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Dieci anni di lavori per proteggere uno dei siti più visitati al mondo

In Egitto si è concluso il restauro della tomba del faraone Tutankhamon

di 
Fabrizio Milanesi
4 Febbraio 2019
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Lo conoscono tutti. È stato ed è tutt’ora uno dei protagonisti di studi scolastici e icona dell’antico Egitto a qualsiasi latitudine. Tutankhamon è Il faraone, e per molti il faraone è Tutankhamon. La sua tomba si trova a Luxor, in Egitto, nella Valle dei Re, ovvero l’antica Tebe. È uno dei luoghi simbolo della antichità egizia, e dopo il suo ritrovamento nel 1922 grazie all'archeologo inglese Howard Carter, il suo stato di conservazione praticamente perfetto è stato messo per un secolo a dura prova dall’esposizione e dalle visite turistiche, non sempre accorte.

Qualche giorno fa si è concluso un restauro durato dieci anni e oggi il sepolcro risplende di luce nuova. A portarlo a termine dodici restauratori coordinati dal Getty Conservation Institute, impegnati a porre a limitare l'erosione costante di agenti atmosferici e muffe, proliferate anche a causa dell’innalzamento della temperatura causato dagli ingressi dei visitatori. Un lavoro delicato, certo, ma costretto a ritardi annosi dalla forte instabilità politica che ha segnato dal 2011 lo stato egiziano. 
 
Una vista sulla valle dei Re / foto Getty Images
 
"Volevamo progettare un sistema sostenibile che potesse reggere il confronto con i visitatori e che alleggerisse l'impatto sull'archeologia stessa", ha spiegato Sara Lardinois, specialista del Getty Conservation Institute. Neville Agnew, coordinatore del progetto di restauro, entra nel merito delle tecnologie e delle nuove strutture di sicurezza: "È stato necessario limitare l'azione della polvere sulla conservazione delle opere con un sofisticato sistema di filtraggio e ventilazione dell'aria per impedire che il particolato in eccesso si diffonda”.
 
Del corredo funebre del faraone del Nuovo Regno (1550-1069 a.C.) sono conservati più di 5000 pezzi, cui si aggiungono i dipinti murali. Ma il simbolo di Tutankhamon è la maschera d'oro massiccio, uno degli oggetti d’archeologia più famosi al mondo, cui gli esperti hanno dedicato un lavoro di ripulitura meticoloso. La maschera funeraria è realizzata con numerosi strati d’oro battuto, intarsiato di ceramica e pietre semipreziose e riproduce fedelmente i lineamenti del giovane re al momento della morte. Rimossa dalla tomba nel 1925, fu trasportata al Museo Egizio del Cairo, dove è in esposizione permanente.
 
A velare di mistero la camera funeraria è un sigillo rimosso da Carter al ritrovamento, con la scritta “La morte cada con ali veloci su colui che profana la tomba del faraone”. Si tratta della famigerata “maledizione di Tutankamon”, che però finora si è rivelata una “benedizione” per guide e tour operator di tutto il mondo.
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