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Tra le Alpi Bavaresi un intero paese si mobilita ogni 10 anni per mettere in scena una storica rappresentazione. Fino a ottobre la 42esima edizione

In Germania, per scoprire la storia della straordinaria Passione di Oberammergau

16 Giugno 2022
 
Siviglia? Braga? Taranto? Forse avete in mente le Passioni di Cristo rappresentate durante la Settimana Santa nelle strade di queste e altre località spagnole, portoghesi e italiane. Ma servirà un reset delle vostre idee in materia se tra maggio e ottobre capitate fra le Alpi bavaresi, a Oberammergau.

Ma come? In questi mesi così lontani da Pasqua, ci si perdoni l'ardire, Gesù è stato crocifisso ed è anche risorto da un pezzo! Fa nulla: in scena in questo villaggio tedesco non va un rito religioso che si ripete una volta all'anno, ma una vera rappresentazione teatrale e musicale, che torna una volta ogni dieci anni. Un evento che ha quattro secoli di storia e coinvolge tutto il paese, assumendo dimensioni grandiose. A darne l'idea bastano poche cifre, relative all'edizione 2022: ben 103 repliche, dal 14 maggio al 2 ottobre; cinque ore e mezza di recita; 1800 attori, cantanti e musicisti, fra cui 400 bambini; 450mila spettatori che possono dire “io c'ero”.


Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Birgit Gudjonsdottir

LE ORIGINI DELLA PASSIONE DI OBERAMMERGAU
Tutto iniziò nel 1633. Oberammergau, secondo la leggenda tramandata oralmente, oltre alle sofferenze dovute alla Guerra dei Trent'Anni dovette fronteggiare anche un'epidemia di peste. La popolazione allora fece un voto: rappresentare la Passione di Cristo, perché l'epidemia avesse fine. E, come avrebbe scritto il parroco Joseph Alois Daisenberger (due secoli dopo, però), “da quel giorno in poi non morì più nessuno, anche se un gran numero di persone mostrava ancora i segni della peste”.

Rappresentazioni analoghe nel Seicento si facevano in 400 comuni bavaresi, ma solo Oberammergau ha conservato la sua fino a oggi, dopo che dal 1680 la recita aveva assunto una periodicità decennale. Ogni tanto, per eccesso di anticlericalismo, i principi-elettori di Baviera trovavano qualcosa che non andava e la vietavano, ma nel villaggio, appena possibile e con qualche modifica, tornavano a rappresentarla.

Dunque il copione andato in scena è cambiato molte volte, a partire dal canovaccio originale, basato su sacre rappresentazioni del '400 e '500. Il testo attualmente utilizzato risale al 1811. Autore ne fu padre Othmar Weis, benedettino della vicina abbazia di Ettal, una delle più belle e importanti della Baviera. Le nuove musiche invece erano scritte da Rochus Dedler (1779-1822), il maestro del coro di Oberammergau, che nella sua breve vita sfornò più figli (nove) che opere musicali. Overture, arie, duetti e cori, ispirati un po' a Haydn e Mozart ma ora con arrangiamenti recenti, tuttora riescono a commuovere gli spettatori. In certi momenti sembra quasi di ascoltare un oratorio di Mendelssohn, come quando coro e orchestra accompagnano i tableaux vivants ispirati al Vecchio Testamento, cioè le coloratissime scene naif che introducono le 12 scene della Passione, dall'entrata in Gerusalemme sino a crocifissione e resurrezione.


Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Birgit Gudjonsdottir

DAL TEATRO DI LEGNO ALL'ANFITEATRO TECNOLOGICO
Già nel XIX secolo si era dovuto erigere un teatro di legno per ospitare gli spettatori, in continua crescita: 19mila nel 1820, 35mila nel 1840, 45mila nel 1850, 100mila nel 1880. Ad assistere accorsero musicisti come Liszt, Wagner, Bruckner, teste coronate come la principessa Sissi, re Ludwig II, re Edoardo VII d'Inghilterra. Un successo internazionale, insomma, tanto che nel 1900 già si costruì un auditorium da 4200 posti a sedere, un capannone in stile torre Eiffel.
 
L'edizione dei 300 anni, nel 1934, fu influenzata dalla visita di Hitler e dal tentativo di fare della Passione una manifestazione di orgoglio nazista (“La Germania vi chiama” c'era scritto sul manifesto ufficiale) e fortemente antisemita. Ma poi, saltata l'edizione del 1940, nel dopoguerra la Passione di Oberammergau è tornata allo spirito originario (nel 1980 venne a vederla anche il cardinal Joseph Ratzinger, arcivescovo di Monaco). La crescita è stata inarrestabile, obbligando a realizzare nel 2000 un tecnologico anfiteatro per 4400 spettatori: tutti seduti al coperto, mentre il palcoscenico è all'aperto (e nel foyer una mostra permanente racconta la storia della Passione di Oberammergau).


Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Arno Declair​​

Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Arno Declair​​

UNA PASSIONE SEMPRE PIÙ INCLUSIVA
Nel frattempo cresceva anche la consapevolezza della necessità di adeguare la rappresentazione ai tempi e alla mentalità correnti. In quattro secoli infatti s'erano moltiplicate regole ormai anacronistiche. Si pensi che fino al 1990 gli attori dovevano essere o cattolici o protestanti, mentre le donne sposate e quelle sopra i 35 anni non avevano diritto di recitare.
 
Quell'anno però, fra mille polemiche e battaglie legali, regista e direttore della Passione fu nominato un combattivo giovane del luogo, l'appena ventisettenne Christian Stückl, che subito iniziò la sua battaglia per cambiare le vecchie abitudini e rendere più attuale la rappresentazione, offrendo una lettura vagamente politica della vicenda terrena di un Gesù Cristo pienamente inserito nella società ebraica del suo tempo. E oggi, alla sua quarta Passione, dopo essersi costruito una solida carriera di regista e direttore artistico nei migliori teatri di Germania e Austria, l'ormai quasi sessantenne Stückl continua a modificare, riformare, innovare.


Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Birgit Gudjonsdottir
 
In particolare, è felice di avere incluso nel cast protestanti, musulmani e figli di immigrati (“basta che sappiano recitare”), incluso il suo giovane assistente Abdullah Kenan Karaca, promettente regista figlio di immigrati turchi, che per di più veste sulla scena i panni di Nicodemo. Stückl poi è orgoglioso di aver cassato ogni sfumatura antigiudaica latente nel vecchio testo: “Non ci devono essere dubbi: a Oberammergau, nello spettacolo, l'antisemitismo non ha posto, e non ha posto nemmeno nella vita degli interpreti”. Oggi così una sola condizione resta intoccabile: in scena va solo chi sia nato in paese o vi risieda da almeno 20 anni, bambini esclusi (si fa un'eccezione per gli orchestrali, nel caso manchi chi sappia suonare un indispensabile strumento musicale).

Resta anche una vecchia usanza: dall'inizio della Quaresima dell'anno precedente gli uomini si lasciano crescere la barba, condizione che deve rendere difficile la vita al barbiere del Passionsdorf. Perché in questo “villaggio della Passione” un abitante su due sale sul palcoscenico, coronando il sogno con cui è cresciuto sin da bambino. Come ha detto qualcuno, in paese tutti prendono alla lettera la frase “Fate questo in memoria di me”, detta da Gesù all'Ultima Cena. Così c'è sempre grande attesa quando viene annunciato il cast di una nuova edizione, per le sue 20 parti maggiori (per ognuna si alternano due interpreti) e le 100 minori. Con l'occasione, nel 2018, cattolici e luterani hanno anche celebrato un rito ecumenico con cui rinnovavano i voti del 1633. Alla vigilia del Covid (!), che poi ha obbligato a un cambio di programma.


Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Birgit Gudjonsdottir

LA 42ESIMA PASSIONE, DAL 2020 AL 2022
La 42esima Oberammergauer Passionsspiele doveva infatti tenersi nel 2020. La pandemia però ha stravolto il consueto ritmo decennale, fatto cancellare prenotazioni da mezzo mondo, ma alla fine ha prevalso la “passione per la Passione” (battuta invero fin troppo facile e abusata). Spiega Christian Stückl: “Quando nella primavera 2020 il Covid ci ha costretto a cancellare la Passione, molti pensando alla vecchia storia della peste mi hanno chiesto se dovevamo fare un nuovo voto. Mi è venuto da ridere: oggi nessuno di noi immagina un vecchio arrabbiato con la barba bianca seduto sul suo trono in cielo, che manda malattie, guerre e carestie come punizione all'umanità peccatrice. Oggi sappiamo che siamo noi i responsabili della sofferenza, della miseria delle guerre, non Dio”.

Con gli attori obbligati dalle precauzioni sanitarie e provare a gruppetti, Stückl ha preparato una Passione ancor più moderna che nelle sue prime regie, ne ha accentuato gli aspetti ironici, ha scelto costumi stilizzati e monocromi, ha ridotto il palcoscenico a un'unica essenziale location, un Tempio di Gerusalemme distopico, dove si succedono tutti gli episodi. Certo, la recita avviene tutta in tedesco, ma è così efficace che la apprezzano anche i tantissimi spettatori stranieri, coinvolti nel generale clima di festa che invade il borgo bavarese per cinque mesi ogni dieci anni. Pure loro imparano presto che il suo nome è meno difficile a pronunciare di come lo si vede scritto: basta, come fanno i locali, dire qualcosa tipo “O-ba-ma-gau”. Ma anche per chi è di lingua madre tedesca resta difficile venire a capo dello scioglilingua “Heut' kommt der Hans zu mir, / freut sich die Lies. / Ob er aber über Oberammergau, / oder aber über Unterammergau, / oder aber überhaupt nicht kommt, / das ist net g'wiß!” (cioè: “Oggi Hans verrà da me, / la lettura è soddisfacente. / Non è sicuro / se verrà da Oberammergau / o da Unterammergau / o se non verrà affatto”).


Passione di Cristo, Oberammergau, Germania - foto Birgit Gudjonsdottir

PERCHÉ VISITARE OBERAMMERGAU E I DINTORNI
In ogni caso, riusciate o no a pronunciarne il nome, a Oberammergau val la pena di venire tutto l'anno. Dominato dall'aguzzo e irreale picco del Kofel, è un villaggio da cartolina, e anche da fiaba, come mostra la storia di Hansel e Gretel dipinta sulla facciata di una abitazione. Del resto, dopo la Passione, le tante case del '700 affrescate sono il secondo motivo di orgoglio di Oberammergau, seconda in questo solo a Mittenwald.
 
La Lüftlmalerei (Lüftl = aria; malerei = pittura), l'arte delle facciate dipinte con tecnica trompe-l'œil, era ammirata anche da Goethe. Il termine deriva forse da Zum Lüftl, il nome della casa abitata a Oberammergau da uno dei primi artisti del genere, Franz Seraph Zwinck (1748–1792). Fu lui ad affrescare in paese la notevole Pilatushaus, la “casa di Ponzio Pilato” oggi utilizzata come centro espositivo e come laboratorio dove si possono vedere gli artigiani del legno al lavoro.


Oberammergau, Germania - foto Florian Wagner


Pilatushaus, Oberammergau, Germania - foto Roberto Copello

Sì, perché se si parla di legno intagliato, Oberammergau sta alla Baviera come la Val Gardena sta all'Alto Adige. Favorita dal suo trovarsi sulla strada da Venezia ad Augusta, la cittadina bavarese sin dal '500 iniziò a spedire decine di migliaia di crocifissi lignei in tutta Europa, dipinti o al naturale, alti da tre centimetri a tre metri, di legno di pero o d'acero, da appendere nelle case e nelle chiese, nelle stalle e negli edifici pubblici. Così il termine Herrgottschnitzer, intagliatore di crocifissi, è divenuto sinonimo di Oberammergau, mentre fra gli stucchi e gli altari dorati della bella chiesa barocca dei Santi Pietro e Paolo si può ammirare il grande crocifisso davanti a cui la città pronunciò il voto del 1633.


Oberammergau Museum, Oberammergau, Germania - foto Roberto Copello

L'arte del legno resta viva anche oggi. Le botteghe in paese sono a ogni angolo, mentre il luogo per ammirare i pezzi storici è l'Oberammergau Museum. Si trova in una vecchia casa del centro storico, che quest'anno, in occasione della mostra “(IM)MATERIAL - Fabric, Body and Passion”, è stata totalmente inscatolata in un enorme cubo di tessuto blu realizzato con i costumi indossati dal popolo nelle Passioni del 2000 e del 2010 (in ottobre sarà smantellato e i singoli pannelli, già prenotabili, verranno venduti).

Il museo, aperto nel 1910, è uno dei più belli delle Alpi Bavaresi. Vi si trovano reperti archeologici risalenti alla presenza sul posto dei Reti e dei Romani, e colpisce vedere i chiodi dei sandali di soldati romani contemporanei dei commilitoni che crocifissero Gesù in Palestina. Il nucleo forte del museo sono però le figure e gli oggetti intagliati che esibiscono l'eccellenza della locale arte del legno, dal Seicento a oggi. Bellissimi i diorami con i presepi, fra cui la Natività Storica che sollevò l'ammirazione di re Ludwig II. Il primo piano è invece dedicato ai giocattoli in legno “di una volta”, migliaia di esemplari fra cui teste di bambole e pupazzi mobili che nel XIX secolo Oberammergau esportava in tutto il mondo.


Oberammergau Museum, Oberammergau, Germania - foto Roberto Copello

Attorno a Oberammergau resta poi molto da vedere: la vicinissima abbazia benedettina di Ettal, fondata nel 1330 da Ludovico il Bavaro; Linderhof, che fra i castelli di Ludwig II è quello dove visse più a lungo; il borgo di Murnau, amato da Kandinskij e culla dei pittori del Blaue Reiter, il gruppo del Cavaliere Azzurro; Mittenwald, famosa non solo per le case affrescate ma anche per la fabbricazione dei violini; Garmisch Partenkirchen, la “Cortina d'Ampezzo tedesca”; la vetta e il ghiacciaio dello Zugspitze, la montagna più alta della Germania (2964 metri). E tanto altro ancora, andando in giro per le Alpi Bavaresi.
 
INFORMAZIONI
- Le rappresentazioni della Passione di Oberammergau sono sempre divise in due parti, dalle 14.30 alle 17 e dalle 20 alle 22.30 (da Ferragosto si anticipa di un'ora). Nel mezzo, le tre ore di intervallo consentono a spettatori e attori di cenare. I biglietti vanno da 30 a 180 euro. Molte agenzie e hotel locali offrono pacchetti completi, con biglietto, cena e soggiorno in hotel (una notte da 264 euro a persona, due notti da 364 euro). Info su www.passionsspiele-oberammergau.de (in tedesco e inglese).
- Ente Nazionale Germanico per il Turismo. tel. 02-26111598 (da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13), www.germany.travel.