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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 5

5 Maggio 2020

Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!

 

Contenuti geoturistici TAPPA 5 GIRO D'ITALIA 2020 
ENNA-ETNA (PIANO PROVENZANA), 150 km


di Michele Lauro

Dalla piramide di Enna, storico ombelico di Sicilia, il tracciato della tappa punta verso Catania superando la valle del Dittàino, che scorre da ovest a est tra il lieve ondulare di fertili colline.  È il regno del grande latifondo, la misura che per secoli ha disegnato il paesaggio della Sicilia continentale con distanze sconfinate, isolate masserie, infinite trazzere, come sono chiamati da queste parti i sentieri di campagna. Arroccate su un poggio scorrono città nate in epoca greca e romana che conservano un cuore medievale (Calascibetta, Agira, Centùripe) e centri agricoli di origine cinque-seicentesca (Leonforte), tutti caratterizzati dalla straordinaria vocazione panoramica: paesi balcone sospesi tra i fianchi dei Nèbrodi e la piana di Catania da cui il pennacchio del vulcano, imbiancato e sbuffante, pare già a portata di abbraccio. Si circumnaviga quindi il Parco regionale dell'Etna attraverso campagne coltivate a vigneti, noccioleti, meleti, oliveti e pistacchieti, solcate da una fitta rete di stradine segnate dai muretti a secco di pietra vulcanica. I borghi alle pendici sono silenziosi belvedere dove ogni notte va in scena lo spettacolo dei lapilli: Nicolosi, Zafferana Etnea, Milo, Linguaglossa, che conserva nel nome il segno di un'antica eruzione. L'ultimo tratto punta le ali verso il cratere nel paesaggio lunare della panoramica Mareneve, superando a stretti tornanti un dislivello di quasi 1300 m fino a Piano Provenzana, a 1816 m, avamposto escursionistico del versante nord dell’Etna.

1. Enna
Il capoluogo di provincia più alto d’Italia, per gran parte dell’anno avvolto dalla nebbia, giace su un picco piramidale a 931 m, proiettando a raggiera la propria immagine su tutto l’entroterra. Ha origini antichissime e conserva l’aspetto di città storica: nel nucleo urbano sospeso in altura, nella successione di piazze e edifici ben conservati parla un sobrio linguaggio medievale, solo marginalmente contaminato da inserti barocchi e settecenteschi. Impareggiabile punto panoramico è il Castello di Lombardia, di origine medievale, testimone nel nome di una colonia lombarda che al tempo dei normanni probabilmente abitava questi 'posti lombardi' parlando un idioma gallo-italico, come ha raccontato Elio Vittorini in Conversazioni in Sicilia. Coerente con lo spirito della città è l’immutata intensità delle celebrazioni della Settimana Santa, con la solenne processione degli Incappucciati. 



2. Calascibetta 
Ad appena 5 km da Enna, il piccolo borgo appare costruito nella cavea di un anfiteatro naturale contornato da scoscese pareti di roccia: un luogo favorevole all'insediamento come testimoniano le necropoli preistoriche sparse nel territorio. Il borgo medievale, ancora integro nell’originale struttura urbanistica di vicoli e cortili, risale all’XI secolo quando Ruggero il Normanno cinse di mura questo monte isolato per muovere all'assedio di Enna. L'originario asse stradale della parte alta, oggi via Conte Ruggero, è al centro di un reticolo formato da viuzze su cui si affacciano storiche botteghe e abitazioni. 



3. Nicolosi e il Parco dell'Etna
Più volte danneggiata dalla lava e in gran parte distrutta dalla colata che nel 1669 arrivò fino a Catania, è località di villeggiatura alle pendici meridionali del vulcano e punto d’accesso al Parco dell'Etna e al suo territorio. Isolato nella campagna l’ex monastero dei Benedettini di S. Nicolò l’Arena, di origine trecentesca e rimasto in funzione fino al 1558, è sede dell’Ente Parco dell’Etna, che ha una sezione didattica e una biblioteca specializzata. Da Nicolosi inizia la spettacolare salita (21 km) al rifugio Sapienza, con tratti boschivi di querceti, castagneti e pinete a cui si alternano impressionanti colate vulcaniche prive di vegetazione. A 1923 m di quota il rifugio è punto di partenza per le ascensioni sul versante meridionale, con vista sul golfo di Catania. La zona dei crateri sommitali è raggiungibile con la funivia dell’Etna che arriva fino a 2500 m su uno dei più imponenti crateri secondari.



4. Zafferana Etnea
Scenograficamente poggiata su terrazze di pietra lavica protese verso la costa ionica, a 574 m di altezza, è una delle porte di accesso al vulcano lungo la strada provinciale dell’Etna. Il nucleo urbano si raccoglie attorno Chiesa Madre di piazza Umberto I, ricostruita dopo il ter-remoto del 1817: due campanili gemelli inquadrano la bianca facciata che contrasta con la scalinata di scura pietra lavica. Zafferana deve forse il nome alla diffusa presenza nei boschi intorno all’abitato della pianta da cui si ricava la pregiata spezia, ma è nota anche per l’ottimo miele; è base di partenza per le escursioni sul versante est del vulcano, tra cui quella alla valle del Bove.



5. Ferrovia Circumetnea 
Nata nel 1895, è l'unica ferrovia a scartamento ridotto ancora in funzione in Sicilia, a beneficio di pendolari e turisti. Già nel 1906 Edmondo De Amicis descrisse la «successione di vedute meravigliose dell’Etna e del mare, di giardini e di lave, di piccoli vulcani spenti e di valli lussureggianti di verzura, di graziosi villaggi e di lembi di foreste». Oggi bastano poco più di tre ore per percorrere l’intera tratta da Catania a Riposto, toccando quasi una trentina di stazioncine. Ma il viaggio è comunque lento e i panorami sono incantevoli, fra agrumeti, oliveti e distese di fichi d’India soppiantati strada facendo dalle rocce nere delle colate laviche. Poco prima della piccola stazione di Maletto la Circumetnea raggiunge quasi i 1000 m di altezza sul mare e, dal finestrino, lo sguardo spazia verso i crateri sommitali. 



MONDO TOURING
- Tutta da leggere prima e durante il viaggio la Guida Verde Touring Sicilia, acquistabile nelle librerie e sul nostro store online. 
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LA LIBRERIA
Con la 5a tappa, il Giro d’Italia 2020 sfreccia virtualmente anche dalla libreria Ubik di via Kennedy, a Caltanissetta, un punto vendita che nel tempo è diventato un riferimento per gli eventi culturali e letterari della città. L’emergenza non ha fermato la passione e la tenacia delle libraie Liana Lenge e Nadia Lo Santo, pronte a rimboccarsi le maniche e ripartire. Dalle grandi vetrate della libreria, la luce non si risparmia, riscalda i dorsi e le copertine dei libri in esposizione, e accoglie come sempre lettori grandi e piccoli. Informazioni: sito Ubik e pagina Facebook dedicata

La segnalazione delle librerie presenti lungo il percorso del Giro d'Italia è parte di un progetto di Touring Club Italiano e della rete di promozione editoriale EmmePromozione per sostenere le librerie italiane.​