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Dal Ricetto di Candelo ai presepi di Mosso e Callabiana, fino a Bird e alle valli del Lys e d’Ayas

In camper a dicembre, tra Piemonte e Valle d’Aosta: mercatini di Natale, presepi e cultura walser

5 Dicembre 2022

Piccoli borghi che il Natale ammanta di magia, presepi che sono veri e propri gioielli di meccanica e artigianato e i tradizionali mercatini che raccontano molto della cultura e della gastronomia dei luoghi. Per gli appassionati del viaggio in libertà, le feste d’inverno sono uno dei momenti in cui vivere un’avventura camperistica alla ricerca di atmosfere nordiche, anche in Italia.

Certo, bisogna essere attrezzati a dovere e non tralasciare i dettagli che riguardano la sicurezza. Allora gomme invernali montate, catene a bordo, e ultimi check tra pressione e livelli. Si parte per mercatini, e per molto altro, tra le alpi biellesi e le valli aostane, custodi della cultura walser.
 
 
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AL RICETTO DI CANDELO, NEL BORGO DI BABBO NATALE
Partiamo da un borgo Bandiera Arancione. Siamo a Candelo, in Piemonte, ai piedi delle Prealpi biellesi. Questo potrebbe essere uno dei tanti piccoli centri della piana da cui si ammira il Monte Rosa, ma invece di mostrare il glorioso passato tessile del Novecento qui si respira l’atmosfera di un mondo rurale non del tutto perduto.

Al centro dell’abitato sorge infatti il Ricetto medievale, un gruppo di edifici di origine per lo più trecentesca, fortificati da una cerchia muraria di ciottoli a spina di pesce, che avevano funzioni di deposito agricolo e rifugio per la popolazione in caso di pericolo. Il consiglio è di visitarlo partendo dall’ottocentesca piazza Castello, su cui affaccia il neoclassico Palazzo Comunale. Si accede al ricetto attraversando un torrione e superata la piazzetta interna si incontrano le tipiche costruzioni a due piani con i loro bei portali in pietra o in mattoni.  

Ogni anno, prima del Natale, il Ricetto medievale si trasforma in un pittoresco mercatino natalizio decorato e il viaggio nel passato si anima con mostre, canti e musiche, bancarelle e cantine artigianali, decorazioni come l’albero illuminato fino incontrare… Babbo Natale. Per un ricordo dolce cercate i canestrelli, qui tipici sin dal Medioevo.
 

Ricetto di Candelo - foto Shutterstock

I PRESEPI DI MOSSO E CALLABIANA
Prima di “sconfinare” in Valle d’Aosta, vale la pena fare una deviazione nei piccoli centri di Mosso e Callabiana, sempre nel Biellese. A Mosso si tramanda l’antico rito del presepe, nelle forme del Presepe Gigante di Marchetto, celebrato dai locali come “il presepe più grande d’Italia”. A comporlo sono circa 200 statue a grandezza naturale, vestite con abiti di inizio '900, ispirate alla tradizione. Ci si aggira per i cortili e gli androni, diventando parte vivente della scenografia. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 22, diventa suggestivo con le luci della sera.

In poco più di dieci minuti e 8 chilometri di strada si arriva a Callabiana. Anche questo piccolo borgo del Biellese è conosciuto per i suoi presepi. Quello meccanico (dal 3 dicembre 2022 al 15 gennaio 2023 nell'oratorio di San Carlo) è un capolavoro artigiano della dimensione di 80 metri quadri. La scenografia è ispirata alle colline a ridosso delle Prealpi e dell’arco alpino. Con questo panorama sulla quinta si contano ben 100 casette, 150 statue, di cui 80 meccanizzate attraverso sistemi idraulici che muovono il presepe con luci, corsi d’acqua, animali che pascolano, artigiani che lavorano e anche una baita di pietra dalla quale esce il fumo dal camino. 

Presepe di Callabiana 
 
AL FORTE DI BARD UNO SPETTACOLO DI LUCI
La prossima meta è in Valle d’AostaBard è la celebre fortezza a guardia dell'ingresso della Valle è un polo museale regionale, oltre a rappresentare il motivo di interesse principale di una visita al borgo, un autentico concentrato di testimonianze storiche in poco più di 3 chilometri quadri di superficie e per una popolazione di circa 160 abitanti. Il suo assetto urbano medievale è rimasto pressoché intatto ed è la scenografia ideale per vivere le atmosfere del Natale.

La rassegna che da sempre anima le Feste del borgo è Noël au Bourg, ma in questo 2022 (insieme al concorso “Presepi nel Borgo”) si aggiunge la novità di “Luci di Natale al Forte di Bard”, uno spettacolo di suoni e luci che si accenderà ogni sera dall’8 dicembre all’8 gennaio (ad eccezione del 12, 19, 24 e 25 dicembre) a partire dalle 17, ogni mezz’ora. Nella Piazza d’Armi della fortezza si ricreeranno le suggestioni della montagna e gli animali che la popolano. Una montagna reinterpretata in chiave fantastica ed onirica.

Scopri di più sulle Luci di Natale al Forte di Bard




Luci di Natale al Forte di Bard - foto Forte di Bard
 
GRESSONEY-SAINT-JEAN, NATALE TRA LE TRADIZIONI WALSER
Si risale la valle di Gressoney, per fermarsi a visitare Gressoney-Saint-Jean, un altro borgo certificato con la Bandiera Arancione. La località alpina ai piedi del Monte Rosa, nella valle del Lys, è una delle più preziose delle Alpi occidentali per la posizione, per l’offerta legata agli sport e alle attività invernali e per la storia e le tradizioni, legate alla popolazione alemanna dei Walser che ha lasciato segni nella cultura, nella lingua e nell’architettura, visibili nei tipici villaggi, molti tutt'ora abitati e ben conservati e nelle numerose dimore auliche di fine '800.

Anche qui, immancabili, i mercatini di Natale, dove ammirare l’artigianato locale e gustare uno dei prodotti tipici della valle. Da gustare sono la Toma di Gressoney, formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, a stagionatura minima di 90 giorni, e il violino di capra, salume tipico della zona. Tutta da leggere è la bella storia di Paysage à Manger, un progetto di recupero di patate rare e della cultura alpina. Tipiche della valle del Lys e prodotte ancora oggi a mano sono le d‘Socka, pantofole in panno molto calde e confortevoli magari da regalare o indossare sotto l’albero.

Se ci si vuole avventurare in una escursione e le condizioni lo permettono da non perdere è la visita ad Alpenzù Grande, che insieme ad Alpenzù Piccolo rappresenta uno dei più antichi insediamenti Walser della regione. Il borgo è collocato sul percorso che collega il fondovalle al passo di Pinter, via di comunicazione con la Val d’Ayas. Le dodici case del minuscolo borgo, datate dal 1668 al 1824, sono raccolte attorno alla bianca cappella. Un vicolo sfila fra le antiche costruzioni del villaggio, dove i tipici “stadel” – granai o fienili realizzati interamente in legno che poggiano su curiosi e ingegnosi sostegni a forma di fungo – mostrano la bellezza dell’architettura walser.
 
 
Gressoney St Jean
 
LA MAGIA IN BIANCO DELLA VALLE D'AYAS
Proseguiamo alla scoperta della magia della Valle d’Aosta, ma cambiando scenario. Lasciamo la valle del Lys per risalire la val d’Ayas. Champoluc è la meta della prima parte del viaggio in valle. L'ultimo centro della valle si chiude con lo straordinario anfiteatro bianco del massiccio del Rosa, che ha nel ghiacciaio di Verra l’origine delle acque del torrente che bagna la valle, Champoluc è punto di partenza di camminate, arrampicate e salite alle piste da sci, oltre che un luogo ideale per le feste natalizie, che si legano nell’oggettistica come nelle tradizioni culinarie alla cultura walser.

Seconda tappa è Antagnod. Lo si raggiunge dopo qualche minuto di salita panoramica che regala una vista mozzafiato su tutta l’alta valle e sul Monte Rosa. È qui che il massiccio propone la sua vista più bella. Capoluogo di Ayas, Antagnod è terra di tradizionali attività tra cui l’allevamento bovino e l’intaglio del legno (il sabot, il tipico zoccolo di legno, è la sua tipicità artigianale). Proprio le rive dell’Evancon videro sviluppare l’antico mestiere montano del sabotier che, riuniti oggi nella coperativa “Li Tsacolè d’Ayas”, espongono i loro prodotti nella sede di Antagnod. Da vedere in paese anche la parrocchiale quattrocentesca di San Martino con il suo bel campanile.
 

Antagnod - foto Shutterstock
 
AOSTA E IL MARCHÉ VERT NOEL
L’Arco di Augusto, le mura con la Porta Pretoria, le torri, il Teatro e l’Anfiteatro, piazza della Cattedrale e la collegiata di Sant’Orso, Aosta può essere la meta ideale di una vacanza natalizia in libertà. Il Natale ad Aosta è da sempre un momento partecipato e coinvolgente. A renderlo suggestivo è il tradizionale “Marché Vert Noël” con cui l’atmosfera delle feste abbraccia il centro storico della città. Tra fine novembre e gennaio, il mercatino natalizio trasforma le piazze Roncas, Caveri e la piazza della Cattedrale in veri e propri villaggi alpini.

Ogni giorno, i visitatori possono curiosare alla ricerca di idee regalo inconsuete tra specialità del territorio, vini, arti manuali, oggetti d’antan, pensieri-regalo, ispirazioni nordiche… lussi piccoli e abbordabili per respirare insieme aria di festa. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria. Cosa chiedere di più?
 
Aosta, piazza Chanoux
 
I SERVIZI PER I CAMPERISTI
- Un'ottima base per la vostra visita nella provincia biellese è l'area di sosta camper Candelo, in Via dei Mulini 14, ideale per accedere e visitare il ricetto. 
- In valle d'Aosta, nella valle del Lys, il consiglio è fermarsi a Gressoney La Trinité, in località Staffal. L'area camper Tschaval è servita e aperta tutto l'anno.
- Ad Aosta, in via Caduti del Lavoro, angolo corso Garibaldi, nei pressi dei mercatini di Natale, c'è un'area a pagamento, recintata e pianeggiante. 
- Per scegliere altre opzioni il sito della Vallée mette a disposizione un motore di ricerca aggiornato.
 
L'ASSICURAZIONE
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