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Un itinerario per scoprire la regione più “protetta” d’Italia, le soste d’arte e le escursioni

In camper in Abruzzo, tra i boschi del Gran Sasso e i monti della Laga

di 
Fabrizio Milanesi
6 Settembre 2019
L’Abruzzo è la regione italiana che vanta la più alta percentuale di territorio protetto e, proprio per questo e, anche per questo, è molto frequentato da un turismo attento all’ambiente e alla fruizione a basso impatto. Camper? Camper! I paesaggi e le ricchezze artistiche sono un richiamo che è difficile ignorare e le distanze ridotte fra i diversi ambienti naturali fanno il resto. Basti pensare che percorrendo meno di 100 chilometri ci si sposta dalle sponde dell’Adriatico alle falde del Gran Sasso. Non male vero? Allora perché non pensare all’Abruzzo per un viaggio in libertà.
 
L’Abruzzo esprime poi un contesto tra i più indicati per un vero e proprio battesimo del camperista. Infatti, anche chi fosse alla sua prima esperienza, troverebbe una vera e propria palestra in cui sperimentare a tutto tondo le doti di un cosiddetto “veicolo ricreazionale”. Attenzione i più esperti avrebbero grandi soddisfazioni e sorprese inaspettate. Da non dimenticare (!) la gastronomia, che in Abruzzo ha mantenuto un’impronta genuina ed è ricca di specialità tradizionali sia nella cucina di mare sia in quella di montagna.
 
Quando partire in camper per l’Abruzzo? Le cosiddette “mezze stagioni” sono perfette per godersi il viaggio, quando le coste sono poco frequentate e la natura montana si presenta nella rigogliosa veste primaverile o nei caldi colori nell’autunno. Si va allora, scegliamo questa volta di percorrere prima la Valle del Vomano per poi esplorare il Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, con moltissime opportunità per escursioni sui sentieri del massiccio e tappe in borghi storici.
 
 
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LUNGO IL FIUME VOMANO FINO ALL’AREA ARCHEOLOGICA DI AMITERNUM
Il Vomano, uno dei fiumi principali dell’Abruzzo, scorre per circa 80 chilometri dal versante occidentale del Gran Sasso fino allo sbocco nell’Adriatico, presso Roseto. Le strade di fondovalle, comode e panoramiche, sono un invito alla scoperta reso ancora più accattivante dal fatto che, in breve tempo, si passa dai maestosi paesaggi d’alta quota, di aspetto quasi alpino, alla fascia collinare preappenninica, belvedere naturale sulla costa, che non è affatto distante.
 
Usciti dalla A24 a l’Aquila Ovest si imbocca la Statale 80, che negli ultimi anni è divenuta il filo conduttore di un ampio progetto di riqualificazione per il turismo a basso impatto, denominato Strada Maestra. Le atmosfere montane non sono l’unico motivo di benvenuto, perché la sorpresa della prima tappa è l’area archeologica di Amiternum. Questa antica città venne fondata dai sabini sul colle di San Vittorino e, conquistata in seguito dai romani, venne spostata a valle nel sito in cui oggi si ammirano i resti della sua età dell’oro.
 
I due principali monumenti di quella che fu la patria dello storico Sallustio sono il teatro, di età augustea, e l’anfiteatro, costruito qualche decennio più tardi; la possibilità di parcheggiare il camper poco lontano dall’ingresso rendono la visita ancora più piacevole.
 
Aminternum / foto Abruzzoturismo.it 
 
DA ARISCHIA ALLE GOLE DEL VOMANO
La strada prosegue per Arischia, oggi frazione dell’Aquila. Prima di programmare altro, concedetevi un paio d’ore per visitare il museo del Legno presso il centro visite del parco nazionale.  Dopo averlo “studiato” ve lo godrete nel suo splendore. I boschi sono infatti la cornice del vostro itinerario, nonché il “tetto” ideale per sostare in parcheggi attrezzati con tavoli da picnic.
 
Ora si sale e superati i 1300 metri di quota del Passo delle Capannelle, si lascia a destra il bivio per Assergi (che conduce anche al sentiero per le sorgenti del Vomano) e si continua fino alla deviazione per il lago di Campotosto, il più grande bacino artificiale d’Abruzzo, nelle cui acque si specchiano le cime della Laga. Lungo le sponde, in estate molto frequentate, si possono compiere facili passeggiate a piedi e in bicicletta.
 
Ridiscesi sulla Statale 80, all’altezza del chilometro 29 si può parcheggiare a lato strada per la breve, ma interessante visita dei resti della via Caecilia. Ripresa e superata la marcia e superato il piccolo lago artificiale della Provvidenza e il paese di Ortolano si incontrano le gole del Vomano, a Paladini, dopo una serie di gallerie, si trova un altro centro visite del parco dotato di un ampio parcheggio a ridosso del fiume, base di partenza per molte escursioni.
 
Il lago di Campotosto / Gettyimages
 
DA FANO ADRIANO AI PRATI DI TIVO
Il tragitto diventa più tortuoso nell’avvicinarsi al bivio per Fano Adriano, sovrastato dal Corno Grande, la cima più elevata del Gran Sasso con 2012 metri di altezza.
Il borgo offre alcune possibilità di parcheggio lungo le vie esterne e in prossimità dell’eremo rurale dell’Annunziata, che si raggiunge guidando con cautela su una stretta stradina e offre spettacolari panorami sul massiccio.
 
Qualche chilometro più a monte sorge Pietracamela, con le antiche case in pietra affacciate lungo i vicoli. Per una visita è d’obbligo lasciare il camper in uno degli slarghi che si aprono fra i due nuclei dell’abitato, proseguendo a piedi.
 
Di nuovo alla guida la strada si fa sempre più tortuosa e con tratti in pendenza anche ripidi, termina sul pianoro dei Prati di Tivo, meta frequentata sia d’estate sia d’inverno. Tante sono le passeggiate che si possono compiere nei dintorni: da quella più semplice che conduce al Piano del Laghetto, altre un po’ più impegnative portano al rifugio Franchetti, con un primo tratto in seggiovia fino all’Arapietra e al Corno Grande.
 
Prati di Tivo / Gettyimages
 
DA MONTORIO AL VOMANO A ISOLA DEL GRAN SASSO
Dai prati di Tivo si ridiscende alla Strada Maestra per avvicinarsi al lato settentrionale del massiccio: Montorio al Vomano è il centro principale della valle. Il suo nucleo storico conserva alcune interessanti chiese: potrebbe essere una idea per una breve sosta, prima di iniziare a risalire le pendici del Gran Sasso in direzione di Castelli: si tratta di una ascesa panoramica di circa 50 chilometri che permette di visitare alcuni centri di questo versante, come Tossicia. Proseguendo lungo curve e tornanti immersi nel verde si raggiunge il santuario di San Gabriele dell’Addolorata, dove ogni anno si recano migliaia di fedeli.
 
Il complesso si trova quasi alle porte di Isola del Gran Sasso d’Italia, con il palazzo baronale ornato da una loggia a due livelli che affaccia a strapiombo sul fiume Mavone. Qui, in una conca alle falde dei monti di Prena e Camicia, Castelli è uno dei simboli della tradizione italiana della ceramica.
 
La lavorazione dell’argilla in questa zona risale agli inizi dell’XI secolo, forse ad opera dei monaci benedettini e, fin dal ‘400, la produzione degli artigiani locali divenne assai nota. Da non perdere è infatti il museo delle Ceramiche ospitato nell’ex convento francescano, la cui visita si completa con una passeggiata nel borgo alla ricerca di altre testimonianze. 
 
Ora si può tornare indietro, fino al bivio per Isola del Gran Sasso, si continua sulla provinciale in direzione di Teramo fino a riprendere la Statale 80. Il fiume rallenta la sua corsa, entrando nella fascia collinare che digrada verso il mare, seguito a una certa distanza dalla Statale 150, lungo la quale si incontrano le ultime due tappe dell’itinerario, entrambe all’insegna dell’arte e della fede. La prima è l’abbazia di San Clemente al Vomano, la seconda è la chiesa di Santa Maria di Propezzano, entrambe di impronta romanica. È da quest’ultima che si raggiunge il vicino ingresso della A14 che immette rapidamente sulle direttrici per il rientro.
 
Gettyimages
 
AREE DI SOSTA E CAMPEGGI
- Isola del Gran Sasso - Punto Sosta a pagamento presso il centro di Educazione Ambientale Scuola Verde, frazione San Pietro; www.scuolaverde.com. Avvertire con una settimana d'anticipo.
Agricampeggio Cardito, Capitignano; www.agricampingcardito.com.
- Camping Funivia del Gran Sasso, Fonte Cerreto, Assergi; www.campingfuniviadelgransasso.com
 
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