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Una ricerca presentata al BTO di Firenze fa il punto su il turismo cinese in Italia e nel mondo

Il viaggiatore cinese? Giovane, benestante, sempre connesso. E sempre più indipendente

30 Novembre 2017
 
Si chiude oggi a Firenze la decima edizione di BTO, Buy Tourism Online, manifestazione leader del travel online, che in due giorni ha ospitato 50 espositori - tra cui 11 realtà territoriali italiane - e organizzato oltre 160 eventi ospitati in quattro Main Hall e tre Arene. BTO - che è un marchio di proprietà di Toscana Promozione Turistica e Camera di Commercio di Firenze - come ogni anno ha fatto il panorama dello stato dell'arte del turismo sul web: si è parlato di un po' di tutto, dall'intelligenza artificale nel turismo alle esperienze di viaggio prenotate tramite Airbnb, dal nuovo sito del turismo regionale toscano alle nuove frontiere turismo responsabile e alle app che rivoluzieranno il settore. 

Tra le tante ricerche presentate, ci pare interessante quella elaborata da Digital Retex su dati Istat-Confturismo e presentata da Andrea Ghizzoni, Europe Director di Tencent, il colosso del web cui fa capo WeChat. Per chi non lo sapesse, WeChat è la piattaforma maggiormente utilizzata in Cina per comunicare (è usata da 900 milioni di utenti!) e offre un punto di vista interessante sull'Asia e sui suoi viaggiatori: la ricerca fa il punto, infatti, sul turista cinese, indagandone le sue peculiarità e le sue preferenze.

In tre parole, dall'indagine presentata al BTO risulta che il viaggiatore cinese è giovane, sempre connesso e ricco. L’Italia è una delle sue mete più ambite ed è anche la destinazione di viaggio per la quale spende di più, con una media di 918 euro a testa. Una spesa particolarmente mirata al settore del lusso: secondo le stime di Istat-Confturismo, lo scorso anno i consumatori cinesi hanno rappresentato il 55% del fatturato globale per il lusso. In particolare a Milano, capitale della moda, nel primo trimestre di quest’anno le attività commerciali hanno assorbito il 39% del denaro speso dai turisti del Dragone nei loro soggiorni italiani.

 

“Nell’arco dei prossimi 5 anni – ha dichiarato Ghizzoni - un terzo dei consumi cinesi sarà in mano ai millennials, che già oggi rappresentano il 39% dei viaggiatori cinesi. Giovani facoltosi che vivono in grandi città e hanno un rapporto molto stretto con il digital: in Cina, infatti, ci sono più di 100 città con un milione di abitanti, l’ecommerce vale più del 20% del totale del retail e il volume dell’epayment ammonta a $5,5 miliardi (stime iResearch)”.
 
Si calcola che i millennials asiatici passano oltre 3 ore e mezzo al giorno online su smartphone, non solo per cercare prodotti, ma anche servizi ed esperienze. “Il settore travel-entertainment – aggiunge Ghizzoni - rappresenta il 10% delle ricerche. Gli under 35-40 prenotano hotel e servizi prevalentemente dallo smartphone”.

E il mito che dice che i turisti cinesi viaggiano sempre in gruppo? Non è poi così vero. I viaggiatori cinesi sono sempre più indipendenti: su 135 milioni di cittadini cinesi che si sono messi in viaggio nel 2016, circa la metà si è mossa in maniera autonoma. La maggior parte, è vero, si è trattenuta nei paesi asiatici, e soltanto l’11% ha scelto invece mete europee. Ma la percentuale è destinata ad aumentare: da una ricerca della United nation world tourism organization si evince che entro il 2020 il flusso dei turisti con passaporto cinese sarà di gran lunga il più importante nel mondo. Prepariamoci!