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Dove si sarebbe svolto il Giro d'Italia 2020? Giorno per giorno, approfondimenti su luoghi e percorsi per il progetto "SenzaGiro"

In giro con il Tci - tappa 13

11 Maggio 2020
Il Giro d'Italia 2020, la cui partenza era programmata sabato 9 maggio a Budapest, è stato rinviato a data da destinarsi. Per non perdere la tradizione, una squadra di scrittori e illustratori appassionati di ciclismo - i "SenzaGiro" - ha deciso di far lavorare la fantasia e raccontare ogni giorno lo svolgimento delle tappe come se la corsa avvenisse davvero, destinando le donazioni di sponsor e privati a una cooperativa sociale della Bergamasca. Il Touring è con loro: giorno per giorno, fornisce i contenuti geoturistici a corredo del racconto della tappa. Trovate:
- sul sito di SenzaGiro il racconto del progetto e le tappe;
- sul nostro sito i contenuti geoturistici - qui la pagina che li raccoglie.
Buon Giro 2020!


 
Contenuti geoturistici TAPPA 13 GIRO D'ITALIA 2020 
CERVIA - MONSELICE - 190 km

di Michele Lauro
 

Alle porte meridionali del Parco regionale del Delta del Po, la zona umida di Cervia con le sue saline è il punto di partenza di un tracciato che in quasi 200 km attraversa territori di straordinario pregio artistico, naturalistico e paesaggistico. La SS 16 bordeggia nel primo tratto la Pineta di Classe, residuo del grande bosco planiziale che un tempo copriva per intero questo tratto di costa. Numerosi sentieri percorribili a piedi, in bicicletta e a cavallo si addentrano fra i pini a ombrello, lecci, carpini, arbusti mediterranei. Qui in epoca bizantina era stanziata la flotta (classis) di Costantinopoli in Occidente, come testimonia la magnifica basilica di S. Apollinare in Classe. La strada quindi aggira Ravenna in direzione delle valli di Argenta, in territorio ferrarese. Area depressa che secoli di bonifiche hanno sottratto alle paludi, alterna grandiose testimonianze di archeologia industriale otto-novecentesca (come gli imponenti impianti idrovori tuttora attivi per convogliare le acque nei fiumi), resti romani come nell'antica Voghenza e le raffinate delizie disseminate dagli Estensi nella campagna tra il XV e il XVI secolo, tutelate dall'Unesco come esempio dell’influenza della cultura del rinascimento sul paesaggio naturale. Da Argenta la Provinciale 29 oltrepassa il raccordo autostradale all'altezza di Ducentola e quindi entra in Veneto varcando il ponte Po di Volano. Polesella annuncia la piatta campagna del Polesine, mondo anfibio che scandisce i vasti orizzonti in un tessuto artificiale di canali, idrovore, geometrie di coltivazioni e pioppete. Attraversato il centro di Rovigo, la SS 16 punta dritta a nord verso Monselice che si raggiunge però dopo un tortuoso detour: un ampio anello panoramico nei Colli Euganei, arcipelago di rilievi nella bassa padovana, frutto di antiche eruzioni vulcaniche sottomarine. Dopo le brevi, ripide salite al Passo del Roverello e al Calaone, la scenografica cortina a torri del castello d'Este guarda dall'alto in basso l'arrivo nella valle di Monselice.
 
1. Cervia
Centro balneare e portuale fasciato da un'estesa pineta, è depositario di una secolare tradizione di raccolta del sale marino integrale. Il porto-canale si allarga a mare in una bella darsena su cui svettano la poderosa torre di S. Michele (1691) e il settecentesco complesso dei magazzini del sale che ospita il Musa - Museo del Sale. L'ampia salina di Cervia, zona umida di importanza internazionale tutelata da una Riserva naturale e porta meridionale del Parco regionale del Delta del Po, è visitabile con escursioni guidate a piedi, in bicicletta o su piccole imbarcazioni elettrice. Il centro storico converge su piazza Garibaldi, dove si fronteggiano le sedi del potere civile (il Palazzo comunale del 1702) ed ecclesiastico, con la coeva Cattedrale dedicata all’Assunta. Alle spalle dell'abitato si sviluppa la Pineta di Cervia fino alla provincia di Milano Marittima, suddivisa in quattro zone (stazzone, capanna, dune, bassona) e solcata da sentieri segnalati. 
 
 
2. S. Apollinare in Classe 
Fra gli otto tesori bizantini del ravennate tutelati dall'Unesco come Patrimonio dell’Umanità, la basilica fu edificata nel 533-36 dal vescovo Ursicino in sobrie forme, nella calda pietra locale. La affianca un possente campanile cilindrico del X secolo, con monofore, bifore e trifore sovrapposte che danno leggerezza alla costruzione. Le tre navate sono caratterizzate da filari di colonne in marmo greco sormontate da capitelli a foglie d’acanto; in fondo spicca il raffinatissimo ciborio di S. Eleucadio (IX secolo), mentre lungo le pareti sono allineati sarcofagi databili dal V all’VIII secolo. L’arco trionfale e la conca absidale sono decorati da mosaici, capolavori d'arte e cultura bizantina. Alla sommità dell’arco si staglia il celebre Cristo benedicente fra i simboli degli evangelisti, a cui tendono dodici agnelli (gli apostoli) che fuoriescono dalle turrite città di Gerusalemme e Betlemme. 

 
3. Rovigo
Il capoluogo del Polesine è una città d'aspetto moderno, al centro della fertile piana bonificata all’origine del suo sviluppo economico e culturale. Piazza Vittorio Emanuele e palazzo Roverella con la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, custode di una ricca collezione di arte veneta dal XV al XVIII secolo, sono i punti di aggregazione del nucleo storico. L'alto campanile isolato di Baldassarre Longhena sovrasta la cosiddetta Rotonda di Rovigo, armoniosa chiesa mariana a planimetria ottagonale realizzata agli inizi del Seicento. Presso l’ex monastero degli Olivetani, il Museo dei Grandi Fiumi documenta la cultura contadina del Polesine.
 
 
4. Parco regionale dei Colli Euganei 
Sembrano un «grumo di isole appuntite», notò Shelley durante il suo viaggio in Italia. Dal punto di vista geologico, invece, queste compatte elevazioni (altezza massima, i 601 metri del monte Venda) che traggono il nome dalla misteriosa popolazione originaria del Veneto sono una formazione vulcanica. L'Alta Via del Colli Euganei offre la possibilità di lunghe camminate in solitudine collegando luoghi di grande rilievo artistico e ambientale, ma anche passeggiate brevi come quella che sale dalla parrocchiale di Castelnuovo di Teòlo alla cima del monte Venda, in un paesaggio ricco di boschi con robinie, castagni, querce, corbezzoli, olmi e lauri. Un anello ciclabile si snoda per poco più di 60 km sull'argine dei canali fra ville, campi coltivati e centri urbani raccolti.
 
 
5. Este
La graziosa cittadina situata là dove si spengono nella piana le ultime ondulazioni dei colli Euganei fu luogo d’origine, intorno al Mille, della famiglia degli Este o Estensi, grandi mecenati che da qui mossero verso la ricchezza e la fama. Nel punto più alto sorge il pittoresco castello – scrigno di tesori archeologici – con la scenografica cortina a torri costruita dai Da Carrara attorno al 1340 sull’originario tracciato fortificato di Alberto Azzo II d’Este nel 1056. Bellevie a portici e antichi edifici caratterizzano il tessuto urbano, che si irradia dalla vasta Piazza Maggiore lungo l'asse di corso Matteotti. La millenaria tradizione della ceramica sopravvive nelle botteghe artigianali del centro, dove ancora si producono pregiati manufatti di porcellana.

 
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