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The Italian Sabbatical: cinque volontari, la comunità locale e la Ong Wonder Grottole insieme per rigenerare il borgo in provincia di Matera

In Basilicata, un progetto di Airbnb per salvare dallo spopolamento il borgo di Grottole

di 
Fabrizio Milanesi
15 Luglio 2019

Forse manca solo un’aria di Morricone a dare una dimensione sonora a quella che sembra una scenografia che è difficile riprodurre. Il sole schiaccia i muri, i sassi, preme sulle teste e si attenua forse per un rispetto dovuto solo sul colonnato della Chiesa Diruta, una grandiosa cattedrale del 1508 affacciata sul dirupo della gravina di Grottole, in provincia di Matera, luogo sacro ferito a più riprese dai terremoti, fino a quello devastante dell’Irpinia nel ‘62.

Sopra di noi il tetto della chiesa non c’è più, le pareti neppure, ma lo scheletro di pietra tra archi e colonne crea quasi dei polittici in miniatura inquadrando scorci del canyon e delle pareti di calcare. E questa chiesona consacrata all’evangelista Luca e al Giuliano vescovo è forse l’icona di un luogo dai tratti sgargianti e bellissimi, ma screziato dalle incurie e dal tempo.

Ma “quando è” Grottole? No, non è un errore di sintassi. Perché in questo borgo della Murgia materana dove gli insediamenti risalgono alla più remota preistoria, il rapporto con il tempo segna dinamiche e abitudini di una comunità che oggi si sta impegnando a scacciare gli spettri dello spopolamento che minaccia il centro storico giorno dopo giorno, “vendesi” dopo “vendesi”. Nell’intreccio più antico del borgo si contano trecento abitanti e seicento case vuote, un dato che i demografi riducono alla diagnosi rituale dello “stato di drammatico abbandono”.
 
La chiesa Diruta, simbolo di Grottole / foto Fabrizio Milanesi
 
CINQUE STRANIERI A GROTTOLE
A rendere esemplare il caso di Grottole e a metterlo sotto la lente dei media di mezzo mondo è il nuovo, ambizioso progetto di AirBnb, la società che attraverso una rete social ha rivoluzionato il mercato degli affitti brevi e dell’accoglienza turistica. Dopo le smart city e le capitali dell’arte questa volta il colosso di San Francisco ha fatto rotta sulla Basilicata, sperando nel vento in poppa che soffia forte da Matera, Capitale europea della Cultura 2019.
 
L’iniziativa si chiama “The Italian Sabbatical”, titolo che allude alla cultura tipicamente anglofona della pausa rivitalizzante durante una carriera di studio e lavoro. AirBnb, nel ruolo di partner della fondazione Matera Basilicata 2019, ha lanciato un concorso internazionale per scegliere cinque volontari disposti a vivere un’estate a Grottole, scambiando il proprio background cosmopolita con i grottolesi impegnati a ripensare il modello di accoglienza nel loro paese. “Ci aspettavamo qualche decina di migliaia di richieste – ammette Federica Calcaterra, che a Grottole sta coordinando The Italian Sabbatical – invece siamo stati sommersi da circa 280.000 candidature”.
 
Ma non siamo ad XFactor, anche se di talento e umanità se ne trova eccome nelle biografie dei Sabbaticals, che a Grottole vivono dallo scorso 5 giugno e lì rimarranno fino alla fine di agosto. “Qui mi alzo presto, accompagno Rocco agli alveari, diamo una mano in tutto, poi una volta alla settimana c’è la lezione di pasta fresca a casa di Enza, la costruzione dell’orto comunitari con Mario e le lezioni di lingua e cultura italiana con Michela, un momento centrale e molto appassionante della giornata" ci racconta Pablo Colangelo, trentacinquenne di origini italiane, residenza a Buenos Aires e una professione avviata di ingegnere informatico.  “Dopo un mese qui le mie aspettative non sono state deluse, anzi. L’Italia, la provincia, il sud, sono dimensioni molto simili alle nostre campagne".
 
Pablo Colangelo nell'orto comunitario di Grottole / foto Fabrizio Milanesi
 
A fargli eco Remo Sciubba, di anagrafe gallese ma con un viso che tradisce origini mediterranee: “La mia professione meno recente mi ha portato a visitare mezzo mondo, oggi a Cardiff la mia professione è insegnare inglese, un sapere che sto tentando di trasmettere agli amici di Grottole. Dopo un mese qui – ci rassicura Remo – mi sento come aver ritrovato casa, perché le mie origini sono abruzzesi”.
 
Remo Sciubba / foto Airbnb

LONTANI PARENTI  
Ci sono poi Helena Werren, quarantacinquenne canadese che arriva da una vita in house boat, con cinque lingue fluenti e un master in turismo, e Anne Tachado, giovanissima fotografa delle Filippine che a soli 24 anni ne ha vissuto 17 in Australia lavorando anche come volontaria in Giappone per raccogliere riso e foglie di tè.
 
Storia più che incredibile e molto americana è invece quella dell’ex pompiere di New York, Darrell Pistone, che lui stesso ci racconta, seduti davanti tra la cucina condivisa e un pianoforte scordatissimo nella casa-hub del progetto: “Ho 61 anni, sono di New York e in effetti può sembrare strano che io mi trovi qui, in campagna, in un paesino di mille abitanti del sud Italia”. Darrell non ha solo l’accento tipico della Grande Mela, ma esibisce il phisique du role del pompiere, alto quasi due metri con spalle larghe così e occhioni miti, ma affatto arrendevoli: “Qui sto chiudendo un cerchio che coinvolge i miei nonni e i miei bisnonni, tutti lucani, e il senso della mia professione, quello di dare una mano. Quando ho letto l’appello di AirBnb mi sono detto che come i miei avi si sono dati da fare per venire in America e darci un futuro, io dovevo tornare a casa per fare altrettanto, mettendomi a disposizione per la comunità di un paese che sta soffrendo”.


Grottole - foto Airbnb

Ora viene il bello: perché Darrell ha scoperto che un suo avo era nato proprio a Grottole. A darne prova è un certificato di nascita rinvenuto da Stefano, grottolese “di ritorno” ora in pensione, che sta ospitando in questi mesi Pablo: “Quando ho saputo di Darrell ho associato il suo cognome a quello della mia famiglia. E da una ricerca anagrafica ecco comparire la prova che la nonna di Darrell era zia della nonna di mia moglie”. Tradurre questo intreccio di linee consanguinee per noi è un mistero, ma la verità è che Italian Sabbatical è riuscita già in un piccolo miracolo di riunire storie apparentemente molto lontane e rendere globale una questione che i grottolesi vivevano come molto locale.
 
“La comunità di Grottole sta reagendo benissimo a quella che è una esposizione mai vista – ci spiega Stefano -. “Io sono tornato a Grottole dopo la pensione e ho convinto anche mia sorella, a Roma da una vita, mia figlia poi ha un bambino di 18 mesi e stiamo ristrutturando una casa di famiglia, nella speranza che dopo Basilicata 2019 e Italian Sabbatical, ci sarà un futuro per Grottole".
 
Grottole si rianima dopo la pausa della "controra" pomeridiana / foto Fabrizio Milanesi
 
UN FUTURO POSSIBILE
A credere nel futuro di Grottole più che mai sono Andrea Paoletti e Silvio Donadio, che sostenuti da una rete di amici e collaboratori sparsi in Italia e nel mondo stanno cullando dal 2014 il sogno di ripopolare il centro storico di Grottole. “In dieci anni vorremmo vedere il borgo pieno di persone di culture diverse integrate con la comunità locale " ha dichiarato Andrea Paoletti, fondatore di Wonder Grottole.
 
Con Silvio Donadio ci siamo concentrati su cosa verrà dopo questa magnifica estate e soprattutto su come sarà questo dopo: “Certo, siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose. L’incontro tra i volontari grottolesi di Wonder Grottole e gli Italian Sabbaticals sta dando moltissima gratificazione a tutti. La risonanza di Matera e la forza mediatica di AirBnb sono due spinte prodigiose per portare Grottole e il lavoro della nostra associazione in primo piano. Certo siamo accorti nel pensare che tutto verrà risolto in questo 2019, anzi. Sappiamo che quando i riflettori si spegneranno, dovremo lavorare ancora di più per infondere fiducia sulla comunità locale, non esponendola al rischio di sentirsi abbandonata. Ma a questo stiamo già rimediando con attività concrete, come l’acquisto di due immobili nel centro storico di Grottole, che diventeranno i nostri centri operativi per le attività future".
 
Beekeeping a Grottole, una delle experience condivise dai sabbatical / foto Fabrizio Milanesi
 
A rendere ancora più interessante l’esperimento sociale di Grottole è la consonanza di intenti tra società civile, terzo settore e istituzioni. Non è forse un caso che proprio a Grottole sia attivo dal 2017 un progetto Sprar – il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – che sta accogliendo immigrati da più parti del mondo.
 
“La nostra ambizione – ci spiega Francesco De Giacomo, sindaco a Grottole dal 2011 – è fare ritornare il grottolese che ha studiato, accogliere gli immigrati che danno il loro contributo, anche in termini di ripopolamento e rinfoltimento del tessuto sociale. Grottole è uno dei comuni che ha beneficiato e sofferto del boom della chimica italiana”.
 
Nella Valle del Basento negli anni '60 era attivo uno dei più imponenti siti industriali italiani, l’Anic-Eni, che contava 3517 lavoratori e 283 lavoratrici impegnati sugli impianti e 648 impiegati amministrativi. Poi ci furono Enichem e Pirelli. “Oggi non subiamo solo la crisi industriale, ma anche quella demografica. Per reagire servono investimenti in agricoltura e turismo e una nuova idea di comunità. Ecco che un progetto come Wonder Grottole può agire trasversalmente per attenuare i conflitti sociali e proiettarci in un futuro possibile”.  Una speranza che anche noi sentiamo di condividere.

INFORMAZIONI
Per sapere tutto del progetto di Airbnb a Grottole vai al sito ufficiale italiansabbatical.com.
I volontari stanno già creando esperienze disponibili sulla piattaforma Airbnb; per esempio:
- photowalk a Grottole
- tour alla scoperta dei posti segreti di Grottole.
 
Il castello di Grottole e una veduta sulla Murgia materana / foto Fabrizio Milanesi