momento di passaggio aderisce anche alla consegna a domicilio di Libri da Asporto, anche se non vede l’ora di ospitare nuovamente lettori e, appena possibile, autori in libreria. Info: sito Ubik e pagina Facebook
  
La segnalazione delle librerie presenti lungo il percorso del Giro d'Italia è parte di un progetto di Touring Club Italiano e della rete di promozione editoriale EmmePromozione per sostenere le librerie italiane.